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SCELTI PER VOI: PLAYLIST PER QUANDO TORNI

domenica 26 aprile 2026

 

È dal capitolo zero, che prende il nome Liza dalla protagonista di questo bellissimo romanzo, che i titoli delle canzoni diventano sentiero di individuazione, forma di chiaroveggenza per la caotica vita di una ragazza di diciannove anni. Le canzoni costruiscono una mappa per seguire non solo le situazioni che capitano a Liza, ma forse anche e soprattutto la voce con cui racconta in prima persona ciò che le accade.

E la sua è una voce intrisa di dolore, camuffata a stento da un incedere ironico e dissacrante, che in nulla però mitiga la consapevolezza nel lettore del senso di smarrimento e isolamento in cui Liza nel giro di pochi anni si è ritrovata a vivere.

Un tempo la casa era pervasa dalla musica, nessun movimento sembrava procedere senza una colonna sonora di sottofondo. E in quel tempo Liza sentiva di appartenere a una famiglia, ancora capace di custodire i legami, di costruire uno spazio di crescita. E lei, ancora bambina, in quella famiglia ci stava bene, sebbene non tutto fosse perfetto.

Poi le crepe, tenute insieme a stento e con sforzo anche da una bambina, hanno ceduto e Liza si è ritrovata sola, con una madre gravemente depressa, un padre che le ha abbandonate e la sua più cara amica, Polly, trasferitasi in un'altra città.

Fa da sfondo a questa storia così intensa, una cittadina di provincia affacciata sul mare, dove tutto sembra spegnersi e accendersi al ritmo delle stagioni balneari, salvo rimanere sempre ogni cosa uguale a se stessa.

Si aggiunge per Liza, come se il resto non fosse sufficiente, una mancata ammissione agli esami di quinta, così il lettore la incontra sul finire di quella terribile estate e all'inizio del nuovo anno scolastico.

A Liza non resta che procedere in avanti, quasi improvvisando ogni giorno la propria sopravvivenza.

Poi l'incontro con Milo, un ragazzo fin troppo perfetto, con cui Liza impara a conoscere il proprio corpo nella relazione con l'altro, a fidarsi sperimentando ogni volta la ricerca di qualcosa che in qualche modo le sfugge, nonostante sia capace di scavalcare cancelli, scassinare porte di case sconosciute per abitare, nell'amarsi con Milo, spazi altri, vite altrui, in un desiderio parossistico di andare incontro a un incontro che però sembra restare sempre sulla soglia, indietro, incapace di rivelarle il suo proprio volto.

Un giorno però accade qualcosa che sembra sbriciolare le sue ultime residue difese.

Sua madre che fino a quel momento aveva tenuto in opera con Liza un sottilissimo filo, sebbene trascorresse la maggior parte del tempo raggomitolata sul divano, sparisce.

Liza allora comincia una danza che in accordo con la musica delle sue canzoni la tiene in bilico tra dentro e fuori: non può denunciare la scomparsa della madre, perché arriverebbero i servizi sociali. Prova a contattare suo padre, ma sente che come non è stato in grado di occuparsi di loro negli ultimi dieci anni, forse lei, Liza, non vorrebbe che lo facesse adesso.

Tutto in completa solitudine e in compagnia dei suoi pensieri.

È allora che comincia a rallentare, ad ascoltare il suo dolore, ad imparare ad attendere, a convivere anche con i pensieri di disperazione che inevitabilmente le nascono dentro pensando alla possibile fine che ha fatto sua madre.

E tornare a quella lucina appesa a un albero di Natale, fatto tanti anni prima, che Liza ha custodito di nascosto nel suo armadio in camera, come un segreto, un segreto desiderio di bene e di speranza, sembra in questo momento l'unica via di salvezza.

Liza riparte da lì, da quell'alberello di plastica sbiadito, che rimette con tanto di lucine sul tavolo nel soggiorno, in attesa che forse una magia possa ancora accadere.

E la magia accade, ma è tutta umana, ed è fatta di parole attese, di fiducia, di ripartenze con ciò che c'è e tutto quello che ancora si può costruire.

Non vi svelo il finale che lungi dall'offrire una soluzione edulcorata e lineare, mette in scena in modo autentico la complessità delle relazione umane, soprattutto quando queste sono compromesse dalla malattia mentale.

Una storia autentica, una scrittura capace di restituire tutta la complessità di vite comuni e spesso nascoste dalla disattenzione di una società iper-cinetica in cui la fragilità è solo un inciampo da scartare, e non una possibile occasione per ripensare il senso e la direzione da dare alle relazioni, per costruire e ricostruire legami che sappiano tenere dentro ogni forma di umano.

Una storia di crescita che accade nel dolore ma che sa offrire al lettore con sguardo autentico anche la speranza di ripartire dall'ascolto di sé e degli altri.

Non ci resta che inquadrare il QRcode alla fine del libro e metterci in ascolto delle molti voci che hanno accompagnato Liza su questo suo e nostro sentiero di crescita.

Per voi Piccoli Lettori Crescono

INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Playlist per quando torni

AUTRICE: Beatrice Dorigo

EDITORE: EDT - Giralangolo

COLLANA: Dinamo

DATA DI PUBBLICAZIONE: Marzo 2026

PAGINE: 191

FORMATO: brossura

ETÀ DI LETTURA: Young Adult

ISBN: 9791223703090

PREZZO INDICATIVO: 14 euro



SCELTI PER VOI: OMBRE DI FAMIGLIA

venerdì 30 gennaio 2026

 

È arrivato in casa nostra come dono di Natale inaspettato, cosa che in genere per quanto riguarda i libri non accade quasi mai. Abbiamo lunghe liste condivise da cui ciascuno attinge per fare doni all'altro.

Ed è stata un'immersione totale, profonda, radicale, nella storia autobiografica che la scrittrice e fumettista racconta in questa straordinaria graphic novel.

Una storia personale, dolorosa e intima, che diventa epidittica grazie allo straordinario lavoro di ricerca storia compiuto dall'autrice, nel tentativo di incastonare la storia personale nel più articolo e complesso contesto storico e geografico da cui la sua famiglia proviene.

