Slider

SCELTI PER VOI: SALAMANDRA

domenica 29 marzo 2026

 


Era una bella giornata d'autunno del 1555. Nel giardino soleggiato di una casa signorile di Cremona, tre giovani donne, un'anziana domestica e una bambina si godevano quel piacevole tepore che di lì a non molto avrebbe lasciato il campo al solito freddo inverno della pianura padana.Minerva e Lucia stanno giocando a scacchi, la sorella più piccola, Europa, non riesce a star ferma e la domestica Cornelia osserva con divertito piacere le dinamiche del trio di sorelle che devono stare in posa per la sorella più grande, Sofonisba Anguissola, che sta loro facendo un ritratto. Un lavoro che richiederà tempo per essere ultimato, ma da questo punto inizia il cammino della giovanissima Europa verso una nuova scoperta di sé, sta crescendo.

L’autore Guido Quarzo conduce il lettore nelle atmosfere del 1500, l’immersione è totale, oltre alle descrizioni ambientali e dei personaggi, anche il linguaggio cerca di essere adeso al periodo storico, utilizzando qualche parola o frase desuete, che aiutano a riportare indietro nel tempo.

Europa Anguissola è la protagonista, attraverso i suoi occhi e alle sue domande, alla sua curiosità e voglia di sapere, scopriamo anche alcuni libri preziosi che contengono illustrazioni interessanti, ma anche misteriose: alcuni dettagli sono scientifici, mentre altri sono contaminati dalla fantasia degli autori, nel tentativo di sopperire alle conoscenze ancora incomplete. Altri personaggi fondamentali sono Cornelia, il figlio del contadino e la figlia della levatrice, che le aprono uno sguardo sulle credenze popolari e le leggende che s’intrecciano con la vita del tempo, sono molto intriganti ed Europa indugia nel fantasticare, diventa quasi un impegno, a cui credere, o forse no; questi bambini, che non vivono a palazzo tra maestri e lezioni, sono portatori di segreti svelati, carichi di atmosfere magiche. Ad Europa piace molto il mondo fantastico, come a quasi tutti i bambini, è un rifugio intimo, come quello in cucina dietro alle ceste. Durante una passeggiata al fiume, vede per la prima volta una salamandra, che le sembra un drago, e sul cui conto scoprirà che esistono delle credenze molto curiose. La salamandra drago finisce per diventare una piccola ossessione, che Europa coltiva per sentirsi meno sola, per cercare di capire il mondo a volte difficile; attiva un modo per riflettersi e scoprire meglio sé stessa.

Non avevo dipinto la salamandra: avevo dipinto il modo in cui la guardavo. Forse era questo il mio segreto: non prendere il mondo, ma inseguirlo finché lasciava un lampo negli occhi.

Lo sguardo di Europa è attento, vivace, curioso e affamato di nuovo, ha una spiccata personalità che evolve ogni giorno.

A differenza delle aspettative del tempo, Europa è una piccola ribelle, nessuno si stupisce delle scorribande del fratello, del resto è l’unico figlio maschio, a lui viene perdonato tutto, ma lei è una madamigella che vuole capire, conoscere e scoprire e osa. Studiare il latino è molto più noioso di poter dipingere, la sua passione che diventerà professione da adulta. Alcuni eventi, come la distanza della sorella prediletta, Sofonisba, e una grave perdita, iniziano a incrinare l’idillio magico dell’infanzia, Europa ci racconta tante storie, siamo avvolti dal suo stupore, da tutte le sue emozioni, ci spingiamo verso quella voglia di avventura che la abita, sbirciando ogni tanto il dipinto riportato sul risguardo della copertina, che ci ammicca con un simpatico sorriso. Il lettore condivide la sua sensibilità.

In appendice sono riprodotte le pagine dei libri citati, che hanno ispirato le fantasie dei più piccoli protagonisti di questa ricostruzione storica, tra realtà e finzione, e una cosa è certa: Europa diventa un personaggio tridimensionale e vivido, molto sensibile e amante della natura, lontano nel tempo eppure qui accanto, a raccontarci i passaggi fondamentali di un periodo preciso della sua vita, quello che segna una tappa fondamentale della sua crescita, quella che accomuna tutti i bambini di ogni epoca, è un tema universale.

Un libro interessante, sotto vari punti di vista, che diverte e crea domande, come quelle che si accalcano nei pensieri di Europa. Una buona lettura, dove la pazienza è raccontata e richiesta. Una storia che fa rivivere un personaggio storico e lo colora con le tinte di un vivacissimo sogno.

Senza svelare alcuna avventura, auguro buona lettura!

 

Informazioni tecniche

Titolo: Salamandra

Autore: Guido Quarzo

Editore: Uovonero

Collana: I Geodi

Codice: EAN 9791280104748

Formato: 14x20,5 cm, cartonato, copertina flessibile

Pagine: 176

Prezzo indicativo: € 16,00

Età di Lettura: da 10 anni


 

SCELTI PER VOI: UN POSTO OBLIQUO

giovedì 3 novembre 2022

 


Oggi vorrei sperimentare con voi un modo nuovo di raccontare un libro.

L’ho sempre fatto nel modo consueto, di leggere e rileggere con attenzione un romanzo, un albo illustrato, per poi offrire al lettore le ragioni per le quali, secondo me, quel libro va assolutamente letto. 

Oggi vorrei farlo con chi questo bellissimo libro lo ha immaginato, desiderato e costruito, START EDIZIONI, che con UN POSTO OBLIQUO è al suo esordio come casa editrice.

