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BCBF 2026: Creare è un gesto condiviso. Incontro con Hervé Tullet.

lunedì 20 aprile 2026

 


The Book Lovers’ Café ha ospitato Hervé Tullet nell’evento organizzato da Franco Cosimo Panini Editore, Erickson e Il Saggiatore. Valentina de Poli ha condotto l’intervista con appassionato entusiasmo.

«Come vivi questa popolarità?» chiede all’artista, dopo averlo presentato con ammirazione. A sorpresa Tullet confessa che durante le esternazioni eccitate del pubblico prova una intensa emozione, davanti a una platea in ascolto prova una sensazione un po’ complicata da gestire, con onestà confessa di preferire il lavoro, nella riservatezza, che lo emoziona e che dà emozione. In questo periodo sta facendo un tour in Italia dove incontrerà adulti e bambini, con i giovani lettori si trova a suo agio, porta i suoi materiali, la musica, i giochi e infine gioca con loro, fa un lavoro estemporaneo, è come uno spettacolo teatrale di improvvisazione dove quello che conta è la reazione al momento.

L’intervistatrice cita il libro Un curriculum per la creatività, edito da Erickson, che racchiude i laboratori di Tullet. Un libro rivolto ad insegnanti e agli educatori. Tullet spiega che questo libro trasmette l’idea che si possono fare tante cose insieme, ma fondamentalmente racconta la sua reazione all’incontro con dei bambini, sono momenti di dialogo e di creazioni, vivere delle esperienze con i bambini gli dà il senso stesso della creatività, quel gusto di giocare dentro a un libro. 

Valentina de Poli comunica a Tullet che all’interno della biblioteca in Sala Borsa ci sono Tre Dots, titolo del suo libro, ma sono tre sculture che lo celebrano l’espressione totale della sua creatività da vedere, toccare, sbattere, girare e sbirciare attraverso.



«Che ricordo hai dell’origine del libro con i tre puntini?» chiede Valentina de Poli. Per Tullet rappresenta il libro forse più sorprendente anche per sé stesso. A dire il vero, ogni suo libro è parte di quel cammino che conduce al prossimo libro, per Tullet questo libro tratta di un’idea che non sa da dove sia venuta, come arrivano le idee resta un mistero. 

«Hai molta paura di non avere più idee?» Tullet risponde senza esitazione che ne ha molte, ha un altro libro già pronto per il prossimo anno. Nel primo libro Turlututù, per esempio, c’erano già tutte le idee, sia per questo che per Io sono Blop! c’è la forma ripetitiva che doveva essere l’idea di far muovere Blop dentro il libro, una sorta di danza, idee queste già presenti nei suoi quaderni di appunti dove progetta i libri. Il lavoro per organizzare questa idea viene dopo, anche se la costruzione del libro racchiude soltanto l’idea, che prende vita solo quando passa al lettore. Definisce il suo lavoro come quello di conservare l’improvvisazione dell’idea, poi diventa idea vivente quando finalmente viene guardata, gli interessa che circoli, quando si crea questo passaggio di apertura. 



«Mi piace di più cercare le idee che trovarle» dice convinto. A volte l’idea è molto semplice, facile da capire, lui la prende e ne fa uno spettacolo, è il suo punto di partenza creativo.

Tullet racconta dell’Expo Ideale a New York, la prima grande mostra con carta sospesa in un vasto spazio da cui ha tratto considerazioni per ogni opera lì esposta, in un quaderno ha scritto una lista di quelle che avrebbero potuto essere replicate senza di lui. Creare idee facili è un punto di partenza che gli fornisce tutta l’energia a cui ambisce. 

Ha un rapporto attivo sui social, ma non per cercare emozioni, piuttosto cerca il dialogo, perché Tullet sostiene che l’arte è per tutti, deve essere accessibile, dobbiamo trovare il tempo per l’arte anche in mezzo agli impegni. L’educazione per gli occhi dà senso all’arte in tutta la nostra vita, è una risorsa per i punti di vista in tutto quello che si fa. Manca l’educazione alla realtà, perché l’arte non è solo in galleria o nei musei, ma è ovunque.

Il bambino a colori, edito da Il Saggiatore, è un libro diverso dagli altri, è un’autobiografia della sua infanzia, che non ha avuto difficoltà, un’infanzia “senza ricordi”. Si tratta di un libro intimo, e Tullet ha scoperto che avrebbe tanto da dire e ha pure preso gusto a parlare. «Volevo scrivere un’autobiografia creativa per dare un senso al suo percorso creativo ma anche personale, che è particolare.» Con i bambini è avvenuto qualcosa di importante, ha trovato lo spazio per giocare e loro gli hanno dato la possibilità di crescere. Nelle scuole con situazioni più difficili la creatività diventa salvifica. La sua infanzia è stata un insieme di mistero, di solitudine, di silenzio, di vagabondare. Racconto dell’incontro con un altro bambino che come lui stava cercando qualcosa negli occhi, prende consapevolezza dei sensi, di quello che può fare la mano e comprende che quello che vede è negli occhi, è un prendere coscienza di quello che si ha.

