A raccontarci questa storia...ehm, anzi a raccontarci di una serie di catastrofi è la giovane Josephine, ma solo dopo alcuni anni dagli avvenimenti.
Lei, insieme ad altri cinque compagni tutti maschi, frequenta una scuola speciale, nella quale la cosa più straordinaria è la loro adorata maestra Jennings. Tutto scorre liscio fino al giorno in cui trovano la scuola allagata perché qualcuno ha lasciato intenzionalmente i rubinetti dei bagni aperti. Questo avvenimento obbliga i sei bambini a doversi trasferire nella vicina scuola normale, il cui dirigente non manca occasione per fare buona impressione e rimanere solo con la maestra, ma anche a cominciare un'accanita indagine sul responsabile. La lista dei sospettati si compone pian piano: il proprietario della scuola il cui movente è intascare il risarcimento? O il custode per non dover più lavorare? La continua ricerca di prove e indizi sembra scagionare chi poco prima sembrava il colpevole. In breve tempo però una catastrofe tira l'altra: la catastrofica lezione di ginnastica e quella sulla sicurezza stradale, per non parlare della catastrofica serata con i genitori e la recita di fine anno.
“Ben, bene, la presentazione ora è terminata. Come avete potuto constatare, i nostri piccoli amici sono un po' diversi. Quindi conto su tutti voi: mi raccomando, non prendeteli in giro!”
Proprio la cosa che non avrebbe mai dovuto dire.
Come si fa ad identificare come diverso un qualcosa? È semplice. Nominandolo come tale. E invece questo libro vuole proprio darci l'idea che è necessario non identificare, schedare, ma semplicemente tenere conto delle specialità di ciascuno, che possono diventare tesori nel momento giusto.
La spontaneità e le infinite domande sono le caratteristiche dei bambini speciali, che spesso lasciano gli adulti infastiditi, spiazzati e senza risposta.
Josephine ha però imparato a mantenere sempre un profilo basso, per evitare di dire le cose come stanno e magari suscitare reazioni inopportune.
Umorismo, mistero e semplicità sono gli ingredienti ben mescolati di questo racconto.
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è il modo in cui viene rappresentata la realtà dal punto di vista dei bambini. I bambini sono spontanei, sinceri. Riescono a vivere piccoli imprevisti come catastrofi e a trasformare situazioni normali in avventure straordinarie. Il loro sguardo è libero, a differenza di quello strutturato e razionale degli adulti e questo porta spesso a numerosi fraintendimenti.
Tra le pagine vengono affrontati discorsi importanti, ma resi in maniera semplice, sulla democrazia, sulla libertà di espressione, sull'importanza del voto per rispettare le minoranze e su come spesso, proteggendo gli altri si protegge se stessi. E la disabilità non è mai trattata come una mancanza, piuttosto come una delle tante espressioni della variabilità umana. Rappresenta una condizione che non definisce il limite di chi la vive, ma mette in luce i vincoli di una società progettata per uno standard che di fatto non esiste.
Chi ci dice che alla fine le catastrofi non possano portare alla nascita di qualcosa di inaspettato e bello?
Per voi Piccoli Lettori Crescono
INFORMAZIONI TECNICHE
TITOLO: La catastrofica visita allo zoo
AUTORE: Joël Dicker
EDITORE: La nave di Teseo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025
PAGINE: p. 261
FORMATO: brossura
ETÀ DI LETTURA: dai 10 anni
ISBN: 9788834620250
PREZZO INDICATIVO: € 20,00

