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SCELTI PER VOI: Unico nel suo genere

lunedì 23 maggio 2022

 

 

Arvo ha una bella famiglia, che discende da numerosi antenati.

 

 Malcom è il gatto di Arvo, e fa parte di una grande famiglia, quella dei felini, che hanno colori e caratteristiche diverse. 

 


Malcom e Arvo appartengono a una famiglia ancora più grande, quella del regno animale, e il viaggio tra meditazione e osservazione del mondo è solo all’inizio. 

 


Nel ricco e dettagliato libro di Neil Packer, vincitore del Bologna Ragazzi Award nella categoria non fiction nel 2021, si entra in una serie di categorie che partono dal particolare per allargarsi alla vastità delle possibili classificazioni. Ordinare, raggruppare, facilita la comprensione del mondo, aiuta a comprenderlo e a trovare un senso al vivere nella Terra. Neil Packer cita lo scienziato russo Dmitri Mendeleev, che studiando lo schema delle somiglianze tra elementi, predisse l’esistenza di materie che dovevano ancora essere scoperte.

Arvo dopo la scuola va alla lezione di violino, attraversa la città, osserva tutto, e pare che tutto possa essere catalogato. Arvo fa proprio questo gioco: raccoglie gli elementi che incontra, dagli strumenti musicali, ai mezzi di trasporto, alle qualità di mele e formaggi, alle scansie dei generi letterari in biblioteca e ogni cosa pare avere un ordine per essere riconosciuta. Arvo elabora il suo mondo in categorie visive, in gruppi, e ci accompagna nel suo dettagliato processo mentale, che è anche artistico, sorprendente e affascinante. Ogni dettaglio apre un ventaglio di immagini correlate, legate per origine e logica. Anche la città può essere suddivisa in palazzi singoli e a loro volta raggruppati per struttura architettonica, corrente artistica o periodo storico. 

Con i pensieri di Arvo si esplora lo spazio e si attraversa il tempo, i concetti astratti assumono forme precise, le illustrazioni sono affascinanti, pulite, particolari e artisticamente ricche. 

Il processo artistico di Neil Packer è minuzioso, presso la mostra allestita nei locali di Zoo, durante la BCBF 2022 è stata data l'opportunità di godere di alcune tavole di studio ed esecuzione originali. Le fototografie sono state scattate in questo allestimento.

 


 

(perdono per gli inevitabili riflessi sul vetro)

Lo sguardo del bambino è curioso e scopre quanto sia sempre più vasto il concetto di legame di appartenenza, lo sperimenta con vari elementi, nel tentativo di trovare un ordine, una guida, ma intuisce come si aprano continuamente altre possibili relazioni, che accomunano con altro ancora. Questo processo è una ricerca per comprendere da dove si viene e verso cosa siamo proiettati, è identità ma anche storia, evoluzione e soprattutto è vita. È una sfida, che rivela anche i suoi limiti, e proprio per questo diventa ancora più stimolante. Si può davvero classificare il mondo in gruppi? I legami sembrano forti, i fili che tengono legate le cose saldi, ma si allargano presto per diventare rete, e così si concatenano altre riflessioni, altre domande, altre possibilità.


 

Arvo fa parte di un tutto, ma è un UNO e unico. Un concetto astratto, ma nel libro appare molto naturale, ci si arriva osservando, facendo il gioco del trova il dettaglio, riflettendo davanti alla moltitudine e ai raggruppamenti per famiglie. Sono famiglie che si incrociano e si allargano, sottofamiglie, macro-famiglie. È la ricchezza del mondo che ci circonda, con tutto il suo potenziale, con tutte le scoperte ancora da fare, ed è semplicemente affascinante!

 
Arvo è un bambino che si percepisce immerso in un vortice di dettagli, in mezzo a una moltitudine, miliardi, di persone. Avverte di essere un piccolo dettaglio, che potrebbe sparire, non essere riconosciuto nemmeno dal papà. Pagina dopo pagina, si indaga l’unicità. Pare incredibile che tra tante categorie di oggetti diversi si possa mantenere il concetto di “unico” nel suo genere, ed è proprio nel raggruppare per generi che spicca l’unicità. 

Le categorie non sono perfette, infatti è possibile raggruppare gli stessi elementi in modi diversi, e la ricerca di un ordine dimostra come sia il caos a combinare nuove possibili classificazioni e non ci deve spaventare, anzi, questo entrare e uscire da una categoria afferma in modo ancora più forte la potenza dell’unicità, in ogni genere.

 

«Ci sono moltissime persone al mondo, ma ci sono un unico ME e un unico TE!» 

 
Lo dice il papà di Arvo, ed è una potente affermazione, che alla fine colloca tutto al suo posto.
In appendice si trovano le spiegazioni dell'autore alla realizzazione delle tavole illustrate, racconta le scelte che lo hanno condotto al progetto finale, e ogni tavola è un vero quadro d’artista.

Buona lettura!

Informazioni tecniche
Titolo: Unico nel suo genere
Autore e illustratore: Neil Packer
Traduttrice: Sara Saorin
Editore: Camelozampa
Collana: Le Sinapsi
Codice: EAN 9791280014726
Formato: 37x27 cm, copertina rigida
Pagine: 48
Prezzo indicativo: € 25
Età di Lettura: da 6 anni


 

Dalla BCBF22. Il Fondo Sergio Silva: una storia fiabesca e affascinante

mercoledì 11 maggio 2022

Il 23 Marzo 2022, presso lo spazio Illustrators Café della Bologna Children’s Book Fair, si è chiuso un cerchio prezioso, molto atteso: dopo quasi quarant’anni, sono tornati simbolicamente a casa dei libri speciali, ad oggi oltre 920 volumi provenienti da tutto il mondo, che sono partiti proprio dalla Fiera più importante dedicata ai libri per ragazzi. Quella mattina, Marina Petruzio ha introdotto i personaggi di una favola, che in realtà sono tutti reali: Caterina Silva, a rappresentare Sergio e Maurizio Silva, i protagonisti da cui parte la storia, l’appassionata Vanja Passerini che cura il Fondo, a cui ha dedicato tante energie e amore, