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SCELTI PER VOI: SCUSA MA RESTO QUI

lunedì 11 maggio 2026

 



Comincio dalla fine.
Perché leggere questo libro?
Perché, come uno dei due personaggi, adoro le liste numerate.
Questa è davvero troppo personale come preferenza.
Perché non si può smettere di leggerlo se lo inizi. 
Questa invece è molto categorica. Il libro è abbastanza breve, ma non è il limitato numero di pagine a renderlo inseparabile dagli occhi. 
Perché è in grado di far sognare sia un adulto che un giovane lettore. Ne consiglierei però un lettura personale. In quella condivisa ad alta voce perderebbe parte dell'intimità intrinseca del contenuto.
Perché la forma in cui è strutturato è molto particolare. 
Barbaglia ha creato una sorta di romanzo epistolare molto moderno, attraverso il solo scambio di messaggi in chat e qualche email, un botta e risposta che tesse ininterrottamente l'intera storia, con tanto di accurata scansione degli orari. 
Perché il lessico che usa è denso, ricco di sottili doppi sensi, giochi di parole, intriganti rimandi tra le pagine. 
Perché racconta della nascita di un legame puro, limpido, di quelli che dovrebbero fare da esempio per le nuove generazioni, di quelli che privilegiano la sostanza all'apparenza, l'essere all'avere. In cui il romantico corrisponde al sognante. 
Due i protagonisti, di cui viene una voglia incredibile di scoprirne l'aspetto fin dalle prime righe e la bravura di Barbaglia sta proprio nel farcelo agognare, spingendoci ad immaginarli in ogni dettaglio.
Zeno, appena entrato nella scuola superiore, finisce vittima di prepotenza e poi di cyberbullismo. 
Questo lo spinge a rifiutarsi di tornare tra i banchi, finché una misteriosa ragazza non entra nella sua vita, o meglio nel suo telefono. 

Zeno – 8:35

...questa cosa che ci sei mi tranquillizza. So che non mi giudichi, che non mi critichi, che non pensi che io sia sbagliato. E sai perché lo so? 

Luna – 8:41

Perché pensi che sia una brava persona? 

Zeno – 8:41

No, perché mi sa che hai ragione. È proprio come hai detto tu, funziona così perché non ci conosciamo.


Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Scusa ma resto qui
AUTORE: Alessandro Barbaglia
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: p. 144
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 10 anni
ISBN: 978880478617
PREZZO INDICATIVO:  14,00




LA RESISTENZA RACCONTATA DAI RAGAZZI: UN PODCAST TRA MEMORIA E RIFLESSIONE

giovedì 23 aprile 2026




Esistono libri che non si limitano a raccontare il passato, ma chiedono di essere scelti e vissuti nel presente. Insieme alla classe terza secondaria di primo grado della Scuola di Castell'Azzara, abbiamo letto ad alta voce "Luba voleva gli occhiali neri" di Loredana Frescura e Marco Tomatis.

Non si tratta solo di una storia di guerra; è la storia di una scelta.

Luba è una ragazzina che si ritrova a essere una staffetta partigiana. Attraversa boschi e pericoli portando messaggi, vivendo la paura quotidiana e la responsabilità di chi sta costruendo, un passo alla volta, la libertà di un intero Paese. Gli "occhiali neri" del titolo non sono un vezzo estetico, ma un simbolo di protezione, di identità e di quella necessità di osservare un mondo adulto che sta crollando, cercando di non farsi accecare dall'orrore.

Dopo aver chiuso l’ultima pagina, i ragazzi hanno avuto l'occasione di produrre un podcast, grazie all'accoglienza, alla competenza degli studenti e al fantastico studio di registrazione dell'Istituto Superiore Zuccarelli, indirizzo Ite di Pitigliano. Abbiamo deciso così di dare voce a Luba e, contemporaneamente, alle loro domande.

Nel podcast troverete le loro voci a tratti incerte, ma vere, le parole di Luba e specialmente le riflessioni che i tredicenni di oggi, ancora, per fortuna, si pongono.

Luba non ha scelto di essere un'eroina, ha scelto di non voltarsi dall'altra parte. Ed è questo che ci ha colpito di più: il coraggio non è non avere paura, ma prendere parte.

Potete ascoltare il podcast cliccando qui 


SCELTI PER VOI: TUTTO QUELLO CHE BRUCIA

mercoledì 8 aprile 2026



 



