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SCELTI PER VOI: Un cantico bambino

giovedì 25 giugno 2026

 


Un Cantico Bambino è pieno di meraviglia, di gratitudine verso la bellezza che ci circonda e inevitabilmente rimanda al Cantico delle Creature di San Francesco: in entrambi i cantici si viene invitati a godere dell’incanto verso ogni aspetto della natura e della vita. San Francesco ci ha lasciato questo sguardo attento su ogni cosa, apprezzandone il valore, in questo albo gli autori di testo e di immagini ci spronano a notare quanto siamo fortunati a poter vivere in questo meraviglioso pianeta Terra. Il libro celebra la vita, la ricchezza di ogni ambiente terrestre, e tantissimo altro da scoprire pagina dopo pagina, con un ritmo sapiente. Emanuela Bussolati è una garanzia nel rivolgersi ai bambini, le sezioni di testo appaiono come leggiadre filastrocche, sfiorano anche idee complesse, ma sono poste in un modo assolutamente accessibile, sono parole davvero preziose.

La pace è per capirsi ad aiutarsi,

la libertà è per poter viaggiare,

la scuola è per scambiare idee geniali

e avere, ciascuno, le sue ali.

 È un cantico pieno di amore, è una immersione nello stupore, un momento di cura, per addolcire un momento di lettura condivisa, una storia per accompagnare i sogni più belli e riempirli di fantasie colorate, come le illustrazioni di Lucia Scuderi, che risucchiano dentro la pagina, tutto il resto scompare.

Il libro è grande e rende molto efficaci le illustrazioni a doppia pagina, sono dei quadri coloratissimi, con palette brillanti; le diverse trasparenze dei pigmenti rendono le atmosfere a tratti rarefatte, poi guizzano colori accesi che fanno muovere i dettagli, come i pesci, gli uccelli, le scintille e altro ancora, tutto da scoprire.

Il racconto parte dall’inizio della vita, quando ci si affaccia al mondo e da lì se ne percorre la bellezza. Intanto si focalizza sulle prime scoperte, su di noi, come percepiamo attraverso i sensi e con tutta la fascinazione della sperimentazione, dell’interazione, senza alcuna banalità e con molta poesia:

gli occhi per incantare ed incantarsi

Attraverso gli ambienti naturali, che scorrono come scenografie imponenti, con sfondi e primi piani avvolgenti, c’è sempre un rimando al piacere che si prova nel potendone godere, alla fortuna di essere qui, si avverte l’intento a prendere consapevolezza di quello che la natura ha da offrire. Lo si sbircia tra le fronde come attivi esploratori del mondo. Ogni aspetto trattato “È per” qualcosa, tutto è necessario e prezioso, un infinito ventaglio di possibilità, perché dalle stelle si passa ai desideri e si tocca un po’ di infinito. La Terra è un pianeta piccolo, “solo un puntolino”, eppure è così ricco di incanto, ma non c’è nulla di magico, è tutto vero: gli alberi, il celo e il mare, gli eventi atmosferici, i sentimenti, il valore di ogni cosa. Di magico c’è la vita stessa.

La lettura ha la piacevolezza dell’indugio, del godimento con calma di questo attimo dedicato, le immagini sono ricche di dettagli, sono un sollazzo su cui è bello soffermarsi, e creano un’atmosfera avvolgente, vivida, tanto da farne sentire i rumori. Testo e immagini si fondono molto bene e restituiscono una sperimentazione di grazia, con un’armonia e una musicalità che risuonano dentro e restano. Un cantico laico, certo, che celebra la vita e la Terra, dove il legame tra tutti gli esseri viventi ha importanza, con consapevolezza: si tratta di un giardino da curare. Un albo che è anche un atto di ringraziamento e di amore, dove la pace è il tesoro da custodire.

Un cantico bambino luminoso e gentile, poetico e allegro, piacevole e prezioso. Da scoprire con stupore ad ogni giro pagina!

Buona lettura!

 

Informazioni tecniche

Titolo: Un cantico bambino

Autrice del testo: Emanuela Bussolati

Illustratrice: Lucia Scuderi

Collana: I Lapislazzuli

Editore: Lapis edizioni

Codice: EAN  9791255190912

Formato: 24 x 30cm. Brossura. Copertina rigida.

