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SCELTI PER VOI: SALAMANDRA

domenica 29 marzo 2026

 


Era una bella giornata d'autunno del 1555. Nel giardino soleggiato di una casa signorile di Cremona, tre giovani donne, un'anziana domestica e una bambina si godevano quel piacevole tepore che di lì a non molto avrebbe lasciato il campo al solito freddo inverno della pianura padana.Minerva e Lucia stanno giocando a scacchi, la sorella più piccola, Europa, non riesce a star ferma e la domestica Cornelia osserva con divertito piacere le dinamiche del trio di sorelle che devono stare in posa per la sorella più grande, Sofonisba Anguissola, che sta loro facendo un ritratto. Un lavoro che richiederà tempo per essere ultimato, ma da questo punto inizia il cammino della giovanissima Europa verso una nuova scoperta di sé, sta crescendo.

L’autore Guido Quarzo conduce il lettore nelle atmosfere del 1500, l’immersione è totale, oltre alle descrizioni ambientali e dei personaggi, anche il linguaggio cerca di essere adeso al periodo storico, utilizzando qualche parola o frase desuete, che aiutano a riportare indietro nel tempo.

Europa Anguissola è la protagonista, attraverso i suoi occhi e alle sue domande, alla sua curiosità e voglia di sapere, scopriamo anche alcuni libri preziosi che contengono illustrazioni interessanti, ma anche misteriose: alcuni dettagli sono scientifici, mentre altri sono contaminati dalla fantasia degli autori, nel tentativo di sopperire alle conoscenze ancora incomplete. Altri personaggi fondamentali sono Cornelia, il figlio del contadino e la figlia della levatrice, che le aprono uno sguardo sulle credenze popolari e le leggende che s’intrecciano con la vita del tempo, sono molto intriganti ed Europa indugia nel fantasticare, diventa quasi un impegno, a cui credere, o forse no; questi bambini, che non vivono a palazzo tra maestri e lezioni, sono portatori di segreti svelati, carichi di atmosfere magiche. Ad Europa piace molto il mondo fantastico, come a quasi tutti i bambini, è un rifugio intimo, come quello in cucina dietro alle ceste. Durante una passeggiata al fiume, vede per la prima volta una salamandra, che le sembra un drago, e sul cui conto scoprirà che esistono delle credenze molto curiose. La salamandra drago finisce per diventare una piccola ossessione, che Europa coltiva per sentirsi meno sola, per cercare di capire il mondo a volte difficile; attiva un modo per riflettersi e scoprire meglio sé stessa.

Non avevo dipinto la salamandra: avevo dipinto il modo in cui la guardavo. Forse era questo il mio segreto: non prendere il mondo, ma inseguirlo finché lasciava un lampo negli occhi.

Lo sguardo di Europa è attento, vivace, curioso e affamato di nuovo, ha una spiccata personalità che evolve ogni giorno.

A differenza delle aspettative del tempo, Europa è una piccola ribelle, nessuno si stupisce delle scorribande del fratello, del resto è l’unico figlio maschio, a lui viene perdonato tutto, ma lei è una madamigella che vuole capire, conoscere e scoprire e osa. Studiare il latino è molto più noioso di poter dipingere, la sua passione che diventerà professione da adulta. Alcuni eventi, come la distanza della sorella prediletta, Sofonisba, e una grave perdita, iniziano a incrinare l’idillio magico dell’infanzia, Europa ci racconta tante storie, siamo avvolti dal suo stupore, da tutte le sue emozioni, ci spingiamo verso quella voglia di avventura che la abita, sbirciando ogni tanto il dipinto riportato sul risguardo della copertina, che ci ammicca con un simpatico sorriso. Il lettore condivide la sua sensibilità.

In appendice sono riprodotte le pagine dei libri citati, che hanno ispirato le fantasie dei più piccoli protagonisti di questa ricostruzione storica, tra realtà e finzione, e una cosa è certa: Europa diventa un personaggio tridimensionale e vivido, molto sensibile e amante della natura, lontano nel tempo eppure qui accanto, a raccontarci i passaggi fondamentali di un periodo preciso della sua vita, quello che segna una tappa fondamentale della sua crescita, quella che accomuna tutti i bambini di ogni epoca, è un tema universale.