Ma facciamo un passo indietro, la casa editrice infatti rappresenta una sorta di evoluzione, direi quasi naturale, di un progetto molto bello e che da quasi dieci anni sta raccogliendo ampi consensi sia tra la cittadinanza che nelle amministrazioni, che è l’ASSOCIAZIONE START. 

Cos’è ASSOCIAZIONE START, come nasce e cosa fa nel territorio di Ariccia, dove ha sede? E come mai avete sentito l’esigenza di far nascere da quel progetto anche una casa editrice?

La parola a Giuliana Riunno e Gaia Cianfanelli di ASSOCIAZIONE START.


Giuliana e Gaia: Start è un'associazione che ha sede ad Ariccia, nasce nel 2004 come associazione di curatrici con l'idea di scardinare il ruolo individuale del curatore per divenire soggetto collettivo e provare a stabilire nuove dinamiche relazionali con il mondo dell'arte contemporanea. Dal 2013 si concentra sul territorio dei Castelli Romani e in particolare su Ariccia provando a formulare possibili risposte a bisogni e mancanze percepiti. Nasce così un progetto curatoriale per uno spazio per l'arte contemporanea sull'Altana di Palazzo Chigi e in parallelo un progetto educativo che possa mediare l'approccio con le opere contemporanee in un di un territorio poco pronto ad accoglierle. Inizia qui l'avventura di start ad Ariccia, per vie traverse, con curve e deviazioni ma con la coerenza e l'obbiettivo chiaro di radicarsi fortemente ai bisogni della collettività. Nel 2014 nasce la Biblioteca Attiva, la prima biblioteca pubblica di Ariccia, in cui i libri entrano con le azioni culturali e con un'utenza preparata e partecipe, un progetto di comunità per la creazione di un luogo pubblico che sia realmente riconosciuto da chi lo vive, in cui riconoscersi. La Biblioteca nasce da un progetto educativo che si chiama “Diario di un viaggiatore nella propria città” e affianca l'Istituto comprensivo di Ariccia per l' educazione ai linguaggi visivi. Ogni partecipante segue il progetto, che prevede quattro incontri l'anno, per gli otto anni della scuola primaria e secondaria di primo grado. Vediamo in questa costanza e continuità uno dei più importanti risultati raggiunti nel tempo. Imparare a leggere e scrivere un qualsiasi linguaggio ha bisogno di tempo ed essere riuscite a strutturare un percorso continuativo di 8 anni crediamo possa davvero fare la differenza. Nel 2021 è uscito un libro “Diario in viaggio”, insieme alla casa editrice les cerises che racconta quest'avventura e propone metodologie, visioni e azioni educative che prendono spunto dal percorso di Ariccia per arrivare nelle mani di nuovi curiosi come stimolo per nuove avventure. Questa è stata la nostra prima esperienza editoriale e forse è da qui che abbiamo iniziato a pensare che fare libri potesse riuscirci bene. Non siamo propriamente una casa editrice, ma rimaniamo un'associazione che ha sempre trovato nei libri punti di partenza o di arrivo insostituibili per la propria progettualità. Tantissimi li abbiamo a disposizione grazie allo splendido lavoro di case editrici più o meno piccole italiane o straniere. Per quelli che ci mancano, abbiamo pensato che fosse possibile provare a dare risposte noi stesse.


C.P.: parliamo ora di UN POSTO OBLIQUO: ho letto la storia, scritta da Federica Iacobelli, che mi ha letteralmente sradicato dalla realtà e fatto immergere nella dimensione onirica del viaggio del protagonista, Renato, un ragazzo che misteriosamente deve entrare nel vasto bosco del Parco Chigi per recuperare due pecore che sono state dimenticate lì, dopo esservi portare per girare alcune scene di un film. Si tratta di un viaggio di formazione, che porterà il protagonista a esplorare non solo gli spazi fisici del bosco, ma anche quelli intimi e personali, per perdersi a volte, non riconoscersi, in un processo che diventa quasi osmotico tra le proprie emozioni e quelle delle creature che incontra, fino poi a ritrovarsi, nella sua voce, nelle sue scelte. 



A rendere ancora più immersiva la lettura ci sono le illustrazioni di Gioia Marchegiani che davvero amplificano la tessitura poetica delle parole con cui Federica costruisce la trama di questo perdersi e ritrovarsi attraverso il bosco e i personaggi che Renato incontra. Illustrazioni realizzate ad acquerello e china, in un numero davvero esteso e di tipo diverso, da quelle botaniche a quelle prospettiche sul Palazzo e sul Parco Chigi, che forse anche per questo sono in grado di aprire un sentiero tra le parole e dare la sensazione al lettore di poter essere accanto a Renato, nei suoi passi, mentre scopre il parco e sé stesso. 



Come è nata l'idea di questo libro della collana SCOPRI, in cui UN POSTO OBLIQUO si inserisce?