Pagine: 32

Prezzo indicativo: € 16,00

Età di Lettura: dai 5 anni

 


SCELTI PER VOI: Gli stivali di Vincent

lunedì 25 maggio 2026

 


Questo albo illustrato è il primo della nuova collana “Fiabe d’Arte” della casa editrice Bummy. L’intento è proprio quello di fondere le fiabe con le opere d’arte e la storia d’esordio unisce Il gatto con gli stivali con l’artista Vincent Van Gogh.

Inizia con “C’era una volta” e la spartizione degli averi del mugnaio ai tre figli. Il padre lascia a Vincent: «“la mia immaginazione”: ma siccome non ho mai avuto tanta fantasia, ti lascio anche questo gatto, e so che ne farai buon uso e ti porterà dove nessuno è andato mai.» 


La fiaba la riconosciamo da subito, ma ci sono già le contaminazioni che rimandano a Van Gogh, se si conosce la sua famiglia: suo padre non faceva il mugnaio ma i nomi dei fratelli di Vincent sono quelli reali.


I fratelli rimasero un po' stupiti, perché nessuno aveva avuto quello che si aspettava: ma furono anche tutti un po' sollevati - Vincent in particolare, che non aveva nessuna intenzione di restare nel bianco della farina ma sognava già tutti i colori del mondo.


Come nella fiaba, questo gatto si rivelerà magico e porterà tanta fortuna a quel figlio che in principio sembrava il più svantaggiato nella suddivisione dell’eredità paterna.


Il progetto nasce dall’amore per la divulgazione artistica dell’illustratrice Ericavale Morello, già evidente dalle sue pubblicazioni che precedono questo libro, e la passione per le fiabe. Il risultato è originale, sorprendente e molto fantasioso. Ogni tavola rimanda a dipinti di Van Gogh, ma con quel tratto distintivo che rende l’autrice riconoscibile anche quando cita chiaramente l’opera notissima. Si ammira il lavoro di ricerca e di reinterpretazione dei panorami e delle pennellate energiche del grande Vincent Van Gogh. Si potrebbe infatti giocare a una caccia al tesoro per riconoscere i dipinti che hanno ispirato le illustrazioni di Morello e a questo proposito, proprio nell’albo, è stato apposto un utilissimo QR code per individuare i riferimenti artistici in questione.


Il testo è altrettanto curato, infatti l’autore Beniamino Sidoti ha affrontato un altro tipo di studio prima di accingersi alla riscrittura della nota fiaba con il Gatto con gli Stivali: ha studiato la corrispondenza epistolare tra Van Gogh e il fratello Theo, che incoraggiò molto Vincent nel perseguire i suoi obiettivi, nel suo cammino artistico. Questo rapporto di supporto affettuoso e vivace lo ritroviamo trasposto nel personaggio del Gatto. La fiaba quindi diventa certamente un’altra storia, contaminata dalla vita dell’artista, eppure procede nello stesso binario della fiaba classica. Potremmo dire che si sia arricchita di elementi più intimi, emozionanti, che riguardano il mondo interiore del protagonista, come la scoperta delle capacità artistiche di Vincent. Il gatto è l’intraprendente "impresario" del pittore, spacciandolo per il leggendario Marchese di Carabas e commissionandogli quadri da inviare al Re, ma nel farlo afferma tutto il potenziale onirico e immaginifico che attraversa l'anima artistica dell’artista, capace di accendere i sogni di chi incontra.


[Il gatto] incontrò dei contadini e li pregò di dire alla carrozza che sarebbe passata, che tutte quelle terre erano del Marchese di Carabas.

"E noi cosa ci guadagniamo?", chiesero i contadini.

"Il Marchese di Carabas stanotte vi regalerà una notte ancora più stellata."


Le illustrazioni avvolgono lo sguardo del lettore con le vorticose pennellate, con i colori brillanti e la calda luce dei campi di grano della Provenza, è una bella immersione nel mondo artistico di Van Gogh. Le vicende sono dei quadri, incantano come la notte stellata, scaldano come il sole estivo e accolgono il lettore nell’intimità della sua famosa stanza. Un timido e impacciato Vincent, piano piano, trova la sua strada, tra scene buffe ed emozionanti, dove i sentimenti si prendono il loro spazio.