Un libro interessante, sotto vari punti di vista, che diverte e crea domande, come quelle che si accalcano nei pensieri di Europa. Una buona lettura, dove la pazienza è raccontata e richiesta. Una storia che fa rivivere un personaggio storico e lo colora con le tinte di un vivacissimo sogno.

Senza svelare alcuna avventura, auguro buona lettura!

 

Informazioni tecniche

Titolo: Salamandra

Autore: Guido Quarzo

Editore: Uovonero

Collana: I Geodi

Codice: EAN 9791280104748

Formato: 14x20,5 cm, cartonato, copertina flessibile

Pagine: 176

Prezzo indicativo: € 16,00

Età di Lettura: da 10 anni


 

SCELTI PER VOI: OMBRE DI FAMIGLIA

venerdì 30 gennaio 2026

 

È arrivato in casa nostra come dono di Natale inaspettato, cosa che in genere per quanto riguarda i libri non accade quasi mai. Abbiamo lunghe liste condivise da cui ciascuno attinge per fare doni all'altro.

Ed è stata un'immersione totale, profonda, radicale, nella storia autobiografica che la scrittrice e fumettista racconta in questa straordinaria graphic novel.

Una storia personale, dolorosa e intima, che diventa epidittica grazie allo straordinario lavoro di ricerca storia compiuto dall'autrice, nel tentativo di incastonare la storia personale nel più articolo e complesso contesto storico e geografico da cui la sua famiglia proviene.

Tessa Hulls nasce in California, figlia di una madre per metà cinese e metà svizzera. Trascorre tutta la sua infanzia cercando di arginare i fantasmi della sua famiglia che chiedono insistentemente di essere nutriti, come il titolo originale ci dice chiaramente. Fantasmi che chiedono cioè di essere visti e riconosciuti, e di cui si fa intermediaria sua madre, generando con la scrittrice un doloroso conflitto. 

Muta sulla sfondo, ma solo in apparenza e per mancanza di parole che Tessa possa comprendere, resta la nonna, la terza più anziana in questa discendenza matrilineare, la coraggiosa autrice di un best-seller che fuori dai confini della Cina ha il coraggio di denunciare i sistemi brutali che il regime utilizza. Sarà lei che con determinazione riuscirà a portare la figlia fuori dal paese, a Honk Kong, consentendole di studiare in una prestigiosa scuola. E sarà proprio a Honk Kong che inizierà però a soffrire di un disturbo psicotico, che negli anni diventerà sempre più importante e invalidante, costringendo la figlia a occuparsi di lei sempre.

Tessa cresce così con lo spettro della malattia della nonna che incombe su di lei, in quanto appartenente al genere femminile e in quanto potenziale portatrice della vocazione artistica, cui veniva imputata la malattia della nonna.

Cresce costruendo attorno a sé un'armatura, solida e impenetrabile, quella del cowboy, che solitario e imperturbabile sa affrontare le più ardue imprese fuori dai confini della propria casa. Ma a un certo punto qualcosa inizia a scricchiolare e l'autrice decide di iniziare a scavare nella propria vita familiare per poter incontrare i fantasmi, ascoltarli, e stabilire con loro un dialogo che possa aiutarla a comprendere cosa davvero è accaduto alla nonna e perché sua madre non riesce a liberarsi di quella che Tessa chiama la gemella fantasma.

È un libro coraggioso, capace di scavare letteralmente a mani nude negli strati più profondi della storia familiare, ma capace soprattutto di un'accuratissima ricerca storica della Cina, fin dalle due guerre dell'oppio del XIX sec. per arrivare all'avvento della dittatura e ai tempi moderni.

L'autrice diventa, come lei stessa ha ripetuto in più interviste, una ricercatrice in ambito storico e sociologico, cosa questa che le da la possibilità di tenere a distanza la forza dirompente che i traumi, anche quelli collettivi, rovesciano sulle vite delle persone.

Un lavoro che evidenzia, se ce ne fosse ancora bisogno, come le vite delle persone siano imprescindibilmente inscritte nella loro storia familiare e che i traumi continuano a lavorare sotterraneamente anche quando si è fatto di tutto per provare a correre via, il più lontano possibile, lasciandoseli indietro. 

