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SCELTI PER VOI: Gli stivali di Vincent

lunedì 25 maggio 2026

 


Questo albo illustrato è il primo della nuova collana “Fiabe d’Arte” della casa editrice Bummy. L’intento è proprio quello di fondere le fiabe con le opere d’arte e la storia d’esordio unisce Il gatto con gli stivali con l’artista Vincent Van Gogh.

Inizia con “C’era una volta” e la spartizione degli averi del mugnaio ai tre figli. Il padre lascia a Vincent: «“la mia immaginazione”: ma siccome non ho mai avuto tanta fantasia, ti lascio anche questo gatto, e so che ne farai buon uso e ti porterà dove nessuno è andato mai.» 


La fiaba la riconosciamo da subito, ma ci sono già le contaminazioni che rimandano a Van Gogh, se si conosce la sua famiglia: suo padre non faceva il mugnaio ma i nomi dei fratelli di Vincent sono quelli reali.


I fratelli rimasero un po' stupiti, perché nessuno aveva avuto quello che si aspettava: ma furono anche tutti un po' sollevati - Vincent in particolare, che non aveva nessuna intenzione di restare nel bianco della farina ma sognava già tutti i colori del mondo.


Come nella fiaba, questo gatto si rivelerà magico e porterà tanta fortuna a quel figlio che in principio sembrava il più svantaggiato nella suddivisione dell’eredità paterna.


Il progetto nasce dall’amore per la divulgazione artistica dell’illustratrice Ericavale Morello, già evidente dalle sue pubblicazioni che precedono questo libro, e la passione per le fiabe. Il risultato è originale, sorprendente e molto fantasioso. Ogni tavola rimanda a dipinti di Van Gogh, ma con quel tratto distintivo che rende l’autrice riconoscibile anche quando cita chiaramente l’opera notissima. Si ammira il lavoro di ricerca e di reinterpretazione dei panorami e delle pennellate energiche del grande Vincent Van Gogh. Si potrebbe infatti giocare a una caccia al tesoro per riconoscere i dipinti che hanno ispirato le illustrazioni di Morello e a questo proposito, proprio nell’albo, è stato apposto un utilissimo QR code per individuare i riferimenti artistici in questione.


Il testo è altrettanto curato, infatti l’autore Beniamino Sidoti ha affrontato un altro tipo di studio prima di accingersi alla riscrittura della nota fiaba con il Gatto con gli Stivali: ha studiato la corrispondenza epistolare tra Van Gogh e il fratello Theo, che incoraggiò molto Vincent nel perseguire i suoi obiettivi, nel suo cammino artistico. Questo rapporto di supporto affettuoso e vivace lo ritroviamo trasposto nel personaggio del Gatto. La fiaba quindi diventa certamente un’altra storia, contaminata dalla vita dell’artista, eppure procede nello stesso binario della fiaba classica. Potremmo dire che si sia arricchita di elementi più intimi, emozionanti, che riguardano il mondo interiore del protagonista, come la scoperta delle capacità artistiche di Vincent. Il gatto è l’intraprendente "impresario" del pittore, spacciandolo per il leggendario Marchese di Carabas e commissionandogli quadri da inviare al Re, ma nel farlo afferma tutto il potenziale onirico e immaginifico che attraversa l'anima artistica dell’artista, capace di accendere i sogni di chi incontra.


[Il gatto] incontrò dei contadini e li pregò di dire alla carrozza che sarebbe passata, che tutte quelle terre erano del Marchese di Carabas.

"E noi cosa ci guadagniamo?", chiesero i contadini.

"Il Marchese di Carabas stanotte vi regalerà una notte ancora più stellata."