La metafora del fuoco è senza dubbio la più appropriata per descrivere simultaneamente ciò che è male e ciò che è bene. Bruciano le case sotto le bombe, bruciano le auto devastate da chi vuole distruggere il presente (e anche il futuro), ma è anche l’incendio che divampa nell’animo adolescente, carico di sogni, volontà e primi amori. 
Questo libro è un piccolo tesoro che ci consegna una storia necessaria: quella del G8 di Genova del 2001. Aristarco ricostruisce le vicende e l'atmosfera del Social Forum con estrema precisione e sceglie di raccontarle attraverso gli occhi di Viktor, un quattordicenne introverso, che si trova in quella fase liminale in cui "non si è né carne né pesce", sospeso nel tentativo di capire se stesso e le proprie passioni, divorato dall'ansia di chi si sente tirato da mille parti: partecipare o restare a guardare? Essere protagonista col megafono in mano? Tenere o meno lo striscione? È il ritratto perfetto di quell'incertezza adolescenziale dove ogni scelta sembra pesare come un macigno. 
È la storia di chi, in quei giorni, ha deciso di non restare a guardare, provando a cambiare un presente dominato dalle logiche economiche e politiche imposte dall’alto. 
In questo caos interiore si inserisce il rapporto con l'universo femminile. Dalle prime e-mail, dove l'altro è ancora un’immagine distante, si passa all'incontro fisico che accende nuove e travolgenti sensazioni, tra parole non dette e il batticuore delle prime decisioni. 
Il linguaggio è semplice, diretto e affabile, una scelta stilistica che rende il romanzo perfetto per la lettura nelle scuole, capace di arrivare dritto ai ragazzi. 
Un romanzo che ci ricorda l’importanza di non dimenticare, scritto con una sensibilità che brucia, proprio come il suo titolo. 
Leggendo queste pagine, non ho potuto fare a meno di pensare alla mia esperienza personale: all'epoca i miei genitori non mi permisero di partecipare a quella manifestazione. Se da un lato mi sento scampata da quei pericoli, dall'altro resta il rammarico di non aver contribuito a un sogno che cercava il cambiamento e che, purtroppo, è finito male. 
Eppure, proprio per questo, la storia di Viktor diventa un modello per le nuove generazioni: ci ricorda l'importanza dell'azione politica e sociale. Ci insegna che, nonostante i rischi, l'iniziativa e la partecipazione sono necessarie oggi più che mai.

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Tutto quello che brucia
AUTORE: Daniele Aristarco
EDITORE: Feltrinelli Up
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: p. 176
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dagli 11 anni
ISBN: 9788807910920
PREZZO INDICATIVO:  15,00

SCELTI PER VOI: BROCK. LA PAURA DEL TASSO

martedì 10 marzo 2026


 

La verità è che ho scelto di leggere questo libro per due motivi: il primo è che sono stata catturata dalla copertina. L'illustrazione non passa di certo inosservata, ti obbliga a prenderlo in mano per esaminare meglio i particolari: una sorta di metamorfosi, un essere tanto vegetale quanto animale, che sembra guardarti da una dimensione superiore (qui trovate qualche informazione sull'artista https://www.christinamrozik.com/). 
Poi ho dato uno sguardo all'incipit, che si è rivelato talmente potente da non permettermi di non leggere il capitolo successivo. Il capitolo successivo tanto diverso da condurmi all'altro senza accorgermene. E a seguire, fino alla fine, tutto d'un fiato. La lettura va veloce, il libro è breve, proporzionalmente all'intensità.
La storia, ambientata in un contesto sociale duro, ci racconta di due giovani fratelli, senza madre e con un padre assente e problematico: Nick, che spesso si deve occupare di Kenny, più “lento”...

.. arriva tardi perché non ha fretta, non ha la testa piena di cose come gli altri. Non è sempre lì a far quadrare tutto, o a cercare di fregarti. È convinto che le altre persone siano gentili come lui, e riesce ad avere una sola idea per volta. 

È proprio questa disabilità intellettiva a renderlo più facilmente preda della cattiveria degli altri, in particolare di tre ragazzi prepotenti, che se ne approfittano costringendoli ad assistere ad una macabra caccia al tasso. Il vecchio tasso, quello che pare trascendere dalla superficialità e bassezza delle vicende umane. 
Nel confronto tra il selvatico e l'umano, tra l'animale che attacca per nutrirsi o per difendersi e l'uomo che uccide per spregio, per il sadico piacere di farlo, nonostante a vincere sia materialmente l'uomo, il tasso diventa simbolo di purezza ancestrale che mette a nudo la meschinità degli uomini.
Il finale è una sorta di redenzione a cui prendono parte i nostri fratelli, un reclamare bontà in un mondo crudele, nel quale i deboli fanno fatica a sopravvivere, un salvare per salvarsi. La scrittura di McGowan è asciutta e diretta, le frasi brevi e pungenti.
Pochi personaggi e un intreccio lineare ne fanno un lettura semplice, ma avvincente.
Non si tratta di un semplice romanzo d'avventura, né di un libro adatto a tutti. Alcuni potrebbero mal sopportare le pagine più crude, nelle quali viene descritta la violenza gratuita nei confronti degli animali. Ma rimane un'occasione da non perdere per riflettere non solo sul bullismo, ma soprattutto sulla fragilità e pochezza umana, sulla nobiltà che ancora possiede la natura e che l'uomo ha tragicamente dimenticato. 
In questo racconto brutale e necessario, il tasso finisce per rappresentare l'unica vera misura di purezza, lasciando a noi il peso di un'umanità troppo terrena, troppo piccola e tragicamente superficiale. 
Non tutti i libri sono adatti in ogni momento, ma quando capita, vuole dire che è quello giusto. 
Si tratta del primo volume di una quadrilogia, nota come “The Truth of Things”, che andrebbe letta in ordine di pubblicazione così da seguire meglio la crescita dei protagonisti.