Giuliana e GaiaPer assurdo è nata prima l'idea di collana che l'idea del libro. SCOPRI vuole essere un luogo di sperimentazione di dinamiche diverse rispetto a quelle abituali nei processi di creazione del libro. Volevamo che fossero autori e autrici stessi i primi a scoprire: nuovi luoghi, nuovi incontri, nuove modalità di creazione. Volevamo capire e sperimentare se fosse possibile un dialogo diverso, che corresse realmente di pari passo, tra testo e immagine e in generale, tra linguaggi diversi che potessero emergere da un’esperienza condivisa davvero, partire e scoprire, noi curatrici e le autrici, insieme. E poi crediamo che il nostro territorio, marginale, spesso bistrattato, che negli anni si è inglobato alla città acquisendo specificità più commerciali che culturali, abbia tantissimo da raccontare, da  far scoprire e riscoprire. Con “diario di un viaggiatore nella propria città”, complice anche il periodo covid e l'esigenza di spazi aperti, abbiamo negli ultimi anni cominciato a lavorare su Parco Chigi, un luogo unico per storia, memoria e biodiversità. Un luogo divenuto pubblico ma per assurdo, sempre meno presente nella coscienza collettiva. Come avvenuto per la biblioteca siamo convinte che conoscere, sperimentare, agire i luoghi reali per immaginare insieme orizzonti possibili, sia un ottimo modo per creare cittadinanza attiva, consapevolezza e comunità. Abbiamo quindi pensato che questo luogo così speciale avesse bisogno di essere vissuto, agito, sperimentato e poi anche raccontato e riraccontato attraverso lo sguardo e la voce di artisti del nostro tempo. E' stato quindi abbastanza immediata la scelta del primo titolo di SCOPRI. E da qui anche la scelta delle persone da coinvolgere come autrici, che avessero l'interesse, il piacere, lo stile per raccontare questo luogo e che potessero meravigliarsi, innamorarsi e restituire questo stupore a lettori e lettrici.


C.P.: so che per la realizzazione del progetto siete partite da una residenza d’artista proprio all’interno del Parco Chigi, cui hanno partecipato l’autrice e l’illustratrice. Come mai avete intrapreso questo percorso? Non è consueto infatti nella progettazione di un libro pensare non solo di far incontrare autore e illustratore, ma anche di costruire insieme il nucleo narrativo sul quale poi lavorare.


Giuliana e Gaia: la residenza d'artista è stata appunto la modalità scelta fin dall'inizio per la collana. Una possibilità di incontro reale, in cui immergersi insieme nel luogo e sperimentare le prime idee, le prime bozze in un confronto continuo, per nutrirsi a vicenda e ripensare le proprie intuizioni in base all'incontro con l'altro. Una modalità mutuata dalle pratiche artistiche contemporanee ma che nasce anche dalla nostra esperienza educativa e progettuale in cui i tanti frammenti delle intuizioni individuali trovano una forma completa e complessa grazie al confronto e alla pluralità degli sguardi. Questa mobilità continua nella ricerca, il ripensare e ripensarsi grazie all'altro è qualcosa che crediamo sia di vitale importanza per il nostro lavoro, è quello che chiediamo a ragazzi e ragazze che ci seguono nei progetti educativi, è una capacità prettamente umana che ci mette in relazione e ci è quindi venuto spontaneo pensare che potesse essere un buon modo per far nascere un libro.

Il libro è stato il nostro spazio curatoriale, abbiamo visualizzato ed immaginato un percorso, abbiamo mediato i due diversi linguaggi, quello di Gioia e Federica, cercando di sintonizzarli, lavorando sulle peculiarità di ognuna. Abbiamo fatto spazio ad un’opera complessa perché partivamo da un luogo reale, ricco già di storie ma riconosciuto e scoperto in un passato non nostro, musealizzato da una parte e abbandonato dall’altra. Abbiamo sentito l’esigenza con la complicità delle artiste di regalargli un nuovo racconto.





C.P.: il libro rappresenta anche da un punto di vista grafico e tipografico una sorta di scrigno all’interno del quale vengono custoditi, attraverso la narrazione di Federica Iacoebelli e le illustrazioni di Gioia Marchegiani, i tesori storici, archeologici, culturali e botanici del Parco Chigi. 

Questo libro nasce nelle vostre intenzioni anche come oggetto d’arte? 

Personalmente mi ha colpita il tipo di rilegatura, che consente nell’apertura delle pagine una visione ampia delle illustrazioni, ma anche della scrittura che quasi diventa figura anch’essa nel suo fluire, diventando a pieno significante e significato al tempo stesso. Anche il formato è molto interessante e, pensandolo nelle mani dei giovani, mi sembra che possa rappresentare ancora una volta uno scrigno, un taccuino di viaggio, attraverso il quale lettore e il protagonista possano compiere insieme la loro esplorazione. 


Giuliana e Gaia: più che altro crediamo fortemente che la bellezza possa stare nella coerenza. Che forma e sostanza vadano di pari passo. Abbiamo scelto fin dall'inizio un formato piccolo, atipico per un libro illustrato, tanto più per un libro così tanto e così ben illustrato. Questo perchè vorremmo che fosse un compagno di viaggio. Lo abbiamo immaginato tra le mani e nelle tasche di lettori e lettrici piccoli e grandi, che lo aprono e lo sfogliano tra un'esplorazione e l'altra. Un libro agile, da tenere con sé, da riaprire, riguardare, riscoprire più e più volte, magari dentro il Parco a fare da guida, o da sbirciare per un rapido confronto tra realtà e finzione. Questo comportava ovviamente uno spazio risicato per le immagini e la riflessione sul tipo di rilegatura è stata lunga e complessa. Il libro doveva aprirsi totalmente, di questo eravamo certe. Ci è venuta incontro la tipografia services4media di Pomezia che ci ha mostrato un tipo di rilegatura a vista che ci piaceva molto. Inizialmente avevamo previsto una copertina con dorso e una rilegatura svizzera e, dopo molti tentativi, negli ultimissimi giorni di prove di stampa abbiamo trovato la soluzione che è poi quella definitiva, che è andata a semplificare molto l'idea iniziale trovando secondo noi la giusta essenza di ciò che cercavamo. Come si dice, togliere è sempre più difficile che aggiungere. Ci piace anche l'idea di un libro senza dorso, o meglio, senza informazioni sul dorso, per una collana che si chiama Scopri. “Scoperta”, “esplorazione”, sono parole abusate in questo nostro tempo che richiedono invece davvero un tempo  più lento e un'attenzione reale, una ricerca e una disponibilità spesso poco coltivate. Ci piace quindi che in una libreria tra titoloni e grandi stemmi di case editrici ci sia un libro che apparentemente non dichiari niente, ma che a poco a poco si svela a chi avrà la curiosità e la voglia della scoperta.

