Quando c'è, è al massimo. Quando non c'è, non c'è. È come una corrente elettrica azionata da un interruttore che, proprio quando penso: Ora è passata, ritorna con un clic.
Chi durante l'adolescenza non ha mai provato dei momenti di disagio? La sudarella prima di un incontro importante, la mancanza di voce e vuoto di memoria durante un'interrogazione? Le gambe molli o lo stomaco debole nel dover affrontare una prova? Probabilmente tutti, ma poi tendiamo a dimenticarcene, per quanto le difficoltà da adulti non siano affatto minori.
Tutto cambia per Pi durante una banale lezione di inglese: cuore a mille, il respiro che manca, le pareti della stanza che si accasciano su di loro. E poi svenimento.
Questo è quello che può succedere quando il mondo diventa troppo difficile da affrontare. E la riposta più semplice del corpo è l'abbandono della realtà, la fuga che si manifesta con un attacco di panico, una scomparsa almeno apparente. È un po' come quando ero piccola e avevo paura: se chiudevo gli occhi, credevo che nessuno mi avrebbe più vista.
Pi ha diciassette anni e scopre che quel malessere ha un nome: ansia. Quella pesantezza le fa rifiutare di voler tornare a scuola e persino stare con le migliori amiche. Ma mentre Pi comincia ad intuire da subito quale sia il suo problema, i genitori tentano in tutti i modi di nascondere a loro stessi le reali motivazioni, a ignorare i segnali di allarme, a ritenere che i tic siano allergia al polline e la diarrea sia dovuta a cattiva alimentazione.
Chiusa nel guscio domestico, la casa diventa inizialmente la sua gabbia, ma anche il suo rifugio. Qui trova però una nuova famiglia: tra le mura del suo condomino la vita torna a bussare inaspettatamente. Tre generazioni di donne eccezionali e imperfette le insegnano ad essere se stessa, ad ascoltarsi e accettarsi. Grazie all'incontro con la purezza di Vicky, alla vitalità travolgente di Bianca e alla saggezza dell'anziana Gillian, Pi scopre che non deve essere per forza 'perfetta' per stare bene e che la vita non è una gara, ma un mosaico di umanità e fragilità condivise.
Ed ecco la cura. Alla fine la vera guarigione avviene proprio quando inizia a rivolgere la sua attenzione all'esterno...
Quella di Pi è una storia semplice e delicata, che ci ricorda come le debolezze di ognuno possano diventare punti di forza se condivisi e riconosciuti per quello che sono.
Lo stile di Mette Vedsø è asciutto, quasi minimalista, fatto di frasi brevi. Alcuni capitoli sono brevissimi. Nessuna morale, poche massime, il pensiero dell'autrice emerge dalle azioni dei personaggi e da ciò che queste comportano. La sua forza sta proprio nel trattare temi complessi come l'ansia e la disabilità in maniera diretta e semplice, ma mai banale, rendendo questo libro adatto a tutte le età, ma per il quale consiglio più una lettura intima e personale.
La vita non è una prestazione, ma un incontro.