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Brock. La paura del tasso
AUTORE: Anthony McGowan
TRADUTTORE: Mara Pace
EDITORE: Rizzoli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: p. 120
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dagli 11 anni
ISBN: 9788817188210
PREZZO INDICATIVO: € 13,00

SCELTI PER VOI: QUANDO IL CUORE È IN TEMPESTA

lunedì 9 febbraio 2026


Quando c'è, è al massimo. Quando non c'è, non c'è. È come una corrente elettrica azionata da un interruttore che, proprio quando penso: Ora è passata, ritorna con un clic. 

Chi durante l'adolescenza non ha mai provato dei momenti di disagio? La sudarella prima di un incontro importante, la mancanza di voce e vuoto di memoria durante un'interrogazione? Le gambe molli o lo stomaco debole nel dover affrontare una prova? Probabilmente tutti, ma poi tendiamo a dimenticarcene, per quanto le difficoltà da adulti non siano affatto minori. 
Tutto cambia per Pi durante una banale lezione di inglese: cuore a mille, il respiro che manca, le pareti della stanza che si accasciano su di loro. E poi svenimento. 
Questo è quello che può succedere quando il mondo diventa troppo difficile da affrontare. E la riposta più semplice del corpo è l'abbandono della realtà, la fuga che si manifesta con un attacco di panico, una scomparsa almeno apparente. È un po' come quando ero piccola e avevo paura: se chiudevo gli occhi, credevo che nessuno mi avrebbe più vista. 
Pi ha diciassette anni e scopre che quel malessere ha un nome: ansia. Quella pesantezza le fa rifiutare di voler tornare a scuola e persino stare con le migliori amiche. Ma mentre Pi comincia ad intuire da subito quale sia il suo problema, i genitori tentano in tutti i modi di nascondere a loro stessi le reali motivazioni, a ignorare i segnali di allarme, a ritenere che i tic siano allergia al polline e la diarrea sia dovuta a cattiva alimentazione. 
Chiusa nel guscio domestico, la casa diventa inizialmente la sua gabbia, ma anche il suo rifugio. Qui trova però una nuova famiglia: tra le mura del suo condomino la vita torna a bussare inaspettatamente. Tre generazioni di donne eccezionali e imperfette le insegnano ad essere se stessa, ad ascoltarsi e accettarsi. Grazie all'incontro con la purezza di Vicky, alla vitalità travolgente di Bianca e alla saggezza dell'anziana Gillian, Pi scopre che non deve essere per forza 'perfetta' per stare bene e che la vita non è una gara, ma un mosaico di umanità e fragilità condivise. 
Ed ecco la cura. Alla fine la vera guarigione avviene proprio quando inizia a rivolgere la sua attenzione all'esterno...
Quella di Pi è una storia semplice e delicata, che ci ricorda come le debolezze di ognuno possano diventare punti di forza se condivisi e riconosciuti per quello che sono. 
Lo stile di Mette Vedsø è asciutto, quasi minimalista, fatto di frasi brevi. Alcuni capitoli sono brevissimi. Nessuna morale, poche massime, il pensiero dell'autrice emerge dalle azioni dei personaggi e da ciò che queste comportano. La sua forza sta proprio nel trattare temi complessi come l'ansia e la disabilità in maniera diretta e semplice, ma mai banale, rendendo questo libro adatto a tutte le età, ma per il quale consiglio più una lettura intima e personale.

La vita non è una prestazione, ma un incontro.


Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Quando il cuore è in tempesta
AUTORE: Mette Vedsø
TRADUTTORE: Eva Valvo
EDITORE: Il castoro
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: p. 144
FORMATO: copetina rigida
ETÀ DI LETTURA: dagli 11 anni
ISBN: 9791255333067
PREZZO INDICATIVO: € 16,00

SCELTI PER VOI: LA CATASTROFICA VISITA ALLO ZOO

martedì 13 gennaio 2026

 


A raccontarci questa storia...ehm, anzi a raccontarci di una serie di catastrofi è la giovane Josephine, ma solo dopo alcuni anni dagli avvenimenti. 
Lei, insieme ad altri cinque compagni tutti maschi, frequenta una scuola speciale, nella quale la cosa più straordinaria è la loro adorata maestra Jennings. Tutto scorre liscio fino al giorno in cui trovano la scuola allagata perché qualcuno ha lasciato intenzionalmente i rubinetti dei bagni aperti. Questo avvenimento obbliga i sei bambini a doversi trasferire nella vicina scuola normale, il cui dirigente non manca occasione per fare buona impressione e rimanere solo con la maestra, ma anche a cominciare un'accanita indagine sul responsabile. La lista dei sospettati si compone pian piano: il proprietario della scuola il cui movente è intascare il risarcimento? O il custode per non dover più lavorare? La continua ricerca di prove e indizi sembra scagionare chi poco prima sembrava il colpevole. In breve tempo però una catastrofe tira l'altra: la catastrofica lezione di ginnastica e quella sulla sicurezza stradale, per non parlare della catastrofica serata con i genitori e la recita di fine anno. 