Tessa compirà un lungo viaggio a ritroso nel tempo, ma anche un viaggio verso coloro che sono rimasti nella vita della nonna come fantasmi, la famiglia lasciata in Cina e mai più rivista.

Questo profondo lavoro di scavo è visibile anche dal punto di vista grafico, il segno procede strato dopo strato, e gli strati della terra, si sa, non sono mai regolari, non vanno esattamente orizzontali, a volte quelli più recenti sfondano quelli più antichi, la vita li mescola, senza che a volte se ne possa venire a capo con facilità. Il segno grafico di Tessa Hulls procede nello stesso modo, quando la tensione cresce, esonda e le immagini incombono a tutto campo, lasciando il lettore talvolta scosso difronte alla potenza delle immagini. Un lavoro in cui inoltre, la relazione tra testo e immagini è una vera e propria compenetrazione, e se le immagini si rivelano di grande impatto emotivo, la narrazione procede meticolosa, lenta, puntuale, a tratti profondamente ironica, costruendo un equilibro perfetto con le immagini.

Un vero capolavoro, tanto da meritare il premio Pulitzer, per la prima volta assegnato a una graphic novel nella sezione memoir, riconoscendo all'autrice una capacità straordinaria nel "nutrire i fantasmi", tessendo la storia personale e della sua famiglia con quella più grande del paese da cui la sua famiglia proviene e di quello nel quale si è trovata a vivere.

Dedicato ai giovani e agli adulti, che in vario modo e per ragioni anagrafiche diverse, si trovano a chiedersi da dove vengono e cosa nella loro vita è davvero solo loro e non affonda invece nelle ragioni oscure della propria storia familiare e identitaria.

Per voi Piccoli Lettori Crescono

INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Ombre di famiglia

AUTORE E ILLUSTRATORE: Tessa Hulls

TRADUTTRICE: Martina Fermato

CASA EDITRICE: Tunué

COLLANA: "Prospero's Books"

FORMATO: rilegato, illustrato, copertina rigida

PAGINE: 400

CODICE EAN: 9788867906239

PREZZO: EURO 34,90









SCELTI PER VOI: ACCADDE A SALEM

lunedì 12 maggio 2025

 



Prima pagina, prima ancora del titolo. Un incipit potente, una frase monumentale ed eterna. Un condizionale che fa paura. Ma anche un monito con cui ci si potrebbe rivolgere alla persona più cara con senso di protezione. Così si apre questo capolavoro.

"Potrebbe accadere ovunque,
in qualsiasi momento".

Quindi potrebbe accadere nuovamente, qui, ora, tra non molto. E una volta accadde a Salem.

Cos'è che avvenne?
Tutto comincia con delle false accuse, inventate da un tu, forse per sentire meno le proprie sofferenze o per nascondere dei problemi, forse per sadica soddisfazione personale o più probabilmente perché si arriva a credere davvero in qualcosa che non esiste. Un tu che, nel giro di poco, diventa un voi: l'accusa trova la sua legittimità nella coralità, si giustifica nella protezione della condivisione e forza del gruppo, l'insieme dentro il quale si cela, si mimetizza l'identità colpevole del singolo. E da qui si innesca una catena: chi a sua volta denuncia senza un motivo reale lo fa o per debolezza o per non essere egli stesso oggetto dell'accusa. Allora l'unica soluzione per salvarsi e non essere condannato è puntare il dito su qualcun altro.



