Slider

LA RESISTENZA RACCONTATA DAI RAGAZZI: UN PODCAST TRA MEMORIA E RIFLESSIONE

giovedì 23 aprile 2026




Esistono libri che non si limitano a raccontare il passato, ma chiedono di essere scelti e vissuti nel presente. Insieme alla classe terza secondaria di primo grado della Scuola di Castell'Azzara, abbiamo letto ad alta voce "Luba voleva gli occhiali neri" di Loredana Frescura e Marco Tomatis.

Non si tratta solo di una storia di guerra; è la storia di una scelta.

Luba è una ragazzina che si ritrova a essere una staffetta partigiana. Attraversa boschi e pericoli portando messaggi, vivendo la paura quotidiana e la responsabilità di chi sta costruendo, un passo alla volta, la libertà di un intero Paese. Gli "occhiali neri" del titolo non sono un vezzo estetico, ma un simbolo di protezione, di identità e di quella necessità di osservare un mondo adulto che sta crollando, cercando di non farsi accecare dall'orrore.

Dopo aver chiuso l’ultima pagina, i ragazzi hanno avuto l'occasione di produrre un podcast, grazie all'accoglienza, alla competenza degli studenti e al fantastico studio di registrazione dell'Istituto Superiore Zuccarelli, indirizzo Ite di Pitigliano. Abbiamo deciso così di dare voce a Luba e, contemporaneamente, alle loro domande.

Nel podcast troverete le loro voci a tratti incerte, ma vere, le parole di Luba e specialmente le riflessioni che i tredicenni di oggi, ancora, per fortuna, si pongono.

Luba non ha scelto di essere un'eroina, ha scelto di non voltarsi dall'altra parte. Ed è questo che ci ha colpito di più: il coraggio non è non avere paura, ma prendere parte.

Potete ascoltare il podcast cliccando qui 


BCBF26: Il progetto di Tamer Institute for Community Education "RETURNING HOME PATH"

martedì 21 aprile 2026


il Tamer Institute for Community education ha esposto allo stand 29/D42, i disegni, i testi e i libri, tra cui è stato possibile visionare il libro bilingue (italiano/arabo) Seguo il filo recensito nel nostro blog da Cristiana Pezzetta. Le opere sono pubblicate in Italia da Bibliolibrò e tradotte da Alessandra Amorello, con il supporto del Tamer Institute.

Il progetto ha il pregio di far arrivare le "voci dei bambini del mare e delle arance" per promuovere la solidarietà e la consapevolezza fuori dalle aree di conflitto.

Il percorso "Ritorno a casa" è nato a Gaza come una serie di laboratori e visite sul campo, portando storie e attività interattive alle famiglie ospitate in tende e rifugi. Come spiegato anche nei pannelli a fianco della mostra di disegni, l'iniziativa mira a fornire uno spazio per l'espressione artistica, rafforzando la resilienza emotiva e il senso di unione in ambito familiare.

Questo il report della loro attività: 

“Dopo sei giorni di attività e visite sul campo, i facilitatori e i volontari hanno visitato le famiglie nelle loro abitazioni, portando con sé storie, libri e attività interattive per i bambini.

Attraverso questo percorso, l'istituto si propone di offrire uno spazio per attività stimolanti all'interno della famiglia e di rafforzare i momenti di interazione e lettura condivisa tra i membri della famiglia, sia all'interno del nucleo familiare che con la partecipazione dei membri della famiglia allargata. Ciò contribuisce a creare un'atmosfera di unione e armonia all'interno delle case.

Durante i giorni del percorso, i team partecipanti sono riusciti a visitare più di 200 famiglie in diverse aree della Striscia di Gaza. Finora, i bambini hanno ricevuto una raccolta di libri.

Il Tamer Institute spera che queste visite abbiano contribuito, seppur modestamente, a portare momenti di gioia e di condivisione alle famiglie nella Striscia di Gaza, e a offrire a bambini e famiglie uno spazio per leggere, raccontare storie e riunirsi attorno ai libri”.

Osservare questi disegni è necessario, soprattutto è un segno tangibile della sofferenza, della resilienza, dell’abisso in cui questi bambini stanno cercando di trovare una quotidiana normalità…, che al momento non c’è. Iniziative come questa però lavorano per un presente e un futuro di speranza, dove la cooperazione e il supporto sono necessari, e soprattutto dove lo sguardo di tutti deve posarsi con consapevolezza.

