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SCELTI PER VOI: LILIM DEL TRAMONTO

mercoledì 24 dicembre 2025

 


Forse succede così, ogni notte di Natale, accade un incontro tra un bambino minuscolo appena nato all'inizio del tempo, anno zero, e uno moderno, contemporaneo, si fanno vicini, da lontane galassie, nelle storie di sempre, già dette, eppure ancora una volta nuove.

Lele è il ragazzino di un futuro distopico, di un tempo in cui la realtà virtuale è diventata virtù reale, una dimensione così realistica dei videogiochi da essere molto molto vicino al vero.

Lele trascorre molto tempo immerso nei videogiochi, con indosso un casco integrale e sulle mani dei joyglove con i quali agisce e controllo la virtù reale. 

Vive con la sorellina, Carlotta, di cinque anni e sua madre, affaticata dal lavoro e dalla solitudine di una famiglia mono-nucleare. È in continuo conflitto con il figlio proprio a causa della sua ossessione per i videogiochi. 

Ma dove va? Dove va quel suo bambino, in quali posti dove lei non può seguirlo? Questi giochi non sono cose che si vedono e si fanno: sono posti in cui si va. Lui va e cammina in un mondo che si crea dieci chilometri davanti al suo naso, e si disfa dieci chilometri dietro di lui. È l'infinito! Una chiazza personale di infinito, preciso, meticoloso, vivosimile, come dicono loro: lifelike. Che succhia comeun ragno nella rete il sapere di milioni di studiosi, secoli di conoscenze conquistate per tutt'altri scopi, e dirottate su quello: creare mondi. Mondi ossessivi, compilatori, innumerabilmente progettati, dove neanche una foglia è lì dov'è per caso, dove c'è tutto e ogni cosa: tranne lei.

Ma questo videogioco che Lele sta costruendo poco prima di Natale non è come gli altri. Ha qualcosa di speciale. Perché a differenza degli altri, Lele si rende conto che quella storia dentro il gioco ha relazioni anche con il mondo in cui lui vive. Non è solo una storia dentro la virtù reale.

Se ne accorge con estrema meraviglia, un giorno nel quale, insieme con tutta la sua classe va in visita a un presepe costruito da un vecchio frate, padre Giuseppe, all'interno della Chiesa dove vive. E un presepio meccanico, costruito con una perizia ingegneristica straordinaria, tutto in quel presepe sempre davvero vivo. E assomiglia molto al mondo virtuale che Lele ha costruito attraverso l'uso degli NPG, sistemi informatici di reperimento dati, che consentono ai giochi di essere il più possibile reali. E con sua sorpresa, uno dei personaggi da lui inseriti nel gioco, è esattamente il personaggio che il vecchio frate ha cercato di trovare per una vita intera nelle sue fonti, senza riuscirvi: Limim Piteké, una ragazzina vagabonda, che diventerà la protagonista di Palestina Quest, il gioco appunto costruito da Lele.

Da questo momento i piani si intersecano e si sovrappongono: da una parte i giorni e la vita di Lele che, sempre più preso dal suo gioco, sembra perdere il contatto con la realtà, se non fosse il confronto che cerca con padre Giuseppe su alcune svolte della storia. 

E poi la storia dentro la Palestina anno zero di Lilim Pitekè, che, come dice il titolo dato da Lele al suo gioco, è in ricerca del sicario assoldato per uccidere il bambino divino, il Messia, che molte profezie dicono stare per nascere.

Numerosissimi i personaggi convocati nella storia, magistralmente complessi, cioè fortemente caratterizzati, nessun di loro sembra essere un personaggio secondario, tutti godono di un posto d'onore nella storia che Lele e il vecchio frate costruiscono insieme. 

A partire da Zahel Onagro, il sicario, che Lilim incontra fin dal principio, e che lei, bambina vagabonda, con un occhio marrone e uno cieco color dell'ambra, accetta di seguire nel suo peregrinare per la Palestina da nord a sud, in cambio di un pasto giornaliero e di protezione.