Di fatto questo è ciò che è successo più di trecento anni fa a Salem, ma se non lo sapessimo potrebbe benissimo essere il meccanismo psicologico e sociale che porta ad accusare i propri vicini, sulla base di prove fragili o inesistenti.
Questo albo, dalle illustrazioni meravigliose, ci riporta indietro nel tempo, senza farci scordare che il passato può ripetersi nel presente. Ci cala tra gli angoli di una cittadina del Massachusetts, per raccontarci di un evento storico, risalente al 1692, conosciuto come (o meglio, poco conosciuto, e quindi meritevole di esserlo) "I processi alle streghe di Salem", che portò all'impiccagione di diciannove persone innocenti, vittime della superstizione e dell'ignoranza. Le accuse di stregoneria si diffusero rapidamente, colpendo in maniera preferenziale le donne, e mostrando come paura e credenze possono diventare strumenti di privazione della libertà e persino della vita.
Alle immagini penetranti si accompagnano parole semplici, perfette, efficaci tanto da farci comprendere esattamente in poche battute come ciò sia potuto avvenire.
Attraverso il racconto degli eventi di Salem, l'albo mira a sensibilizzare i giovani lettori su alcune tematiche attuali, quali la libertà individuale, la parità di genere e specialmente la lotta contro ogni forma di pregiudizio, incoraggiandoli a riflettere sulle ingiustizie e discriminazioni del mondo contemporaneo. A maggior ragione può essere un ottimo strumento da utilizzare nelle scuole. 
Ancora adesso esiste, e lo sappiamo bene, il rischio che l'odio gratuito verso qualcuno, fomentato dalla protezione dell'insieme più potente che esista, il web, possa portare ad accuse infondate e all'esclusione, dal gruppo, dalla società, da un territorio.
Il finale, come l'inizio, è lapidario e senza tempo. Quattro parole che oggi sono fondamentali, un'occasione per meditare sull'importanza di schierarsi, prendere una posizione, di costruirsi un pensiero critico, di documentarsi per poter fare scelte consapevoli e non abbagliate da realtà fittizie e virtuali.

Tu, cos'avresti fatto?


Non lasciatevelo scappare per nessuna ragione.
Se volete approfondire l'argomento questo è il link sul memoriale dedicato alle vittime dei processi: 
https://salemwitchmuseum.com/locations/witch-trials-memorial/







INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Accadde a Salem
AUTORE: Jonah Winter
ILLUSTRATORE: Brad Holland
TRADUTTORE: Guia Risari
EDITORE: Settenove
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: 48 p.
FORMATO: cartonato con filo refe
ETÀ DI LETTURA: dai 9 anni
ISBN: 9791281477087
PREZZO INDICATIVO: € 19,00

SCELTI PER VOI: TESTA DI FERRO

giovedì 12 settembre 2024


Corre l'anno 1808 in un piccolo paesino delle Fiandre, i
l grande Imperatore sta portando avanti la sua campagna di conquista dell'Europa.
Due punti di vista. Opposti. Constance, detta Stans e Pier. Sorella e fratello. Lei diciottenne, lui quattro anni in meno. Caratteri agli antipodi. Lei acuta, scaltra, pungente, testarda come "due muli sull'Arca di Noè" e soprattutto fortemente anticonformista in un periodo in cui la fede è unico appiglio in una realtà molto difficile. Lui lento, indeciso, pauroso, devoto. 
Si spartiscono i capitoli del libro, dando spazio ad uno stesso racconto a due voci. 
Entrambi sono sottoposti però ad una famiglia vittima di una catena di disastri, dovuti in particolare alla scarsità economica: una madre ultra cattolica, fredda e severa, il padre, inventore e genio della matematica mancato, costretto ad arrabattarsi in lavori di fortuna e poi i piccoli Rozeken e Mondje e la ormai ottusa nonna Blom, sdentata e sorda, che per ogni accadimento riversa la colpa sugli austriaci.
Il personaggio di Stans spicca con forza sin dalle prime righe. Temperamento dirompente. Non si può non amarla. Una ragazzina talmente irriverente che non ne risparmia a nessuno, né al fratello, al quale si rivolge con numerosi ironici appellativi: Pier il Superfluo, il Pidocchio, il Babbeo, Sua Grettezza, il sig. Osservazione superflua..., né tanto meno ai genitori. 
Pertanto Madama Disastri, la Vipera, la Bastian Contraria finisce spesso per essere punita.

Senza ulteriori spiegazioni, nostro padre afferra Stans per i capelli e la tira giù dallo sgabello.
Stans strilla come un demonio in una botte di acquasanta. Nostro padre sbraita che sicuramente Dio, Gesù Cristo e lo Spirito Santo stavano giocando a carte quando hanno dotato Stans di orecchie, gambe e intelletto nel caldo ventre della nostra candida madre.
"I figli sono come le cialde" dice il papà. "Per quanto bene uno imburri lo stampo, la prima cialda viene sempre fuori male".