Lasciamo lo spazio e il silenzio della riflessione profonda a queste immagini, che sono solo una piccola selezione dell'intera esposizione.





























 

SCELTI PER VOI: TRE DITA

martedì 9 dicembre 2025


C'è stato, e c'è ancora per molti, un tempo in cui si doveva crescere, non per l'avanzare dell'età biologica, ma perché gli eventi, prepotentemente, interrompevano l'infanzia. 
Nado, il protagonista di questo romanzo, credo ne sia un perfetto esempio. Non solo per aver perso sette dita a causa di un'accidentale esplosione, la cui mancanza paradossalmente non gli impedisce di svolgere una vita normale, quanto per il dover prendere delle scelte, senza avere gli strumenti per capire. 
La vicenda è ambientata nella Valdichiana, tra Bettolle e Foiano, durante gli anni della Seconda guerra mondiale, più precisamente in quel momento cruciale che è l'Armistizio. Bettolle a quei tempi era un paesino tranquillo. Molti lavoravano alla Tempora, la fabbrica di mattoni. Chi conosce quella zona non farà fatica a figurarsi le caratteristiche casette rosse e i forni di tabacco sparsi per la campagna. I tedeschi si erano accampati con i loro mezzi vicino alla scuola, trasformandola in un deposito di armi. Nado, o meglio “Tre dita”, vive lì con la sua famiglia: la sorella minore Vilma, il padre Lorenzo, antifascista, ma di poche parole, con il suo piccolo laboratorio per fare saponette e la madre Agnese, che per racimolare qualche soldo fa la sarta itinerante in sella ad una bicicletta e che di parole invece ne spende parecchie per parlare con Dio. 

“Mamma diceva che l'unico ad avere tutte le risposte è Dio, ne era proprio certissima.” 

Ma come si possono passare le giornate quando le cose che uno può fare dipendono dalle dimensioni del luogo in cui vive? 
Incontrarsi con gli amici e fare qualche bagno nel fiume Foenna, magari rubare fichi o giocare al Gran Premio spingendo semplici barattoli di latta con le ruote. 
Ma i tedeschi sono una presenza ingombrante in paese e resta da capire da che parte stiano, chi siano i buoni e chi i cattivi. 
E quando il suo migliore amico, “cresciuto” prima di lui, si immischia con i partigiani, Nado fatica a rendersi conto cosa sia la Resistenza e per dimostrare di voler contribuire e essere all'altezza, improvvisa un gioco di spionaggio dei tedeschi, come se fosse semplicemente uno dei tanti passatempi pomeridiani. 

“Scusami” avevo sussurrato. “Per caso sai mica cosa vuol dire comunista”? 
Avevo aspettato.
Avevo aspettato un bel po'. Non c'era stata nessuna risposta.
Ero uscito dalla camera da letto di mamma con ancora tutti i miei dubbi. 
Dio poteva anche conoscere tutte le risposte. Ma forse non era disposto ad ascoltare tutte le domande, avevo pensato.
 
Ciò che colpisce immediatamente in Canuti è la sua prosa semplice e disarmante. La volontà di affrontare con sincerità certi argomenti, come la guerra, il razionamento, la morte, costringendoci a guardare in faccia le difficoltà della vita e allo stesso tempo a riscoprire la bellezza nelle semplici cose, come un bacio di mamma o mangiare una caramella quando è il cuore ad averne bisogno, assaporandone il gusto senza schiacciarla troppo presto. 
Con una maestria incredibile, si inserisce perfettamente nel punto di vista dei personaggi. 
Sorprendente è la sua capacità di immedesimarsi nella mente adolescente: pensare (o non pensare), agire e reagire come un ragazzino degli anni Venti, divertirsi, meravigliarsi. Il protagonista si rivolge spesso al lettore e attraverso le sue riflessioni, oltre a raccontarci avvenimenti storici, ci condivide i pensieri più intimi, che sono anche quelli che ci fanno sorridere o ci lasciano un senso di affetto profondo. Con tre dita si può ugualmente prendere per mano la mamma. 
Nado è un personaggio meraviglioso, spontaneo. Con una forza incredibile, quella di chi, sebbene la diversità, vuole vivere la vita nel pieno dei suoi anni. Ma che è costretto a crescere a suon di dolori. 
Vale davvero la pena di conoscere la sua storia e soprattutto di come sia riuscito a trasformare una mancanza in una ricchezza. 