Le illustrazioni avvolgono lo sguardo del lettore con le vorticose pennellate, con i colori brillanti e la calda luce dei campi di grano della Provenza, è una bella immersione nel mondo artistico di Van Gogh. Le vicende sono dei quadri, incantano come la notte stellata, scaldano come il sole estivo e accolgono il lettore nell’intimità della sua famosa stanza. Un timido e impacciato Vincent, piano piano, trova la sua strada, tra scene buffe ed emozionanti, dove i sentimenti si prendono il loro spazio.


"Credo molto in questa collana, che crea un punto d’incontro tra immaginario narrativo e patrimonio artistico. Una collana che parla a bambini e adulti, amanti delle fiabe e appassionati d’arte, capace di incuriosire lettori diversi e di mettere in dialogo mondi che si intrecciano."
L’editrice Gioia Suriano


La storia di Vincent e il Gatto con gli stivali è una narrazione nuova, curata e originale, è una lettura che propone molti stimoli da sviluppare, da approfondire. Il libro verrà sicuramente riaperto ed indagato, questo è l’augurio di chi ha pensato questo progetto: da queste pagine si può riscoprire la fiaba originale e si può iniziare a conoscere più a fondo il grande artista che è stato Vincent Van Gogh, con i suoi quadri materici e la sua avventurosa vita.

Buona lettura!


Informazioni tecniche

Titolo: Gli stivali di Vincent

Autore: Beniamino Sidoti

Illustratrice: Ericavale Morello

Editore: Bummy Edizioni

Collana: Fiabe d’Arte

Codice EAN: 978-8894738780 

Formato: 29x21 cm. Brossura. Copertina rigida.

Pagine: 40

Prezzo indicativo: € 22,00

Età di Lettura: dai 5 anni

 



SCELTI PER VOI: LA QUAGLIA E IL SASSO

lunedì 22 dicembre 2025

 




Una copertina rossa, che fa Natale, una storia che scalda il cuore, ed è per tutte le stagioni, ancora più potente con il concludersi dell'anno solare, che metaforicamente racchiude il ciclo della vita, per qualcuno è tempo di bilanci, per altri è un momento come gli altri, anche la quaglia 
"viveva alla giornata senza chiedersi troppo il perché delle cose".

Questo piccolo libro racconta una storia grande, che un po' di "perché" invece ne solleva. 
La protagonista è piccola, ma adulta, ingenua ma non superficiale. Un giorno, dopo una vita placida e anche fortunata, alla fine dei suoi conti, avverte più forte che mai l'inquietudine che aveva lasciato sopire in fondo ai suoi desideri più intimi. Si lascia andare, libera i sogni senza aspettative, con il solo piacere di viverli. Asseconda il suo cuore.
Il colpo di scena divertirà molto i bambini, eppure apre una porticina anche nello sgabuzzino dei regali non scartati, delle chiamate non fatte, degli abbracci negati, dei sogni impolverati degli adulti.
La storia della piccola quaglia è un dono ad aprirsi verso la vita, nella sua pienezza, nella sua preziosità.
Senza dubbio è una fiaba dolcissima, simpatica, che parla ai bambini, ma anche molto ai grandi.
Una fiaba moderna e universale, una carezza che spinge anche un po' ad assaporare il momento, forse è più corretto dire il tempo, tutto intero, fatto di passato, presente e futuro, pieno di progetti e sogni da realizzare, o almeno da inseguire, da provare a vederli nascere, come un pulcino dall'uovo, dopo una cova consapevole.
Una storia che sembra partire dalla fragilità per confermare la forza della determinazione, il coraggio che supera i timori. Una fiaba sulla speranza più profonda che sa sorprendere, e lo fa davvero tanto!

Vi auguro buone feste con tanta bellezza, buona lettura, buoni nuovi progetti e tanti sogni da realizzare!

Informazioni tecniche

Titolo: La Quaglia e il Sasso

Autrice e illustratrice: Arianna Papini

Collana: Mignon

Editore: Carthusia

Codice: EAN 978-88-6945-219-2

Formato: 21,5x15 cm. Brossura. Copertina rigida.