Tessa Hulls nasce in California, figlia di una madre per metà cinese e metà svizzera. Trascorre tutta la sua infanzia cercando di arginare i fantasmi della sua famiglia che chiedono insistentemente di essere nutriti, come il titolo originale ci dice chiaramente. Fantasmi che chiedono cioè di essere visti e riconosciuti, e di cui si fa intermediaria sua madre, generando con la scrittrice un doloroso conflitto. 

Muta sulla sfondo, ma solo in apparenza e per mancanza di parole che Tessa possa comprendere, resta la nonna, la terza più anziana in questa discendenza matrilineare, la coraggiosa autrice di un best-seller che fuori dai confini della Cina ha il coraggio di denunciare i sistemi brutali che il regime utilizza. Sarà lei che con determinazione riuscirà a portare la figlia fuori dal paese, a Honk Kong, consentendole di studiare in una prestigiosa scuola. E sarà proprio a Honk Kong che inizierà però a soffrire di un disturbo psicotico, che negli anni diventerà sempre più importante e invalidante, costringendo la figlia a occuparsi di lei sempre.

Tessa cresce così con lo spettro della malattia della nonna che incombe su di lei, in quanto appartenente al genere femminile e in quanto potenziale portatrice della vocazione artistica, cui veniva imputata la malattia della nonna.

Cresce costruendo attorno a sé un'armatura, solida e impenetrabile, quella del cowboy, che solitario e imperturbabile sa affrontare le più ardue imprese fuori dai confini della propria casa. Ma a un certo punto qualcosa inizia a scricchiolare e l'autrice decide di iniziare a scavare nella propria vita familiare per poter incontrare i fantasmi, ascoltarli, e stabilire con loro un dialogo che possa aiutarla a comprendere cosa davvero è accaduto alla nonna e perché sua madre non riesce a liberarsi di quella che Tessa chiama la gemella fantasma.

È un libro coraggioso, capace di scavare letteralmente a mani nude negli strati più profondi della storia familiare, ma capace soprattutto di un'accuratissima ricerca storica della Cina, fin dalle due guerre dell'oppio del XIX sec. per arrivare all'avvento della dittatura e ai tempi moderni.

L'autrice diventa, come lei stessa ha ripetuto in più interviste, una ricercatrice in ambito storico e sociologico, cosa questa che le da la possibilità di tenere a distanza la forza dirompente che i traumi, anche quelli collettivi, rovesciano sulle vite delle persone.

Un lavoro che evidenzia, se ce ne fosse ancora bisogno, come le vite delle persone siano imprescindibilmente inscritte nella loro storia familiare e che i traumi continuano a lavorare sotterraneamente anche quando si è fatto di tutto per provare a correre via, il più lontano possibile, lasciandoseli indietro. 

Tessa compirà un lungo viaggio a ritroso nel tempo, ma anche un viaggio verso coloro che sono rimasti nella vita della nonna come fantasmi, la famiglia lasciata in Cina e mai più rivista.

Questo profondo lavoro di scavo è visibile anche dal punto di vista grafico, il segno procede strato dopo strato, e gli strati della terra, si sa, non sono mai regolari, non vanno esattamente orizzontali, a volte quelli più recenti sfondano quelli più antichi, la vita li mescola, senza che a volte se ne possa venire a capo con facilità. Il segno grafico di Tessa Hulls procede nello stesso modo, quando la tensione cresce, esonda e le immagini incombono a tutto campo, lasciando il lettore talvolta scosso difronte alla potenza delle immagini. Un lavoro in cui inoltre, la relazione tra testo e immagini è una vera e propria compenetrazione, e se le immagini si rivelano di grande impatto emotivo, la narrazione procede meticolosa, lenta, puntuale, a tratti profondamente ironica, costruendo un equilibro perfetto con le immagini.

Un vero capolavoro, tanto da meritare il premio Pulitzer, per la prima volta assegnato a una graphic novel nella sezione memoir, riconoscendo all'autrice una capacità straordinaria nel "nutrire i fantasmi", tessendo la storia personale e della sua famiglia con quella più grande del paese da cui la sua famiglia proviene e di quello nel quale si è trovata a vivere.

Dedicato ai giovani e agli adulti, che in vario modo e per ragioni anagrafiche diverse, si trovano a chiedersi da dove vengono e cosa nella loro vita è davvero solo loro e non affonda invece nelle ragioni oscure della propria storia familiare e identitaria.

Per voi Piccoli Lettori Crescono

INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Ombre di famiglia

AUTORE E ILLUSTRATORE: Tessa Hulls

TRADUTTRICE: Martina Fermato

CASA EDITRICE: Tunué

COLLANA: "Prospero's Books"

FORMATO: rilegato, illustrato, copertina rigida

PAGINE: 400

CODICE EAN: 9788867906239

PREZZO: EURO 34,90









VETRINA-MENÙ: LE ULTIME SUI LIBRI PER BAMBINI E RAGAZZI

lunedì 1 dicembre 2025


Bentornati piccoli e grandi amici lettori. Iniziamo questo mese di dicembre con un’altra carrellata di albi illustrati e narrativa per bambini e ragazzi scelti dalla nostra redazione. 

Vi aspettiamo per lo Speciale Natale. Buone letture da Piccoli Lettori Crescono!

Per ordine alfabetico:

📘 Bandiera Gialla

• Autori: Cristina Marsi

• Illustratore: Marilisa Cotroneo

• Editore: PELLEDOCA Edizioni

• Anno: 2025

• Pagine: 48

• Età consigliata: da 7 anni

• ISBN: 9791281477131

Amerigo ha la pelle chiara e gli dà fastidio il sole. Per i suoi genitori deve prendere un po’ di colore e respirare aria di mare. Così, in estate, trascorre le sue giornate al deposito dello zio Barba Mousse che, da aprile a ottobre, gira il mondo trasportando turisti sulla sua barca. Una mattina però si accorge che qualcosa non va: le boe rosse dello zio sono sparite. Chi può averle prese? E, soprattutto, per quale motivo rubarne solo alcune, lasciando al loro posto quelle blu, bianche e gialle? È un mistero e lui è determinato a risolverlo. Amerigo Fior di latte e l’amico Eric Perfettino, sgambettando tra ombrelloni e dune di sabbia, iniziano a indagare finché non emerge una pista molto promettente: sarà quella giusta?