Perché tutto questo non c'era più? Perché non si poteva continuare a vivere in pace, italiani, tedeschi, comunisti e fascisti tutti insieme? Erano queste, secondo me, le domande a cui un Dio avrebbe dovuto rispondere.



Questo racconto prende spunto dalla storia vera di Nado Canuti, padre dello scrittore, che a soli dodici anni rimase con tre dita a causa di un residuo bellico, ma che grazie alla forte resistenza interiore è riuscito a diventare uno scultore. Non si tratta di una biografia, ma molti sono i riferimenti storici, tra cui l'incontro con Carlo Grazi, partigiano fucilato insieme ad altri compagni l'8 giugno 1944. E se volete approfondire la figura di questo artista non vi resta che guardare il documentario sulla sua vita.
Questo non è un libro per ragazzi, ma un piccolo tesoro che può essere adorato da chiunque abbia voglia di una bella storia. 
Da non sottovalutare l'attenzione che, come sempre, Uovonero dedica all'editoria di qualità, sia nei contenuti, che nella forma grafica ad alta leggibilità.

 

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Tre dita
AUTORE: Massimo Canuti
EDITORE: Uovonero
COLLANA: i geodi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE:  p. 264
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 9791280104670
PREZZO INDICATIVO: € 16,50

SCELTI PER VOI: COME VOLPI IN MEZZO AI LUPI

lunedì 6 ottobre 2025

 


Iniziate con il dare un'occhiata all'indice dei capitoli. Poi non abbiate fretta di capire. 
La storia ci porta dritti al 1939, nel cuore di una Varsavia occupata dai nazisti e ruota attorno a due fratelli che si ritrovano senza genitori dopo un bombardamento aereo. Le loro strade sono però destinate a separarsi: Eliza rimane sola, perché Andrej decide di unirsi alla Resistenza polacca. La ragazzina viene dunque affidata a Karol Borsuk, un professore di matematica e a sua moglie. 
Eliza non ha un buon rapporto con i numeri, anzi le creano disagio e ogni qualvolta deve riconoscerli o fare dei calcoli la sua testa si chiude, ma l'incontro con Karol cambierà radicalmente il suo modo di vedere i numeri stessi e anche il mondo che la circonda. Proprio nelle forme confuse della vita impara a intravedere e riconoscere i segni matematici e i loro significati e a trovare sicurezza in ciò prima la spaventava.
In mezzo all'orrore della guerra, collabora con il professore nell'inventare un gioco da tavolo, basato su scambi ed equivalenze, che la aiuta a capire come tutto sia collegato e come le regole per vincere possano essere le stesse per comprendere le intricate dinamiche del conflitto.
Scambiando la vecchia Eliza con una nuova trova quindi il coraggio di andare avanti. Inizia così la sua battaglia contro gli invasori, fatta di intuizioni, mosse astute e rischiose, mettendo la sua vita al servizio della libertà.

“Non si combatte solo con le armi”.

“Come volpi in mezzo ai lupi” è un romanzo con riferimenti storici accurati, in grado di veicolare valori importanti in maniera avvincente. Interessante la minuziosa ricerca che l'autore ha fatto sulla figura di Karol Borsuk, matematico polacco e ideatore del gioco “Allevare animali” (il cui prototipo è visibile nel Museo dell'Insurrezione a Varsavia), che nel pieno dell'occupazione nazista è riuscito a portare un barlume di possibilità e leggerezza. 
Il capitolo finale è qualcosa di inaspettato e di un'intensità incredibile. Dovrebbe essere una sorta di bugiardino per prendere consapevolezza di cosa siano la guerra, il dolore, la distruzione, ma specialmente il contributo della rinuncia e del sacrificio personale, fatti senza aspettarsi nulla in cambio.
Questa è una storia che merita di essere letta oggi più che mai. Oggi che la parola guerra è tornata prepotentemente ad invadere il nostro quotidiano, questo libro ci aiuta a non renderla una parola vuota, ma a riempirla di umanità, di significato, di speranza.



Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Come volpi in mezzo ai lupi
AUTORE: Christian Antonini
EDITORE: Il Battello a vapore
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: 191 p.
FORMATO: cartonato con sovraccoperta
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 978885668737
PREZZO INDICATIVO: € 17,00




SCELTI PER VOI: 52

domenica 29 giugno 2025

 

Un numero in sequenza, cinquantadue, che Giorgio Manganelli assegnò a questo straordinario racconto fiabesco, nella raccolta Centuria. 
Un numero che dà il titolo a questa altrettanto straordinaria trasposizione visiva del racconto, a opera di Mariagiulia Colace.
Un numero che forse ci restituisce anche una parte di quel senso ineluttabile di dover restare, nonostante l'insensatezza che ne deriva, in un comportamento che fa dell'essere nemici questione esistenziale.
Già perché per il cavaliere e il drago il destino della loro alterità e dell'odio che ne deriva sembra sovra-determinato a tal punto da non lasciare altra azione possibile se non quella di cercare di uccidersi a vicenda.
Solo che il racconto di Manganelli, visionario e prolifico scrittore avanguardista con una produzione letteraria stupefacente, inizia già con la morte del drago, che giunge alla sua fine come a un appuntamento del destino inscritto nel disegno del mondo.
Non è nel disegno del mondo consentire l'uccisione di un drago a più di un cavaliere; a molti anche questo è negato; taluno, anzi, viene dal drago abbattuto, prima che questi cada sotto i colpi di altro predestinato cavaliere. 

Resta, anche dopo la morte del drago, l'incapacità di comprendere le ragioni che muovono da sempre un drago e un cavaliere a scontrarsi, a uccidersi.

Una cosa sembra però evidente, l'incapacità del cavaliere a porsi domande rispetto alla natura del drago e l'estrema solitudine del medesimo drago, che seguendo il suo istinto vola da remote regioni incontro al cavaliere.

Pochi narratori sanno come Manganelli rifuggire l'ovvio mettendolo in scena e dando a quell'ovvio l'occasione, con uno stile asciutto e carsico, che scava in profondità a ogni parola, a ogni spazio lasciato tra le parole, di diventare pregno di senso.
Il cavaliere ignora di essere giunto egli stesso a un appuntamento. Se, fermo sul suo bel cavallo, poggiasse la lancia al suolo, reggendola pianamente, senza ira e paura, il drago, vedendo delusa la sua brama di morte, forse inizierebbe il colloquio. 

Le illustrazioni seguono il filo della narrazione non perché ne siano la rappresentazione, ma perché con quel filo esatto che delimita le figure sanno fare da specchio all'essenziale di questo piccolo straordinario racconto. 

Colpiscono moltissimo di queste immagini, realizzate con la tecnica dell'acquerello, la dinamica delle azioni, che sembrano cucire nel flusso della loro insensatezza verso la morte, ogni gesto ogni sguardo, guidando il lettore, pagina dopo pagina, verso l'epilogo della scena finale in cui per la prima volta possiamo stare di fronte al volto del cavaliere, prima celato dal suo elmo, e ora coglierne lo smarrimento tardivo di non aver provato a conoscere il drago.

Ma colpiscono anche certe pose in cui il cavaliere è rappresentato, che mostrano una sorta di sprofondamento in quell'ovvio sentiero sul quale, nemmeno lui sa perché, è trascinato a uccidere. Gesti piccoli, di quotidiana misura, che inscrivono le azioni del cavaliere nella ripetitività insensata del si è sempre fatto così, e che in questi nostri tempi così feroci riecheggiano ancora più sinistri e dolorosi. 

Basterebbe poco, fermarsi, appoggiare la lancia, dismettere il pensiero armato, togliersi l'elmo, scoprire lo sguardo e la propria fragilità e attendere le parole di un dialogo ancora possibile, di un senso ancora da cercare, insieme, non per forza l'uno contro l'altro.

Bellissima anche la postfazione di Lietta Manganelli, figlia dello scrittore, che ricorda quanto questa fiaba l'abbia portata a stare sempre dalla parte del drago, di ogni drago. 

Un'occasionale imperdibile per tornare a rileggere Manganelli, ma soprattutto per accompagnare l'incontro con il giovane pubblico, cui questo albo è dedicato.

Per voi Piccoli Lettori, imperdibile, buone vacanze sempre all'ombra di libri amati
INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: 52

AUTORE: Giorgio Manganelli

ILLUSTRATRICE: Mariagiulia Colace

EDITORE: Balena Gobba

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024

PAGINE: 52 pp.