“Ben, bene, la presentazione ora è terminata. Come avete potuto constatare, i nostri piccoli amici sono un po' diversi. Quindi conto su tutti voi: mi raccomando, non prendeteli in giro!” 
Proprio la cosa che non avrebbe mai dovuto dire. 

Come si fa ad identificare come diverso un qualcosa? È semplice. Nominandolo come tale. E invece questo libro vuole proprio darci l'idea che è necessario non identificare, schedare, ma semplicemente tenere conto delle specialità di ciascuno, che possono diventare tesori nel momento giusto. 
La spontaneità e le infinite domande sono le caratteristiche dei bambini speciali, che spesso lasciano gli adulti infastiditi, spiazzati e senza risposta. 
Josephine ha però imparato a mantenere sempre un profilo basso, per evitare di dire le cose come stanno e magari suscitare reazioni inopportune. 
Umorismo, mistero e semplicità sono gli ingredienti ben mescolati di questo racconto. 
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è il modo in cui viene rappresentata la realtà dal punto di vista dei bambini. I bambini sono spontanei, sinceri. Riescono a vivere piccoli imprevisti come catastrofi e a trasformare situazioni normali in avventure straordinarie. Il loro sguardo è libero, a differenza di quello strutturato e razionale degli adulti e questo porta spesso a numerosi fraintendimenti.
Tra le pagine vengono affrontati discorsi importanti, ma resi in maniera semplice, sulla democrazia, sulla libertà di espressione, sull'importanza del voto per rispettare le minoranze e su come spesso, proteggendo gli altri si protegge se stessi. E la disabilità non è mai trattata come una mancanza, piuttosto come una delle tante espressioni della variabilità umana. Rappresenta una condizione che non definisce il limite di chi la vive, ma mette in luce i vincoli di una società progettata per uno standard che di fatto non esiste.
Chi ci dice che alla fine le catastrofi non possano portare alla nascita di qualcosa di inaspettato e bello?


Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: La catastrofica visita allo zoo
AUTORE: Joël Dicker
EDITORE: La nave di Teseo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE:  p. 261
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 10 anni
ISBN: 9788834620250
PREZZO INDICATIVO: € 20,00



SCELTI PER VOI: TRE DITA

martedì 9 dicembre 2025


C'è stato, e c'è ancora per molti, un tempo in cui si doveva crescere, non per l'avanzare dell'età biologica, ma perché gli eventi, prepotentemente, interrompevano l'infanzia. 
Nado, il protagonista di questo romanzo, credo ne sia un perfetto esempio. Non solo per aver perso sette dita a causa di un'accidentale esplosione, la cui mancanza paradossalmente non gli impedisce di svolgere una vita normale, quanto per il dover prendere delle scelte, senza avere gli strumenti per capire. 
La vicenda è ambientata nella Valdichiana, tra Bettolle e Foiano, durante gli anni della Seconda guerra mondiale, più precisamente in quel momento cruciale che è l'Armistizio. Bettolle a quei tempi era un paesino tranquillo. Molti lavoravano alla Tempora, la fabbrica di mattoni. Chi conosce quella zona non farà fatica a figurarsi le caratteristiche casette rosse e i forni di tabacco sparsi per la campagna. I tedeschi si erano accampati con i loro mezzi vicino alla scuola, trasformandola in un deposito di armi. Nado, o meglio “Tre dita”, vive lì con la sua famiglia: la sorella minore Vilma, il padre Lorenzo, antifascista, ma di poche parole, con il suo piccolo laboratorio per fare saponette e la madre Agnese, che per racimolare qualche soldo fa la sarta itinerante in sella ad una bicicletta e che di parole invece ne spende parecchie per parlare con Dio. 

“Mamma diceva che l'unico ad avere tutte le risposte è Dio, ne era proprio certissima.” 

Ma come si possono passare le giornate quando le cose che uno può fare dipendono dalle dimensioni del luogo in cui vive
Incontrarsi con gli amici e fare qualche bagno nel fiume Foenna, magari rubare fichi o giocare al Gran Premio spingendo semplici barattoli di latta con le ruote. 
Ma i tedeschi sono una presenza ingombrante in paese e resta da capire da che parte stiano, chi siano i buoni e chi i cattivi. 
E quando il suo migliore amico, “cresciuto” prima di lui, si immischia con i partigiani, Nado fatica a rendersi conto cosa sia la Resistenza e per dimostrare di voler contribuire e essere all'altezza, improvvisa un gioco di spionaggio dei tedeschi, come se fosse semplicemente uno dei tanti passatempi pomeridiani. 

“Scusami” avevo sussurrato. “Per caso sai mica cosa vuol dire comunista”? 
Avevo aspettato.
Avevo aspettato un bel po'. Non c'era stata nessuna risposta.
Ero uscito dalla camera da letto di mamma con ancora tutti i miei dubbi. 
Dio poteva anche conoscere tutte le risposte. Ma forse non era disposto ad ascoltare tutte le domande, avevo pensato.
 