Ma entrambi sanno l'uno dell'altro la loro identità nascosta, e sanno anche che sono sulla Via perché quel loro incontro diventi non la fine ma il principio di un nuovo modo di attraversare la vita e il tempo.

Lilim è affiancata nella storia da Cane Cotto, un ragazzino storpio, che la segue da vicino, e di cui lei si prende cura, lasciandogli sempre metà del suo pasto, Zahel infatti non vuole in nessun modo un altro ragazzino con sé da sfamare. Zahel prende Lilim con sé solo perché le serve da copertura per la ricerca di una giovane donna incinta, accompagnata dal marito falegname. Porta in grembo il futuro Messia, e lui deve ucciderli entrambi prima che nasca il nuovo Re, con il rischio per Erode ma anche per i Romani, predatori di quella terra, di dover fronteggiare un nuovo pericolo.

I due piani della storia procedono di pari passo, giorno dopo giorno, quello di Lele sempre più in bilico nella relazione con la madre, quello di Lilim, in un crescendo parossistico di personaggi che entrano in gioco, è proprio il caso di dire, senza esclusione di colpi, tra il gruppo degli zeloti che in un'imboscata uccide una delle schiere romane che girano per il territorio, ai due esseni, Jo-de e Zeitan, che sanno di dover proteggere la nascita del presunto Messia e che in più di un'occasione salvano i bambini dagli agguati ora di una strega ora dei soldati della guardia reale.

Difficile ridurre in poche righe un romanzo colossale, per l'impianto narrativo, avvincente, nuovo, nonostante questo libro sia stato pubblicato per la prima volta nel 1999, ben ventisei anni fa, per la cura dei dettagli che fanno della narrazione realmente una modalità di immersione totale nella storia della Palestina ai tempi della nascita di Gesù, per la lingua italiana così ben spesa a creare immagini evocative dense, potenti, indimenticabili.

Quello che emerge con forza in questa storia potentissima è la vita ardente dell'infanzia e dei bambini che la incarnano, un bambino che sta per nascere, protetto e salvato da altri bambini, bambini del futuro, bambini immaginari come Lilim, Bambini del Vento che salvano anche dalla morte la protagonista, bambini visionari, che sanno immaginare e desiderare, bambini che chiedono di essere ascoltati, non sempre e solo giudicati.

Questo ancora di più, oggi, dopo duemila anni di storia, quando l'infanzia è certo posta al centro delle azioni e delle protezioni degli adulti, ma non ovunque - le guerre ce lo dicono ogni giorno - e non sempre, nemmeno nel fortunato Occidente. 

Non c'era più missione, protezione, non c'era niente da fare se non quello. Non c'era al mondo nessun Messia bambino che le chiedesse di svegliare quel bambino che le dormiva addosso. Ogni bambino è nato Messia, e bisogna cullarlo. I Bambini del Vento, intorno a loro, si curvavano a curare i loro amici, bambini feriti. E quelli che non erano feriti,  si curvavano sull'erba nel punto in cui erano e chiudevano gli occhi. 

Se un senso ha ancora il Natale, per chiunque, che si creda o no, forse è questo rimettere al centro l'infanzia, fatta di corpi di bambini vivi, che devono restare tali e che chiedono tempo per l'ascolto, spazio per esperire la vita.

Con questo vi auguro di cuore un sereno Natale, che sia memoria di una nascita attesa, e prima perseguitata, ostracizzata, indifesa, perché in quel ricordo possiamo portare viva la vita di molti bambini ancora oggi perseguitati e indifesi.

Per voi Piccoli Lettori Crescono


INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Lilim del tramonto

AUTORE: Bruno Tognolini

EDITORE: Tea

DATA DI PUBBLICAZIONE: ristampa 2007

PAGINE: 324 pp.

FORMATO: brossura

ETÀ DI LETTURA: da 11 anni

ISBN: 978-8878-189904

PREZZO INDICATIVO: euro 10




SCELTI PER VOI: Al di là del fiume, Il Cavaliere Doppio, Il Grande Arbusto

lunedì 26 maggio 2025





 Come nasce una guerra? Ogni parte ha la sua storia.