FORMATO: cartonato, illustrato

ETÀ DI LETTURA: da 6 anni

ISBN: 979-12-80724-10-6

PREZZO: euro 20


 



SCELTI PER VOI: MAL DI NEBBIA

lunedì 9 giugno 2025

 


“Il prima di me sono il mio paese e la storia della maledizione che si è imbastita nel fiume, in un assassinio, nelle strade e nella nebbia e nella guerra che c'è stata prima di quest'ultima. La penultima.” 

Le parole di Albertina ci raccontano di un paesino avvolto da un mistero: si narra che, durante la Prima Guerra mondiale, un gruppo di giovani disertori abbia preferito gettarsi nel fiume, piuttosto che tornare al fronte. Da quel momento tutte le sere una densa nebbia avanza e chiunque si avvicini o la respiri ne subisce le conseguenze. Sono specialmente i bambini ad ammalarsi e morire. La pioggia ininterrotta e il suono delle campane sono il lugubre segno di queste disgrazie. Qualcuno sostiene di avere sentito dei cupi tonfi o di essere stato sfiorato da una gelida aria, qualcun altro di aver visto gli annegati emergere dalla nebbia con orribili facce gonfie e verdi e occhi di fuoco. Si dice anche che Minghinì sia impazzito vedendoli. Insomma da allora gli abitanti vivono nel terrore e nessuno vuole più avere contatti con il paese. 
Tanti personaggi popolano questo racconto d'altri tempi. Il matto, il farmacista e il dottore, la vecchia strega, il macellaio e la ricamatrice. E poi alcuni partigiani nascosti nelle montagne, che aiuteranno la protagonista a scoprire la verità che si cela dietro al mistero dei fantasmi e a liberare il paese dalla maledizione. 
La narrazione è avvincente. Il finale inaspettato. Frasi brevi e concitate tengono la lettura serrata. La prima persona ci fa entrare direttamente nelle case e nelle vicende del paesino. Si corre con Albertina, si respira il male bianco, si soffre per la febbre di Cecchino, si ha orrore per il male. 
La tensione è ancora più forte perché il fantastico si intreccia con il reale: il racconto offre uno spaccato della vita rurale degli anni '40, tra tradizioni e duro lavoro, passatempi semplici, come lanciare i sassi nel fiume o giocare con gli ossi di pesca. La vecchia con il fazzoletto, le cantilene e le filastrocche, la lettura delle viscere sono radici di un passato recente, in cui vivere era difficile, in cui le credenze popolari lasciavano spazio a paure, le quali diventavano artefici del volgere degli eventi, nello spingere gli animi delle persone a pensare e poi agire senza ragione. 
Quando tutti sono spaventati finiscono per credere a qualcosa che non esiste e a quel punto c'è sempre chi se ne approfitta ed è pronto a togliere la libertà altrui.
La paura domina le masse.
Non è ancora così per noi?
Il libro è per me ricco di spunti metaforici, primo tra tutti la nebbia stessa, come un qualcosa che nasconde e allo stesso tempo impedisce di vedere ciò che c'è oltre. E poi il ricamo delle donne. Portare luce dove c'è buio attraverso la pazienza e l'arte taumaturgica del gesto ripetuto.
Albertina è nata con un nodo da districare. Ma la sua caparbietà e tenacia la porteranno a fare i conti con il male, a conviverci e a superarlo solo accettandolo.

Per voi Piccoli Lettori Crescono





INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Mal di nebbia
AUTORE: Nicoletta Gramantieri
EDITORE: Emons Raga
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: 255 p.
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: da 11 anni
ISBN: 9788869863554
PREZZO INDICATIVO: € 14,00

Nel libro è compreso anche l'audiolibro, attivabile tramite un QR Code.


SCELTI PER VOI: Al di là del fiume, Il Cavaliere Doppio, Il Grande Arbusto

lunedì 26 maggio 2025





 Come nasce una guerra? Ogni parte ha la sua storia.

Proprio così, ognuno porta le proprie ragioni per giustificare lo scontro, per argomentare le accuse e capita che il pathos prenda il sopravvento, dopodiché la verità diventa sempre più difficile da raggiungere, come il buonsenso, che pare proprio svanire. La premessa è universale, ma può essere raccontata in tanti modi, e in questo libro è originale, vivace e pure “divertente”, nel senso di intelligente ironia.