Pagine: 30

Prezzo indicativo: € 10,90

Età di Lettura: dai 4 anni


SCELTI PER VOI: LA PICCOLA FIAMMIFERAIA BRILLA ANCORA

lunedì 24 novembre 2025

 


C'era una volta una storia, che ebbe inizio una sera innevata di Capodanno. Si intitolava La piccola fiammiferaria e fu venduta, splendidamente rilegata in copertina rigida color castagna, nelle librerie di tutto il Paese. Si trattava di una storia talmente dolce e triste che i lettori finivano sempre a singhiozzare nei fazzoletti e presto divenne famosa in tutto il mondo, facendo dell'autore un uomo ricchissimo. Questi, secondo me, in vita sua non aveva mai incontrato una vera fiammiferaria, altrimenti avrebbe saputo che non eravamo tutte graziose creature dai riccioli biondi e dalle gelide manine, e che molte di noi eravamo alquanto stufe di soffrire la fame.

Un incipit chiaro e programmatico che la protagonista di questa splendida e accattivante riscrittura della nota fiaba di  H. C. Andersen, Bridie, offre subito al lettore, per raccontare in prima persona, la vita delle donne nelle fabbriche manifatturiere di fiammiferi dell'Inghilterra ottocentesca.

Ciò che fa di questa Piccola fiammiferaria una narrazione stupefacente è la capacità dell'autrice di raccontare, restando fedele agli elementi centrali della storia, in un canto corale, tutta l'indignazione e la protesta per un sistema di lavoro e di sfruttamento ai danni soprattutto delle donne e dei bambini. 

L'autrice fa quindi un'operazione molto interessante: sostiene la narrazione fiabesca, intrecciandone gli elementi con quelli storici, realmente documentati. 

Bridie comincia così, con voce battagliera e a tratti ironica, a condurre il lettore nella sua quotidianità, in quell'ultimo giorno dell'anno, nel tentativo di vendere non solo fiammiferi fa storie che la luce di quei piccoli pezzetti di legno sembra accendere in ascolta quella ragazzina così convinta e decisa a vendere fino all'ultimo fiammifero.

Fino a quando, come nella fiaba vera, le accade di perdere le pantofole e tutti i fiammiferi, tranne tre. Alla luce di quei fiammiferi, che accende quasi congelata sul ciglio della strada, oltre che vedere estasiata ciò di cui avrebbe tanto bisogno, vedrà anche il modo in cui trasformare quella sua condizione, trovando la forza per reagire alle ingiustizie e coinvolgere anche le altre donne della fabbrica e sua madre nella protesta che da lì prenderà le mosse.

Una fiaba quindi che, come promesso nell'incipit, riscrive il finale, mettendo nelle mani di una ragazzina di tredici anni il coraggio della speranza e il desiderio di lottare per i diritti suoi e di tutte le lavoratrici.

Accompagnano il testo di Emma Carrol le bellissime illustrazioni Lauren Child, che nella scelta cromatica del nero e del rosso, ammantato dalla candida neve, sanno sospingere la storia nel passato, rendendola tuttavia vicina e quantomai attuale. 

Seguono, alla chiusura della narrazione, le note storiche corredate di foto del tempo, dell'autrice, che spiega come ha cucito insieme la fiaba con i dati storici. Così anche l'illustratrice racconta come ha lavorato attingendo alle foto del tempo, che sono state per lei una grande fonte di ispirazione. Un grande lavoro di ricerca, davvero un libro da leggere senza alcuna necessità di indicare un'età specifica. 

Come le fiabe anche questa storia è proprio per tutti.