Sul progetto grafico abbiamo collaborato con Francesco Sanesi, che con la sua sensibilità e il suo lento e minimalista intervento crediamo abbia dato un'ulteriore chiave di lettura alla storia. Punti di vista, inquadrature, un quadrato che si ripete fino a diventare alla fine una sola idea visiva, che dialogano in maniera discreta ma precisa con le immagini, hanno creato varchi e scorci su nuove possibili interpretazioni. Anche le parti di testo in color ruggine, più grandi rispetto al resto sono nate a libro praticamente finito creando non pochi problemi ad un impaginato già molto strutturato, ma crediamo che abbiano dato un senso ulteriore a quella che era la nostra idea di libro e soprattutto delle sue tante fruizioni possibili. Fin dall'inizio abbiamo dato una grande importanza all'aspetto grafico, un altro linguaggio indispensabile in questo nostro tempo. Abbiamo bisogno di cura dell’immagine e l’intervento di Francesco mette possibili accenti, propone spunti visivi e tira quel filo ruggine che attraverso uno sguardo obliquo si intravede tra le immagini e le parole.



C.P.: avete già accompagnato il libro all’incontro con il giovane pubblico cui è destinato, che impressione ne avete ricavato? 

La lettura, soprattutto nella fascia di lettori adolescenti, è spesso fragile, poco assidua, restando purtroppo sempre un’esperienza di nicchia. Pochi adolescenti leggono con continuità e consapevolezza. Questo che dico è anche frutto della mia esperienza con il gruppo di giovani lettori che da diversi anni conduco nella biblioteca del mio quartiere. Quindi pubblicare libri destinati a quella fascia di età è un atto di grande coraggio. Voi però riuscite a entrare in relazione con i giovani anche grazie ai vostri meravigliosi progetti. Nelle scorse settimane avete realizzato il progetto il Parco dei Miracoli, che ha visto partecipare per una intera settimana artisti di teatro di figura nella realizzazione di sagome di carta e fil di ferro, ispirate ai personaggi del libro, per poi dare vita a una straordinaria parata di comunità. Dalle foto che ho visto mi è sembrata una cosa bellissima, anche perché la cittadinanza è stata coinvolta a dare corpo, un corpo luminoso, a Renato e agli altri personaggi di Un posto obliquo. Una parata assai significativa anche da un punto di vista metaforico, dal momento che le figure di fil di ferro, create a partire dal libro, sono diventate luminose per le vie della città e dentro il parco. Le storie allora mi viene da dire possono diventare corpi luminosi e camminare vivi per le strade grazie ai corpi di noi esseri umani. 

Quali sono le vie per raccontare un libro e per avvicinare i giovani alla lettura, secondo voi?


Giuliana e Gaia: come dicevamo i libri per il nostro lavoro sono uno strumento, aperto, straordinario, che deve funzionare anche da solo ma che noi vediamo sempre come punto di partenza o di arrivo. Quindi abbiamo immaginato che “Un posto obliquo” fosse una possibilità per far nascere tanto altro, sia da parte nostra che da parte di chi lo incontrerà. E questa per noi è la più grande curiosità, capire come si trasformano le possibilità quando c'è un incontro non previsto, cosa possa nascere da situazioni, pensieri, riflessioni, diverse dalle nostre. Ad esempio i servizi educativi del Palazzo delle Esposizioni stanno sviluppando i loro laboratori per le scuole sulla natura a partire dal libro e non vediamo l'ora di scoprire quali idee e cortocircuiti possa aver innescato.