"Credo molto in questa collana, che crea un punto d’incontro tra immaginario narrativo e patrimonio artistico. Una collana che parla a bambini e adulti, amanti delle fiabe e appassionati d’arte, capace di incuriosire lettori diversi e di mettere in dialogo mondi che si intrecciano."
L’editrice Gioia Suriano


La storia di Vincent e il Gatto con gli stivali è una narrazione nuova, curata e originale, è una lettura che propone molti stimoli da sviluppare, da approfondire. Il libro verrà sicuramente riaperto ed indagato, questo è l’augurio di chi ha pensato questo progetto: da queste pagine si può riscoprire la fiaba originale e si può iniziare a conoscere più a fondo il grande artista che è stato Vincent Van Gogh, con i suoi quadri materici e la sua avventurosa vita.

Buona lettura!


Informazioni tecniche

Titolo: Gli stivali di Vincent

Autore: Beniamino Sidoti

Illustratrice: Ericavale Morello

Editore: Bummy Edizioni

Collana: Fiabe d’Arte

Codice EAN: 978-8894738780 

Formato: 29x21 cm. Brossura. Copertina rigida.

Pagine: 40

Prezzo indicativo: € 22,00

Età di Lettura: dai 5 anni

 



SCELTI PER VOI: Che cos'è il cielo?

lunedì 27 aprile 2026

 



 

Che cos’è l’infinito’

Perché le api fanno il miele’

Perché non abbiamo la coda?

Come si impara a volare?

Perché si nasce?

Perché esistono i perché?

Queste sono alcune delle domande che compongono il testo del libro: semplici, curiose, ingenue, giganti, infinite. Ce ne sono di tanti tipi e a ognuna segue una risposta, spesso è spiazzante, si colloca tra ironia, poesia e filosofia. Le illustrazioni sono molto simpatiche, sono risposte anch’esse, accompagnano i pensieri del lettore unendo la fantasia e aprono a nuove strade da percorrere. Sono create da Marianna Balducci e si fondono alle foto di Fabio Gervasoni: insieme creano un immaginario fantastico e varcarne la soglia diventa emozionante. L’immaginazione del lettore può spaziare liberamente, la meraviglia apre solo la porta a nuove considerazioni. Ogni domanda ne fa nascere altre, ma senza una ricerca di senso razionale o scientifico, siamo molto più vicini allo stato onirico, fantastico, poetico e filosofico. C’è una ricerca di senso, ma dai vasti confini, come è sconfinato il fondamento delle domande. 


L’autrice dedica questo albo “alle domande, che sono i germogli dell’intelligenza” e l’illustratrice lo dedica “alle risposte che non ci stanchiamo di cercare, anche laddove nessuno crede che ce ne siano”.


Ci sono domande che ci lasciano davvero senza parole, o ne avremmo di confuse, perché creano un gran subbuglio nel cuore. Anche la scienza non ha tutte le risposte. Quindi la soluzione migliore è quella di affidarsi alla poesia, all’ironia, e continuare a fantasticare sulla possibile, o anche solo più piacevole, risposta. Questa è una lettura giocosa, che per quanto possa apparire rapida, alza altri veli su celati interrogativi, le immagini sono scorci di meraviglia, ed è un piacere indugiarvi. Gli scatti fotografici sono popolati da personaggi fantastici, e quale invito è migliore di questo? Per guardarsi intorno con occhi brillanti e curiosi, tra creatività e immaginazione. Il gioco continua quando il libro finisce, lo si chiude e si cominciano a intravedere nuovi scenari, nuovi racconti e nuove domande.


Aperture è la prima collana in Italia esclusivamente dedicata ai fotolibri per l'infanzia, capaci di sensibilizzare lo sguardo di piccoli e grandi lettori e di rivelare lo straordinario nell’ordinario che ci è accanto”.


La fusione di illustrazione su fotografia è molto interessante, lo sguardo viene sollecitato in un modo diverso e più attivo, c’è stupore e maggiore riflessione. il riconoscibile abbraccia la fantasia, e lo fa in un modo singolare, incuriosisce. Il gioco tra realtà e immaginazione diventa avvincente e diverte.