Un incontro importante a scuola è stato con il professore che gli introdusse il movimento surrealista, gli ha fornito la possibilità di poter fare qualcosa da solo. Il surrealismo è giovane, è rivoluzionario, è un movimento grande che gli ha dato come un senso, un’esplosione di creatività. Il gesto automatico gli ha dato molta libertà creativa, quando aveva diciassette anni è stata una rivelazione fondamentale.

Quando scoprì Piccolo blu e Piccolo giallo di Leo Lionni fu un’esperienza incredibile, il fatto di provare una grande emozione per la storia di due pezzetti di carta ha avuto un grande impatto sulla sua percezione di creatività. Con Sendak ha scoperto il senso dell’infanzia e il piacere di leggere con i bambini. Una cosa lo turba molto, ed è vedere i bambini con i cellulari.

Con i bambini che incontra nelle classi a volte fa il monello, per vedere cosa accade, perché ama l’improvvisazione, ma sa che più si dà, più si riceve. Tullet è felice di aver ricevuto la libertà di fare, di scrivere altri libri, di fare mostre, con il riconoscimento delle istituzioni che permettono di avere più mezzi per dare sfogo alla sua creatività, per i bambini. Tullet è felice di fare quello che fa, ma aggiunge che avverte la responsabilità, «perché fare è dare».

Un incontro dove si è sentita la gioia per quel che si fa e che ha raccontato un po’ della filosofia artistica di Hervé Tullet, i cui libri sono amatissimi dai bambini.



BCBF 2026: Dialogo con Concita De Gregorio tra Timothée de Fombelle e Beatrice Alemagna.

 




Guardare il mondo, guardare gli altri. Dialogo tra Beatrice Alemagna, Timothée de Fombelle con Concita de Gregorio. L’evento organizzato da Terre di Mezzo ha unito tre persone che hanno un peso importante nel panorama autoriale e letterario, poterli ascoltare a dialogare insieme è stato un grande piacere. Per chi non avesse potuto godere di questo privilegio durante la Bologna Children’s Book Fair di quest’anno, ecco un breve racconto di questa opportunità ghiotta.


La conversazione è cominciata citando un altro evento importante che si è tenuto il 12 aprile presso il DAMSLab di Bologna, una circostanza corale intitolata “definisci bambino”, a difesa dell’infanzia, che ha portato come bandiera il libro di Beatrice Alemagna 
Che cos’è un bambino?, edito da Topipittori nel 2008. Questo albo è stato preso a manifesto da molte persone in sostegno dei bambini di Gaza, ha fatto da ponte, ha aiutato a veicolare il vero senso del parlare ai bambini, ed ha unito. L’emozione era palpabile.


Concita de Gregorio ha chiesto a Timothée de Fombelle cosa sia cambiato nei bambini di oggi, considerando che il suo Tobia ha ormai compiuto circa venti anni dalla sua prima pubblicazione, è un libro che ha catturato l’attenzione di tantissimi giovani lettori e che continua ad affascinare. Fombelle sostiene che è cambiato tantissimo il tempo utile per leggere e anche il silenzio necessario per farlo. Tutti fanno rumore, anche i genitori, l’uso dei dispositivi elettronici fin dalla tenera età non aiutano, rubano tempo. Anche Alemagna concorda che l’uso del cellulare abbia stravolto l’infanzia e sottolinea il paradosso di iperprotezione genitoriale unita alla iper-esposizione dei figli. Nell’adolescenza invece ritiene che ci si avvicini al nichilismo, che si basa su tre paradigmi: mancanza di senso, mancanza di risposte alle domande e lo svuotamento di importanza nei valori. Secondo Alemagna bisogna contrastarlo ed è necessario trasmettere l’amore per la lettura come un’eredità familiare, lei stessa ha scatenato la sua vocazione per i libri leggendo. Ma non per tutti vale lo stesso, e purtroppo accade anche l’inverso, come Concita de Gregorio accenna: i genitori possono essere grandi lettori e i figli in qualche modo ne sono saturi, i libri a disposizione non mancano ma nei figli si può creare come un rifiuto, forse pensando di dover rispondere ad aspettative troppo alte, oppure si sentono sopraffatti, in ogni caso non leggono. Anche Fombelle dice che non sempre i figli di lettori, oggi, si sentono più stimolati a leggere, magari non lo fanno per reazione. Nel suo caso, la figlia più grande è una buona lettrice, ma il suo ruolo di padre lettore non è stato quello di proporre libri, piuttosto ha creato momenti di silenzio e di tempo per leggere, come quando è rimasto per qualche mese nell’isola di Salina per scrivere il suo romanzo Vango

La questione sui ragazzi non lettori è un tema ricorrente, da anni, nei dibattiti che si svolgono in fiera, e ci si interroga un po’ ovunque, ognuno portando esperienze ed opinioni: è una discussione che per ora resta decisamente aperta.