📘 Cos’è un nonno. La nostra vita innocente

• Autrice: Cristina Ki Casini

• Editore: Hop!

• Anno: 2025

• Pagine: 56

• Età consigliata: da 10 anni

• ISBN: 9788897698746

Un racconto personale e universale sulla figura del nonno, attraverso ricordi e immagini che evocano il senso di famiglia, identità e memoria. Un libro poetico per adulti e bambini.


📘 Creature Impossibili. Il Re Avvelenato

• Autrice: Katherine Rundell

• Editore: Rizzoli

• Anno: 2025

• Pagine: 348

• Età consigliata: da 10 anni

• ISBN: 9788817181815

Christopher e Anya si ritrovano in un arcipelago magico popolato da creature mitologiche. Tra draghi morenti, complotti e fughe, i due ragazzi dovranno salvare il regno e scoprire la verità.


📘 I misteri del folklore: Boschi e Foreste

• Autore: Jacopo Silvestre

• Illustratrice: Blackbanshee (Marga Biazzi)

• Editore: Rebelle Edizioni

• Anno: 2023

• Pagine: 264

• Età consigliata: da 12 anni

• ISBN: 9788894559026

 Un viaggio tra miti e leggende legate ai boschi di tutto il mondo. Creature magiche, fiabe antiche e tradizioni folkloriche si intrecciano in un volume illustrato ricco di fascino.


📘 I Notturni. Il Signore degli Inganni

• Autrice: Giulia Krajcirik

• Illustratore: Paolo d’Altan

• Editore: Edizioni Piuma

• Anno: 2026

• Pagine: 192

• Età consigliata: da 12 anni

• ISBN: 9788897443858

 A Edimburgo, due ragazzi indagano sulla scomparsa di un medico e su una borsa misteriosa. Tra magia, mistero e amicizia, Sycamore e Smith affrontano un’avventura inquietante e sorprendente.


📘 I Watson vanno a Birmingham – 1963

• Autore: Christopher Paul Curtis

• Editore: Edizioni San Paolo

• Anno: 2025

• Pagine: 224

• Età consigliata: da 10 anni

• ISBN: 9788892248274

La famiglia Watson parte dal Michigan per un viaggio nel Sud degli USA, durante un’estate segnata dalla lotta per i diritti civili. Un romanzo storico toccante e ironico.


📘 Inseparabili

• Autori: Francesca Leoneschi, Iacopo Bruno

• Illustratore: Iacopo Bruno

• Editore: Rizzoli

• Anno: 2025

• Pagine: 136

• Età consigliata: da 11 anni

• ISBN: 9788817196796

Una bambina che ha perso il cuore e una creatura marina orfana si incontrano in un viaggio nell’abisso. Un’opera poetica e visivamente potente che celebra l’unione tra testo e immagine.


📘 Keedie

• Autrice: Elle McNicoll

• Traduzione: Sante Bandirali

• Editore: Uovonero

• Anno: 2025

• Pagine: 192

• Età consigliata: da 11 anni

• ISBN: 9791280104625

Keedie è una ragazza autistica che lotta contro il bullismo e le ingiustizie. Con ironia e forza, crea un’agenzia antibullismo e affronta le sfide della scuola e della famiglia.


📘 La storia del dizionario

• Autori: Sam Winston, Oliver Jeffers

• Illustratore: Oliver Jeffers

• Editore: Zoolibri

• Anno: 2025

• Pagine: 56

• Età consigliata: da 5 anni

• ISBN: 9788899556839

Il dizionario decide di raccontare una storia e scatena il caos tra le parole. Un albo illustrato brillante e creativo che gioca con il linguaggio e l’immaginazione.


📘 Naufraghi

• Autori: Pablo Monforte, Laura Pérez

• Illustratrice: Laura Pérez

• Editore: Rebelle Edizioni

• Anno: 2022

• Pagine: 200

• Età consigliata: da 14 anni

• ISBN: 9788894559071

 Alejandra e Julio si incontrano a Madrid negli anni ’80 e si ritrovano a Barcellona dieci anni dopo. Una graphic novel poetica sul tempo, le scelte e i ricordi.


📘 Rompi le scatole!

• Autrice: Pina Caporaso

• Illustratrice: Cristina Portolano

• Editore: Settenove

• Anno: 2025

• Pagine: 160

• Età consigliata: da 11 anni

• ISBN: 9791281477124

Un libro illustrato che decostruisce stereotipi e pregiudizi attraverso scienze sociali e storie vere. Un invito a pensare in modo critico e a rompere gli schemi.


📘 Sandro libera tutti

• Autore: Luigi Garlando

• Editore: Rizzoli

• Anno: 2025

• Pagine: 336

• Età consigliata: da 11 anni

• ISBN: 9788817194815

 La vita di Sandro Pertini, da bambino ribelle a presidente della Repubblica. Un ritratto appassionato di un uomo che ha lottato per la giustizia e la libertà.


📘 The Knight and the Moth

• Autrice: Rachel Gillig

• Editore: Giunti

• Anno: 2025

• Pagine: 480

• Età consigliata: da 14 anni

• ISBN: 9791223200704

Sybil, una Divinatrice, e Rodric, un cavaliere enigmatico, si alleano per svelare un mistero magico. Un fantasy gotico ricco di tensione, visioni e atmosfere misteriose.



SCELTI PER VOI: MARTYN PIG

giovedì 1 maggio 2025

 

Di Kevin Brooks conosciamo oramai tutti molte delle storie da lui scritte e ne apprezziamo la straordinaria capacità narrativa e il modo in cui riesce a calarsi nei panni dei suoi protagonisti adolescenti, senza fare sconti a favore dell'eventuale adulto lettore che volentieri si risparmierebbe di vedere il doloroso e atroce impossibile divenire  realtà, almeno in una storia, quella narrata. In una parola le storie di Brooks non tentano in nessun modo di edulcorare la complessità della crescita delle ragazze e dei ragazzi. 