Per voi Picoli Lettori Crescono

DATI TECNICI

TITOLO: La piccola fiammiferaia brilla ancora

AUTRICE: Emma Carroll

ILLUSTRATRICE: Lauren Child

EDITORE: Giralangolo

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2025

PAGINE: 208

FORMATO: rilegato, copertina cartonata

ETÀ DI LETTURA: da 10 anni

ISBN: 978-885-9294177

PREZZO INDICATIVO: 18 euro

SCELTI PER VOI: 52

domenica 29 giugno 2025

 

Un numero in sequenza, cinquantadue, che Giorgio Manganelli assegnò a questo straordinario racconto fiabesco, nella raccolta Centuria. 
Un numero che dà il titolo a questa altrettanto straordinaria trasposizione visiva del racconto, a opera di Mariagiulia Colace.
Un numero che forse ci restituisce anche una parte di quel senso ineluttabile di dover restare, nonostante l'insensatezza che ne deriva, in un comportamento che fa dell'essere nemici questione esistenziale.
Già perché per il cavaliere e il drago il destino della loro alterità e dell'odio che ne deriva sembra sovra-determinato a tal punto da non lasciare altra azione possibile se non quella di cercare di uccidersi a vicenda.
Solo che il racconto di Manganelli, visionario e prolifico scrittore avanguardista con una produzione letteraria stupefacente, inizia già con la morte del drago, che giunge alla sua fine come a un appuntamento del destino inscritto nel disegno del mondo.
Non è nel disegno del mondo consentire l'uccisione di un drago a più di un cavaliere; a molti anche questo è negato; taluno, anzi, viene dal drago abbattuto, prima che questi cada sotto i colpi di altro predestinato cavaliere. 

Resta, anche dopo la morte del drago, l'incapacità di comprendere le ragioni che muovono da sempre un drago e un cavaliere a scontrarsi, a uccidersi.

Una cosa sembra però evidente, l'incapacità del cavaliere a porsi domande rispetto alla natura del drago e l'estrema solitudine del medesimo drago, che seguendo il suo istinto vola da remote regioni incontro al cavaliere.

Pochi narratori sanno come Manganelli rifuggire l'ovvio mettendolo in scena e dando a quell'ovvio l'occasione, con uno stile asciutto e carsico, che scava in profondità a ogni parola, a ogni spazio lasciato tra le parole, di diventare pregno di senso.
Il cavaliere ignora di essere giunto egli stesso a un appuntamento. Se, fermo sul suo bel cavallo, poggiasse la lancia al suolo, reggendola pianamente, senza ira e paura, il drago, vedendo delusa la sua brama di morte, forse inizierebbe il colloquio. 

Le illustrazioni seguono il filo della narrazione non perché ne siano la rappresentazione, ma perché con quel filo esatto che delimita le figure sanno fare da specchio all'essenziale di questo piccolo straordinario racconto. 

Colpiscono moltissimo di queste immagini, realizzate con la tecnica dell'acquerello, la dinamica delle azioni, che sembrano cucire nel flusso della loro insensatezza verso la morte, ogni gesto ogni sguardo, guidando il lettore, pagina dopo pagina, verso l'epilogo della scena finale in cui per la prima volta possiamo stare di fronte al volto del cavaliere, prima celato dal suo elmo, e ora coglierne lo smarrimento tardivo di non aver provato a conoscere il drago.

Ma colpiscono anche certe pose in cui il cavaliere è rappresentato, che mostrano una sorta di sprofondamento in quell'ovvio sentiero sul quale, nemmeno lui sa perché, è trascinato a uccidere. Gesti piccoli, di quotidiana misura, che inscrivono le azioni del cavaliere nella ripetitività insensata del si è sempre fatto così, e che in questi nostri tempi così feroci riecheggiano ancora più sinistri e dolorosi. 

Basterebbe poco, fermarsi, appoggiare la lancia, dismettere il pensiero armato, togliersi l'elmo, scoprire lo sguardo e la propria fragilità e attendere le parole di un dialogo ancora possibile, di un senso ancora da cercare, insieme, non per forza l'uno contro l'altro.

Bellissima anche la postfazione di Lietta Manganelli, figlia dello scrittore, che ricorda quanto questa fiaba l'abbia portata a stare sempre dalla parte del drago, di ogni drago. 