Indubbiamente la natura, un contatto più vicino con questa, simboleggia una forma di evasione come lo è la lettura, permette di allontanarsi dalle distrazioni del rumore e dal mondo degli schermi. Alemagna, che ha scelto per le figlie una vita lontana dalla grande città, sostiene che visitare una foresta è come leggere una storia e la natura dovrebbe aiutare a ritrovare quel tempo più lento per poter leggere. Fombelle, che nella quercia ha ambientato il mondo narrativo di Tobia, ricorda come all’inizio della scrittura di quel libro volesse raccontare una storia proprio lontana dal mondo, ma presto l’albero ha cominciato ad assumere delle dinamiche vicine a quello che conosceva, quindi, adese al mondo in cui viviamo. Nella Quercia c’è una complessità che si è formata via via, con una geopolitica dell’albero, con i diversi emisferi che condizionavano le abitudini e le credenze dei vari personaggi. Alla fine, è diventato uno specchio del nostro mondo, la metafora di un mondo fragile, più si scende in basso e più le condizioni di vita sono difficili, le leggende sono diverse e le dinamiche si complicano. In ogni caso il processo creativo di Tobia gli ha liberato proprio la stessa creatività, poiché prima scriveva opere teatrali complesse, mentre con la storia nell’albero ha potuto raggiungere tantissimi giovani lettori. 


Alemagna ricorda come i libri scritti in passato continuino ad accompagnare la sua scrittura ogni giorno, c’è un po’ di loro nei progetti successivi. Sono quelli che chiama “libri gradino”, come Un Leone a Parigi, che fa parte di questa personale rosa di libri che in lei perdureranno. Concita de Gregorio cita Mon Amour, un libro che continua a regalare agli amici in varie occasioni, ma per Alemagna rientra in un’altra categoria: quella dei libri legati ad eventi, alla loro stessa esistenza. Cicciapelliccia, il libro premiato in fiera del Premio Strega Ragazze e Ragazzi per la categoria Narrazioni per Immagini, fa parte di questa categoria, le ha permesso per esempio di andare in più di venti paesi differenti. Quindi alcuni libri sono dei pilastri che restano nel tempo, altri creano legami e nuove esperienze, nuove storie.


Concita de Gregorio chiede se abbiano mai lavorato insieme e la risposta è stata “No” da entrambi, “ma sarebbe bello”. I libri possono nascere anche da incontri come questo. La conversazione prende subito una piega più diretta e Alemagna chiede a Fombelle se non gli sia mai capitato di non aver più voglia di scrivere, se non abbia mai pensato che non ha più nulla da dire. “Sì”, risponde subito Fombelle, infatti invidia l’immediatezza della creatività concreta del disegnatore e del pianista, che “fanno qualcosa”, mentre per scrivere gli serve un raccoglimento più lungo e meno istantaneo. Allora Fombelle chiede ad Alemagna se non abbia un libro da parte, che ritiene di non pubblicare perché non è ancora arrivato il momento giusto, che magari ne ha tutti gli “attrezzi”, ma il progetto fa resistenza e quindi pensa di non farcela. Alemagna risponde immediatamente che ne ha molti e ritiene che, quando questi progetti le oppongono resistenza, significa che forse non sono più interessanti, sebbene confessi che a volte ci torna sopra, comunque. 

 

A questo punto Fombelle si rivolge al pubblico che ha di fronte, guarda direttamente tutti noi, e questo scambio diventa davvero più intimo e confidenziale. Ha sentito l’urgenza di dare un consiglio a chi scrive, agli autori presenti, ha incoraggiato tutti a cercare più lontano e più in profondità, si è raccomandato di non abbandonare i propri progetti. La loro resistenza è un buon segno, perché significa che si sta andando più lontano, oltre, e può solo essere di stimolo e di crescita. Come aveva già detto poco prima, «attingere alla letteratura, avvicinarsi all’eccellenza è uno stimolo molto fecondo per catturare i lettori» e tutti ne facciamo tesoro!

L’incontro si conclude lasciando la platea coinvolta e soddisfatta, non è stata una conferenza, un dibattito, piuttosto un’apertura generosa sul mondo creativo e personale di ciascuno dei protagonisti sul palco. Un’esperienza feconda, che ha catturato tutti.

 


BCBF 2026: dagli autori neofiti, agli editori alla ricerca di “Storie di lunga durata”: tre incontri tematici di esplorazione nel libro.