Da parte nostra il lavoro sul Parco Chigi possiamo paragonarlo a quello fatto e che continua ad esistere per la Biblioteca, quindi un lavoro lungo e lento, che solo grazie alla costanza può pensare di raggiungere l'obbiettivo di consapevolezza collettiva che ci poniamo. L'idea della parata di comunità è nata da un incontro e da un'intuizione. Il gruppo di teatro di figura TrasFormAzione Animata di Napoli aveva realizzato una parata luminosa nel Rione Sanità a partire dal libro “Il giardino segreto”. Abbiamo subito visto una possibilità straordinaria per “Un posto obliquo” di diventare qualcosa di altro, le sagome bianche di Gioia sembravano rivivere in quelle enormi figure luminose, il buio e la luce sono elementi essenziali del parco e del libro. L'idea di far uscire fuori personaggi e storie dal piccolo scrigno tascabile per farle incontrare a tutti, anche a chi non ne avesse intenzione, ci ha affascinate dal primo momento. E' così nata l'idea de “Il parco dei miracoli”: una settimana di laboratori di comunità per realizzare tutto ciò che avremmo portato con noi tra le strade e nel borgo di Ariccia. La mattina nel cortile di Palazzo Chigi abbiamo lavorato con le classi per realizzare fiori e botaniche che dal parco potessero uscire e raccontarne la natura straordinaria. In parallelo un gruppo di studenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma ha lavorato alla realizzazione delle due grandi figure di Renato e del guardiano. Il pomeriggio poi tutta la cittadinanza è stata invitata a dare una mano nell'allestimento di questo grande momento collettivo: giovani e anziani, bambini e genitori, artisti ed elettricisti, commercianti e persone che non hanno mai pensato di mettere in gioco le mani e il fare nel proprio tempo libero. Una comunità che si è ricreata giorno dopo giorno, attraverso il passaparola e la curiosità innescata dal vedere gli altri operosi, allegri, insieme. E' stato veramente emozionante anche per noi. Siamo riuscite per la prima volta forse ad arrivare dove spesso troviamo dei muri nel nostro lavoro quotidiano. I cittadini e le cittadine che non erano mai entrati in biblioteca ci hanno aperto le porte delle loro case, sono scesi per le strade con noi, i commercianti inizialmente infastiditi dalla richiesta di spostare i tavolini dalle strade, si sono emozionati e lo hanno fatto con gioia quando hanno incontrato questa folla allegra e intenta fatta di persone di tutte le età e di tutte le provenienze. E' stata un momento di sincera e collettiva accoglienza verso questo Renato sconosciuto e straniero arrivato da lontano per ricordarci storie e memorie che ci appartengono ma di cui avevamo perso traccia.

La sera della parata tutto il lavoro fatto è confluito spontaneamente in un momento magico, partito dal Belvedere, per perdersi nei vicoli di Ariccia, incontrare il guardiano a Palazzo Chigi fino ad arrivare nel fitto del parco e nell'Uccelliera dove tutti insieme a squarciagola hanno cantato e accompagnato l'incontro finale tra i personaggi. Un libro può essere tante cose, può essere incontrato in mille modi diversi e questo è il suo grande potere, di rimanere aperto e di essere abitato a seconda degli incontri.


C.P.: Ultima domanda, che riguarda come potete immaginare, eventuali anticipazioni sui prossimi libri di START edizioni. Saranno sempre dedicati ai giovani lettori, o avete nei vostri progetti anche quello di aprire al pubblico adulto? State già lavorando alla prossima uscita?


Giuliana e Gaia: non definiremmo Un posto obliquo un libro dedicato ai giovani lettori. Crediamo sia un libro per tutti. Sicuramente se letto in autonomia è un libro che forse si può apprezzare al meglio dall'adolescenza in poi perchè è più facile immedesimarsi nei pensieri e nelle emozioni di Renato, nei dilemmi delle scelte, nell'idea di disobbedienza come ricerca di una propria via.

Riguardo al futuro non siamo ancora pronte per il secondo SCOPRI, abbiamo tante idee che al momento si discostano un po' per imponenza da questo primo libro. Abbiamo ancora bisogno di tempo per farlo vivere come merita e per ora vogliamo concentrarci su questo. Non essendo una vera casa editrice, abbiamo anche la libertà di continuare a fare le cose in una modalità che rispecchia le esigenze del progetto, più che quelle del mercato o del settore editoriale. E crediamo che l'esigenza del progetto sia ancora stare: sul libro, nel Parco, nella possibilità di stupore che questo enorme lavoro ci offre.

Dal punto di vista più pratico è stato un lavoro bellissimo ma anche molto faticoso, in cui ci siamo rese conto di dinamiche e meccanismi già molto strutturati nel mondo dell'editoria ai quali con la nostra modalità di lavoro, non siamo in grado di rispondere. Il libro e i libri che nasceranno sono una costola di un progetto più ampio che assorbe comunque tantissimo del nostro tempo e delle nostre energie. Quindi non sappiamo esattamente cosa riservi il futuro di SCOPRI ma sappiamo per certo che sarà qualcosa di cui sentiamo l'urgenza, che nasca da una reale necessità. Ci sono un sacco di libri, sinceramente troppi, e non ci dispiace sentire anche la responsabilità di contribuire a un'ecologia letteraria, se così la possiamo chiamare.


Grazie a Giuliana Riunno e a Gaia Cianfanelli per aver condiviso con noi le loro visioni sulle politiche di fruizione dell'arte e su Un posto obliquo, loro prima e meravigliosa pubblicazione.


Per voi PiccoliLettoriCrescono



INFORMAZIONI TECNICHE


Titolo: Un posto obliquo

Autrice: Federica Iacobelli

Illustratrice: Gioia Marchegiani

Editore: START Edizioni

Collana: Scopri 

Formato: 12x17, rilegato e illustrato, copertina rigida

Codice EAN: 9791221010985

Prezzo indicativo: 18 euro

Età di lettura: dai 12 anni






SCELTI PER VOI: La fisica degli abbracci

lunedì 25 ottobre 2021

 

 

A nove anni sono entrato a Cambridge e a undici mi sono laureato. A dodici anni tenevo un corso al Trinity College sulla teoria dei campi e mi specializzavo in fisica delle particelle. A quattordici anni, sette mesi e sette giorni sono morto.