Ma di Brooks ciò che ancora colpisce è la capacità di arrivare alla periferia estrema di alcune vite, dove, solo apparentemente, le categorie dell'umano sembrano ridotte a brandelli, e, nonostante questo, avere l'indissolubile desiderio di restare, fino a lasciare che attraverso le parole il riscatto dell'umano torni ad abitare la storia.

Succede anche in questa di storia, arrivata in Italia da pochi mesi, nonostante sia il primo romanzo di Brooks.

Una storia a tratti paradossale, narrata in prima persona dal giovane protagonista, Martyn Pig, che in molti momenti della narrazione si rivolge direttamente al lettore, consapevole quasi di non riuscire a sostenere da solo il peso delle sue azioni.

La trama è questa: Martyn, quattordici anni, costantemente preso in giro a causa del suo nome, canzonature alle quali sembra aver trovato il modo di far fronte con l'indifferenza ma anche con un senso profondo di isolamento, vive con il padre alcolizzato, costretto, quando lui è ubriaco a prendersene cura, oltre che a prendersi sempre le sue sfuriate, a volte anche piuttosto violente. 

Martyn è solo, non ha nessuno cui affidarsi, non ha madre, non ha fratelli o sorelle, non ha amici, nonni, parenti che possano essere per lui una rete di protezione. Forse si farebbe meglio a dire che non ha amici di cui possa fidarsi e parenti che possano essere per lui adulti di riferimento. C'è solo una zia infatti che si presenta una volta l'anno sempre nello stesso giorno, prima di Natale, e che non vuole prendersi beghe di nessun tipo, le basta constatare il degrado nel quale il fratello si trascina e rimbrottarlo per sentire che la sua coscienza è a posto. Martyn la detesta. 

In verità poi un'amica ci sarebbe, un po' più grande di Martyn, Alex, a cui lui tende ogni speranza di relazione, anche più che amicale.

Questo equilibrio, già estremamente precario, finisce per andare in frantumi quando a seguito dell'ennesima sfuriata, il padre di Martyn, mentre si agita per colpire il figlio, perde l'equilibrio, sbatte la testa sulla pietra del camino e muore. 

Sapevo che era morto. Lo sentivo. L'aria, l'immobilità, l'assenza di vita. Sono rimasto impalato per un minuto buono. Me ne stavo lì in piedi, lo sguardo fisso, la mente vuota, il cuore che batteva forte. In realtà è stato strano: la mancanza di emozioni, l'assenza di dramma. Quando nella vita succedono cose, cose enormi, non c'è nessuna musica, nessun da-da-daaan. Nessun primo piano. Nessuna inquadratura sensazionale. Non succede niente. Il resto del mondo non si ferma, continua a girare. Mentre stavo lì in salotto, a fissare la stranezza del corpo senza vita di papà sul pavimento, il televisore continuava a blaterare in sottofondo.

Martyn, di fronte al corpo morto del padre, resta in un tempo sospeso, in cui i pensieri sembrano rimbalzare tra sé e il lettore, cui apertamente si rivolge, come unico interlocutore, e a tratti giudice, dei suoi stessi pensieri.

Una volta accertato che era morto mi sono seduto sulla poltrona di papà. Una cosa un po' strana, visto che non mi ci ero mai seduto prima. Mai. Sono rimasto seduto per molto tempo. Molto tempo. Credo che stessi pensando. O forse no. non lo so. Non me lo ricordo. Ricordo solo che ero seduto lì, da solo, nel silenzio della sera, solo, al riparo dietro le tende chiuse, solo, con il ticchettio indifferente dell'orologio sulla mensola del camino.

All'improvviso mi è apparsa un'immagine davanti agli occhi - una di quelle sagome fatte con il gesso che i detective disegnano attorno al corpo della vittima. Per qualche ragione mi ha divertito e mi è uscita una risatina strozzata. Non sembravo nemmeno io, era come sentire l'eco di una risata in una città fantasma. Mi sono seduto di nuovo. E adesso che si fa? mi sono chiesto. Il telefono sul tavolo accanto alla porta era lì, nero e silenzioso, in attesa. Sapevo cosa avrei dovuto fare. 

Quando alla porta Alex suona il campanello, Martyn sa che è l'unica persona con la quale può condividere non solo ciò che è accaduto ma anche ciò che intende fare.

Da qui il lettore è come se facesse un passo indietro, a prendere il suo posto nella dinamica della narrazione è Alex, una ragazza poco più grande di Martyn, e di cui lui è segretamente innamorato, anche se lei ha già un fidanzato, che Martyn giudica del tutto inutile, borioso, scialbo.

E da qui la storia segue, trascinando il lettore in un crescendo di pensieri e azioni che il protagonista mette in atto secondo precise logiche romanzesche da giallo-horror, perché Martyn è un vero cultore di serie poliziesche e dei libri di Scherlock Holmes. 

E soprattutto sa con ogni fibra di se stesso che denunciare la morte del padre, avrebbe, qualsiasi direzione potessero prendere le indagini, conseguenze per lui disastrose, dal riformatorio, sebbene non sia stato responsabile della morte del padre, all'essere affidato alla tutela della zia, che forse è anche peggio, dal suo punto di vista.

Non gli resta che escogitare un piano per occultare il cadavere, con l'aiuto della sua amica Alex, che sebbene inorridita e sulle prime contraria a questa soluzione, poi sembra invece convincersene, soprattutto quando insieme scoprono che il padre ha ereditato una bella somma di denaro, con la quale Martyn, ingenuamente, spera di sparire dalla circolazione, magari insieme a Alex.

Ma la vita per quanto uno provi a mandarla nella direzione desiderata, e sembra che davvero ci stia andando, riserva sempre, anche spesso per la nostra incapacità di guardare con esattezza alla periferie del nostro sguardo, inciampi, tradimenti, sorprese.

E così, nonostante il piano idealmente perfetto che Martyn ha costruito nella sua testa e che in parte sembra anche riuscire, qualcosa ai margini scricchiola. E a scricchiolare ancora una volta è la fiducia che lui sembra riporre ostinatamente nelle persone. Perché in fondo Martyn cerca di sopravvivere come può e cerca di farlo anche provando a lasciare aperto uno spiraglio del suo cuore, invano verrebbe da dire, a leggere l'epilogo.