 La Fiera del Libro per bambini e ragazzi di Bologna accoglie principalmente immagini, sono queste che avvolgono fin dall’ingresso principale. Le illustrazioni sono le protagoniste di questo grande appuntamento, ma il programma degli eventi è un oceano di informazioni, di novità e di progetti. La filiera del libro comprende tante figure professionali e nel complesso fieristico ci sono spazi appositamente dedicati. Molti sono i visitatori abituali, provenienti da tutto il mondo, ma tra questi ci sono anche quelli che si affacciano al mondo dell’editoria da neofiti, magari con un senso di vertigine. La BCBF accoglie proprio tutti, anche chi in questo mondo desidera impegnarsi per la prima volta in modo serio. Far parte dei complessi ingranaggi che muovono questo mondo può apparire un miraggio, sotto la meraviglia che elargisce c’è molto impegno e studio, continui, ma per chi avverte la scintilla indomabile della creatività compressa nel cassetto dove le storie spingono per uscire, questo è il posto giusto per alimentarla. Gli illustratori hanno l’opportunità di presentare il loro portfolio a maestri indiscussi dell’arte illustrativa, possono seguire master interessantissimi, si può crescere molto. I traduttori hanno altre opportunità di confronto e crescita, di scambio e di visibilità, il loro è un lavoro prezioso, chi gestisce i diritti d’autore vive la frenesia della caccia all’investimento, per far girare oltre i propri confini alcuni dei progetti più allettanti, e così via. Chi si occupa delle biblioteche, chi di librerie, chi insegna, tutti trovano degli spazi dedicati e soprattutto entrano in una rete specializzata a cui connettersi. È una piazza in cui ogni angolo vibra di potenzialità. Anche l’aspirante autore, con i suoi progetti bozzolo, trova un suo spazio dedicato, come il Writers Lab.  Vi racconto come la fiera spazi dal “germe” del libro fino al suo “bosco”, fatto di libri che hanno storie di lunga permanenza nei cataloghi. 

Il primo incontro è davvero il punto di partenza per chi si affaccia a questo mondo con intenti autoriali, tra questi c’erano anche addetti ai lavori, ma con competenze diverse, come bibliotecari/e e illustratrici/illustratori. Fondazione Bottega Finzioni, scuola bolognese di scrittura a largo spettro, ha programmato un incontro ad hoc condotto da Antonello Grassi dal titolo Lo sai cos’è una storia? Ti sei mai chiesto perché e come funzionano? 
Il pubblico era variegato, c’erano anche persone di altri paesi. Il docente ha introdotto i fondamenti di drammaturgia, magari già noti ai più, ma il suo sguardo ha portato il pubblico ad andare oltre i modelli da manuale, che sono mezzi progettati per avere una coerenza, ma la loro è un’operazione molto vicina alle competenze di chatgpt, quello che conta è saper raccontare una storia credibile e interessante, dopodiché si possono applicare gli specifici skills e tutti i dispositivi narrativi. Questo processo si impara leggendo, studiando i libri che ci sono piaciuti, o con dei manuali davvero validi, oppure più concretamente con delle scuole di scrittura come Bottega Finzioni. Il docente ha toccato i punti principali della progettazione di una buona storia: le fasi imprescindibili, gli aspetti essenziali di un protagonista credibile, la struttura mai rigida, ma coerente, e altre nozioni fondamentali. 
Le metafore utilizzate da Antonello Grassi sono state divertenti, immediate, anche quelle sulle strategie per arginare errori grossolani o per affinare il percorso, per evitare i “blocchi dello scrittore”. Facendo l’esempio di Cappuccetto Rosso, ha sottolineato come, dal punto di vista narrativo, ci siano alcune scene non sono essenziali, ma che sono state scritte con tale maestria che restano fissate nella memoria del lettore. Viene da sé che il grande autore fa la differenza sul punto degli archetipi. A quello si deve aspirare. L’esposizione ha toccato i fondamenti della scrittura drammaturgica con efficacia ed ironia, è stata un chiaro incoraggiamento a scrivere con buona competenza, l’unica promessa che può appagare l’utente finale: il lettore.

Nello stesso spazio, come a seguire, l’editore Mauro Morellini si è rivolto a un pubblico meno informato, spiegando anche attraverso la sua esperienza le fasi di passaggio dal progetto alla pubblicazione. Questo processo chiama a sé tutte le figure che si muovono in fiera, i vari professionisti del settore, dall’editore al distributore, a seguire c’è l’approdo nelle librerie. Il titolo dell’incontro era Dalla scrittura alla pubblicazione: il viaggio del libro.

Morellini ha posto l’accento sulla sua funzione maieutica, l’editore approfondisce la potenzialità di ogni progetto proposto, poiché sente forte la responsabilità sul contenuto che decide di veicolare, sia per quanto riguarda la loro linea editoriale di informazioni manualistiche che per i romanzi. Sono stati presentati anche i vari modi di fruizione che l’editore può utilizzare, oltre al libro cartaceo, come l’audiolibro, l’E-book, il podcast. L’editore fa anche attività di scouting, quello che gli interessa è un contenuto qualificato, originale e che manchi nel mercato. 

In fiera si possono cogliere innumerevoli offerte di approfondimento, ci sono stati incontri focalizzati anche sul self publishing, sdoganato da qualche anno, tanto per citare la varietà delle offerte di informazioni divulgate da esperti di ogni settore. Il filo rosso è sempre intessuto intorno alla storia.

