Nello stesso spazio, come a seguire, l’editore Mauro Morellini si è rivolto a un pubblico meno informato, spiegando anche attraverso la sua esperienza le fasi di passaggio dal progetto alla pubblicazione. Questo processo chiama a sé tutte le figure che si muovono in fiera, i vari professionisti del settore, dall’editore al distributore, a seguire c’è l’approdo nelle librerie. Il titolo dell’incontro era Dalla scrittura alla pubblicazione: il viaggio del libro.
Morellini ha posto l’accento sulla sua funzione maieutica, l’editore approfondisce la potenzialità di ogni progetto proposto, poiché sente forte la responsabilità sul contenuto che decide di veicolare, sia per quanto riguarda la loro linea editoriale di informazioni manualistiche che per i romanzi. Sono stati presentati anche i vari modi di fruizione che l’editore può utilizzare, oltre al libro cartaceo, come l’audiolibro, l’E-book, il podcast. L’editore fa anche attività di scouting, quello che gli interessa è un contenuto qualificato, originale e che manchi nel mercato.
In fiera si possono cogliere innumerevoli offerte di approfondimento, ci sono stati incontri focalizzati anche sul self publishing, sdoganato da qualche anno, tanto per citare la varietà delle offerte di informazioni divulgate da esperti di ogni settore. Il filo rosso è sempre intessuto intorno alla storia.
Tra le tante occasioni di confronti e di nuove imprese editoriali, c’è un fermento prezioso, molto interessante, che riguarda l’Associazione ADEI – Associazione degli Editori Indipendenti. Libri per sempre. Storie di lunga durata nei cataloghi ADEI.
L’introduzione di Della Passarelli, presidente Adei e di Sinnos Edizioni, ha acceso l’attenzione sul progetto nato per una intuizione partita dal gruppo editoriale di Equilibri e che ora coinvolge molti editori italiani; ha l’intento di costruire una bibliografia dei libri che hanno dimostrato nel tempo di restare presenti nei cataloghi e quindi nelle scelte dei lettori. Questo “elenco” si pone l’obiettivo di offrire opere capaci di parlare ai giovani di oggi come è accaduto alle generazioni precedenti, in modo che, da questo strumento, i docenti, gli educatori e i bibliotecari possano attingere a testi di qualità. Gabriela Zucchini e Cristina Busani di Equilibri hanno portato esempi concreti, ma hanno tenuto anche a spiegare agli editori presenti in sala che il modulo da compilare a loro inviato per proporre almeno tre opere dei loro cataloghi, che a primo impatto è risultato molto complesso, è solo un primo e necessario tentativo di dare all’impresa titanica di selezione un approccio il più possibile scientifico, serve per impostare una prima scrematura ed è un delicato studio delle proposte. Il compito che si sono posti è difficile e complesso, le valutazioni richiedono tempo. Anche al Salone del Libro di Torino ci sarà occasione di approfondire questo lavoro, e dopo l’estate, approssimativamente a settembre, dovrebbe essere disponibile una prima bibliografia di “libri per sempre”. Le candidature dei titoli scelti dagli editori dal proprio catalogo devono essere fatte con certi criteri e ci si aspetta che ogni opera abbia almeno cinque anni di vita in catalogo, comprese le ristampe, anche quelle nel paese di origine se straniero.
Partendo dal presupposto che ogni bibliografia è soggettiva, nel lavoro di squadra si cerca di stemperare i punti di vista: diciamo che si tratta di un punto di partenza. Come viene valutata l’età del libro? L’età editoriale di un libro, se straniero, parte dal paese di origine, poi ha la versione tradotta e contano anche le eventuali ristampe. Un’opera che è stata pubblicata venti anni prima, ma che ha una successiva sparizione dai cataloghi, e ricompare con una ristampa a tanta distanza di tempo, non può rientrare in questi parametri di scelta. Ci sono libri bellissimi che per rispettare questa griglia non rientrano in questo genere di bibliografia, che è appunto specifica nella “durata nel tempo”. I bei libri restano validissimi, ma questo è un catalogo che risponde a parametri diversi. La domanda “Lionni, è un classico o un libro a lunga durata?” pone solo uno dei dilemmi di valutazione.























