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SCELTI PER VOI: PLAYLIST PER QUANDO TORNI

domenica 26 aprile 2026

 

È dal capitolo zero, che prende il nome Liza dalla protagonista di questo bellissimo romanzo, che i titoli delle canzoni diventano sentiero di individuazione, forma di chiaroveggenza per la caotica vita di una ragazza di diciannove anni. Le canzoni costruiscono una mappa per seguire non solo le situazioni che capitano a Liza, ma forse anche e soprattutto la voce con cui racconta in prima persona ciò che le accade.

E la sua è una voce intrisa di dolore, camuffata a stento da un incedere ironico e dissacrante, che in nulla però mitiga la consapevolezza nel lettore del senso di smarrimento e isolamento in cui Liza nel giro di pochi anni si è ritrovata a vivere.

Un tempo la casa era pervasa dalla musica, nessun movimento sembrava procedere senza una colonna sonora di sottofondo. E in quel tempo Liza sentiva di appartenere a una famiglia, ancora capace di custodire i legami, di costruire uno spazio di crescita. E lei, ancora bambina, in quella famiglia ci stava bene, sebbene non tutto fosse perfetto.

Poi le crepe, tenute insieme a stento e con sforzo anche da una bambina, hanno ceduto e Liza si è ritrovata sola, con una madre gravemente depressa, un padre che le ha abbandonate e la sua più cara amica, Polly, trasferitasi in un'altra città.

Fa da sfondo a questa storia così intensa, una cittadina di provincia affacciata sul mare, dove tutto sembra spegnersi e accendersi al ritmo delle stagioni balneari, salvo rimanere sempre ogni cosa uguale a se stessa.

Si aggiunge per Liza, come se il resto non fosse sufficiente, una mancata ammissione agli esami di quinta, così il lettore la incontra sul finire di quella terribile estate e all'inizio del nuovo anno scolastico.

A Liza non resta che procedere in avanti, quasi improvvisando ogni giorno la propria sopravvivenza.

Poi l'incontro con Milo, un ragazzo fin troppo perfetto, con cui Liza impara a conoscere il proprio corpo nella relazione con l'altro, a fidarsi sperimentando ogni volta la ricerca di qualcosa che in qualche modo le sfugge, nonostante sia capace di scavalcare cancelli, scassinare porte di case sconosciute per abitare, nell'amarsi con Milo, spazi altri, vite altrui, in un desiderio parossistico di andare incontro a un incontro che però sembra restare sempre sulla soglia, indietro, incapace di rivelarle il suo proprio volto.

Un giorno però accade qualcosa che sembra sbriciolare le sue ultime residue difese.

Sua madre che fino a quel momento aveva tenuto in opera con Liza un sottilissimo filo, sebbene trascorresse la maggior parte del tempo raggomitolata sul divano, sparisce.

Liza allora comincia una danza che in accordo con la musica delle sue canzoni la tiene in bilico tra dentro e fuori: non può denunciare la scomparsa della madre, perché arriverebbero i servizi sociali. Prova a contattare suo padre, ma sente che come non è stato in grado di occuparsi di loro negli ultimi dieci anni, forse lei, Liza, non vorrebbe che lo facesse adesso.

Tutto in completa solitudine e in compagnia dei suoi pensieri.

È allora che comincia a rallentare, ad ascoltare il suo dolore, ad imparare ad attendere, a convivere anche con i pensieri di disperazione che inevitabilmente le nascono dentro pensando alla possibile fine che ha fatto sua madre.

E tornare a quella lucina appesa a un albero di Natale, fatto tanti anni prima, che Liza ha custodito di nascosto nel suo armadio in camera, come un segreto, un segreto desiderio di bene e di speranza, sembra in questo momento l'unica via di salvezza.

Liza riparte da lì, da quell'alberello di plastica sbiadito, che rimette con tanto di lucine sul tavolo nel soggiorno, in attesa che forse una magia possa ancora accadere.

E la magia accade, ma è tutta umana, ed è fatta di parole attese, di fiducia, di ripartenze con ciò che c'è e tutto quello che ancora si può costruire.

Non vi svelo il finale che lungi dall'offrire una soluzione edulcorata e lineare, mette in scena in modo autentico la complessità delle relazione umane, soprattutto quando queste sono compromesse dalla malattia mentale.

Una storia autentica, una scrittura capace di restituire tutta la complessità di vite comuni e spesso nascoste dalla disattenzione di una società iper-cinetica in cui la fragilità è solo un inciampo da scartare, e non una possibile occasione per ripensare il senso e la direzione da dare alle relazioni, per costruire e ricostruire legami che sappiano tenere dentro ogni forma di umano.

Una storia di crescita che accade nel dolore ma che sa offrire al lettore con sguardo autentico anche la speranza di ripartire dall'ascolto di sé e degli altri.

Non ci resta che inquadrare il QRcode alla fine del libro e metterci in ascolto delle molti voci che hanno accompagnato Liza su questo suo e nostro sentiero di crescita.

Per voi Piccoli Lettori Crescono

INFORMAZIONI TECNICHE

TITOLO: Playlist per quando torni

AUTRICE: Beatrice Dorigo

EDITORE: EDT - Giralangolo

COLLANA: Dinamo

DATA DI PUBBLICAZIONE: Marzo 2026

PAGINE: 191

FORMATO: brossura

ETÀ DI LETTURA: Young Adult

ISBN: 9791223703090

PREZZO INDICATIVO: 14 euro



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