Guglielmo Malvasi, detto Will, è un ragazzo super dotato, molto più intelligente degli altri, infatti, ha davvero un quoziente intellettivo formidabile, è superiore addirittura a quello di Einstein, eppure ha una vita complessa, fatta di molta solitudine e tante aspettative. Purtroppo, anche le contingenze quotidiane, fuori dal contesto accademico, si trasformano in giganteschi ostacoli, difficili da comprendere per chi non ha sviluppato un senso pratico e che ha potuto maturare delle ridotte relazioni sociali. Will, quindi, non è così fortunato. La sua passione è la fisica, ma per sentirsi felici non basta. Il suo straordinario dono rischia di schiacciare tutto il resto. Finora ha scandito il tempo bruciando le tappe e conquistando obiettivi, ma la vita vera è rimasta fuori dalla sua porta. Will è giunto a un limite e matura nuove consapevolezze: la prima è quella di vedere la "gabbia" in cui sta vivendo, quindi inizia a comprendere che si può anche desiderare altro, qualcosa di più eccitante degli studi e dei riconoscimenti dell’ambiente scientifico. Inoltre, la stima che riceve non lo appaga, c'è aridità, ha poco a che fare con l'affetto, Will deve addirittura imparare a riconoscerlo. 

A quattordici anni prende una decisione molto forte: organizza la sua morte, per poter iniziare a vivere davvero.


L’impeccabile piano rivela però delle falle che non aveva considerato, in primis la sua ridotta esperienza di vita gli presenta ben presto il conto. Non si tratta tanto di mancanza di senso pratico, la sua intelligenza gli permette di avere un certo controllo sulle situazioni, e nel libro è interessante seguire questo flusso, piuttosto incontra un altro tipo di ostacolo, assolutamente imprevisto e che gli crea un forte disagio: si tratta delle emozioni, una dimensione umana che Will ha esplorato in minima parte, e per cui ha ricevuto anche pochi stimoli. Le emozioni non si imparano sui libri, sono un’astrazione che sconquassa ogni pretesa di controllo e non segue regole o formule, a Will risultano difficili da comprendere e ancora di più poterle esternare. Queste nuove sensazioni gli si presentano nella figura di una badante rumena, Dora, che è una portatrice affettuosa di umanità e gentilezza, di generosità e voglia di ascoltare. L’offerta di ascolto, la confidenza, per Will sono qualcosa di rivoluzionario. 

L’affetto inaspettato (sconosciuto) può spaventare, e non c’è nulla di strano nell'affermarlo, appare come la resistenza degli animali randagi che si vogliono soccorrere. Diffidano. Capita che spiazzi anche la persona più intelligente. 


La storia è molto divertente, i personaggi sono peculiari e opposti, questo fatto crea delle dinamiche spassose e profonde insieme. Si sorride e si riflette su quanto sia difficile imparare a liberarsi dalle gabbie mentali, dagli stereotipi, da quel genere di “blocco” che nella nostra società è piuttosto diffuso.


Will ricomincia daccapo, è come se nascesse per la seconda volta, e la sua crescita sta nella nuova consapevolezza. Inizia a conoscere sé stesso attraverso gli altri e il mondo che lo circonda, e non attraverso la carriera accademica. Dora pare un inconsapevole angelo guida, caparbia nell'intaccare la corazza di solitudine in cui Will è cresciuto, un po' perchè vuole capire e soprattutto vuole amare.
I due protagonisti sembrano incompatibili, alieni di mondi molto lontani tra loro. Il loro accostamento crea situazioni divertenti e vivaci. I misteri sono un ingrediente che aggiunge quel tocco di gustosa suspence. La lettura è piacevolissima, si prova il desiderio di arrivare fino in fondo per saziare la stuzzicante curiosità, inoltre è stampato con un font ad alta leggibilità.


La forza di questa storia sta anche nel dare peso all’importanza dell'accettazione, al valore del rispetto, in quella preziosa attitudine di voler comprendere senza forzare nulla. Si apprezza la fiducia sincera, la lenta nascita di un legame saldo, che comprende riconoscenza e affetto, ognuno a suo modo.


Il libro procede tra misteri e indizi, le situazioni che si incalzano sono molto simpatiche, potrebbe sembrare che il bizzarro abiti solo in vite particolari, ma in realtà ognuno potrebbe riconoscere angoli di sé stesso. Le difficoltà che affrontano Will e Dora, racchiudono riflessioni di valenza universale. La vicinanza partecipe, le intenzioni pulite e sincere, sono alla base di questa storia intrigante. L'intelligenza super dotata di Will ha bisogno dell'accoglienza incondizionata di Dora. Della trama non svelo nulla perchè è quasi un giallo. L'idea di riscatto c'è, ma non è scontata ed è pure impegnativa. La vita offre delle opportunità, altre volte si devono proprio creare. 


Buona lettura!



Informazioni tecniche
Titolo: La fisica degli abbracci
Atrice: Anna Vivarelli
Edizioni: Uovonero
Collana: I Geodi
Pagine: 160
Formato: 14 cm x 20,5 cm, copertina flessibile, caratteri ad alta leggibilità
Codice EAN: 9791280104090
Prezzo consigliato: 14 Euro
Età: da 14 anni



SCELTI PER VOI: L'ombra di ognuno

lunedì 31 maggio 2021

 

 
 

Un giorno, è arrivato il Coniglietto. C’era un po’ di vento. E forse un’ombra. A volte i piccoli arrivano così. Come il vento. A volte come una tempesta. Il Cervo ha dovuto imparare ogni cosa. Ma il piccolo contava su di lui.