Un'occasionale imperdibile per tornare a rileggere Manganelli, ma soprattutto per accompagnare l'incontro con il giovane pubblico, cui questo albo è dedicato.

Per voi Piccoli Lettori, imperdibile, buone vacanze sempre all'ombra di libri amati
INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: 52

AUTORE: Giorgio Manganelli

ILLUSTRATRICE: Mariagiulia Colace

EDITORE: Balena Gobba

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2024

PAGINE: 52 pp.

FORMATO: cartonato, illustrato

ETÀ DI LETTURA: da 6 anni

ISBN: 979-12-80724-10-6

PREZZO: euro 20


 



SCELTI PER VOI: Al di là del fiume, Il Cavaliere Doppio, Il Grande Arbusto

lunedì 26 maggio 2025





 Come nasce una guerra? Ogni parte ha la sua storia.

Proprio così, ognuno porta le proprie ragioni per giustificare lo scontro, per argomentare le accuse e capita che il pathos prenda il sopravvento, dopodiché la verità diventa sempre più difficile da raggiungere, come il buonsenso, che pare proprio svanire. La premessa è universale, ma può essere raccontata in tanti modi, e in questo libro è originale, vivace e pure “divertente”, nel senso di intelligente ironia.

Che storia è mai questa, dunque? È un fantasy vivace, avvincente, che, come finisce, ricomincia dal lato opposto, per doppiare la piacevolezza della lettura: due inizi, due copertine per dar voce a due versioni dei fatti, o meglio, per seguire l’evoluzione degli eventi nella più completa chiarezza, perché i personaggi sono ingarbugliati in matasse di convinzioni confuse.



Tutto comincia in un pacifico villaggio in cui ha luogo uno sgarbo durante la partita di palla-pantano: due ragazzini si azzuffano e ognuno riporta ai genitori la propria versione dei fatti. Un semplice episodio di poco conto che si sarebbe potuto risolvere con modi più semplici, invece è la miccia che fa divampare la fiammella sopita che incendiare ben presto gli animi degli abitanti del villaggio, che si spacca irrimediabilmente. I personaggi sono caricature che ben riconosciamo nella realtà, con qualche inevitabile iperbole che rende tutto più comico, senza dubbio l’ironia regna sovrana, ma il sorriso del lettore è da subito divertito e beffardo: c’è chi culla mille timori e propone dinamiche difensive astruse, chi gode nell’aizzare lo scontro e fomenta la collera, i cosiddetti saggi e chi detiene più potere arriva a vestirsi di ridicolo, e anche i “pacifici” si trasformano in guerrieri. Gli equivoci e le menzogne governano senza ostacoli nelle coscienze degli adulti, quelli che prenderanno decisioni sempre più bislacche e minacciose. Anche la crudeltà, in un luogo che sembrava così accogliente, diventa legittima. Nemmeno i bambini saranno risparmiati dalle leggi dell’assurda guerra, sia per quelli che verranno considerati traditori che per gli avversari: saranno giorni durissimi, dovranno affrontare prove irragionevoli, che però riserveranno sorprendenti evoluzioni. La trama è un susseguirsi di sorprese!

I protagonisti sono Odon, Olmo e il fedele orso Olfatto, ma durante lo svolgersi della storia ci si affezionerà a una moltitudine di personaggi, tutti ben caratterizzati, con personalità spiccate, e compaiono alcune macchiette davvero raffinate. La trama, dunque, procede con grandi missioni, i ragazzi sono impavidi di fronte al pericolo. Fino alla fine la verità pare sfuggire tra le dita: ci sono falsi miti, idoli incerti, credenze ridicole, mostri farlocchi. L’assurdità della guerra è ben delineata.

La lettura diventa un viaggio, una continua scoperta, una gustosa rappresentazione visiva e frizzante che prende vita, che di sicuro cattura!