Non anticipo altro, perché già questo dovrebbe bastare a desiderare di leggerlo, tanti sono i temi radicalmente fondanti posti al centro di questa storia: il desiderio di essere amati dai genitori che lega gli esseri umani a una fiducia cieca nell'adulto di riferimento, ma che, quando questo desiderio viene tradito, è capace di generare un odio implacabile, che continua a vivere accanto a una forma di amore malsano e dannoso; la solitudine in cui spesso ragazze e ragazzi con storie familiari devastanti vengono lasciati, senza che alcuno si accorga di nulla; il proliferare dei pensieri, l'immaginazione degli adolescenti, che spesso per noi adulti è inarrivabile, e al fine di tutto la consapevolezza della fragilità dell'essere umano e la necessità di una qualche forma di relazione umana per riuscire a vivere e a crescere. 

Un libro che tutti dovrebbero leggere, adulti e ragazzi, da portare nelle scuole e discuterne insieme e a fondo.

Per voi Piccoli Lettori Crescono

INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Martyn Pig

AUTORE: Kevin Brooks

TRADUTTRICE: Benedetta Reale

EDITORE: EDT Giralangolo

COLLANA: Dinamo

FORMATO: brossura, 280 pp.

CODICE EAN: 9788859291985

COSTO: € 15

ETÀ DI LETTURA: Young Adult

SCELTI PER VOI: SEGUO IL FILO

giovedì 27 marzo 2025

 

Una ragazzina sola si mette in viaggio attraversando un paesaggio brullo e pieno di giganteschi cactus. Porta con sé il suo cuore, in una gabbietta con le rotelle, magari per trascinarselo dietro quando diventa troppo pesante per tenerlo dentro, e indossa anche una splendida maschera da uccello, non la toglie mai, e guarda sempre altrove cercando di tenere ben saldo nel becco quel filo che per tutta la narrazione costituirà il sentiero di un andare avanti e indietro, alla ricerca di uno spazio sicuro in cui poter sperimentare il coraggio e la forza di crescere.

È un andirivieni quello che la ragazzina si trova a praticare nella sequenza della narrazione, accompagnata da un disequilibrio, un'incertezza del suo cuore che fatica tenere nel luogo in cui il corpo realmente si trova.
Quando arrivo alla fine, il cuore resta all'inizio.

E dà compimento a questo andare sempre abitando uno sguardo doppio, quello sotto-maschera visibile dagli occhi e la maschera, sguardi che puntano in direzioni differenti l'uno dall'altra, avanti o indietro, ma anche verso il lettore, come a chiedere di essere seguita o di trovare insieme al lettore un senso a quell'andare.

L'unica cosa che sembra essere certa di questo viaggio è che c'è un inizio e c'è pure una fine, ma né l'uno né l'altro sembrano poter diventare luoghi in cui provare a fermarsi, costruire un'appartenenza. A un certo punto la ragazzina si ferma a metà, s'inchina - che gesto potente! - ed è allora che la scena si anima di oggetti-metafora - una radio, una pianta di agrumi, un letto - e la ragazzina prova a restare.


È un albo potente questo, che scuote, sradica, e lo fa quasi in silenzio, ma anche dentro il silenzio che c'è attorno alla ragazzina. È il silenzio quindi ad amplificare il potere detonante di questo andirivieni i cui grigi soldati, rappresentati in modo rigido quasi fossero soldatini giocattolo, rendono forzato. 

Una migrazione tra luoghi che mette in scena la visione di un Altrove con cui la ragazzina è costretta a fare i conti, e alla quale risponde mettendosi in ricerca, scegliendo un punto di osservazione che le consente di vedere qui e lì, di stare in una sorta di terra di mezzo, in attesa di costruire quell'appartenenza dentro di sé e verso se stessa. 


Una narrazione che sa raccontare la migrazione conseguente alla guerra in un momento per la ragazzina di ricerca anche di un volto, di un'identità intima, nuova. E allora l'urgenza di un rifugio, di una casa in un paese dove non ci sia la guerra, diventa anche ricerca di sé in senso ampio, a tal punto che la ragazzina in un passaggio dice:

Sono stanca, mi alzo. Trascino il mio mare verso l'inizio.

Questo suo mare che le si agita dentro e che trascina dietro di sé e nel quale si avvolge facendolo diventare una coperta, a sua volta dunque un nuovo rifugio, sarà quello che, come unico elemento di autenticità e sebbene profondo e a tratti inquietante, le consentirà di riprendere il viaggio, di poter provare ancora a trovare, anche attraversando luoghi inospitali, un volto e una casa cui appartenere.

L'autrice, Ala' Kraman, palestinese, e l'illustratrice Haya Halaw, siriana, entrambe rifugiate in Europa a causa delle guerre che devastano i loro meravigliosi paesi, hanno saputo con una narrazione straordinariamente evocativa e con illustrazioni di forte impatto visivo - meravigliosa per me è questa maschera messa quasi a protezione del volto e che ha sempre un orientamento altro, quasi a significare questa incertezza dell'essere - metterci in mano quel filo che la ragazzina protagonista tiene a volte nel becco a volte in mano, e guidarci con delicatezza ma anche senza sconti in questa dimensione reale ed esistenziale dello spaesamento, divenendo parte di quel processo di ricerca di una casa intima e accogliente dove poter essere libere e sicure.

Particolarmente interessante risulta inoltre la scelta, da parte della casa editrice, di affiancare alla traduzione anche la lingua originale che sembra, trattandosi dell'arabo, quasi diventare la scrittura di quel filo, parole germogliate proprio anche dall'esperienza di camminare sul filo, sul filo anche delle parole.

La traduzione è a cura di Alessandra Amorello che ha fatto un lavoro eccezionale. L'illustratrice Haya Halaw è risultata essere finalista alla Children's Book Fair 2025 e che a breve aprirà i battenti.

