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LA RESISTENZA RACCONTATA DAI RAGAZZI: UN PODCAST TRA MEMORIA E RIFLESSIONE

giovedì 23 aprile 2026




Esistono libri che non si limitano a raccontare il passato, ma chiedono di essere scelti e vissuti nel presente. Insieme alla classe terza secondaria di primo grado della Scuola di Castell'Azzara, abbiamo letto ad alta voce "Luba voleva gli occhiali neri" di Loredana Frescura e Marco Tomatis.

Non si tratta solo di una storia di guerra; è la storia di una scelta.

Luba è una ragazzina che si ritrova a essere una staffetta partigiana. Attraversa boschi e pericoli portando messaggi, vivendo la paura quotidiana e la responsabilità di chi sta costruendo, un passo alla volta, la libertà di un intero Paese. Gli "occhiali neri" del titolo non sono un vezzo estetico, ma un simbolo di protezione, di identità e di quella necessità di osservare un mondo adulto che sta crollando, cercando di non farsi accecare dall'orrore.

Dopo aver chiuso l’ultima pagina, i ragazzi hanno avuto l'occasione di produrre un podcast, grazie all'accoglienza, alla competenza degli studenti e al fantastico studio di registrazione dell'Istituto Superiore Zuccarelli, indirizzo Ite di Pitigliano. Abbiamo deciso così di dare voce a Luba e, contemporaneamente, alle loro domande.

Nel podcast troverete le loro voci a tratti incerte, ma vere, le parole di Luba e specialmente le riflessioni che i tredicenni di oggi, ancora, per fortuna, si pongono.

Luba non ha scelto di essere un'eroina, ha scelto di non voltarsi dall'altra parte. Ed è questo che ci ha colpito di più: il coraggio non è non avere paura, ma prendere parte.

Potete ascoltare il podcast cliccando qui 


SCELTI PER VOI: TRE DITA

martedì 9 dicembre 2025


C'è stato, e c'è ancora per molti, un tempo in cui si doveva crescere, non per l'avanzare dell'età biologica, ma perché gli eventi, prepotentemente, interrompevano l'infanzia. 
Nado, il protagonista di questo romanzo, credo ne sia un perfetto esempio. Non solo per aver perso sette dita a causa di un'accidentale esplosione, la cui mancanza paradossalmente non gli impedisce di svolgere una vita normale, quanto per il dover prendere delle scelte, senza avere gli strumenti per capire. 
La vicenda è ambientata nella Valdichiana, tra Bettolle e Foiano, durante gli anni della Seconda guerra mondiale, più precisamente in quel momento cruciale che è l'Armistizio. Bettolle a quei tempi era un paesino tranquillo. Molti lavoravano alla Tempora, la fabbrica di mattoni. Chi conosce quella zona non farà fatica a figurarsi le caratteristiche casette rosse e i forni di tabacco sparsi per la campagna. I tedeschi si erano accampati con i loro mezzi vicino alla scuola, trasformandola in un deposito di armi. Nado, o meglio “Tre dita”, vive lì con la sua famiglia: la sorella minore Vilma, il padre Lorenzo, antifascista, ma di poche parole, con il suo piccolo laboratorio per fare saponette e la madre Agnese, che per racimolare qualche soldo fa la sarta itinerante in sella ad una bicicletta e che di parole invece ne spende parecchie per parlare con Dio. 

“Mamma diceva che l'unico ad avere tutte le risposte è Dio, ne era proprio certissima.” 

Ma come si possono passare le giornate quando le cose che uno può fare dipendono dalle dimensioni del luogo in cui vive? 
Incontrarsi con gli amici e fare qualche bagno nel fiume Foenna, magari rubare fichi o giocare al Gran Premio spingendo semplici barattoli di latta con le ruote. 
Ma i tedeschi sono una presenza ingombrante in paese e resta da capire da che parte stiano, chi siano i buoni e chi i cattivi. 
E quando il suo migliore amico, “cresciuto” prima di lui, si immischia con i partigiani, Nado fatica a rendersi conto cosa sia la Resistenza e per dimostrare di voler contribuire e essere all'altezza, improvvisa un gioco di spionaggio dei tedeschi, come se fosse semplicemente uno dei tanti passatempi pomeridiani. 