In questo bellissimo progetto non manca nulla: ci sono illustrazioni vivaci e personaggi curati, le azioni paiono prendere vita, ci sono dettagli in cui perdersi, una trama piena di colpi di scena, di episodi buffi, situazioni divertenti, suspence, c’è l’idea di circolarità della storia, c’è la distruttiva guerra che però si snoda nella commedia e mantiene comunque la sua autenticità. L’autore affronta un tema drammatico in un modo leggiadro, strappa sorrisi e affascina con gustosissime illustrazioni, innescando senza sforzo delle riflessioni più profonde. I fitti stereotipi mettono in ridicolo l’adulto e i ragazzi sono davvero la speranza. È un libro da leggere e rileggere, una delizia creativa, dove il talento brilla.

 

Non ho nessuna intenzione di svelarvi anticipazioni o passaggi particolari, rovinerei il piacere di scoprirli al lettore, posso solo aggiungere che mi sono divertita tantissimo, che ho riso, che ho indugiato nelle illustrazioni, che ho trovato efficace il travestimento della realtà, quindi, mi sembra che il messaggio sia molto chiaro e condivisibile, non mi resta che augurarvi BUONA LETTURA!


 Informazioni tecniche

Titolo: Al di là del fiume, Il Cavaliere Doppio, Il Grande Arbusto

Autore: Giuseppe Ferrario

Editore: Terre di Mezzo

Codice: EAN  9791259961990

Formato: 21,5 x 28,5 cm. Brossura. Copertina rigida.

Pagine: 208

Prezzo indicativo: € 22,00

Età di Lettura: dagli 8 anni

 




LUCILLA

lunedì 8 gennaio 2024



Si dice che l'incipit sia la parte più importante di un racconto, soprattutto per coloro che facilmente si lasciano influenzare da un inizio poco accattivante, demordendo quasi subitamente nell'impresa della lettura.
Quindi non posso non cominciare riportando le parole poetiche che aprono questa storia e che impediscono di abbandonare il libro all'accumulo della polvere.

Un'isola che per un pezzetto è attaccata alla terraferma, come un dente traballante a un filo, si chiama penisola. Su questa penisola c'è un faro, uno alto e grigio che di notte fa passare la sua luce sulla cittadina in riva al mare. Così impedisce alle navi di andare a sbattere contro lo scoglio che spunta goffo in mezzo alla baia. Così fa sembrare la notte un pò meno buia e la grande terra e il vasto mare un pò meno grandi e vasti.

Fiammella, fiammella tieni acceso questo lanternino, bevi più olio e intanto mangi sempre più stoppino.

Ci sono cose che si vorrebbero scordare, ma che ritornano sempre in mente. E quelle da ricordare che invece non rimangono in testa. Così è per Lucilla.
Ad ogni imbrunire deve ricordarsi di salire sessantuno scalini per arrivare ad accendere la lanterna del faro.
Quello che più di tutto desideri non si avvera mai, invece quello che meno di tutto speri, accade. Così è per Augustus.
Lucilla vive con il burbero e introverso padre Augustus, bevitore e con una sola gamba buona, in una casetta accanto al grande faro. Pochi mobili, un'esistenza semplice. Dopo la morte, della madre le era rimasta solo la voce in testa.
Ma cosa può capitare se ci si dimentica di ricomprare gli zolfanelli che sono finiti?
Sono proprio i problemi di memoria a segnare un brusco cambiamento nella vita di Lucilla.
Un barca, al buio, finisce tragicamente sugli scogli.
Lucilla viene così strappata via da suo padre, dal faro, dal mare.
Si ritrova catapultata nella casa del signor Ammiraglio, dove sarà costretta a lavorare come serva per sette lunghi anni, così da riscattare l'enorme danno commesso.

La casa nera come l'inchiostro
attenti che dentro ci abita un mostro...