Un albo davvero imperdibile sul quale continuare a fermarsi insieme con la protagonista in quella metà e riprendere ad avvolgere, chissà anche noi, un filo dentro e tra i paesi, non solo tra le storie.

Per voi Piccoli Lettori Crescono

INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Seguo il filo

AUTRICE: Ala' Kraman

ILLUSTRATRICE: Haya Halaw

TRADUTTRICE: Alessandra Amorello

EDITORE: Bibliolibrò

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025

FORMATO: cartonato, illustrato, 25x15

PAGINE: 56

ETÀ DI LETTURA: 

ISBN: 978-88-99275-19-8

PREZZO INDICATIVO: euro 14,50




SCELTI PER VOI: GRANDE, BRO!

martedì 10 dicembre 2024



Avete mai provato a guardare il mondo prima con l'occhio destro chiuso e poi viceversa? Chissà che vi appaia con colori diversi. 
Questa è la storia di Måns. Segni particolari: dodici anni, di Stoccolma e uno skateboard sempre sotto braccio, forse la cosa a cui tiene di più, tanto da godere semplicemente della fluidità con cui girano le sue ruote quando è appoggiato ad una parete. Ah, odia profondamente la foto sul suo passaporto (il perchè lo scoprirete da soli).
La sua vita subisce un grande cambiamento durante una trasferta di lavoro della madre a Malmo, al confine con la Danimarca. Ed è proprio lui a raccontarcela.
Non è da tutti avere una mamma doppiatrice di cartoni e serie TV, che, ogni volta che le viene assegnata una parte, parla per settimane con una vocina diversa. Come quella volta che aveva parlato come un orso raffreddato di fronte ai compagni. 
Il padre, invece, era rimasto a casa ad allenarsi per il suo progetto ciclistico: poter un giorno arrivare fino a Parigi per far capire alla gente che il cambiamento climatico era una brutta faccenda. Unico vero problema di questa impresa era la sua tutina rossa stralucida con incorporato un pannolone para didietro, con la quale si presentava a prenderlo a scuola o al centro ricreativo. 
Insomma, due genitori dai quali Måns sembra doversi difendere dalle brutte figure.
Per non rimanere tutto il giorno solo, la madre lo affida ad una babysitter diciassettenne, il cui compito viene sovvertito non appena decide di portarlo al parco. Qui incontra per la seconda volta Mikke, un ragazzaccio dal sorriso lupesco, tutto tatuato, persino sui piedi, con la stessa mania per lo skate, che lo spinge a sfidarsi in una serie di acrobazie fuori rampa. Da questo incontro nasce un'amicizia unica. La prima, vera, forte e indelebile che gli sia mai capitata, suggellata persino da un patto di sangue e dalla promessa della fiducia reciproca.
Ma se questo può sembrare l'avvenimento cruciale, ecco che il nostro protagonista ci svela una bomba: un segreto che lo accompagna sin dalla nascita. È nata femmina, ma lui si è sempre sentito un maschio. Il disagio nel capirsi prima e l'insormontabile accettazione da parte del padre poi, che non vuole vederlo per quello che è, neppure chiamarlo con il suo vero nome, portano Måns a una serie di profonde riflessioni su cosa sia il genere o come questo possa influenzare il futuro, la vita lavorativa o le relazioni.
Per lui una cosa è certa sin da bambino: vuole usare il bagno dei maschi. Evita dunque di dire la verità al suo caro amico, non perché non si fidi, ma perché per lui quella è la sua normalità. E non c'è niente da rivelare. 

E pensai a idiozie come quando alla cassa del McDonald's chiedevano a mia madre se ero un maschio o una femmina, perché altrimenti come facevano a sapere che giocattolino mettere nel mio Happy Meal?
Pensai ai moduli in cui bisogna mettere una crocetta per dire se si era maschi o femmine. Pensai allo shampoo per donne e al bagnoschiuma per uomini, come se i capelli e pelle delle une e degli altri fossero così diversi da aver bisogno di prodotti specifici.

È il libro di tante “prime volte”.
La prima volta che la mamma lo chiama in maniera spontanea figlio e la primissima che il padre gli si rivolge per nome.
Dei ricordi scolpiti nel cervello in eterno.
Delle risate fatte sul ridicolo della madre, piuttosto che morirne di vergogna.
Del padre che si stende su di una coperta in un parco.
La prima volta che i genitori non lo costringono a mettere gli stivali di gomma per la pioggia. 
Jägerfeld usa un gergo giovanile e una scrittura veloce e divertente, grazie anche alla continua ironia di Måns e ai buffi personaggi che gli gravitano intorno, a partire dalla babysitter che per ogni cosa che fa o parola che dice, deve ripeterla sempre per quattro volte. Ma specialmente ci fa entrare in un mondo che spesso preferiamo non guardare: quello delle diversità e dei pregiudizi e ci invita ad accettarlo con dolcezza, facendocelo sembrare più vicino.
Questa sarebbe una storia semplice in un mondo dove l'essere conta più dell'apparire.
Ma diventa una storia complicata in una realtà, invece, in cui il conforme e le regole sociali prevalgono sul sentire. 
Måns con i suoi occhi, uno diverso dall'altro, vuole forse dirci che si può scegliere come vedere il mondo.


Per voi Piccoli Lettori Crescono



INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Grande, Bro!
AUTORE: Jenny Jägerfeld
TRADUTTORE: Laura Cangemi
EDITORE: Iperborea
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024
PAGINE: 128 p.
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 12 anni
ISBN: 9788870918182
PREZZO INDICATIVO: € 14,00


SCELTI PER VOI: The Kissing Game

venerdì 21 giugno 2024

Aidan Chambers, autore, editor, ma anche insegnante, educatore, in questa raccolta di short-short stories, approfondisce una narrazione particolare, che entra direttamente in contatto con i ragazzi e i supporti che utilizzano di più nella loro vita, come ovviamente i cellulari. Il racconto può però avere molte forme, nelle sedici storie qui raccolte ci sono scelte narrative differenti tra loro, come dei racconti tradizionali, alcuni sono di soli dialoghi, che si prestano a brevi sketch teatrali, altri racconti sono davvero brevissimi, degli attimi fuggenti, eppure così densi, e a questo proposito l’autore specifica:

“Gli schermi di un tablet e di uno smartphone, diffusi universalmente tra i giovani, sono come le pagine di un piccolo libro. Su una singola schermata possono essere visualizzate storie molto brevi, come quelle che si sono andate affermando in quest’ultimo periodo. Inizialmente in inglese venivano definite come short-short stories, poi come flash fiction, e ora minimal stories”.