Il libro presenta tutti i personaggi che sfileranno lungo la narrazione, ma inizia con il Cervo e il Coniglietto, in cui si ritroverà il lettore adulto e il suo piccolo. Le situazioni, incastonate come camei nelle pagine, narrano la quotidianità e il tempo, la cura e l’amore, l’importanza degli attimi. Mentre il Coniglietto cresce, il Cervo ne ammira le competenze e ne stimola l’autonomia e il coraggio, anche se...


Il suo cuore diceva «Non così in fretta, non così in fretta!»

La metafora della nascita e della genitorialità, l’accudimento e la crescita, è rappresentata in modo molto dolce, i colori vividi si fondono in velature, strati di emozioni come un abbraccio cromatico, e nel gioco di luce e ombra, si fonde la gioia con quel lato malinconico, pauroso, misterioso, che accompagna ogni essere.
È la storia di un Cervo preoccupato, di un Coniglietto che vuole diventare grande, di un Soldato in guerra, di un Gatto che fa sempre lo stesso sogno, di un Libro che vuole sapere tutto e di un’Ombra.
Infatti, è il soldato a prendere la scena dopo i primi due personaggi. Arriva da lontano e a mano a mano che si avvicina, fa strage di foglie con la sua spada giocattolo. È chiaro che ci sia tanta energia e rabbia da veicolare in qualche modo, ma l’incontro con il Coniglietto triste modifica il suo gioco, finché non incontrano il Gatto. La comitiva si allarga e lo scambio arricchisce tutti, intanto la paura è la prima prova da sfidare. Chi non ha un po’ di paura? Ammetterlo, non è sempre facile, ma sebbene i protagonisti sembrino tanto diversi, in realtà li accomuna lo stesso percorso. Ed ecco il Libro, che vuole sapere più cose possibili e ha già vissuto un attacco da parte di un Soldato irrequieto, meno male che incontra il Cervo, che però è molto preoccupato.
La storia è una collana di storie, unite da un unico filo, è una vera avventura, piena di sottintesi e metafore, è una storia corale, che ha tutte le caratteristiche della fiaba, e raccoglie i sogni e le aspettative universali di ognuno, segue il percorso della vita e lo fa con una grande delicatezza. Le emozioni più forti riempiono le pagine di colore, pare che il foglio prenda vita e fatichi a contenere l’energia che sprigiona, a differenza dei camei che narrano le tappe del viaggio.
Ci sono frasi che parlano al cuore, come descrivere un momento di grande serenità, quando ci si sente amati e si avverte la cura che gli altri hanno verso di te?

Il Coniglietto sente come una casetta crescere dentro di lui.

Ogni Coniglietto dovrebbe poter provare questo sentimento delizioso, appagante e ristoratore.
I personaggi affrontano prove di coraggio, si confrontano, si confidano, a volte solo in parte, ma c’è un fluire di esperienza che li accompagna nella crescita, quel prezioso contributo che l’amicizia dona alla vita di ognuno. Alla fine della storia ogni personaggio ottiene la propria evoluzione, formata da nuove competenze ma soprattutto da una nuova consapevolezza, e il viaggio dell’eroe, anzi, degli eroi è compiuto.
L’ombra si rivela e stupisce, l’uovo fragile trova la sua giusta collocazione e ogni simbolo rimanda alla pienezza dell’esperienza, alle tappe della crescita, alla complessità della vita.
Si può pensare alla fiaba, alla storia di formazione, all’avventura onirica, questa è una storia ricca, che si presta a riletture sempre nuove, da leggere con calma, assaporandone anche le pause e gli sguardi rivolti alle stelle, perché la notte lascia uscire le storie, perché nello sfondo, c’è sempre l’ombra, ma non fa davvero paura.

L’autrice è anche l’illustratrice, artista belga pluripremiata, questo libro è finalista per il premio Andersen 2021 come Miglior Libro 6/9 anni, ed ha ottenuto molti riconoscimenti in Italia e in molti altri paesi.
Un libro sulla cura di sé stessi e soprattutto dell’altro, sulla crescita e su tanti aspetti importanti da scoprire ad ogni passaggio.
Buona Lettura!


Informazioni tecniche
Titolo: L’ombra di ognuno
Autrice: Mélanie Rutten
Traduttrice: Sara Saorin
Collana: Le piume
Editore: Camelozampa
Codice: EAN 9791280014160
Formato: 28x21,5 cm, copertina rigida
Pagine: 56
Prezzo indicativo: € 20
Età di Lettura: da 6 anni


SCELTI PER VOI: Aldobrando

venerdì 29 gennaio 2021

 


“Prendete il bimbo. Fatemelo crescere come si deve. Siate un buon tutore e omo di principi e un giorno rimettetelo nel mondo, così che impari quel che gli manca da imparare”.

Questo deve fare lo strego, per saldare un debito contratto con il padre di Aldobrando. Il libro si apre con questa solenne promessa: “la parola vostra mi ripagherà” e il piccolo Aldobrando viene così lasciato al vecchio strego, in una sera di pioggia torrenziale, poco prima che il padre del piccolo venga ucciso nella Fossa per mano dello spietato Branco “lo stupravedove”.
Senza nemmeno farci caso, il lettore è già con entrambi i piedi dentro questo mondo medievale, impigliato alla sorte del piccolo Aldobrando. L’antefatto prepara all’inizio vero e proprio dell’avventura, quando il protagonista è adolescente e la promessa dello strego viene messa in atto. Il tutore stregone spinge Aldobrando a lasciare la casa e a correre il mondo. 


 

In principio andrà alla ricerca dell’erba del lupo, dalle foglie rosse e seghettate, ma quello che troverà è ben altro e così comincia la vera scuola della vita.