E questa realtà le sta davvero troppo stretta, come la cuffietta che è obbligata a indossare per non mettere in vista le sue fattezze.
Quindi, di nascosto e camuffandosi da ragazzo, preferisce arruolarsi nell'esercito imperiale piuttosto che continuare ad essere vittima di una società chiusa e di un matrimonio di convenienza per risolvere i debiti familiari. 
Finisce pertanto nella Quattordicesima compagnia insieme a centomila soldati con moschetti, cavalli e cannoni, dove per la prima volta, paradossalmente, respira aria di libertà.
Qui emerge la parte più realistica dell'ambientazione legata alla dura vita dei soldati. L'orrore della guerra viene raccontato in maniera lucida e cruda, senza scontare nulla, ma anche con qualche sorriso.

Per avere un pò di carne in più, mettiamo trappole per topi.
Un bocconcino di formaggio su un'asticella sopra ad una brocca d'acqua funziona sempre. Affogano a decine, quei topi, e non sono niente male come bonus nella nostra minestra serale.

Il resto del libro è un susseguirsi di scene avvincenti che tengono continuamente il fiato sospeso. La lettura non perde mai il ritmo. 
Storia e fantasia, sacro e profano si susseguono in un alternarsi grottesco di superstizione e devozione estrema, accanto a ufficiali mistificatori e blasfemi.
Il linguaggio è perfettamente in sintonia con l'atmosfera ottocentesca. Persino le metafore sono declinate al periodo: "quella bocca che è peggio di un deposito di carbone", oppure "lasciarsi abbindolare da una donna come Adamo da Eva" o ancora "sogghigno come un diavolo in un convento di giovani suore".
Alla storia e alla guerra si affiancano tematiche legate ai rapporti familiari, ma sopratutto alla sessualità, trattata con delicatezza e allo stesso modo con spontaneità e chiarezza. Stans diventa così la paladina della libertà e dell'essere se stessi a qualunque costo. Qualunque.

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Testa di ferro
AUTORE: Jean-Claude Van Rijckeghem
TRADUTTORE: Olga Amagliani
EDITORE: Camelozampa
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2023
PAGINE: 440 p.
FORMATO: cartonato. 
Edizione ad alta leggibilità con il font EasyReading
ETÀ DI LETTURA: + 13 anni
ISBN: 9791254640388
PREZZO INDICATIVO: € 18,90



SCELTI PER VOI: NELLA TUA PELLE

martedì 9 aprile 2024







Portogruaro. Una vecchia carta geografica con i confini italiani del 1931 e queste poche, monumentali parole aprono un sipario dietro al quale storia e romanzo si intrecciano perfettamente.

Alla fine della guerra ci sono gli orfani dei morti e ci sono i figli dei vivi. 
E poi ci sono gli orfani dei vivi.
In effetti li chiamano così: i figli della guerra. Ma non è corretto. 
La guerra non fa figli, fa solo morti.

Questa è la storia dei bambini della vergogna, nati da rapporti violenti e adulteri negli anni della Prima guerra mondiale e destinati ad essere abbandonati e senza radici. 
E questo è il racconto di Vittorio, Caterina e in particolare di Giovanna. All'età di tre anni si era ritrovata in una sorta di orfanotrofio. Per lei, come per gli altri accolti lì, quella era la normalità. Una famiglia stramba ma amorevole, con molte "madri" e per di più un solo padre invisibile. Valori forti e amori fraterni tra perfetti sconosciuti. Vittorio invece era stato partorito direttamente nell'istituto, ma poi rinnegato dalla madre, costretta a tornare alla legittima vita. 

Nella famiglia dell'orfanotrofio si era scelto due sorelle: una era Giovanna e l'altra Caterina, bionda e bella come un angioletto di chiesa.