Tra le tante occasioni di confronti e di nuove imprese editoriali, c’è un fermento prezioso, molto interessante, che riguarda l’Associazione ADEI – Associazione degli Editori Indipendenti. Libri per sempre. Storie di lunga durata nei cataloghi ADEI

L’introduzione di Della Passarelli, presidente Adei e di Sinnos Edizioni, ha acceso l’attenzione sul progetto nato per una intuizione partita dal gruppo editoriale di Equilibri e che ora coinvolge molti editori italiani; ha l’intento di costruire una bibliografia dei libri che hanno dimostrato nel tempo di restare presenti nei cataloghi e quindi nelle scelte dei lettori. Questo “elenco” si pone l’obiettivo di offrire opere capaci di parlare ai giovani di oggi come è accaduto alle generazioni precedenti, in modo che, da questo strumento, i docenti, gli educatori e i bibliotecari possano attingere a testi di qualità. Gabriela Zucchini e Cristina Busani di Equilibri hanno portato esempi concreti, ma hanno tenuto anche a spiegare agli editori presenti in sala che il modulo da compilare a loro inviato per proporre almeno tre opere dei loro cataloghi, che a primo impatto è risultato molto complesso, è solo un primo e necessario tentativo di dare all’impresa titanica di selezione un approccio il più possibile scientifico, serve per impostare una prima scrematura ed è un delicato studio delle proposte. Il compito che si sono posti è difficile e complesso, le valutazioni richiedono tempo. Anche al Salone del Libro di Torino ci sarà occasione di approfondire questo lavoro, e dopo l’estate, approssimativamente a settembre, dovrebbe essere disponibile una prima bibliografia di “libri per sempre”. Le candidature dei titoli scelti dagli editori dal proprio catalogo devono essere fatte con certi criteri e ci si aspetta che ogni opera abbia almeno cinque anni di vita in catalogo, comprese le ristampe, anche quelle nel paese di origine se straniero. 

Partendo dal presupposto che ogni bibliografia è soggettiva, nel lavoro di squadra si cerca di stemperare i punti di vista: diciamo che si tratta di un punto di partenza. Come viene valutata l’età del libro? L’età editoriale di un libro, se straniero, parte dal paese di origine, poi ha la versione tradotta e contano anche le eventuali ristampe. Un’opera che è stata pubblicata venti anni prima, ma che ha una successiva sparizione dai cataloghi, e ricompare con una ristampa a tanta distanza di tempo, non può rientrare in questi parametri di scelta. Ci sono libri bellissimi che per rispettare questa griglia non rientrano in questo genere di bibliografia, che è appunto specifica nella “durata nel tempo”. I bei libri restano validissimi, ma questo è un catalogo che risponde a parametri diversi. La domanda “Lionni, è un classico o un libro a lunga durata?” pone solo uno dei dilemmi di valutazione. 

Diventa molto difficile falcidiare libri amati dagli editori, questa operazione però è una grande riflessione del settore sulla letteratura giovanile. Emerge la bibliodiversità nella produzione editoriale. Tra i libri da selezionare ci sono quelli definiti “cuscinetto”: sono quelli che magari potranno rientrare nei criteri fissati, ma sono troppo recenti e hanno la necessità di altro tempo per poterlo fare. Insomma, occorre dotarsi di principi scientifici, ma la materia trattata è molto particolare, è un’operazione di cuore e di responsabilità verso gli altri editori. L’idea del cuscinetto serve a questo, a creare una nursery per vedere come procede il cammino imboccato da un bel libro “giovane”, per non escludere la validità di un buon progetto. Non entro nel merito dei criteri tecnici, illustrati via via, anche perché il progetto prenderà una più ampia estensione, ma a tutti è chiaro che occorrerà pazienza e tempo. È stato più volte sottolineato che si tratta di una scelta sofferta, di un lavoro lontano dall’arroganza e che guarda la durata e non la bellezza di un libro, quindi non c’è alcun giudizio. Sono state mostrate slide con parametri, il modulo inviato agli editori, e sono state spiegate alcune delle considerazioni elaborate citando qualche libro, per far comprendere meglio la valutazione fatta, ad esempio con Cornabicorna edito da Babalibri, di Bertrand Pierre, Magali Bonniol, tradotto da Federica Rocca e A che pensi? edito da Orecchio Acerbo, di Laurent Moreau, traduzione di Paolo Cesari. Senza entrare nelle qualità indiscussa dei due libri, al loro successo sul pubblico di lettori, hanno contato nella valutazione anche le loro tante ristampe. La fiera olia ogni ingranaggio che muove il mondo del libro: dal progetto alla potenzialità di realizzazione, dalla diffusione alle importanti premiazioni. Si parla di talenti e professionalità che qui vengono riconosciuti, è per questo motivo che la Bologna Children’s Book Fair resta un appuntamento così importante.



FIERA DEL LIBRO DI BOLOGNA 2026: PINOCCHIO DAY

giovedì 16 aprile 2026


PINOCCHIO, 200 ANNI DI UN CAPOLAVORO SENZA TEMPO

Bologna celebra il bicentenario di Collodi tra mostre, illustrazioni e grandi voci della cultura

 

Oggi la Fiera del Libro per Bambini di Bologna celebra Pinocchio con un anniversario straordinario: duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi. L’occasione è festeggiata con la mostra “Eccellenze Italiane. I Vestiti Nuovi di Pinocchio” e il Pinocchio Day; a chiudere il ciclo di approfondimenti dedicati al burattino più celebre della letteratura mondiale sarà Alessandro Barbero.