La storia di formazione è ambientata in un luogo di fantasia, dai nomi evocativi e divertenti, come Piancastori, Cavadelumi, Duegroppe, Duefontane, Duefianchi, Sanfiore, e alla stessa maniera lo sono quelli dei personaggi: Boccamarcia, Lapericeno, Dufficio, l’ucciditore. Il nome ha un valore e un peso, lo sa bene il personaggio che ne va in cerca lungo tutta la storia.
Non ci sono draghi e magia, questo racconto è calato perfettamente in epoca storica medievale, e sebbene non sia reale, ha tutte le caratteristiche per essere ritenuto “realistico”, sicuramente è credibile e fedele nella ricostruzione autentica.



L’intreccio è ricco di semine e il lettore ne fa tesoro per seguire gli snodi, non privi di colpi di scena. Aldobrando, nella sua ingenua purezza, vive avventure sempre più avvincenti, dove gli equivoci e gli inganni lo portano verso pericoli sempre più tragici e che lui affronta con grande senso di giustizia, come un innato cavaliere è il suo buon cuore a guidarlo, anche quando fatica a capire cosa stia accadendo e chi ha davvero di fronte. Valoroso, nonostante un aspetto goffo e smilzo, Aldobrando è totalmente sprovvisto di malizia. 

 

Ricorre il tema del “doppio”, come nei nomi delle località, lo si scorge tra gli altri personaggi, mai del tutto limpidi, e in molti di questi c’è malvagità e inganno. Il lettore ne coglie la doppiezza, riconosce le ragioni che li fanno muovere con duplici atteggiamenti, l’unico ad essere limpido è Aldobrando, unico e coerente fino alla fine. 

 


È un’epoca oscura, un mondo spesso crudele, pieno di doppie verità ma, ad ogni bivio, Aldobrando sceglie la via della verità, anche se non sempre paga. Persegue il suo scopo, ligio, avanzando verso la sua ricompensa, imparando cos’è l’amore.


L’autore è Gipi, Gian Alfonso Pacinotti, noto e pluripremiato autore, fumettista, illustratore e regista ma, in questo bellissimo libro, figura come ideatore e sceneggiatore del progetto. Per la prima volta ha affidato l’illustrazione alla creatività e competenza di Luigi Critone, fumettista italiano, molto attivo in Francia. Critone ha precedentemente pubblicato progetti con ambientazioni d’epoca, è uno specialista del mondo medievale, per quanto riguarda il suo approfondimento storico, molto accurato.
L’illustratore definisce graficamente ogni personaggio seguendone l’indole e il ruolo, accade quindi che questo mondo si popoli di tratti grafici anche molto diversi tra loro: il Re è una vera caricatura, mentre la principessa ha una bellezza eterea, Boccamarcia è molto realistico, l’ucciditore è quasi un lontano parente di Thanos, Aldobrando invece ha dei tratti semplificati: gli occhi sono due puntini e non ha troppi dettagli, ricorda però vagamente il personaggio di Aldobrando creato da Gipi per il gioco di carte fantasy-medievale “Bruti”. Risulta quindi una vivace varietà di figure. Nessuna nota stona e risuona un’armonia affascinante, che ne fa un’opera di grande bellezza, come poche.


Le atmosfere vengono amplificate anche dai colori delle tavole che trasmettono le varie sensazioni in un modo vivido e affascinante, questo è il risultato della bravura dei due coloristi che hanno completato le immagini: Claudia Palescandolo e Francesco Daniele. Il cupo delle segrete, il freddo della tormenta, il calore della locanda, il fresco della radura, le sensazioni avvolgono il lettore e il merito è anche delle scelte cromatiche, dei punti di luci e delle ombre, delle velature che completano le tavole. Il colore ha un grande peso nella completezza dell’opera, come le parole, come i tratti. C’è davvero molta cura. 




C’è forza, crudeltà e anche molta poesia, le parole che vengono pronunciate hanno una grande potenza e vengono spesso sottolineate da Aldobrando, che si barcamena tra il goffo e il romantico, e come nel teatro Shakespeariano, è lo specchio del mondo. La sua è una storia romantica su uno sfondo alquanto feroce. La storia scorre come un film, ha un taglio cinematografico. Le atmosfere ricordano l’Armata Brancaleone di Monicelli, come lo stesso Gipi cita tra le reference della sua storia, e anche Don Chisciotte di Cervantes, in cui proprio lo si scorge nella figura del personaggio in cerca di un nome e di un destino.

Aldobrando è un libro a fumetti che, letto in un momento di limitazioni a causa della pandemia, è una vera boccata d’aria. La gioia arriva tutta, come la fatica, ma non c’è ansia, semmai c’è curiosità, si inseguono gli snodi che alimentano una sana voglia di leggere, senza fare pause.


Un libro corale, di una bellezza davvero grande, una storia intensa e illustrata magistralmente, un vero piacere per gli occhi e lo spirito.


Buona lettura!


Informazioni tecniche
Titolo: Aldobrando
Autore: Gipi
Illustratore: Luigi Critone
Editore: Cocconino Press
Collana: Cocconino Cult
Codice: EAN 9788876185540
Formato: 21,5x29cm, fumetto a colori rilegato con copertina rigida
Pagine: 208
Prezzo indicativo: € 24,00
Età di Lettura: da 9




".
CopyRight © | Piccoli Lettori Crescono - Book Avenue KIDS