Molte le difficoltà per mantenere, trovare nuove strutture dove sistemare i bambini in crescita, per poi iniziarli al lavoro e alla vita adulta.
Arriva quindi ben presto il momento per il piccolo nido di essere smembrato: Giovanna è adottata da una famiglia benestante e portata a Padova, come ennesimo vezzo della "signora madre", donna depressa e frustrata, il cui primo pensiero sulla figliastra era quello di cambiarne il nome in Lucrezia, perché Giovanna troppo umile. 
Vittorio viene destinato ad un collegio di salesiani a Venezia e Caterina a ritornare nella casa d'origine solo per essere usata nei lavori domestici e non certo per amore.
La sorte di questi bambini era del tutto in balìa degli altri, dell'amore come dei capricci.
A testimonianza di questo, Giovanna come un pacco recapitato all'indirizzo sbagliato, viene rispedita al mittente. 

Quando era piccola, le suore dell'Istituto le avevano sempre ripetuto che doveva provare una gratitudine infinita per il semplice fatto di essere viva. A forza di sentirselo dire, aveva finito per abituarsi a vivere ogni giorno come piccolo miracolo e a prendere come una benedizione ciò che le accadeva.

Questo romanzo ci racconta di un lato poco conosciuto degli anni del fascismo: quello di chi nasceva senza essere voluto e poi si è ritrovato, paradossalmente fortunato, ad essere accolto in qualche istituto religioso, in grado di fornirgli un minimo di sostentamento ed educazione.
A Portogruaro negli anni del Fascismo c'era l'Istituto San Filippo Neri per l'infanzia, meglio conosciuto come "Ospizio per i figli della guerra", fondato da religiosi per ospitare bambini, frutto di violenze, da parte di uomini di eserciti nemici nei confronti di donne, appena ragazze, rimaste sole, con i mariti al fronte, durante la Grande Guerra. Oggi conserva un archivio, patrimonio fondamentale per scoprire pezzi di storia "secondaria", non per questo meno importanti, ma perché nei manuali difficilmente entrano le "storie", quelle che ci raccontano di fatti e persone più minute.

"Cucina in tempo di guerra". Se lo ricorda, contessa, il suo libro di ricette? Si ricorda la ricetta della besciamella? Ecco. In tempo di guerra si può fare la besciamella senza farina. Allo stesso modo si può fare una famiglia senza parenti.

La pelle è il limite corporale con tutto ciò che è altro da noi, con il mondo esterno. Ma anche confine che ci separa dal dentro, dal più profondo. Porta di passaggio tra l'essere e il fare.
Questa è la storia di chi ha dovuto inventarsi una nuova famiglia, di chi l'ha ritrovata e di chi neppure è mai arrivato a conoscerne la definizione. Ma le vicende della vita, qualsiasi esse siano, sono scritte indelebili sulla pelle, dentro la pelle e giù nel profondo, e non scompaiono mai. Anzi si trascrivono in nuova pelle.

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Nella tua pella
AUTORE: Chiara Carminati
EDITORE: Bompiani
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: 184 p.
FORMATO: Brossura
ETÀ DI LETTURA: + 12 anni
ISBN: 9788830106949
PREZZO INDICATIVO: € 16,00



LA NOTTE DELLE MALOMBRE

lunedì 4 dicembre 2023

 


Gli stivali non fanno rumore, dice un vecchio proverbio. E invece la guerra fa un fragore assordante. Il silenzio è solo una pausa fragile tra l'esplosione di una bomba e il crollo di un palazzo, tra le urla di una madre che ha perso il figlio e il tramestio di piedi che corrono verso un riparo.