Ciò che colpisce immediatamente in Canuti è la sua prosa semplice e disarmante. La volontà di affrontare con sincerità certi argomenti, come la guerra, il razionamento, la morte, costringendoci a guardare in faccia le difficoltà della vita e allo stesso tempo a riscoprire la bellezza nelle semplici cose, come un bacio di mamma o mangiare una caramella quando è il cuore ad averne bisogno, assaporandone il gusto senza schiacciarla troppo presto. 
Con una maestria incredibile, si inserisce perfettamente nel punto di vista dei personaggi. 
Sorprendente è la sua capacità di immedesimarsi nella mente adolescente: pensare (o non pensare), agire e reagire come un ragazzino degli anni Venti, divertirsi, meravigliarsi. Il protagonista si rivolge spesso al lettore e attraverso le sue riflessioni, oltre a raccontarci avvenimenti storici, ci condivide i pensieri più intimi, che sono anche quelli che ci fanno sorridere o ci lasciano un senso di affetto profondo. Con tre dita si può ugualmente prendere per mano la mamma. 
Nado è un personaggio meraviglioso, spontaneo. Con una forza incredibile, quella di chi, sebbene la diversità, vuole vivere la vita nel pieno dei suoi anni. Ma che è costretto a crescere a suon di dolori. 
Vale davvero la pena di conoscere la sua storia e soprattutto di come sia riuscito a trasformare una mancanza in una ricchezza. 

Perché tutto questo non c'era più? Perché non si poteva continuare a vivere in pace, italiani, tedeschi, comunisti e fascisti tutti insieme? Erano queste, secondo me, le domande a cui un Dio avrebbe dovuto rispondere.



Questo racconto prende spunto dalla storia vera di Nado Canuti, padre dello scrittore, che a soli dodici anni rimase con tre dita a causa di un residuo bellico, ma che grazie alla forte resistenza interiore è riuscito a diventare uno scultore. Non si tratta di una biografia, ma molti sono i riferimenti storici, tra cui l'incontro con Carlo Grazi, partigiano fucilato insieme ad altri compagni l'8 giugno 1944. E se volete approfondire la figura di questo artista non vi resta che guardare il documentario sulla sua vita.
Questo non è un libro per ragazzi, ma un piccolo tesoro che può essere adorato da chiunque abbia voglia di una bella storia. 
Da non sottovalutare l'attenzione che, come sempre, Uovonero dedica all'editoria di qualità, sia nei contenuti, che nella forma grafica ad alta leggibilità.

 

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Tre dita
AUTORE: Massimo Canuti
EDITORE: Uovonero
COLLANA: i geodi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE:  p. 264
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 9791280104670
PREZZO INDICATIVO: € 16,50

SCELTI PER VOI: COME VOLPI IN MEZZO AI LUPI

lunedì 6 ottobre 2025

 


Iniziate con il dare un'occhiata all'indice dei capitoli. Poi non abbiate fretta di capire. 
La storia ci porta dritti al 1939, nel cuore di una Varsavia occupata dai nazisti e ruota attorno a due fratelli che si ritrovano senza genitori dopo un bombardamento aereo. Le loro strade sono però destinate a separarsi: Eliza rimane sola, perché Andrej decide di unirsi alla Resistenza polacca. La ragazzina viene dunque affidata a Karol Borsuk, un professore di matematica e a sua moglie. 
Eliza non ha un buon rapporto con i numeri, anzi le creano disagio e ogni qualvolta deve riconoscerli o fare dei calcoli la sua testa si chiude, ma l'incontro con Karol cambierà radicalmente il suo modo di vedere i numeri stessi e anche il mondo che la circonda. Proprio nelle forme confuse della vita impara a intravedere e riconoscere i segni matematici e i loro significati e a trovare sicurezza in ciò prima la spaventava.
In mezzo all'orrore della guerra, collabora con il professore nell'inventare un gioco da tavolo, basato su scambi ed equivalenze, che la aiuta a capire come tutto sia collegato e come le regole per vincere possano essere le stesse per comprendere le intricate dinamiche del conflitto.
Scambiando la vecchia Eliza con una nuova trova quindi il coraggio di andare avanti. Inizia così la sua battaglia contro gli invasori, fatta di intuizioni, mosse astute e rischiose, mettendo la sua vita al servizio della libertà.

“Non si combatte solo con le armi”.

“Come volpi in mezzo ai lupi” è un romanzo con riferimenti storici accurati, in grado di veicolare valori importanti in maniera avvincente. Interessante la minuziosa ricerca che l'autore ha fatto sulla figura di Karol Borsuk, matematico polacco e ideatore del gioco “Allevare animali” (il cui prototipo è visibile nel Museo dell'Insurrezione a Varsavia), che nel pieno dell'occupazione nazista è riuscito a portare un barlume di possibilità e leggerezza. 
Il capitolo finale è qualcosa di inaspettato e di un'intensità incredibile. Dovrebbe essere una sorta di bugiardino per prendere consapevolezza di cosa siano la guerra, il dolore, la distruzione, ma specialmente il contributo della rinuncia e del sacrificio personale, fatti senza aspettarsi nulla in cambio.
Questa è una storia che merita di essere letta oggi più che mai. Oggi che la parola guerra è tornata prepotentemente ad invadere il nostro quotidiano, questo libro ci aiuta a non renderla una parola vuota, ma a riempirla di umanità, di significato, di speranza.



Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Come volpi in mezzo ai lupi
AUTORE: Christian Antonini
EDITORE: Il Battello a vapore
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: 191 p.
FORMATO: cartonato con sovraccoperta
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 978885668737
PREZZO INDICATIVO: € 17,00




SCELTI PER VOI: GESSO

lunedì 8 settembre 2025

 


Ci sono storie lunghe, nelle quali i mutamenti avvengono lentamente. Ce sono invece alcune che nel giro di pochi giorni sono teatro di trasformazioni incredibili. 
Felicia... Ah no! Ha deciso proprio in questo momento di cambiare nome e farsi chiamare Fits. Insomma stavo dicendo... Fits è uno degli intricati fili del destino, protagonisti di questa piccola rivoluzione. A tessere le trame insieme a lei i genitori appena separati, una sorella alle prese con un incidente, una bambina operata al cuore e Adam, in conflitto con se stesso, con la sua famiglia, con un fratellino nato prematuro. 
Il tutto si svolge dentro un'unica ambientazione, uno spazio che assomiglia un po' a quelle palle di neve che si scuotono, ma esattamente al contrario: l'ospedale è il punto di osservazione di un mondo innevato apparentemente immobile e immutabile, perché il turbinio avviene all'interno. I personaggi gravitano tra reparti, corridoi e sale attesa, dove si incrociano i punti di vista di chi, per un motivo o per un altro è stato fisicamente o interiormente ferito. Attraverso i corpi, i tagli e le operazioni ciascuno prende però consapevolezza che non esistono solo le proprie di difficoltà e che non si può non vivere pienamente il presente pensando a cosa potrà accadere nel futuro. Una bella lezione di vita per tutti nel posto forse più vicino alla morte.
Gesso è un romanzo che affronta tematiche importanti, prima fra tutte la rottura tra genitori, poi la famiglia, l'amicizia, l'amore, e ruota intorno alla ricerca di equilibri, portando i nostri protagonisti, grandi e piccoli, ad una crescita interiore. Il titolo stesso è la metafora di come anche le ferite del cuore possono essere curate e riparate. I capitoli sono brevi e, nonostante i temi impegnati e profondi, la lettura è scorrevole e coinvolgente, grazie ad un tono spesso ironico e leggero, senza però mai minimizzare. 

Sei ancora una famiglia se i tuoi genitori si sono divisi?
Non lo so.
Per i dottori sì, dal momento che dobbiamo attendere nella sala per famiglie.

Consiglio questo libro non solo ai ragazzi, ma anche a chi sta affrontando un periodo di difficoltà, di incertezze e indecisioni, in quanto con estrema semplicità ci offre uno spunto per riflettere sull'importanza di ascoltare gli altri per comprendere se stessi e su come, anche quando tutto sembra andare per il peggio, esiste un modo per aggiustare le cose. Ci dà anche un altro suggerimento: quello di dare importanza al tempo personale, sopratutto dopo la nascita dei figli, e che invece spesso viene annullato, la necessità di mantenerlo, di mantenersi vivi, per non rischiare di perdersi e desiderare di tornare qualcuno che non si è più.

Per voi Piccoli Lettori Crescono





INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Gesso
AUTORE: Anna Woltz
TRADUTTORE: Anna Patrucco Becchi
EDITORE: Beisler Editore
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: 160 p.
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: da 10 anni
ISBN: 9788874591312
PREZZO INDICATIVO: € 15, 90

SCELTI PER VOI: MAL DI NEBBIA

lunedì 9 giugno 2025

 


“Il prima di me sono il mio paese e la storia della maledizione che si è imbastita nel fiume, in un assassinio, nelle strade e nella nebbia e nella guerra che c'è stata prima di quest'ultima. La penultima.” 