Questo albo l’ho portato con me nei reparti di pediatria, la lettura ad alta voce, mostrando l’immagine corrispondente al testo, ha generato stupore, risate e commozione, anche la ricerca di sguardi, come a voler inseguire conferme, con nuove domande negli occhi. In quelle stanze la sensibilità è senza scorza, quindi si va a toccare nervi scoperti con grande facilità, ma è stata evidente la delicatezza con cui ogni tema universale è stato toccato: garbo, gentilezza e ironia. Questo albo si è rivelato una lettura piacevolissima, ha stimolato altre domande curiose e considerazioni personali, molte sono state quelle divertenti e fantasiose.


Quello che conta davvero è restare curiosi e aperti allo stupore e un libro che fa nascere altri interrogativi è divertente, infatti spesso le domande sono più intriganti delle risposte, e comunque tutte possono diventare plausibili.

 

Buona lettura!

 

 

 

Informazioni tecniche

Titolo: Che cos’è il cielo

Autrice: Guia Risari

Illustratrice: Marianna Balducci

Foto di: Fabio Gervasoni

Collana: Aperture

Editore: Camelozampa

Codice: EAN 9791254642481

Formato: 30x21 cm, copertina rigida

Pagine: 56

Prezzo indicativo: € 20,00

Età di Lettura: da 5-10 anni





BCBF26: Il progetto di Tamer Institute for Community Education "RETURNING HOME PATH"

martedì 21 aprile 2026


il Tamer Institute for Community education ha esposto allo stand 29/D42, i disegni, i testi e i libri, tra cui è stato possibile visionare il libro bilingue (italiano/arabo) Seguo il filo recensito nel nostro blog da Cristiana Pezzetta. Le opere sono pubblicate in Italia da Bibliolibrò e tradotte da Alessandra Amorello, con il supporto del Tamer Institute.

Il progetto ha il pregio di far arrivare le "voci dei bambini del mare e delle arance" per promuovere la solidarietà e la consapevolezza fuori dalle aree di conflitto.

Il percorso "Ritorno a casa" è nato a Gaza come una serie di laboratori e visite sul campo, portando storie e attività interattive alle famiglie ospitate in tende e rifugi. Come spiegato anche nei pannelli a fianco della mostra di disegni, l'iniziativa mira a fornire uno spazio per l'espressione artistica, rafforzando la resilienza emotiva e il senso di unione in ambito familiare.

Questo il report della loro attività: 

“Dopo sei giorni di attività e visite sul campo, i facilitatori e i volontari hanno visitato le famiglie nelle loro abitazioni, portando con sé storie, libri e attività interattive per i bambini.

Attraverso questo percorso, l'istituto si propone di offrire uno spazio per attività stimolanti all'interno della famiglia e di rafforzare i momenti di interazione e lettura condivisa tra i membri della famiglia, sia all'interno del nucleo familiare che con la partecipazione dei membri della famiglia allargata. Ciò contribuisce a creare un'atmosfera di unione e armonia all'interno delle case.

Durante i giorni del percorso, i team partecipanti sono riusciti a visitare più di 200 famiglie in diverse aree della Striscia di Gaza. Finora, i bambini hanno ricevuto una raccolta di libri.

Il Tamer Institute spera che queste visite abbiano contribuito, seppur modestamente, a portare momenti di gioia e di condivisione alle famiglie nella Striscia di Gaza, e a offrire a bambini e famiglie uno spazio per leggere, raccontare storie e riunirsi attorno ai libri”.

Osservare questi disegni è necessario, soprattutto è un segno tangibile della sofferenza, della resilienza, dell’abisso in cui questi bambini stanno cercando di trovare una quotidiana normalità…, che al momento non c’è. Iniziative come questa però lavorano per un presente e un futuro di speranza, dove la cooperazione e il supporto sono necessari, e soprattutto dove lo sguardo di tutti deve posarsi con consapevolezza.

Lasciamo lo spazio e il silenzio della riflessione profonda a queste immagini, che sono solo una piccola selezione dell'intera esposizione.





























 

BCBF26:Voci audaci per i giovani lettori. Il potere dei libri coraggiosi.