Che storia è mai questa, dunque? È un fantasy vivace, avvincente, che, come finisce, ricomincia dal lato opposto, per doppiare la piacevolezza della lettura: due inizi, due copertine per dar voce a due versioni dei fatti, o meglio, per seguire l’evoluzione degli eventi nella più completa chiarezza, perché i personaggi sono ingarbugliati in matasse di convinzioni confuse.



Tutto comincia in un pacifico villaggio in cui ha luogo uno sgarbo durante la partita di palla-pantano: due ragazzini si azzuffano e ognuno riporta ai genitori la propria versione dei fatti. Un semplice episodio di poco conto che si sarebbe potuto risolvere con modi più semplici, invece è la miccia che fa divampare la fiammella sopita che incendiare ben presto gli animi degli abitanti del villaggio, che si spacca irrimediabilmente. I personaggi sono caricature che ben riconosciamo nella realtà, con qualche inevitabile iperbole che rende tutto più comico, senza dubbio l’ironia regna sovrana, ma il sorriso del lettore è da subito divertito e beffardo: c’è chi culla mille timori e propone dinamiche difensive astruse, chi gode nell’aizzare lo scontro e fomenta la collera, i cosiddetti saggi e chi detiene più potere arriva a vestirsi di ridicolo, e anche i “pacifici” si trasformano in guerrieri. Gli equivoci e le menzogne governano senza ostacoli nelle coscienze degli adulti, quelli che prenderanno decisioni sempre più bislacche e minacciose. Anche la crudeltà, in un luogo che sembrava così accogliente, diventa legittima. Nemmeno i bambini saranno risparmiati dalle leggi dell’assurda guerra, sia per quelli che verranno considerati traditori che per gli avversari: saranno giorni durissimi, dovranno affrontare prove irragionevoli, che però riserveranno sorprendenti evoluzioni. La trama è un susseguirsi di sorprese!

I protagonisti sono Odon, Olmo e il fedele orso Olfatto, ma durante lo svolgersi della storia ci si affezionerà a una moltitudine di personaggi, tutti ben caratterizzati, con personalità spiccate, e compaiono alcune macchiette davvero raffinate. La trama, dunque, procede con grandi missioni, i ragazzi sono impavidi di fronte al pericolo. Fino alla fine la verità pare sfuggire tra le dita: ci sono falsi miti, idoli incerti, credenze ridicole, mostri farlocchi. L’assurdità della guerra è ben delineata.

La lettura diventa un viaggio, una continua scoperta, una gustosa rappresentazione visiva e frizzante che prende vita, che di sicuro cattura!

In questo bellissimo progetto non manca nulla: ci sono illustrazioni vivaci e personaggi curati, le azioni paiono prendere vita, ci sono dettagli in cui perdersi, una trama piena di colpi di scena, di episodi buffi, situazioni divertenti, suspence, c’è l’idea di circolarità della storia, c’è la distruttiva guerra che però si snoda nella commedia e mantiene comunque la sua autenticità. L’autore affronta un tema drammatico in un modo leggiadro, strappa sorrisi e affascina con gustosissime illustrazioni, innescando senza sforzo delle riflessioni più profonde. I fitti stereotipi mettono in ridicolo l’adulto e i ragazzi sono davvero la speranza. È un libro da leggere e rileggere, una delizia creativa, dove il talento brilla.

 

Non ho nessuna intenzione di svelarvi anticipazioni o passaggi particolari, rovinerei il piacere di scoprirli al lettore, posso solo aggiungere che mi sono divertita tantissimo, che ho riso, che ho indugiato nelle illustrazioni, che ho trovato efficace il travestimento della realtà, quindi, mi sembra che il messaggio sia molto chiaro e condivisibile, non mi resta che augurarvi BUONA LETTURA!


 Informazioni tecniche

Titolo: Al di là del fiume, Il Cavaliere Doppio, Il Grande Arbusto

Autore: Giuseppe Ferrario

Editore: Terre di Mezzo

Codice: EAN  9791259961990

Formato: 21,5 x 28,5 cm. Brossura. Copertina rigida.