Le parole di Albertina ci raccontano di un paesino avvolto da un mistero: si narra che, durante la Prima Guerra mondiale, un gruppo di giovani disertori abbia preferito gettarsi nel fiume, piuttosto che tornare al fronte. Da quel momento tutte le sere una densa nebbia avanza e chiunque si avvicini o la respiri ne subisce le conseguenze. Sono specialmente i bambini ad ammalarsi e morire. La pioggia ininterrotta e il suono delle campane sono il lugubre segno di queste disgrazie. Qualcuno sostiene di avere sentito dei cupi tonfi o di essere stato sfiorato da una gelida aria, qualcun altro di aver visto gli annegati emergere dalla nebbia con orribili facce gonfie e verdi e occhi di fuoco. Si dice anche che Minghinì sia impazzito vedendoli. Insomma da allora gli abitanti vivono nel terrore e nessuno vuole più avere contatti con il paese. 
Tanti personaggi popolano questo racconto d'altri tempi. Il matto, il farmacista e il dottore, la vecchia strega, il macellaio e la ricamatrice. E poi alcuni partigiani nascosti nelle montagne, che aiuteranno la protagonista a scoprire la verità che si cela dietro al mistero dei fantasmi e a liberare il paese dalla maledizione. 
La narrazione è avvincente. Il finale inaspettato. Frasi brevi e concitate tengono la lettura serrata. La prima persona ci fa entrare direttamente nelle case e nelle vicende del paesino. Si corre con Albertina, si respira il male bianco, si soffre per la febbre di Cecchino, si ha orrore per il male. 
La tensione è ancora più forte perché il fantastico si intreccia con il reale: il racconto offre uno spaccato della vita rurale degli anni '40, tra tradizioni e duro lavoro, passatempi semplici, come lanciare i sassi nel fiume o giocare con gli ossi di pesca. La vecchia con il fazzoletto, le cantilene e le filastrocche, la lettura delle viscere sono radici di un passato recente, in cui vivere era difficile, in cui le credenze popolari lasciavano spazio a paure, le quali diventavano artefici del volgere degli eventi, nello spingere gli animi delle persone a pensare e poi agire senza ragione. 
Quando tutti sono spaventati finiscono per credere a qualcosa che non esiste e a quel punto c'è sempre chi se ne approfitta ed è pronto a togliere la libertà altrui.
La paura domina le masse.
Non è ancora così per noi?
Il libro è per me ricco di spunti metaforici, primo tra tutti la nebbia stessa, come un qualcosa che nasconde e allo stesso tempo impedisce di vedere ciò che c'è oltre. E poi il ricamo delle donne. Portare luce dove c'è buio attraverso la pazienza e l'arte taumaturgica del gesto ripetuto.
Albertina è nata con un nodo da districare. Ma la sua caparbietà e tenacia la porteranno a fare i conti con il male, a conviverci e a superarlo solo accettandolo.

Per voi Piccoli Lettori Crescono





INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Mal di nebbia
AUTORE: Nicoletta Gramantieri
EDITORE: Emons Raga
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: 255 p.
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: da 11 anni
ISBN: 9788869863554
PREZZO INDICATIVO: € 14,00

Nel libro è compreso anche l'audiolibro, attivabile tramite un QR Code.


SCELTI PER VOI: ACCADDE A SALEM

lunedì 12 maggio 2025

 



Prima pagina, prima ancora del titolo. Un incipit potente, una frase monumentale ed eterna. Un condizionale che fa paura. Ma anche un monito con cui ci si potrebbe rivolgere alla persona più cara con senso di protezione. Così si apre questo capolavoro.

"Potrebbe accadere ovunque,
in qualsiasi momento".

Quindi potrebbe accadere nuovamente, qui, ora, tra non molto. E una volta accadde a Salem.

Cos'è che avvenne?
Tutto comincia con delle false accuse, inventate da un tu, forse per sentire meno le proprie sofferenze o per nascondere dei problemi, forse per sadica soddisfazione personale o più probabilmente perché si arriva a credere davvero in qualcosa che non esiste. Un tu che, nel giro di poco, diventa un voi: l'accusa trova la sua legittimità nella coralità, si giustifica nella protezione della condivisione e forza del gruppo, l'insieme dentro il quale si cela, si mimetizza l'identità colpevole del singolo. E da qui si innesca una catena: chi a sua volta denuncia senza un motivo reale lo fa o per debolezza o per non essere egli stesso oggetto dell'accusa. Allora l'unica soluzione per salvarsi e non essere condannato è puntare il dito su qualcun altro.



Di fatto questo è ciò che è successo più di trecento anni fa a Salem, ma se non lo sapessimo potrebbe benissimo essere il meccanismo psicologico e sociale che porta ad accusare i propri vicini, sulla base di prove fragili o inesistenti.
Questo albo, dalle illustrazioni meravigliose, ci riporta indietro nel tempo, senza farci scordare che il passato può ripetersi nel presente. Ci cala tra gli angoli di una cittadina del Massachusetts, per raccontarci di un evento storico, risalente al 1692, conosciuto come (o meglio, poco conosciuto, e quindi meritevole di esserlo) "I processi alle streghe di Salem", che portò all'impiccagione di diciannove persone innocenti, vittime della superstizione e dell'ignoranza. Le accuse di stregoneria si diffusero rapidamente, colpendo in maniera preferenziale le donne, e mostrando come paura e credenze possono diventare strumenti di privazione della libertà e persino della vita.
Alle immagini penetranti si accompagnano parole semplici, perfette, efficaci tanto da farci comprendere esattamente in poche battute come ciò sia potuto avvenire.
Attraverso il racconto degli eventi di Salem, l'albo mira a sensibilizzare i giovani lettori su alcune tematiche attuali, quali la libertà individuale, la parità di genere e specialmente la lotta contro ogni forma di pregiudizio, incoraggiandoli a riflettere sulle ingiustizie e discriminazioni del mondo contemporaneo. A maggior ragione può essere un ottimo strumento da utilizzare nelle scuole. 
Ancora adesso esiste, e lo sappiamo bene, il rischio che l'odio gratuito verso qualcuno, fomentato dalla protezione dell'insieme più potente che esista, il web, possa portare ad accuse infondate e all'esclusione, dal gruppo, dalla società, da un territorio.
Il finale, come l'inizio, è lapidario e senza tempo. Quattro parole che oggi sono fondamentali, un'occasione per meditare sull'importanza di schierarsi, prendere una posizione, di costruirsi un pensiero critico, di documentarsi per poter fare scelte consapevoli e non abbagliate da realtà fittizie e virtuali.