Proprio così, ognuno porta le proprie ragioni per giustificare lo scontro, per argomentare le accuse e capita che il pathos prenda il sopravvento, dopodiché la verità diventa sempre più difficile da raggiungere, come il buonsenso, che pare proprio svanire. La premessa è universale, ma può essere raccontata in tanti modi, e in questo libro è originale, vivace e pure “divertente”, nel senso di intelligente ironia.

Che storia è mai questa, dunque? È un fantasy vivace, avvincente, che, come finisce, ricomincia dal lato opposto, per doppiare la piacevolezza della lettura: due inizi, due copertine per dar voce a due versioni dei fatti, o meglio, per seguire l’evoluzione degli eventi nella più completa chiarezza, perché i personaggi sono ingarbugliati in matasse di convinzioni confuse.



Tutto comincia in un pacifico villaggio in cui ha luogo uno sgarbo durante la partita di palla-pantano: due ragazzini si azzuffano e ognuno riporta ai genitori la propria versione dei fatti. Un semplice episodio di poco conto che si sarebbe potuto risolvere con modi più semplici, invece è la miccia che fa divampare la fiammella sopita che incendiare ben presto gli animi degli abitanti del villaggio, che si spacca irrimediabilmente. I personaggi sono caricature che ben riconosciamo nella realtà, con qualche inevitabile iperbole che rende tutto più comico, senza dubbio l’ironia regna sovrana, ma il sorriso del lettore è da subito divertito e beffardo: c’è chi culla mille timori e propone dinamiche difensive astruse, chi gode nell’aizzare lo scontro e fomenta la collera, i cosiddetti saggi e chi detiene più potere arriva a vestirsi di ridicolo, e anche i “pacifici” si trasformano in guerrieri. Gli equivoci e le menzogne governano senza ostacoli nelle coscienze degli adulti, quelli che prenderanno decisioni sempre più bislacche e minacciose. Anche la crudeltà, in un luogo che sembrava così accogliente, diventa legittima. Nemmeno i bambini saranno risparmiati dalle leggi dell’assurda guerra, sia per quelli che verranno considerati traditori che per gli avversari: saranno giorni durissimi, dovranno affrontare prove irragionevoli, che però riserveranno sorprendenti evoluzioni. La trama è un susseguirsi di sorprese!

I protagonisti sono Odon, Olmo e il fedele orso Olfatto, ma durante lo svolgersi della storia ci si affezionerà a una moltitudine di personaggi, tutti ben caratterizzati, con personalità spiccate, e compaiono alcune macchiette davvero raffinate. La trama, dunque, procede con grandi missioni, i ragazzi sono impavidi di fronte al pericolo. Fino alla fine la verità pare sfuggire tra le dita: ci sono falsi miti, idoli incerti, credenze ridicole, mostri farlocchi. L’assurdità della guerra è ben delineata.

La lettura diventa un viaggio, una continua scoperta, una gustosa rappresentazione visiva e frizzante che prende vita, che di sicuro cattura!

In questo bellissimo progetto non manca nulla: ci sono illustrazioni vivaci e personaggi curati, le azioni paiono prendere vita, ci sono dettagli in cui perdersi, una trama piena di colpi di scena, di episodi buffi, situazioni divertenti, suspence, c’è l’idea di circolarità della storia, c’è la distruttiva guerra che però si snoda nella commedia e mantiene comunque la sua autenticità. L’autore affronta un tema drammatico in un modo leggiadro, strappa sorrisi e affascina con gustosissime illustrazioni, innescando senza sforzo delle riflessioni più profonde. I fitti stereotipi mettono in ridicolo l’adulto e i ragazzi sono davvero la speranza. È un libro da leggere e rileggere, una delizia creativa, dove il talento brilla.

 

Non ho nessuna intenzione di svelarvi anticipazioni o passaggi particolari, rovinerei il piacere di scoprirli al lettore, posso solo aggiungere che mi sono divertita tantissimo, che ho riso, che ho indugiato nelle illustrazioni, che ho trovato efficace il travestimento della realtà, quindi, mi sembra che il messaggio sia molto chiaro e condivisibile, non mi resta che augurarvi BUONA LETTURA!