“Scusami” avevo sussurrato. “Per caso sai mica cosa vuol dire comunista”? 
Avevo aspettato.
Avevo aspettato un bel po'. Non c'era stata nessuna risposta.
Ero uscito dalla camera da letto di mamma con ancora tutti i miei dubbi. 
Dio poteva anche conoscere tutte le risposte. Ma forse non era disposto ad ascoltare tutte le domande, avevo pensato.
 
Ciò che colpisce immediatamente in Canuti è la sua prosa semplice e disarmante. La volontà di affrontare con sincerità certi argomenti, come la guerra, il razionamento, la morte, costringendoci a guardare in faccia le difficoltà della vita e allo stesso tempo a riscoprire la bellezza nelle semplici cose, come un bacio di mamma o mangiare una caramella quando è il cuore ad averne bisogno, assaporandone il gusto senza schiacciarla troppo presto. 
Con una maestria incredibile, si inserisce perfettamente nel punto di vista dei personaggi. 
Sorprendente è la sua capacità di immedesimarsi nella mente adolescente: pensare (o non pensare), agire e reagire come un ragazzino degli anni Venti, divertirsi, meravigliarsi. Il protagonista si rivolge spesso al lettore e attraverso le sue riflessioni, oltre a raccontarci avvenimenti storici, ci condivide i pensieri più intimi, che sono anche quelli che ci fanno sorridere o ci lasciano un senso di affetto profondo. Con tre dita si può ugualmente prendere per mano la mamma. 
Nado è un personaggio meraviglioso, spontaneo. Con una forza incredibile, quella di chi, sebbene la diversità, vuole vivere la vita nel pieno dei suoi anni. Ma che è costretto a crescere a suon di dolori. 
Vale davvero la pena di conoscere la sua storia e soprattutto di come sia riuscito a trasformare una mancanza in una ricchezza. 

Perché tutto questo non c'era più? Perché non si poteva continuare a vivere in pace, italiani, tedeschi, comunisti e fascisti tutti insieme? Erano queste, secondo me, le domande a cui un Dio avrebbe dovuto rispondere.



Questo racconto prende spunto dalla storia vera di Nado Canuti, padre dello scrittore, che a soli dodici anni rimase con tre dita a causa di un residuo bellico, ma che grazie alla forte resistenza interiore è riuscito a diventare uno scultore. Non si tratta di una biografia, ma molti sono i riferimenti storici, tra cui l'incontro con Carlo Grazi, partigiano fucilato insieme ad altri compagni l'8 giugno 1944. E se volete approfondire la figura di questo artista non vi resta che guardare il documentario sulla sua vita.
Questo non è un libro per ragazzi, ma un piccolo tesoro che può essere adorato da chiunque abbia voglia di una bella storia. 
Da non sottovalutare l'attenzione che, come sempre, Uovonero dedica all'editoria di qualità, sia nei contenuti, che nella forma grafica ad alta leggibilità.

 

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Tre dita
AUTORE: Massimo Canuti
EDITORE: Uovonero
COLLANA: i geodi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE:  p. 264
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 9791280104670
PREZZO INDICATIVO: € 16,50

SCELTI PER VOI: CHIAMAMI GIULIETTA

lunedì 10 marzo 2025

 


Questo romanzo ci racconta la storia di Maria, emblema di una storia più grande, fatta di persone ordinarie, spesso poco conosciuta.
Maria è una bambina che appartiene al nostro passato più vicino e allo stesso tempo già molto lontano. Le scarpe sono un lusso, così come il grembiule pulito e senza toppe, per non parlare di un tozzo di pane. Il duro lavoro nei campi non le permette di realizzare il suo desiderio più grande: quello di studiare. 
Maria è costretta a crescere presto. La numerosa famiglia bellunese decide di non farle proseguire gli studi dopo la quinta e di mandarla come serva in casa d'altri, così da spedire ai familiari qualche soldo. Dalle montagne, dalla semplicità, dalla purezza, a soli dodici anni si ritrova in un mondo di freddezza, solitudine e sottomissione, lontana dal suo nido familiare. 