Pagine: 208

Prezzo indicativo: € 22,00

Età di Lettura: dagli 8 anni

 




SCELTI PER VOI: QUANDO IL CIELO CADRÀ

lunedì 7 aprile 2025

 


Londra, 1941. 
Un gran trambusto alla stazione dei treni. Tantissime persone in attesa di evacuare verso le campagne. Soprattutto giovani, spediti fuori città dalle famiglie per cercare di risparmiarli dai bombardamenti nazisti. A restare è solo chi non ha più nulla da perdere, oppure chi, fino alla fine, tenta di salvare quel poco che è rimasto.
Così ha inizio questa storia, in cui il suono delle sirene antiaeree farà da sottofondo alla narrazione. 
Tra quei ragazzi c'è Joseph. Dodici anni, sempre arrabbiato, pronto a perdere la calma e a esplodere come un petardo per un nonnulla. Lui, al contrario, arriva, perché dopo l'abbandono della madre e la partenza del padre per il fronte, con quel caratteraccio e la rabbia che aziona i pugni prima del cervello, nessuno lo vuole più intorno. Neppure la nonna, che decide di affidarlo alla burbera Signora F., una donna sola, senza peli sulla lingua, né un briciolo di gentilezza, inaccessibile e brusca; nonostante la guerra continua però a gestire con amore quello che un tempo era il fastoso zoo di famiglia, ormai in rovina e praticamente senza animali, tranne qualche cammello e pony, due lupi scheletrici, degli uccelli spennacchiati e Adone, un imponente gorilla argentato. 
Subito la Signora F. cerca di domare Joseph, costringendolo a lavorare nello zoo, spalando gli escrementi dei cammelli per barattarli con il mangime per i pochi animali rimasti. E per di più lo obbliga ad andare a scuola.

“Il suo lavoro. Purtroppo è diventato questo. Il suo compito è di mantenere in vita gli animali, ma per colpa di Hitler e delle sue incursioni aeree, le regole sono cambiate. Adesso, quando suonano le sirene dell'allarme antiaereo, il suo compito, il suo UNICO compito, è puntare il fucile su Adone, perché quando il cielo cadrà – e prima o poi succederà – quello zoo diventerà un campo di battaglia. L'inferno.” 

Questa storia è ispirata ad un evento reale: durante la Seconda guerra mondiale era stato dato l'ordine di abbattere gli animali pericolosi, nel caso in cui i bombardamenti li avessero liberati dalle loro gabbie. Nella nostra di storia, il problema è che tra Joseph ed il gorilla pian piano si instaura un rapporto molto particolare, che renderà le cose davvero difficili.
Molte e varie sono le tematiche affrontate: l'amicizia, la perdita e il dolore, la difficoltà di fidarsi, solo per dirne alcune. Tutte ci danno spunto per significative riflessioni, molte anche attuali, come quella sull'economia di guerra, sulla necessità di trovare soluzioni e superare le difficoltà, in un momento in cui l'incertezza fa da padrona: il risparmio dei beni essenziali, come la legna, la farina e le uova, l'utilizzo dello sterco degli animali di uno zoo come moneta. 
La narrazione si distingue per la profonda introspezione dei personaggi, il cui cambiamento e processo di crescita è raccontato in maniera emotivamente potente. 
Protagonisti sono infatti i legami personali. Tra coetanei. Tra adulti e ragazzi. Tra umani e animali. Che in tempo di guerra sono ancora più difficili da costruire, perché è proprio in quei momenti che vengono maggiormente messi alla prova dalle drammatiche condizioni che si è costretti a subire. 
La guerra fa perdere gli affetti più grandi, rendendo gli animi rabbiosi come nel caso di Joseph o chiusi, sterili e freddi come per la Signora F., ma è anche un'occasione per ricercare il bene vero dentro alla disumanità.


Per voi Piccoli Lettori Crescono





INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Quando il cielo cadrà
AUTORE: Phil Earle
TRADUTTORE: Maurizio Bartocci
EDITORE: Feltrinelli Up
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: 318 p.
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 9788807910869
PREZZO INDICATIVO: € 16,00

SCELTI PER VOI: CHIAMAMI GIULIETTA

lunedì 10 marzo 2025

 


Questo romanzo ci racconta la storia di Maria, emblema di una storia più grande, fatta di persone ordinarie, spesso poco conosciuta.
Maria è una bambina che appartiene al nostro passato più vicino e allo stesso tempo già molto lontano. Le scarpe sono un lusso, così come il grembiule pulito e senza toppe, per non parlare di un tozzo di pane. Il duro lavoro nei campi non le permette di realizzare il suo desiderio più grande: quello di studiare. 
Maria è costretta a crescere presto. La numerosa famiglia bellunese decide di non farle proseguire gli studi dopo la quinta e di mandarla come serva in casa d'altri, così da spedire ai familiari qualche soldo. Dalle montagne, dalla semplicità, dalla purezza, a soli dodici anni si ritrova in un mondo di freddezza, solitudine e sottomissione, lontana dal suo nido familiare. 