Una casa enorme, sporca e polverosa. Immagini di ragnatele e scarsa luce ci portano lì dentro. Vi aleggia un terribile odore di pesce marcio e muffa. Dove un tempo c'era un giardino curato, ora dominano rovi e cespugli incolti. 
Ci vivono Martha, la donna delle pulizie, con il figlio Lenny, un bambinone dalle cui guance spunta già la barba, che parla, ma non si capisce e passa tutto il giorno a ritagliare vecchi giornali, e Nick, una sorta di guardiano, secco secco dentro un cappotto enorme.
Un terribile segreto invece è rinchiuso nella torretta vetrata, sulla cima della casa, dove alla bambina è assolutamente proibito salire.
Lucilla è tuttavia la figlia del guardiano del faro. E vuole vedere, anche solo una volta, il suo caro punto di riferimento da lassù. 
Nella stanza scopre però non un mostro, ma qualcosa di meraviglioso per lei: un bambino con la pelle grigia e squamosa, capelli verdi e occhi neri come la pece, come un pesce, simile ad uno di quei personaggi narrati davanti ad un falò, nelle storie dei pirati che arrivavano al faro quando era più piccola.
Edward "Pesce", figlio dell'Ammiraglio, è obbligato a dormire nell'oscurità sotto il letto. Non può uscire da lì e sopratutto nessuno può vederlo. Questo è l'ordine per tutti gli stravaganti abitanti della casa. 
Da qui le vicende si susseguono, mantenendo sempre viva l'attenzione del lettore. Le pagine sono tante, ma la brevità dei capitoli permette di non perdere il filo.
Lucilla è immersa, perché sì, l'acqua è l'elemento che domina in questo romanzo, in un mondo di echi fiabeschi e creature fantastiche, di "mostri", alcuni dei quali mi hanno fatto ripensare alla vecchia e nostalgica pellicola di Freaks: nani, donne barbute e gemelle siamesi. Un'amara allegoria delle diversità, costretta all'emarginazione.
Le storie, come capita spesso, ci aiutano a ragionare, a visualizzare un problema e, insieme ai personaggi, a mettere ordine e trovare una risoluzione. Non sempre concreta. Ma non è detto che le soluzioni fantasiose non vadano bene in un mondo in cui gli adulti non accettano il diverso e la tolleranza è spesso prerogativa dell'innocenza infantile.
Un fiaba di formazione, dove la protagonista, anima fragile ma testarda, eroina indiscussa del bene, sarà in grado di superare contorte avversità, portando avanti la sua e altre trasformazioni. 
Certo non manca nessuno: cattivi che cercheranno di ostacolarla e buoni che la aiuteranno a superare le imprese, ai quali ci si affeziona e per i quali spontaneamente si parteggia.
E come in tutte le fiabe non può mancare un toccante e lieto finale.

Per voi Piccoli Lettori Crescono




INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Lucilla
AUTORE: Annet Schaap
EDITORE: La Nuova Frontiera Junior
TRADUZIONE: Anna Patrucco Becchi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2019
PAGINE: 357 p.
FORMATO: Brossura
ETÀ DI LETTURA: + 9 anni
ISBN: 978-88-98519-73-6
PREZZO INDICATIVO: € 18,00



SCELTI PER VOI: La verità sul caso Hansel e Gretel

martedì 28 novembre 2023

 




"Non so scrivere al buio. E non mi va di accendere la luce, svegliare mia sorella, sentirmi dire... "Ma che fai a quest'ora?" e rispondere: "Ah guarda... ho un quaderno segreto in cui scrivo domande segrete che devono restare segrete... la prima riguarda te e il tuo incidente, vuoi dargli un'occhiata?"


I segreti devono restare segreti, ma alle domande servono risposte ed è svelando verità che si ottengono.