In Italia, dopo l'armistizio, quelli che prima erano gli alleati diventano i nemici.
9 settembre 1943: Operazione Avalanche. Gli americani sbarcano nel golfo di Salerno. I tedeschi, di contro, si spostano verso Napoli. Comincia così una guerra che vede scontrarsi in maniera contorta invasori e occupanti. Ed è la popolazione a subire le pene più devastanti. 
Questo il contesto che unisce le diverse vicissitudini di tre tredicenni, uniti però dallo stesso dramma.
Napoli, Salerno e dintorni vengono bombardati dagli Alleati.
La gente scappa alla ricerca di un cielo sicuro che non le cada in testa. Le fughe sfiancanti, la danza dei ricoveri, le notti infinite e le sveglie improvvise. I rifugi più solidi sono le grotte e le gallerie ferroviarie, dove però i pericoli sono poco più dissimili della morte stessa: malattie e infezioni e, ancor di più, gravi incidenti.
Le vicende dei tre vengono dapprima raccontate separatamente, un capitolo ciascuno, e, come un diario, le date scandiscono il filo degli accadimenti.
Brando Carenza, segnato dalla brutalità degli eventi, ha dovuto scordare la gioia e diventare un uomo per non soccombere. Costretto con la famiglia a rifugiarsi negli scantinati. Ascolta il vento. Le parole le ha perse dentro di sé.
Nora Moscati, ugualmente forzata a lasciare casa insieme ai genitori. Lei sola vede qualcosa che agli occhi degli altri non esiste.
Rocco Saturno che pensa solo a se stesso. Come tanti altri ragazzi è obbligato a far parte di bande di predoni per raccattare qualche spiccio o merce da scambiare al mercato nero.
Tutti caduti in malora e forzati ad abbandonare le proprie vite, a fuggire da un posto all'altro, come colonie di formiche a cui hanno distrutto il nido, in tane improvvisate  e con scarse provviste.

La guerra insegna a ridere di tutto, così come ammaestra lo stomaco affamato a digerire qualsiasi cosa.

Non bastava la guerra. Delle presenze oscure appaiono a Nora quando è a letto. Vogliono il suo respiro. La nonna le chiamava le Malombre.

... spiriti in pena che tormentavano gli altri perchè la loro misera condizione li ha resi cattivi.

La loro comparsa è avvisata puntualmente dal solito ronzio. Figure dai contorni indefiniti e dai lineamenti mobili, come fumo nero. I loro tratti ricordano quelli di una donna anziana, ma in loro non c'è niente di umano.
La descrizione di ciò che produce la guerra permea ogni pagina del racconto e tocca anche gli animi più duri. La fame che consuma i bambini, la disperazione di una mamma costretta a vendere gli affetti più cari per un pezzo di pane o di chi, a fatica, strappa dagli scogli patelle per guadagnare due soldi. Si combatte e si muore. E a farne le spese sono soprattutto i più poveri.
Lo spaccato di una Napoli di ottant'anni fa ci immerge nei vicoli, negli odori e nelle abitudini. Nelle credenze popolate da una religiosità sincretica, dove il sacro si mescola con il profano. Mai viaggiare di martedì o venerdì senza la figurina di San Cristoforo. O basta una civetta ad impedire di raggiungere la meta agognata.
Nei pensieri e in alcuni dialoghi viene usato il dialetto, specialmente quando ad uscire sono parole che pesano sul cuore.

C'hanno fatto turnà al Medioevo stì cafun'...

Poi per tutti e tre i nostri protagonisti l'obiettivo diventa il medesimo: fuggire, e le loro storie si uniscono. 
La Lucania sembra la sola meta difronte ad un orizzonte di disperazione. L'unico modo è salire su un treno merci diretto a Potenza: l'8017. Uno di quelli che poi verranno chiamati "i treni della fame".
E qui di nuovo entra in scena la Storia...
Brando, Nora e Rocco si ritrovano prigionieri del viaggio della speranza come, nel non così lontano 1944, si imbatterono circa seicento disperati, stipati come sacchi e in condizioni disumane, solo per cercare di arrivare a scambiare qualche avere per un pò di cibo.

...la triste sfilata di chi per sopravvivere ha preso un treno che l'ha condotto ad una destinazione senza ritorno.

La locomotiva non arrivò mai a Potenza, forse a causa del maltempo, forse perché il peso dei vagoni era enorme da tirare su per aspre pendici e attraverso decine di gallerie. Il treno fermò la sua corsa all'interno della "Galleria delle Armi", dove la maggior parte dei viaggiatori perse repentinamente la vita a causa dei fumi di monossido di carbonio. O magari delle perfide Malombre.
E dentro al lugubre, al ripugnante, al terrore, la scrittura di Castagna avvolge il lettore in un susseguirsi di metafore, forgiate con una tale ricchezza di parole da renderne il linguaggio pura poesia.
La bellezza di questo romanzo sta specialmente nel modo in cui è costruito, nel suo scheletro strettamente allacciato alla verità storica, alle vicende realmente accadute in quegli anni, al meticoloso resoconto di luoghi e persone, abbigliamenti e abitudini, ai quali si sovrappone l'immaginazione. Non pura fantasia. Non macabro o fantascientifico, ma immaginario. Una paura ancora più potente, perché insita e vicina. Perché ad ad essere descritti non sono mostri così distanti da quelli che, ancora oggi, fanno parte delle nostre tradizioni popolari e radici più profonde.