 Informazioni tecniche

Titolo: Al di là del fiume, Il Cavaliere Doppio, Il Grande Arbusto

Autore: Giuseppe Ferrario

Editore: Terre di Mezzo

Codice: EAN  9791259961990

Formato: 21,5 x 28,5 cm. Brossura. Copertina rigida.

Pagine: 208

Prezzo indicativo: € 22,00

Età di Lettura: dagli 8 anni

 




SCELTI PER VOI: The Kanji Academy

lunedì 25 marzo 2024



Non bisogna mai, per nessuna ragione, sciogliere il nodo e aprire il sacchetto.

Marina è una studentessa del Liceo Sforza di Milano, ha un’amica del cuore, Sabri, ma anche dei compagni che fanno di tutto per farla sentire a disagio, l’attacco più meschino è per la sua dislessia. Anche in famiglia non mancano i problemi: i genitori si sono separati, il padre è andato a vivere in un’altra città e lei si è trasferita da poco nella casa della nonna materna, Obaa-chan, di origine giapponese. Era una insegnante nell’accademia Mirano Nihonjin Gakuin, MNG, la scuola nipponica di Milano. Osservando la scrivania della nonna, Marina trova per caso un sacchetto di stoffa chiuso con un nastro, c’è un simbolo e un biglietto: “A Mari, per i tuoi sedici anni”. 

La nonna è mancata improvvisamente, ritrovare questo suo dono, dedicato, la emoziona, anche se si tratta di un oggetto molto particolare. Marina ha pochi ricordi della nonna, perché nel tempo si sono allontanate, il resto della famiglia è completamente occidentale e nessuno ha portato avanti le tradizioni riguardanti il Giappone. Marina ha ricordi confusi e lontani, ma sa riconoscere in quel sacchetto un omamori, si tratta di un amuleto, all’interno contiene un foglietto arrotolato in cui è stata scritta la preghiera di protezione, e non va mai aperto, altrimenti non funziona più. Tradizione, folklore o vecchie credenze che riguardano antiche divinità, a Milano non trovano facile collocazione, se non nella scuola per studenti giapponesi, esattamente davanti alla nuova residenza di Marina. Lo studio della nonna e la scuola in cui lavorava diventano un prolungamento di quel lontano paese, che è distante sia geograficamente che culturalmente. 


Marina avverte prepotentemente il bisogno di trovare il suo posto nel mondo, affronta quel disagio comune a tutti gli adolescenti, soprattutto ora che tutto si sta rimescolando anche nei rapporti familiari. La protagonista avverte un ardente desiderio di sperimentare, combatte tra i timori e l’audacia, afferra al volo un’opportunità offerta dal liceo che scombinerà ancora di più la sua giovane vita: il gemellaggio con l’accademia giapponese, potrà frequentare la scuola, con divisa e tutto il resto, da aprile a novembre. L’amica Sabri se ne andrà in Inghilterra, il loro primo progetto, ma Mari sente di voler riscoprire anche le sue origini, per ritrovare ricordi dell’amata nonna, che lì era tanto stimata. 


Inizia il gemellaggio, che Mari spera sia un radicale cambiamento in meglio, e si rivela l’inizio di un’avventura straordinaria. Entrare nell’edificio è come attraversare un portale che catapulta direttamente in Giappone: tutti i rituali, le abitudini, le regole, i pasti, le attività, da quelle scolastiche ai club ricreativi, sono fedeli al paese del Sol Levante, l’occidente resta chiuso fuori dal cancello.

Mari condivide l’esperienza con un bizzarro compagno del suo liceo, appassionato di Manga, un po’ sopra le righe, e la cosa non la entusiasma. Per integrarsi, invece, si rivelerà un inatteso amico, perché di fondo c’è una nuova consapevolezza, che si rafforzerà con il tempo: nulla è mai troppo semplice e a volte è ben diverso da come appare. Il disagio, quindi, si può ripresentare ovunque, anche con diversi scenari, viene da sé che conoscere davvero gli altri, e anche se stessi, è un percorso molto intenso, non privo di sorprese, gioie e dispiaceri, per non parlare della sorpresa amara dei tradimenti.