Bold Voices for Young Readers. The Power of Daring Books. Questo è il titolo dell’incontro con la scrittrice attivista Marta Breen che viene intervistata dalla collega Eivor Vindenes. L’incontro, in lingua inglese, annovera la presenza di un pubblico principalmente non italiano, ma l’argomento è interessante, difficile e soprattutto complesso. Da subito si capisce quanto sia importante per l’autrice il suo impegno nell’abbattere le barriere di genere, qui presenta la graphic novel Born Free, un libro illustrato con ironia e con immediata efficacia da Sunniva Fluge Hole. 



Questo libro tratta del controllo religioso e della difficile conquista della libertà della donna, un viaggio nella storia, nel costume dei vari paesi e religioni nel mondo. È un testo provocatorio che parla con fine divulgativo ai giovani lettori, nonostante le implicazioni spinose, un compito sicuramente difficile, eppure ha una chiave ironica che lo rende anche divertente, perché è rivolto alla scuola primaria e lo sguardo dall’autrice cerca di essere il più oggettivo possibile, mostrando le evidenze, collocandolo in un contesto storico ampio e abbraccia il mondo, per non lasciare nessuno escluso. 

Marta Breen ha scritto molti libri, sente forte la lotta per la liberazione femminile, come Donne senza paura150 anni di lotte per l’emancipazione femminile. Libertà, uguaglianza, sorellanza, edito da TRE60, in cui denuncia come le donne sono state a lungo considerate degli oggetti da possedere, prima dai padri poi dai mariti, senza avere nessuna proprietà e nemmeno diritti sui figli. Senza proprio dei diritti (di studio, lavoro, voto eccetera). Questo libro è stato tradotto in 28 paesi e ha finito per cambiare la sua vita e la sua carriera. Ha incontrato attivisti e studenti in ogni paese, nel 2017 si è recata in paesi dove non c’era democrazia e la sua voce, proveniente da un paese “sicuro”, ha parlato di temi ritenuti controversi, soprattutto dove impera il machismo, dove ci sono patriarchi e leader autoritari. 


La sua è una challenge, ma ha trovato come previsto molti ostacoli. Nella traduzione russa comparso un sigillo sulla copertina, a Mosca e San Pietroburgo ha incontrato donne che avevano case editrici ridotte “in pezzi”, con storie importanti. In certi paesi è vietato parlare di argomenti lgbtqia+. Il libro è stato tradotto anche in arabo, lo hanno accettato ma è stato censurato e ridotto a meno della metà delle sue pagini originali e le è stato chiesto di non parlare in pubblico di certi argomenti. Commenta a ciò esclamando «It’upsetting! È sconvolgente, ma è quello che provano oggi molti autori nel mondo!». Chiaramente ai suoi incontri si recano persone che conoscono chi sia, sanno che si parlerà, sebbene con cautela, di certi argomenti, e dopo l’incontro può scambiare alcune parole con i ragazzi che hanno partecipato all’ascolto tra il pubblico, in una di queste occasioni racconta di alcuni ragazzi egiziani che non avevano mai sentito parlare dell’essere gay e così hanno avuto una conversazione su come poter aiutare l’Egitto in queste situazioni, ma è oggettivamente molto difficile. Mentre stava tornando a casa in aereo ha continuato a riflettere su queste conversazioni, su tutto quello che ha riscontrato andando a parlare dei suoi libri in tanti paesi, a quello che via via è emerso, ed ha deciso che il suo prossimo libro avrebbe dovuto essere sulla religione, perché molto parte da lì, dall’interpretazione manipolata delle scritture sacre; quindi, rispettandole e accendendo la luce su chi ne ha addirittura stravolto il messaggio.

Ed ecco la nascita di Born Free. Marta Breen aveva da tanto tempo il desiderio di fare comics, di scrivere un fumetto, ma purtroppo non sa disegnare, con questo progetto ha potuto realizzare la sua prima graphic novel.

L’uso della metafora è il modo più efficace per raggiungere i giovani lettori e il libro inizia con le grandi domande, per poi ripercorrere la storia e giunge fino alla società odierna.

La sua intenzione di raggiungere i bambini delle scuole primarie, perché è da lì che si deve cercare di aprire le menti, doveva avere certi criteri, tra cui il lato divertente, sebbene tratti di un argomento delicato come la religione. Ha ritenuto necessario partire dalla lezione storica, con la prima grande domanda: chi ha creato tutto questo, tutta questa meraviglia che sta osservando in estasi una donna con il gregge al pascolo. Comincia da qui.