Sono sedici storie molto brevi, che riguardano ragazze e ragazzi, e possono anche avere meno di cinquecento parole. Non sono proprio una novità letteraria, Chambers infatti ricorda alcune storie simili scritte da Hemingway, Cechov, Kafka e da altri illustri predecessori. È nuovo invece lo spirito e l’intento di connessione che Aidan Chambers ha approfondito, il suo è un progetto molto chiaro e offre molteplici potenzialità che superano l’oggetto libro: c’è uno scopo.


“La tesi che sostengo con decisione è che il racconto, sia di tipo tradizionale sia di taglio moderno e minimalista, è una forma inestimabile, oserei dire perfino essenziale, per educare i giovani a diventare lettori riflessivi e critici, e per aiutarli a trarre piacere dalla lettura e dalla riflessione su sé stessi, sugli altri e su tutti gli aspetti della vita quotidiana”.

Patrick Ness ha commentato questi racconti su The Guardian come “straordinariamente vividi dell’adolescenza” e che bene esprimono “l’angoscia, il desiderio, lo struggimento, l’inquietudine” citati dallo stesso Chambers.


Ogni storia piomba su uno spaccato di vita adolescenziale, essenziale e immediato, tuffa il lettore nel bel mezzo di una inquietudine, una rivolta, un imbarazzo, un cambiamento, una epifania, un evento sconcertante, magico o crudele. Sono storie tenere e spiazzanti, anche spietate, fanno i conti con le regole e la voglia di trasgredirle, tra le responsabilità adulte e l’irriverenza, con la ribellione, tra l’ingenuità e la malizia, sono storie che entrano come frecce nel complesso mondo dell’adolescenza e si conficcano in un preciso attimo decisivo, importante, e l’autore lo racconta con grande talento, perché sa lasciare quello spazio fondamentale di immaginazione in cui l’empatia diventa specchio, è il lettore che può trovare i dettagli di questo riflesso.


Proprio per questa prerogativa il libro diventa ancor più strumento: in primis è piacere, la lettura scorre ed è così varia nella forma e nel contenuto che non può che restare estremamente stimolante, anche per il lettore meno motivato.


La varietà degli argomenti invece offre un panorama caleidoscopico ricchissimo da esplorare anche in classe, sia nelle forme di scrittura creativa che, e soprattutto, nelle riflessioni che riguardano i singoli ragazzi. La classe è una piccola comunità, ma allo stesso tempo è vasta come una galassia dove qualche satellite gravita nell’orbita di qualcun altro, altri restano ai margini, altri ancora sono addirittura buchi neri. Un progetto sviluppato a partire da questo libro offre molti spunti, occasioni di dibattito, confronti, stimoli, per conoscersi, riconoscersi e, sopra ogni cosa, crescere nello spirito critico.


Il piacere della lettura è anche l’intento dichiarato del progetto dell’editore poiché in appendice ci sono informazioni sull’autore e le sue opere, sul racconto, qualche altra indicazione che funge da ulteriore stimolo per continuare a leggere, ma ho apprezzato molto la bibliografia che segue i temi principali trattati nei racconti: se il lettore si è sentito particolarmente coinvolto in un certo tipo di argomento o situazione, ecco che viene offerta una raccolta di titoli che potrebbero rientrare in quella sfera di interesse, per invogliare a continuare a leggere. È anche per questa caratteristica editoriale che questo libro mi sembra un ottimo consiglio da offrire alle insegnanti di scuola secondaria. 


I racconti non li accenno volutamente, sono brevi, intensi, spiazzanti, coinvolgenti, credibili, così verosimili e ben cesellati da entrarci con entrambi i piedi già alle prime battute. Non mi resta che fare il solito augurio:


Buona Lettura!

 

 

Informazioni tecniche

Titolo: The Kissing Game

Autore: Aidan Chambers

Traduzione: Marta Barone

Illustrazione di copertina: Massimo Pastore

Collana: Max storie selvagge

Editore: EquiLibri

Codice: EAN 9788894514070

Formato: 14 x 21 cm, brossura, copertina flessibile

Pagine: 256

Prezzo indicativo: € 17,00

Età di Lettura: dai 14 anni

 



SCELTI PER VOI: The Kanji Academy

lunedì 25 marzo 2024



Non bisogna mai, per nessuna ragione, sciogliere il nodo e aprire il sacchetto.

Marina è una studentessa del Liceo Sforza di Milano, ha un’amica del cuore, Sabri, ma anche dei compagni che fanno di tutto per farla sentire a disagio, l’attacco più meschino è per la sua dislessia. Anche in famiglia non mancano i problemi: i genitori si sono separati, il padre è andato a vivere in un’altra città e lei si è trasferita da poco nella casa della nonna materna, Obaa-chan, di origine giapponese. Era una insegnante nell’accademia Mirano Nihonjin Gakuin, MNG, la scuola nipponica di Milano. Osservando la scrivania della nonna, Marina trova per caso un sacchetto di stoffa chiuso con un nastro, c’è un simbolo e un biglietto: “A Mari, per i tuoi sedici anni”. 

La nonna è mancata improvvisamente, ritrovare questo suo dono, dedicato, la emoziona, anche se si tratta di un oggetto molto particolare. Marina ha pochi ricordi della nonna, perché nel tempo si sono allontanate, il resto della famiglia è completamente occidentale e nessuno ha portato avanti le tradizioni riguardanti il Giappone. Marina ha ricordi confusi e lontani, ma sa riconoscere in quel sacchetto un omamori, si tratta di un amuleto, all’interno contiene un foglietto arrotolato in cui è stata scritta la preghiera di protezione, e non va mai aperto, altrimenti non funziona più. Tradizione, folklore o vecchie credenze che riguardano antiche divinità, a Milano non trovano facile collocazione, se non nella scuola per studenti giapponesi, esattamente davanti alla nuova residenza di Marina. Lo studio della nonna e la scuola in cui lavorava diventano un prolungamento di quel lontano paese, che è distante sia geograficamente che culturalmente. 


