La verità è che ho scelto di leggere questo libro per due motivi: il primo è che sono stata catturata dalla copertina. L'illustrazione non passa di certo inosservata, ti obbliga a prenderlo in mano per esaminare meglio i particolari: una sorta di metamorfosi, un essere tanto vegetale quanto animale, che sembra guardarti da una dimensione superiore (qui trovate qualche informazione sull'artista https://www.christinamrozik.com/).
Poi ho dato uno sguardo all'incipit, che si è rivelato talmente potente da non permettermi di non leggere il capitolo successivo. Il capitolo successivo tanto diverso da condurmi all'altro senza accorgermene. E a seguire, fino alla fine, tutto d'un fiato. La lettura va veloce, il libro è breve, proporzionalmente all'intensità.
La storia, ambientata in un contesto sociale duro, ci racconta di due giovani fratelli, senza madre e con un padre assente e problematico: Nick, che spesso si deve occupare di Kenny, più “lento”...
.. arriva tardi perché non ha fretta, non ha la testa piena di cose come gli altri. Non è sempre lì a far quadrare tutto, o a cercare di fregarti. È convinto che le altre persone siano gentili come lui, e riesce ad avere una sola idea per volta.
È proprio questa disabilità intellettiva a renderlo più facilmente preda della cattiveria degli altri, in particolare di tre ragazzi prepotenti, che se ne approfittano costringendoli ad assistere ad una macabra caccia al tasso. Il vecchio tasso, quello che pare trascendere dalla superficialità e bassezza delle vicende umane.
Nel confronto tra il selvatico e l'umano, tra l'animale che attacca per nutrirsi o per difendersi e l'uomo che uccide per spregio, per il sadico piacere di farlo, nonostante a vincere sia materialmente l'uomo, il tasso diventa simbolo di purezza ancestrale che mette a nudo la meschinità degli uomini.
Il finale è una sorta di redenzione a cui prendono parte i nostri fratelli, un reclamare bontà in un mondo crudele, nel quale i deboli fanno fatica a sopravvivere, un salvare per salvarsi. La scrittura di McGowan è asciutta e diretta, le frasi brevi e pungenti.
Pochi personaggi e un intreccio lineare ne fanno un lettura semplice, ma avvincente.
Non si tratta di un semplice romanzo d'avventura, né di un libro adatto a tutti. Alcuni potrebbero mal sopportare le pagine più crude, nelle quali viene descritta la violenza gratuita nei confronti degli animali. Ma rimane un'occasione da non perdere per riflettere non solo sul bullismo, ma soprattutto sulla fragilità e pochezza umana, sulla nobiltà che ancora possiede la natura e che l'uomo ha tragicamente dimenticato.
In questo racconto brutale e necessario, il tasso finisce per rappresentare l'unica vera misura di purezza, lasciando a noi il peso di un'umanità troppo terrena, troppo piccola e tragicamente superficiale.
Non tutti i libri sono adatti in ogni momento, ma quando capita, vuole dire che è quello giusto.
Si tratta del primo volume di una quadrilogia, nota come “The Truth of Things”, che andrebbe letta in ordine di pubblicazione così da seguire meglio la crescita dei protagonisti.