C’era una volta uno scrittore satirico, Carlo Lorenzini, detto Collodi, autore di un romanzo che non sarebbe appartenuto soltanto al suo tempo, ma a ogni tempo e a ogni bambino della terra. Pinocchio è il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia: esiste in tutte le lingue, dallo swahili al latino. Nel bicentenario della nascita del suo babbo, il burattino è grande protagonista della Fiera bolognese, che gli dedica una mostra e un concorso internazionale di illustrazione.

In tutto il mondo i bambini sanno che non si deve dire le bugie, altrimenti il naso cresce. Un monito universale che da vent’anni tormenta anche la fantasia di Lorenzo Mattotti. Le sue tavole sul burattino sono tra le più belle mai realizzate. Qual è, oggi, il “Paese dei Balocchi”? Lo abbiamo chiesto all’illustratore:

«Può essere tutto quel mondo di Internet, dove i ragazzini si perdono completamente in una realtà irreale e perdono il contatto con il mondo. I libri servono anche a questo: ad affrontare le emozioni che ancora non conosciamo.»

— Lorenzo Mattotti

In duecento anni, in molti hanno scritto del burattino più famoso del mondo. A tenerne alta la bandiera ci pensa Daniela Marcheschi, studiosa e difensore della sua buona fama:

«Collodi è colui che dice: non dimenticare mai che sei stato quel burattino, quell’anima viva che ha cercato la vita e l’esperienza della vita, con tutti i rischi che ciò comporta.»

— Daniela Marcheschi

Per Piccoli Lettori Crescono 
Isabella Paglia

Puoi ascoltare il nostro PODCAST🎙️📻 cliccando QUI





Bologna Children’s Book Fair 2026: dove il futuro si scrive con la fantasia

lunedì 13 aprile 2026

Dal 13 al 16 aprile, Bologna torna a essere la "Capitale Mondiale dell'Immaginazione". Tra anniversari storici, nuovi mercati emergenti e il fascino della letteratura norvegese, ecco tutto quello che sta succedendo alla 63ª edizione della fiera più importante del settore.

Bologna non è solo la città dei portici e della buona cucina; per quattro giorni all'anno, si trasforma nel centro gravitazionale per chiunque creda che una storia possa cambiare il mondo. La Bologna Children’s Book Fair (BCBF) 2026 ha ufficialmente aperto i battenti, confermandosi non solo come una fiera di settore, ma come un ecosistema vibrante dove la creatività più pura incontra il business internazionale.

Insieme a BolognaBookPlus (dedicato all’editoria generalista) e alla Bologna Licensing Trade Fair/Kids, l'evento si presenta come un unico, immenso hub professionale. Qui, tra un caffè e la firma di un contratto, si decidono i libri che leggeranno i ragazzi di tutto il pianeta nei prossimi anni.

Un Atlante senza confini: i numeri del 2026

L’edizione di quest’anno è segnata da una partecipazione record che testimonia la salute del settore. Sono circa 1.500 le realtà espositive che hanno colorato i padiglioni di BolognaFiere, arrivando da ben 90 Paesi. Ma il dato più interessante è l’apertura a geografie letterarie finora poco esplorate: per la prima volta vediamo stand provenienti da Barbados, Camerun, Nepal, Rwanda, Trinidad e Tobago, Uruguay, Uzbekistan e Zambia.

È la dimostrazione che il libro per ragazzi è un linguaggio universale che non conosce barriere, capace di unire culture lontane sotto il segno dell’illustrazione e della narrativa d’avanguardia.



 La Norvegia e il fascino del Nord

Il cuore culturale di questa 63ª edizione batte a ritmo scandinavo. La Norvegia, Paese Ospite d’Onore, ha portato a Bologna una delegazione d'eccezione. Non solo editori, ma una vera schiera di sognatori: scrittori e illustratori che stanno ridefinendo il modo di raccontare l’infanzia attraverso il minimalismo, l’uso sapiente del silenzio e un legame viscerale con la natura. I workshop norvegesi sono tra i più affollati, segno che il mercato guarda con sempre più interesse al rigore creativo del Nord Europa.

60 anni di sguardi: la Mostra Illustratori

C’è un compleanno speciale che sta emozionando i visitatori: il 60° anniversario della "Mostra Illustratori". Nata nel 1967, questa vetrina ha tenuto a battesimo i più grandi nomi dell’arte visiva contemporanea. Per celebrare questo traguardo, la fiera ha lanciato nuove aree sperimentali:

 The Designer Studio:Uno spazio dove la grafica editoriale diventa protagonista assoluta.

 WritersLab:Un laboratorio dedicato alla parola scritta, per scovare le voci che incanteranno i lettori di domani.

Inoltre, la collaborazione con UN Women quest’anno è centrale: il dibattito sulla rappresentazione di genere non è mai stato così attuale. Attraverso laboratori e panel, si lavora per abbattere gli stereotipi fin dalla prima infanzia, promuovendo immagini di bambine e bambini liberi da schemi predefiniti.