Marina avverte prepotentemente il bisogno di trovare il suo posto nel mondo, affronta quel disagio comune a tutti gli adolescenti, soprattutto ora che tutto si sta rimescolando anche nei rapporti familiari. La protagonista avverte un ardente desiderio di sperimentare, combatte tra i timori e l’audacia, afferra al volo un’opportunità offerta dal liceo che scombinerà ancora di più la sua giovane vita: il gemellaggio con l’accademia giapponese, potrà frequentare la scuola, con divisa e tutto il resto, da aprile a novembre. L’amica Sabri se ne andrà in Inghilterra, il loro primo progetto, ma Mari sente di voler riscoprire anche le sue origini, per ritrovare ricordi dell’amata nonna, che lì era tanto stimata. 


Inizia il gemellaggio, che Mari spera sia un radicale cambiamento in meglio, e si rivela l’inizio di un’avventura straordinaria. Entrare nell’edificio è come attraversare un portale che catapulta direttamente in Giappone: tutti i rituali, le abitudini, le regole, i pasti, le attività, da quelle scolastiche ai club ricreativi, sono fedeli al paese del Sol Levante, l’occidente resta chiuso fuori dal cancello.

Mari condivide l’esperienza con un bizzarro compagno del suo liceo, appassionato di Manga, un po’ sopra le righe, e la cosa non la entusiasma. Per integrarsi, invece, si rivelerà un inatteso amico, perché di fondo c’è una nuova consapevolezza, che si rafforzerà con il tempo: nulla è mai troppo semplice e a volte è ben diverso da come appare. Il disagio, quindi, si può ripresentare ovunque, anche con diversi scenari, viene da sé che conoscere davvero gli altri, e anche se stessi, è un percorso molto intenso, non privo di sorprese, gioie e dispiaceri, per non parlare della sorpresa amara dei tradimenti.


Il romanzo inizia come una storia di formazione, e di fatto lo è, ma il contesto diventa presto avvolto da segreti e misteri, come il ritrovamento dell’omamori della nonna preannunciava. Potremmo definirlo un urban fantasy, infatti il primo indizio arriva quando Mari scopre che è l’unica a vedere il Torii, un portale di ingresso dei templi shintoisti che separa il cortile dallo spazio sacro che si trova dall’altro lato. Tutto lì è diverso dalla vita fuori, nella stessa Milano, ma resta assolutamente reale, se non fosse per quel Torii

Mari s’interroga, è confusa sia per quello che fa fatica a capire che per quello che non riesce a ricordare. Non è del tutto un pesce fuor d’acqua perché conosce la lingua, sa leggere i due alfabeti principali, qualche simbolo Kanji, ma sa che ha ancora molto da imparare, e anche da scoprire. I nuovi compagni sono interessanti, non tutti accoglienti, intuisce che la scuola perfetta forse non esiste, ma qui gli stimoli sono più appassionanti, anche la dislessia di Marina pare scomparire davanti a un diverso metodo di scrittura, e anche per questo l’affascina il più esclusivo club, quello di shodo, dove si affina l’arte della scrittura, che un tempo era guidato da sua nonna. Eppure, tra gli entusiasmi, le risuona una sensazione di mistero, senza immaginarne i pericoli.


The Kanji Academy racchiude storie, amori, tradimenti, incomprensioni, sfide, amicizie, famiglie ingombranti, attrazioni e repulsioni, amori affascinanti, ma anche subdole strategie, triangoli, fino ai misteri sul potere magico dei Kanji più antichi. I personaggi sono ben approfonditi, riservano sorprese, svolte, i disagi dell’adolescenza si misurano con le diverse culture, l’atmosfera ricorda il mondo elettrizzante di Hogwarts, dove i babbani vivono all’oscuro del lato magico del mondo. 


La realtà ha i piedi ben piantati a terra, ma un lato magicamente gotico sfugge dal perimetro del circolo segreto, antichissimo e oscuro, trasformando la scuola MNG in una dark academia. Nella narrazione ci sono tante citazioni, reference, e molti termini giapponesi che non spaventano il lettore meno avvezzo, poiché l’autrice lo accompagna con leggera premura, inserendo traduzioni e brevi spiegazioni dove necessita, lasciando che l’atmosfera resti avvolgente, senza perdere il suo fascino, piuttosto accrescendolo. In appendice c’è anche un piccolo glossario. 


Per i lettori appassionati di Manga e Anime, questo romanzo è gustosissimo; per chi ama il Giappone e la sua cultura, non potrà che trovarsi a proprio agio; per chi non ha così tanta dimestichezza, rappresenta l’occasione per entrare in un mondo magico, ma anche reale, e decisamente accessibile e interessante, da scoprire con l’aiuto dell’autrice che non lascia mai a sé stesso il lettore. 


Questa storia coinvolge, appassiona, è piena di stimoli, offre scenari inaspettati, dinamiche vivaci, ragazzi e adulti complessi, tanti nodi da sciogliere, invoglia a scoprire, conoscere, e non lascia indifferenti. Il ritmo è brillante, incalzante, e i tratti descrittivi sono utili a immergere il lettore nell’atmosfera evocata dall’autrice. Si direbbe che non finisca qui…, chissà! 


Per ora, The Kanji Academy è una piacevolissima lettura che, nonostante le oltre cinquecento pagine, scorre molto velocemente, è una parentesi nella realtà in cui si vorrebbe tornare per saperne di più, e il personaggio principale diventa un’amica, che cresce e che si lascia scoprire con una spiccata simpatia.

 

Buona lettura!


Informazioni tecniche

Titolo: Thr Kanji Academy

Autore: Valentina Torchia 

Editore: DeA ragazzi

Codice: EAN 979-1221207866

Formato: 21x14 cm, brossura copertina flessibile

Pagine: 525

Prezzo indicativo: € 16,90

Età di Lettura: YA, adolescenti, +14




 

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