L’autrice dimostra come le interpretazioni religiose abbiano discriminato la donna, come abbia diviso le donne dagli uomini, ed è una segregazione presente in tanti paesi in cui i testi sacri hanno molto in comune, dove in un passato lontano decidevano gli uomini, quello che descrive sono le società in cui erano gli uomini a decidere e fare ogni cosa. L’uomo obbediva a Dio e la donna all’uomo.

Marta Breen definisce la “gender apartheid”, ma è un’espressione usata anche dagli operatori umanitari nel mondo, perché capita anche che sia impedito loro di avere contatto fisico. Si tende a collocare l’apartheid solo in Sud Africa, mentre appartiene a molti paesi in realtà. In quel paese era riconducibile al colore della pelle, mentre in altri paesi dipende dal genere. Il “Gender Gap” alla fine riguarda tutto il mondo. Il corpo delle donne è molto sessualizzato, anche nei paesi occidentali, il corpo della donna conta, quello dell’uomo no.

In alcuni paesi la donna può essere arrestata se si vestisse come un uomo. L’intento dell’autrice è quello di spiegare tutto questo con ironia. Per cercare di togliere la cupezza, cercando di essere comunque efficaci.

L’autrice fa passare molte slide del libro e ci sono tanti esempi molto chiari di quello che una donna può e non può fare, in vari paesi e situazioni. Gli argomenti trattati sono densi e ostici, come i matrimoni forzati o con più mogli, il divieto di accesso agli studi, i controversi codici di abbigliamento, anche le mutilazioni femminili. Non si è censurata, ma ha trattato tutto in modo “rispettoso”, eppure diretto. I bambini che leggono la storia fanno molte considerazioni, commentano quello che vedono. È un libro che porta a fare tante riflessioni, a farsi tante domande, e già solo per questo dimostra la sua influenza. 

Nei paesi più fondamentalisti dove le donne non possono uscire e sembrano in gabbia, ci sono madri e sorelle, alla fine la gabbia è per tutti, uomini compresi. L’immagine con LA VERGOGNA è una metafora potente, è una espressione norvegese per indicarla. I bambini capiscono subito che la vergogna è negativa. Lo è il controllo sociale in cui c’è l’obbligo, dalla società alla famiglia, di andare in certe direzioni: vergogna e onore servono a questo controllo.

Per l’uomo l’onore rappresenta essere forte, muscoloso, potente, ricco, mentre per la donna è quello di essere brava a scuola, nel lavoro. Chiesto ai ragazzi cosa fosse per loro l’onore, in molti hanno citato la ricchezza e questo è molto triste. Per la donna invece è legato alla sua sessualità, al suo corpo. 

L’intervistatrice Eivor Vindenes le ha chiesto se questo clima politico, nel 2026, le ha fatto pensare di attuare un nuovo approccio nella scrittura. La risposta di Marta Breen è che in Norvegia non c’è nulla che si possa davvero ritenere controverso, fortunatamente, anche se storie a fumetti come questa ce ne siano davvero poche, però c’è apertura. Quando ha tenuto degli incontri in Ungheria o in Messico non si è mai preoccupata, perché è seguita da un pubblico che condivide i suoi modi di pensare. Nei paesi scandinavi non è necessario abbassare il livello di valori, come lei lo intende, bisogna informarsi da tutte le culture, ma poi si sceglie quello che di queste si ritiene condivisibile. 

Nel libro c’è anche una “dark side” ed è quella dedicata ai fatti più cubi della cronaca persecutoria, come la persecuzione talebana in Afghanistan, la rivolta delle donne in Iran, ma appunto, come specifica, si tratta di cronaca.

Questa volontà di apertura verso la religione deriva dal fatto che in Norvegia ci sono molte più donne con la carica di vescovo rispetto agli uomini. Ci sono donne che hanno infranto le regole per diventare le prime donne imam, sono tutte donne coraggiose che vanno celebrate.






Conclude l’incontro dicendo che la “golden rule” è di non farsi dire da nessuno cosa si può o non si può fare, nel rispetto del prossimo, come insegnano tutte le religioni, perché in ognuna viene detto di non violare i diritti umani fondamentali, è il bellissimo “ama gli altri come te stesso”.


 

 


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