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: La notte delle malombre
AUTORE: Manlio Castagna
EDITORE: Mondadori
COLLANA: Oscar Bestsellers
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2022
PAGINE: 271 p.
FORMATO: Brossura
ETÀ DI LETTURA: + 11 anni
ISBN: 978-88-04-74802-L
PREZZO INDICATIVO: € 11,50



SCELTI PER VOI: IL FIGLIO DEL MARE

lunedì 11 settembre 2023



Non parlava molto, mai, perché aveva notato che, se stai sempre zitto, poi quello che dici diventa più importante.

Pietro è una pedina della storia, quella con la maiuscola. Figlio di Valdo, padre padrone e Rita, madre dolce e premurosa, conoscitrice di erbe e sottomessa come tutte le donne del suo tempo (e non solo) all'autorità maschile.
Pietro è un guardiano di porci, il cui destino sembra apparentemente segnato dall'essere nato in una società in cui i ruoli sono rigidamente definiti. Ma la sorte è imprevedibile e più forte della linearità: l'improvvisa notizia dell'arrivo degli Unni muta per sempre la sua vita. E in poco tempo una serie di repentini cambiamenti stravolgono le sue ritualità: l'obbligo di partire per la guerra, la scoperta delle sue radici, come quella tardiva di avere uno sguardo ricambiato dall'unica ragazza che abbia mai notato.

...si era trovato lì per caso. Non lo aveva scelto.

Da questo momento le sue peripezie lo porteranno persino ad incontrare il temibile Attila e il tempo del racconto volerà tanto che... gli sembrava che tutto quello fosse stato un altro Pietro, tutto diverso da lui e spesso sarà presente la nostalgia di un passato recente, l'odore che porta alla mente.

Raccontare in maniera realistica l'abominio della guerra, che rende tutti uguali, Romani o Unni, nobili o poveri. Che sconvolge rapidamente le certezze e la solidità di quel mondo che era sembrato immutabile.
Raccontare la guerra per far emergere dall'orrore la bellezza dei valori come l'amicizia, l'amore, l'importanza delle umili pomate della mamma, di chi non c'è più, ma nel sentore rimane lanterna per affrontare le situazioni più difficili.
Raccontare come la guerra porti uno stesso popolo ad essere nemico, a perdere l'identità.
Ma dalle rovine Pietro intravede la rinascita.

Il Medioevo si annusa fin dalle prime righe. Senza bisogno di tante spiegazioni.
Morosinotto ha la capacità di far entrare il lettore nel tempo del racconto attraverso l'uso sapiente di un linguaggio immaginifico e un lessico proprio di quel periodo storico: parole come pietra miliare, domus, curiali, spatha, dromoni, catapultano in un mondo che tanto lontano non sembra più.
Alla fine, per giorni, resta così l'impressione di essere stati in quei luoghi e avere mangiato con Pietro quelle polpette di miglio tanto adorate.






Racconto storico e romanzo di formazione in cui il filo delle vicende di un giovane si intreccia con quello della storia del X secolo. 
Per di più la trama è tenuta insieme anche da delle evocative illustrazioni che, come una cucitura, tra la parola e il disegno, legano un capitolo con l'altro.
Questo libro è perfetto per chi entra in prima media, ma anche per chi ne esce.
Buona avventura!

Per voi Piccoli Lettori Crescono


INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Il figlio del mare
AUTORE: Davide Morosinotto
ILLUSTRATRICE: Lucrezia Buganè
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2022
COLLANA: La Saga dei DA MAR
FORMATO: rilegato, sovraccoperta
ETÀ DI LETTURA: dai + 10 anni
ISBN: 978-88-04-7706-L
PREZZO INDICATIVO: 17,00 




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