Il romanzo inizia come una storia di formazione, e di fatto lo è, ma il contesto diventa presto avvolto da segreti e misteri, come il ritrovamento dell’omamori della nonna preannunciava. Potremmo definirlo un urban fantasy, infatti il primo indizio arriva quando Mari scopre che è l’unica a vedere il Torii, un portale di ingresso dei templi shintoisti che separa il cortile dallo spazio sacro che si trova dall’altro lato. Tutto lì è diverso dalla vita fuori, nella stessa Milano, ma resta assolutamente reale, se non fosse per quel Torii…

Mari s’interroga, è confusa sia per quello che fa fatica a capire che per quello che non riesce a ricordare. Non è del tutto un pesce fuor d’acqua perché conosce la lingua, sa leggere i due alfabeti principali, qualche simbolo Kanji, ma sa che ha ancora molto da imparare, e anche da scoprire. I nuovi compagni sono interessanti, non tutti accoglienti, intuisce che la scuola perfetta forse non esiste, ma qui gli stimoli sono più appassionanti, anche la dislessia di Marina pare scomparire davanti a un diverso metodo di scrittura, e anche per questo l’affascina il più esclusivo club, quello di shodo, dove si affina l’arte della scrittura, che un tempo era guidato da sua nonna. Eppure, tra gli entusiasmi, le risuona una sensazione di mistero, senza immaginarne i pericoli.


The Kanji Academy racchiude storie, amori, tradimenti, incomprensioni, sfide, amicizie, famiglie ingombranti, attrazioni e repulsioni, amori affascinanti, ma anche subdole strategie, triangoli, fino ai misteri sul potere magico dei Kanji più antichi. I personaggi sono ben approfonditi, riservano sorprese, svolte, i disagi dell’adolescenza si misurano con le diverse culture, l’atmosfera ricorda il mondo elettrizzante di Hogwarts, dove i babbani vivono all’oscuro del lato magico del mondo. 


La realtà ha i piedi ben piantati a terra, ma un lato magicamente gotico sfugge dal perimetro del circolo segreto, antichissimo e oscuro, trasformando la scuola MNG in una dark academia. Nella narrazione ci sono tante citazioni, reference, e molti termini giapponesi che non spaventano il lettore meno avvezzo, poiché l’autrice lo accompagna con leggera premura, inserendo traduzioni e brevi spiegazioni dove necessita, lasciando che l’atmosfera resti avvolgente, senza perdere il suo fascino, piuttosto accrescendolo. In appendice c’è anche un piccolo glossario. 


Per i lettori appassionati di Manga e Anime, questo romanzo è gustosissimo; per chi ama il Giappone e la sua cultura, non potrà che trovarsi a proprio agio; per chi non ha così tanta dimestichezza, rappresenta l’occasione per entrare in un mondo magico, ma anche reale, e decisamente accessibile e interessante, da scoprire con l’aiuto dell’autrice che non lascia mai a sé stesso il lettore. 


Questa storia coinvolge, appassiona, è piena di stimoli, offre scenari inaspettati, dinamiche vivaci, ragazzi e adulti complessi, tanti nodi da sciogliere, invoglia a scoprire, conoscere, e non lascia indifferenti. Il ritmo è brillante, incalzante, e i tratti descrittivi sono utili a immergere il lettore nell’atmosfera evocata dall’autrice. Si direbbe che non finisca qui…, chissà! 


Per ora, The Kanji Academy è una piacevolissima lettura che, nonostante le oltre cinquecento pagine, scorre molto velocemente, è una parentesi nella realtà in cui si vorrebbe tornare per saperne di più, e il personaggio principale diventa un’amica, che cresce e che si lascia scoprire con una spiccata simpatia.

 

Buona lettura!