Il libro di Alessandro Barbaglia, già vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, inizia con una breve storia incredibile di alberi veri, quello di Sam, che dopo quaranta innesti, regala fiori e frutti diversi, di incredibile bellezza. L'intera narrazione pone "l'albero" in primo piano, come lo sono le storie che racconta il nonno dei due gemelli protagonisti, Anna e Otto.

La narrazione colloca i protagonisti in un paesino di montagna dove c'è una strada e la rete internet non ci arriva, sarà un caso, ma si chiama proprio Lagna, si direbbe che in questo posto isolato non accada nulla di interessante, invece c'è l'amore per le storie e per la natura, un albero in particolare, sotto il quale il nonno Omar raduna chi vuole ascoltare le sue storie, è un gran oratore e tutti aspettano i suoi appuntamenti narrativi. Anche sull'albero accadono cose, intanto il nonno ha costruito una sorta di casetta in cui i bambini si arrampicano, è la tana che tutti avremmo voluto avere.

Le storie fantastiche del nonno creano una tale magia da sembrare vere, questa cosa però piace un po' meno ai genitori dei due fratelli, soprattutto da quando è accaduto un incidente ad Anna, di cui nessuno parla, per il quale ora zoppica, e anche la malattia di Omar, che lo porta a trasferirsi in una casa di riposo: la magia è un po' svanita.

I due bambini fanno fatica a lasciarla andare del tutto, il nonno sostiene di conoscere la verità sul caso di Hansel e Gretel e, sebbene i grandi insistano a non credere alle fantasie del nonno, ritenuto ormai troppo confuso, Anna e Otto decidono di indagare e sarà una grande avventura.

Otto, tormentato per le verità che vorrebbe scoprire, per tutti i perché che ancora non comprende, sembra fragile, o insicuro, invece si rivela molto determinato. Anna è forte, la sua gamba infortunata non le impedisce di essere audace, inoltre si uniscono al gruppo anche Olivia ed Albert, che per ragioni diverse si trovano a passare i loro giorni di vacanza in questo tranquillissimo posto.

Lagna, in realtà, nasconde segreti da scoprire, tanto ruota intorno al Museo delle Streghe, poi ci sono il bosco, le storie e leggende, l'eco misterioso del ponte del Diavolo. Davvero non c'è nulla da fare per divertirsi un po'?




"Potremmo entrare nel bosco a caso, certo" dice Olivia.

"Oppure potremmo fare quello che accade nella fiaba... proprio come se fossimo Hansel e Gretel." E lo dice così, con gli occhi che brillano tutti.


 


Ed ecco che l'avventura spicca il volo!

Ci saranno tanti indizi..., coincidenze? Forse, ma i quattro ne studieranno di tutti i colori, tra effrazioni e camuffamenti, addirittura da astronauti.

Il nonno aveva ragione?



"Sai cosa dice il nonno? Che le cose, per diventare stregate, prima devono essere abbandonate. E a me sembra che il nonno qui sia proprio abbandonato. E io non voglio. Tutto qui!"



Anna ha un legame speciale con il nonno, ma l'affetto lega tutti. L'avventura insegue le storie, gli indizi, ma soprattutto l'amore per il nonno.

La verità sarà sorprendente, e farà sgorgare via via tante altre verità, farà affiorare le cose non dette, spazzerà via tanti interrogativi.

Una bellissima storia da inseguire accanto ai giovani protagonisti, al fianco di Otto, che tiene nascosto il quaderno delle domande che non posso fare a nessuno, e di Anna, che vede sempre un po' più in là rispetto agli altri, è proprio un mistero da svelare poco a poco.

Buona lettura!


Informazioni tecniche

Titolo: La verità sul caso Hansel e Gretel

Autore: Alessandro Barbaglia

Editore: Mondadori

Collana: Contemporanea

Codice: EAN 9788804771807

Formato: 14,5x22,5 cm, brossura, copertina rigida

Pagine: 216

Prezzo indicativo: € 16,00

Età di Lettura: da 10 anni



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