Esistono libri che non si limitano a raccontare il passato, ma chiedono di essere scelti e vissuti nel presente. Insieme alla classe terza secondaria di primo grado della Scuola di Castell'Azzara, abbiamo letto ad alta voce "Luba voleva gli occhiali neri" di Loredana Frescura e Marco Tomatis.
Non si tratta solo una storia di guerra; è la storia di una scelta.
Luba è una ragazzina che si ritrova a essere una staffetta partigiana. Attraversa boschi e pericoli portando messaggi, vivendo la paura quotidiana e la responsabilità di chi sta costruendo, un passo alla volta, la libertà di un intero Paese. Gli "occhiali neri" del titolo non sono un vezzo estetico, ma un simbolo di protezione, di identità e di quella necessità di osservare un mondo adulto che sta crollando, cercando di non farsi accecare dall'orrore.
Dopo aver chiuso l’ultima pagina, i ragazzi hanno avuto l'occasione di produrre un podcast, grazie all'accoglienza, alla competenza degli studenti e al fantastico studio di registrazione dell'Istituto Superiore Zuccarelli, indirizzo Ite di Pitigliano. Abbiamo deciso così di dare voce a Luba e, contemporaneamente, alle loro domande.
Nel podcast troverete le loro voci a tratti incerte, ma vere, le parole di Luba e specialmente le riflessioni che i tredicenni di oggi, ancora, per fortuna, si pongono.
Luba non ha scelto di essere un'eroina, ha scelto di non voltarsi dall'altra parte. Ed è questo che ci ha colpito di più: il coraggio non è non avere paura, ma prendere parte.
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