Una "Hall of Fame" tra i padiglioni

Camminare per i corridoi della BCBF 2026 significa letteralmente urtare i giganti della letteratura mondiale. Il parterre di ospiti è straordinario: dalla poesia visiva di Beatrice Alemagna alla maestria di Lorenzo Mattotti, passando per l'ironia di Hervé Tullet e la profondità di Michael Rosen, Jacqueline Woodson, Sydney Smith e Øyvind Torseter.

E mentre si guarda al futuro, si onora il passato: i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi vengono celebrati con iniziative che rileggono il mito di Pinocchio nel contesto contemporaneo. Come può un burattino di legno parlare ancora agli adolescenti dell'era digitale? La fiera risponde con mostre che dimostrano l'immortalità del classico toscano.

Curiosità e innovazione: non solo libri

La BCBF 2026 è anche il luogo delle scoperte insolite:

 The BRAW Amazing Bookshelf: Una selezione dei 150 titoli più belli candidati ai BolognaRagazzi Awards, una vera "biblioteca modello" per scuole e librerie.

 Jackets Off!: Un focus dedicato all'arte della copertina: come si cattura lo sguardo di un lettore in pochi secondi?

 Statistiche Narranti: Persino l'Istat è presente con un workshop innovativo per insegnare ai ragazzi a leggere i dati come se fossero storie avvincenti.

Premi d'eccellenza: Grande attesa per il  Silent Book Contest – Gianni De Conno Award, che celebra la potenza narrativa dei libri senza parole.

Un ponte tra cultura e mercato

Oltre i premi e le celebrazioni, la fiera funge da ponte essenziale tra la creatività e il mercato globale. È qui che nascono le co-edizioni internazionali e si studiano nuovi modi di integrare l'editoria con l'animazione e il gioco. Contemporaneamente, Bologna si conferma un laboratorio per la pedagogia moderna , dove bibliotecari e insegnanti si ritrovano per immaginare nuove strategie di lettura.

In un mondo che cambia velocemente, la Bologna Children’s Book Fair dimostra che una pagina di carta e un buon disegno restano gli strumenti più potenti per interpretare il presente. 

Nel cuore dell'Emilia, il futuro dell'editoria continua a essere scritto a colori.

Per Piccoli Lettori Crescono






SCELTI PER VOI: TUTTO QUELLO CHE BRUCIA

mercoledì 8 aprile 2026



 



La metafora del fuoco è senza dubbio la più appropriata per descrivere simultaneamente ciò che è male e ciò che è bene. Bruciano le case sotto le bombe, bruciano le auto devastate da chi vuole distruggere il presente (e anche il futuro), ma è anche l’incendio che divampa nell’animo adolescente, carico di sogni, volontà e primi amori. 
Questo libro è un piccolo tesoro che ci consegna una storia necessaria: quella del G8 di Genova del 2001. Aristarco ricostruisce le vicende e l'atmosfera del Social Forum con estrema precisione e sceglie di raccontarle attraverso gli occhi di Viktor, un quattordicenne introverso, che si trova in quella fase liminale in cui "non si è né carne né pesce", sospeso nel tentativo di capire se stesso e le proprie passioni, divorato dall'ansia di chi si sente tirato da mille parti: partecipare o restare a guardare? Essere protagonista col megafono in mano? Tenere o meno lo striscione? È il ritratto perfetto di quell'incertezza adolescenziale dove ogni scelta sembra pesare come un macigno. 
È la storia di chi, in quei giorni, ha deciso di non restare a guardare, provando a cambiare un presente dominato dalle logiche economiche e politiche imposte dall’alto. 
In questo caos interiore si inserisce il rapporto con l'universo femminile. Dalle prime e-mail, dove l'altro è ancora un’immagine distante, si passa all'incontro fisico che accende nuove e travolgenti sensazioni, tra parole non dette e il batticuore delle prime decisioni. 
Il linguaggio è semplice, diretto e affabile, una scelta stilistica che rende il romanzo perfetto per la lettura nelle scuole, capace di arrivare dritto ai ragazzi. 
Un romanzo che ci ricorda l’importanza di non dimenticare, scritto con una sensibilità che brucia, proprio come il suo titolo. 
Leggendo queste pagine, non ho potuto fare a meno di pensare alla mia esperienza personale: all'epoca i miei genitori non mi permisero di partecipare a quella manifestazione. Se da un lato mi sento scampata da quei pericoli, dall'altro resta il rammarico di non aver contribuito a un sogno che cercava il cambiamento e che, purtroppo, è finito male. 
Eppure, proprio per questo, la storia di Viktor diventa un modello per le nuove generazioni: ci ricorda l'importanza dell'azione politica e sociale. Ci insegna che, nonostante i rischi, l'iniziativa e la partecipazione sono necessarie oggi più che mai.