Informazioni tecniche

Titolo: Thr Kanji Academy

Autore: Valentina Torchia 

Editore: DeA ragazzi

Codice: EAN 979-1221207866

Formato: 21x14 cm, brossura copertina flessibile

Pagine: 525

Prezzo indicativo: € 16,90

Età di Lettura: YA, adolescenti, +14




 

LUCILLA

lunedì 8 gennaio 2024



Si dice che l'incipit sia la parte più importante di un racconto, soprattutto per coloro che facilmente si lasciano influenzare da un inizio poco accattivante, demordendo quasi subitamente nell'impresa della lettura.
Quindi non posso non cominciare riportando le parole poetiche che aprono questa storia e che impediscono di abbandonare il libro all'accumulo della polvere.

Un'isola che per un pezzetto è attaccata alla terraferma, come un dente traballante a un filo, si chiama penisola. Su questa penisola c'è un faro, uno alto e grigio che di notte fa passare la sua luce sulla cittadina in riva al mare. Così impedisce alle navi di andare a sbattere contro lo scoglio che spunta goffo in mezzo alla baia. Così fa sembrare la notte un pò meno buia e la grande terra e il vasto mare un pò meno grandi e vasti.

Fiammella, fiammella tieni acceso questo lanternino, bevi più olio e intanto mangi sempre più stoppino.

Ci sono cose che si vorrebbero scordare, ma che ritornano sempre in mente. E quelle da ricordare che invece non rimangono in testa. Così è per Lucilla.
Ad ogni imbrunire deve ricordarsi di salire sessantuno scalini per arrivare ad accendere la lanterna del faro.
Quello che più di tutto desideri non si avvera mai, invece quello che meno di tutto speri, accade. Così è per Augustus.
Lucilla vive con il burbero e introverso padre Augustus, bevitore e con una sola gamba buona, in una casetta accanto al grande faro. Pochi mobili, un'esistenza semplice. Dopo la morte, della madre le era rimasta solo la voce in testa.
Ma cosa può capitare se ci si dimentica di ricomprare gli zolfanelli che sono finiti?
Sono proprio i problemi di memoria a segnare un brusco cambiamento nella vita di Lucilla.
Un barca, al buio, finisce tragicamente sugli scogli.
Lucilla viene così strappata via da suo padre, dal faro, dal mare.
Si ritrova catapultata nella casa del signor Ammiraglio, dove sarà costretta a lavorare come serva per sette lunghi anni, così da riscattare l'enorme danno commesso.

La casa nera come l'inchiostro
attenti che dentro ci abita un mostro...

Una casa enorme, sporca e polverosa. Immagini di ragnatele e scarsa luce ci portano lì dentro. Vi aleggia un terribile odore di pesce marcio e muffa. Dove un tempo c'era un giardino curato, ora dominano rovi e cespugli incolti. 
Ci vivono Martha, la donna delle pulizie, con il figlio Lenny, un bambinone dalle cui guance spunta già la barba, che parla, ma non si capisce e passa tutto il giorno a ritagliare vecchi giornali, e Nick, una sorta di guardiano, secco secco dentro un cappotto enorme.
Un terribile segreto invece è rinchiuso nella torretta vetrata, sulla cima della casa, dove alla bambina è assolutamente proibito salire.
Lucilla è tuttavia la figlia del guardiano del faro. E vuole vedere, anche solo una volta, il suo caro punto di riferimento da lassù. 
Nella stanza scopre però non un mostro, ma qualcosa di meraviglioso per lei: un bambino con la pelle grigia e squamosa, capelli verdi e occhi neri come la pece, come un pesce, simile ad uno di quei personaggi narrati davanti ad un falò, nelle storie dei pirati che arrivavano al faro quando era più piccola.
Edward "Pesce", figlio dell'Ammiraglio, è obbligato a dormire nell'oscurità sotto il letto. Non può uscire da lì e sopratutto nessuno può vederlo. Questo è l'ordine per tutti gli stravaganti abitanti della casa. 
Da qui le vicende si susseguono, mantenendo sempre viva l'attenzione del lettore. Le pagine sono tante, ma la brevità dei capitoli permette di non perdere il filo.
Lucilla è immersa, perché sì, l'acqua è l'elemento che domina in questo romanzo, in un mondo di echi fiabeschi e creature fantastiche, di "mostri", alcuni dei quali mi hanno fatto ripensare alla vecchia e nostalgica pellicola di Freaks: nani, donne barbute e gemelle siamesi. Un'amara allegoria delle diversità, costretta all'emarginazione.
Le storie, come capita spesso, ci aiutano a ragionare, a visualizzare un problema e, insieme ai personaggi, a mettere ordine e trovare una risoluzione. Non sempre concreta. Ma non è detto che le soluzioni fantasiose non vadano bene in un mondo in cui gli adulti non accettano il diverso e la tolleranza è spesso prerogativa dell'innocenza infantile.
Un fiaba di formazione, dove la protagonista, anima fragile ma testarda, eroina indiscussa del bene, sarà in grado di superare contorte avversità, portando avanti la sua e altre trasformazioni. 
Certo non manca nessuno: cattivi che cercheranno di ostacolarla e buoni che la aiuteranno a superare le imprese, ai quali ci si affeziona e per i quali spontaneamente si parteggia.
E come in tutte le fiabe non può mancare un toccante e lieto finale.