“Conoscevo tante ragazze che erano andate a fare le domestiche lontano dal paese, qualcuna anche della mia età o poco più grande di me. Quando d'estate tornavano, parlavano poco di quello che facevano ma portavano vestiti nuovi, regalati dalle padrone. Quesi vestiti, di una foggia mai vista in paese, mi sembravano il segno di un benessere sconosciuto nelle nostre campagne. Qualcuna metteva su peso. “Quella mangia”, diceva la gente con invidia. Non tutte, in verità. C'era anche chi tornava sciupata e piangeva per la vita che le toccava fare.” 

L'atmosfera che introduce la sua storia è quella di molte famiglie italiane degli anni Trenta, costrette dalla povertà ad una vita segnata dal duro lavoro dei campi, da matrimoni possibili solo se si ha una dote, dal dover abbandonare la propria casa per trovare fortuna altrove. E soprattutto abituate a considerare lo studio “un ingombro”, un togliere braccia utili ai lavori domestici. 

“Come va la scuola?” chiesi. Era la fine di maggio, mancava poco alla conclusione dell'anno scolastico. “Non ci vado da Pasqua, ma la maestra ha detto che mi promuove lo stesso,” mi disse Giovanni. “Perché non ci vai?”
"Perché servo nei campi, quasi tutti i miei compagni fanno così, col caldo andiamo a lavorare".
Pensai che nulla era cambiato. Ma saperlo non mi rese meno triste.

Sono anche gli anni della Seconda guerra mondiale e delle sue atrocità, dalle quali non è esente neppure la famiglia di Maria. La lotta al nazifascismo diventa qui un modo di resistere non solo al regime e alle sue ingiustizie, ma anche alle limitazioni imposte dalle convenzioni sociali. 
La nostra protagonista affronta la difficile realtà che le è toccata per sorte. Prende pian piano consapevolezza della sua condizione. Cerca di uscirne o quantomeno di non farsi schiacciare quando arriva a sottrarle i diritti fondamentali. Ed è persino disposta a lottare per gli ideali che stanno al di sopra del suo spazio personale, a scegliersi un nuovo nome per liberarsi del passato e costruire un presente migliore.

Questo romanzo si rivolge principalmente a giovani lettori, in linea con lo stile dell'autrice, nota per il suo interesse verso tematiche sociali e personali importanti, attraverso narrazioni accessibili ed empatiche, non per questo meno adatto a qualunque età. Il ritmo è coinvolgente e particolare attenzione viene riservata alla psicologia dei personaggi e alle dinamiche relazionali, non tralasciando di raccontarci dell'amore: quello cortese, gentile, riservato, lento, il solo a dare forza contro le brutture della guerra. Minuziose sono le descrizioni di ambientazioni e particolari del vestiario o delle usanze del tempo, come quella, toccante, di dover vendere i capelli per racimolare qualche soldo.
Questa appassionante lettura ci da anche lo spunto per far riflettere in maniera più incisiva i ragazzi sulla democratizzazione dell'istruzione, accessibile oggi ad un numero maggiore di persone indipendentemente dalla classe sociale. Sulle porte che apre la possibilità di studiare e che invece in passato rimanevano chiuse per molti. Come l'istruzione diffusa abbia portato ad una consapevolezza dei propri diritti, specialmente per le donne, ma soprattutto, rispetto a Maria, abbia concesso un prolungamento della giovinezza, potendo ritardare l'ingresso nel mondo del lavoro.
Leggetelo, vale davvero la pena conoscere Giulietta!


Per voi Piccoli Lettori Crescono



INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Chiamami Giulietta
AUTORE: Vichi De Marchi
EDITORE: Feltrinelli Up
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: 125 p.
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 9788807910838
PREZZO INDICATIVO: € 14,00


".
CopyRight © | Piccoli Lettori Crescono - Book Avenue KIDS