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Tutto quello che brucia
AUTORE: Daniele Aristarco
EDITORE: Feltrinelli Up
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: p. 176
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dagli 11 anni
ISBN: 9788807910920
PREZZO INDICATIVO:  15,00

VETRINA-MENÙ: LE ULTIME SUI LIBRI PER BAMBINI E RAGAZZI

mercoledì 1 aprile 2026

 



 Bentornati piccoli e grandi amici lettori. Iniziamo questo mese di aprile con un’altra carrellata di albi illustrati e narrativa per bambini e ragazzi scelti dalla nostra redazione.  Buone letture a tutti!
 🎧 Potete ascoltare la rubrica al PODCAST 🎧 del nostro canale Piccoli Lettori Crescono cliccando🎙️ 

Per ordine alfabetico:




1. Alexander von Humboldt, esploratore dell’irraggiungibile

  • Autrice: Rocío Martinez

  • Editore: L’Ippocampo

  • ISBN: 9788867229574

  • Età: da 8 anni

  • Prezzo: €18,00

Sinossi

Un albo illustrato che racconta la vita avventurosa del naturalista Alexander von Humboldt: vulcani, giungle, miniere, oceani e scoperte che hanno cambiato il modo di vedere il mondo. Un viaggio visivo nell’epoca delle grandi esplorazioni.


2. I misteri di Lady Grace: Tradimento

  • Autrice: Grace Cavendish

  • Editore: Mondadori

  • Collana: I Grandi

  • ISBN: 9788804801214

  • Età: da 10 anni

  • Prezzo: €16,00

Sinossi

Lady Grace, investigatrice segreta alla corte di Elisabetta I, si imbarca travestita da ragazzo per risolvere un mistero che coinvolge una dama scomparsa e un capitano affascinante. Tra tempeste, complotti e pericoli in mare, Grace dovrà salvare la reputazione della corte.


3. Il ponte

  • Autore: Heinz Janisch

  • Illustratrice: Helga Bansch

  • Editore: Orecchio Acerbo

  • ISBN: 9791255070962

  • Età: da 3 anni

  • Prezzo: €16,00

Sinossi

Un orso e un gigante si incontrano su un ponte sospeso e nessuno vuole cedere il passo. La tensione cresce finché i due non trovano un modo inaspettato per attraversare insieme. Una storia potente su orgoglio e collaborazione.


4. Kalle Blomkvist: Il grande detective

  • Autrice: Astrid Lindgren

  • Editore: Salani

  • Collana: —

  • ISBN: 9788831028103

  • Età: da 10 anni

  • Prezzo: €12,90

Sinossi

Kalle sogna di diventare un grande detective. In una tranquilla cittadina svedese, un furto di gioielli e personaggi sospetti trasformano l’estate in un caso da risolvere. Con intuito e coraggio, Kalle e i suoi amici vivono un’avventura piena di colpi di scena.


5. La straordinaria estate di Otto

  • Autore: Peter Stamm

  • Illustratore: Ole Könnecke

  • Editore: Feltrinelli

  • Collana: Feltrinelli Junior Illustrati

  • ISBN: 9788807924828

  • Età: da 8 anni

  • Prezzo: €14,00

Sinossi

Otto vive in un castello pieno di servitori, finché un’estate incontra Nina e la sua banda. Tra passaggi segreti, esplorazioni e nuove amicizie, Otto scopre la libertà e deve scegliere che tipo di vita desidera davvero.


6. Nancy Parker: Indagini spettrali

  • Autrice: Julia Lee

  • Editore: San Paolo Edizioni

  • Collana: Narrativa San Paolo Ragazzi

  • ISBN: 9788892249318

  • Età: da 10 anni

  • Prezzo: €18,00

Sinossi

Inghilterra, 1920. Nancy diventa governante in una grande tenuta sul mare, ma strani rumori e ombre la spingono a indagare. Con il suo diario e tanta determinazione affronta un mistero dalle atmosfere alla Agatha Christie.


7. Mr. Bliss

  • Autore: J.R.R. Tolkien

  • Editore: Bompiani

  • ISBN: 9788830109766

  • Età: dai 4 +

  • Prezzo: variabile secondo edizione

Sinossi

Una favola illustrata e rocambolesca: Mr. Bliss compra un’automobile gialla con ruote rosse e parte per un viaggio pieno di incidenti, orsi e situazioni assurde. Un racconto vivace nato dalle disavventure automobilistiche di Tolkien.


8. Non tutto è perduto

  • Autrice: Felicita Sala

  • Editore: Rizzoli

  • Collana: Albi illustrati

  • ISBN: 9788817197779

  • Età: da 3 anni

  • Prezzo: €19,00

Sinossi

Pablo perde tutto: giocattoli, borraccia, costume… e ora deve portare a scuola il suo oggetto preferito, che ovviamente non trova. Una storia dolce e ironica che insegna a prendersi cura delle proprie cose.


9. Trope. I segreti della scrittura del romance & del romantasy

  • Autrice: Alice Doublier

  • Editore: Il Castoro OFF

  • ISBN: 9791255334163

  • Età: YA giovani adulti e adulti

  • Prezzo: €22,00

Sinossi

Una guida completa ai trope del romance e del romantasy: 50 trope analizzati, consigli di scrittura, contributi di editor e autrici, illustrazioni e contenuti speciali. Uno strumento ricchissimo per chi ama leggere o scrivere storie romantiche.

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