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Lucilla
AUTORE: Annet Schaap
EDITORE: La Nuova Frontiera Junior
TRADUZIONE: Anna Patrucco Becchi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2019
PAGINE: 357 p.
FORMATO: Brossura
ETÀ DI LETTURA: + 9 anni
ISBN: 978-88-98519-73-6
PREZZO INDICATIVO: € 18,00



SCELTI PER VOI: PIRANESI

mercoledì 3 febbraio 2021

 

La Casa di Piranesi non è un edificio qualunque: le sue stanze sono infinite, i suoi corridoi un dedalo, le sue pareti sono rivestite da migliaia e migliaia di statue, ognuna diversa dall'altra. All'interno del labirinto di sale vi è imprigionato un vasto oceano, le onde ciclopiche rimbombano, rimbalzano sulle scale e le stanze si allagano in un istante.

Ma Piranesi non ha paura.

Capisce il ritorno delle maree come comprende lo schema del labirinto stesso.

Vive per esplorare la Casa. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l'unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla...


C'è un'altra persona nella Casa, un uomo chiamato L'Altro, che visita Piranesi due volte a settimana e gli chiede aiuto per la ricerca su una grande e segreta conoscenza. Ogni martedì e venerdì, Piranesi si incontra con l'Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest'uomo enigmatico è l'unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo. Ma mentre Piranesi esplora, emergono prove di un'altra persona e una terribile verità inizia a svelarsi, rivelando un mondo al di là di quello che Piranesi ha sempre conosciuto. Il Sedicesimo abitante, la persona che il protagonista aspettava con entusiasmo e candore innocente, sta arrivando, e forse, tutto è tranne che un amico...

Piranesi è un libro sorprendente che spiazza, al pari del suo labirinto infinito, delle sue immagini di una bellezza surreale, perseguitate da maree e da nuvole che come lo stile dell'autrice tolgono il fiato... 

Un capolavoro misterioso, profondo, lirico, avvincente che ammaglia ricordando La Tempesta di Shakespeare. Mentre le maree inondano i corridoi della Casa, Piranesi ti sommerge, poco a poco, con dolore lancinante, lasciando doni scintillanti sulla sua scia...  

Un lettura ipnotica, molto adatta a questo periodo, ricca, indimenticabile. 

Vi assicuro che crea dipendenza, inizi e non riesci a staccartene più. 

Mentre le domande si moltiplicano e la suspense cresce, in questa affascinante favola sbriciolata in tante tessere di un puzzle blu, misterioso e melanconico, ci si comincia a chiedere se forse la riverenza, la gentilezza e la gratitudine praticate dall'incantevole e resiliente eroe di Susanna Clarke non siano l'unica saggezza di cui si ha veramente bisogno anche il nostro mondo, in questo preciso momento...

Per Book Avenue

Piccoli Lettori Crescono

INFO EDITORIALI

Piranesi

di Susanna Clarke

Traduttore: Donatella Rizzati

Editore: Fazi

Collana: Lain ya

In commercio dal: 04 febbraio 2021

Pagine: 300 p., Brossura

EAN: 9788893258678

Età di lettura: Young Adult

Prezzo: circa € 16,50



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