Tu, cos'avresti fatto?


Non lasciatevelo scappare per nessuna ragione.
Se volete approfondire l'argomento questo è il link sul memoriale dedicato alle vittime dei processi: 
https://salemwitchmuseum.com/locations/witch-trials-memorial/







INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Accadde a Salem
AUTORE: Jonah Winter
ILLUSTRATORE: Brad Holland
TRADUTTORE: Guia Risari
EDITORE: Settenove
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: 48 p.
FORMATO: cartonato con filo refe
ETÀ DI LETTURA: dai 9 anni
ISBN: 9791281477087
PREZZO INDICATIVO: € 19,00

SCELTI PER VOI: QUANDO IL CIELO CADRÀ

lunedì 7 aprile 2025

 


Londra, 1941. 
Un gran trambusto alla stazione dei treni. Tantissime persone in attesa di evacuare verso le campagne. Soprattutto giovani, spediti fuori città dalle famiglie per cercare di risparmiarli dai bombardamenti nazisti. A restare è solo chi non ha più nulla da perdere, oppure chi, fino alla fine, tenta di salvare quel poco che è rimasto.
Così ha inizio questa storia, in cui il suono delle sirene antiaeree farà da sottofondo alla narrazione. 
Tra quei ragazzi c'è Joseph. Dodici anni, sempre arrabbiato, pronto a perdere la calma e a esplodere come un petardo per un nonnulla. Lui, al contrario, arriva, perché dopo l'abbandono della madre e la partenza del padre per il fronte, con quel caratteraccio e la rabbia che aziona i pugni prima del cervello, nessuno lo vuole più intorno. Neppure la nonna, che decide di affidarlo alla burbera Signora F., una donna sola, senza peli sulla lingua, né un briciolo di gentilezza, inaccessibile e brusca; nonostante la guerra continua però a gestire con amore quello che un tempo era il fastoso zoo di famiglia, ormai in rovina e praticamente senza animali, tranne qualche cammello e pony, due lupi scheletrici, degli uccelli spennacchiati e Adone, un imponente gorilla argentato. 
Subito la Signora F. cerca di domare Joseph, costringendolo a lavorare nello zoo, spalando gli escrementi dei cammelli per barattarli con il mangime per i pochi animali rimasti. E per di più lo obbliga ad andare a scuola.

Il suo lavoro. Purtroppo è diventato questo. Il suo compito è di mantenere in vita gli animali, ma per colpa di Hitler e delle sue incursioni aeree, le regole sono cambiate. Adesso, quando suonano le sirene dell'allarme antiaereo, il suo compito, il suo UNICO compito, è puntare il fucile su Adone, perché quando il cielo cadrà – e prima o poi succederà – quello zoo diventerà un campo di battaglia. L'inferno.” 

Questa storia è ispirata ad un evento reale: durante la Seconda guerra mondiale era stato dato l'ordine di abbattere gli animali pericolosi, nel caso in cui i bombardamenti li avessero liberati dalle loro gabbie. Nella nostra di storia, il problema è che tra Joseph ed il gorilla pian piano si instaura un rapporto molto particolare, che renderà le cose davvero difficili.
Molte e varie sono le tematiche affrontate: l'amicizia, la perdita e il dolore, la difficoltà di fidarsi, solo per dirne alcune. Tutte ci danno spunto per significative riflessioni, molte anche attuali, come quella sull'economia di guerra, sulla necessità di trovare soluzioni e superare le difficoltà, in un momento in cui l'incertezza fa da padrona: il risparmio dei beni essenziali, come la legna, la farina e le uova, l'utilizzo dello sterco degli animali di uno zoo come moneta. 
La narrazione si distingue per la profonda introspezione dei personaggi, il cui cambiamento e processo di crescita è raccontato in maniera emotivamente potente. 
Protagonisti sono infatti i legami personali. Tra coetanei. Tra adulti e ragazzi. Tra umani e animali. Che in tempo di guerra sono ancora più difficili da costruire, perché è proprio in quei momenti che vengono maggiormente messi alla prova dalle drammatiche condizioni che si è costretti a subire. 
La guerra fa perdere gli affetti più grandi, rendendo gli animi rabbiosi come nel caso di Joseph o chiusi, sterili e freddi come per la Signora F., ma è anche un'occasione per ricercare il bene vero dentro alla disumanità.


Per voi Piccoli Lettori Crescono





INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Quando il cielo cadrà
AUTORE: Phil Earle
TRADUTTORE: Maurizio Bartocci
EDITORE: Feltrinelli Up
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: 318 p.
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 9788807910869
PREZZO INDICATIVO: € 16,00

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