“Conoscevo tante ragazze che erano andate a fare le domestiche lontano dal paese, qualcuna anche della mia età o poco più grande di me. Quando d'estate tornavano, parlavano poco di quello che facevano ma portavano vestiti nuovi, regalati dalle padrone. Quesi vestiti, di una foggia mai vista in paese, mi sembravano il segno di un benessere sconosciuto nelle nostre campagne. Qualcuna metteva su peso. “Quella mangia”, diceva la gente con invidia. Non tutte, in verità. C'era anche chi tornava sciupata e piangeva per la vita che le toccava fare.” 

L'atmosfera che introduce la sua storia è quella di molte famiglie italiane degli anni Trenta, costrette dalla povertà ad una vita segnata dal duro lavoro dei campi, da matrimoni possibili solo se si ha una dote, dal dover abbandonare la propria casa per trovare fortuna altrove. E soprattutto abituate a considerare lo studio “un ingombro”, un togliere braccia utili ai lavori domestici. 

“Come va la scuola?” chiesi. Era la fine di maggio, mancava poco alla conclusione dell'anno scolastico. “Non ci vado da Pasqua, ma la maestra ha detto che mi promuove lo stesso,” mi disse Giovanni. “Perché non ci vai?”
"Perché servo nei campi, quasi tutti i miei compagni fanno così, col caldo andiamo a lavorare".
Pensai che nulla era cambiato. Ma saperlo non mi rese meno triste.

Sono anche gli anni della Seconda guerra mondiale e delle sue atrocità, dalle quali non è esente neppure la famiglia di Maria. La lotta al nazifascismo diventa qui un modo di resistere non solo al regime e alle sue ingiustizie, ma anche alle limitazioni imposte dalle convenzioni sociali. 
La nostra protagonista affronta la difficile realtà che le è toccata per sorte. Prende pian piano consapevolezza della sua condizione. Cerca di uscirne o quantomeno di non farsi schiacciare quando arriva a sottrarle i diritti fondamentali. Ed è persino disposta a lottare per gli ideali che stanno al di sopra del suo spazio personale, a scegliersi un nuovo nome per liberarsi del passato e costruire un presente migliore.

Questo romanzo si rivolge principalmente a giovani lettori, in linea con lo stile dell'autrice, nota per il suo interesse verso tematiche sociali e personali importanti, attraverso narrazioni accessibili ed empatiche, non per questo meno adatto a qualunque età. Il ritmo è coinvolgente e particolare attenzione viene riservata alla psicologia dei personaggi e alle dinamiche relazionali, non tralasciando di raccontarci dell'amore: quello cortese, gentile, riservato, lento, il solo a dare forza contro le brutture della guerra. Minuziose sono le descrizioni di ambientazioni e particolari del vestiario o delle usanze del tempo, come quella, toccante, di dover vendere i capelli per racimolare qualche soldo.
Questa appassionante lettura ci da anche lo spunto per far riflettere in maniera più incisiva i ragazzi sulla democratizzazione dell'istruzione, accessibile oggi ad un numero maggiore di persone indipendentemente dalla classe sociale. Sulle porte che apre la possibilità di studiare e che invece in passato rimanevano chiuse per molti. Come l'istruzione diffusa abbia portato ad una consapevolezza dei propri diritti, specialmente per le donne, ma soprattutto, rispetto a Maria, abbia concesso un prolungamento della giovinezza, potendo ritardare l'ingresso nel mondo del lavoro.
Leggetelo, vale davvero la pena conoscere Giulietta!


Per voi Piccoli Lettori Crescono



INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Chiamami Giulietta
AUTORE: Vichi De Marchi
EDITORE: Feltrinelli Up
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: 125 p.
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 9788807910838
PREZZO INDICATIVO: € 14,00


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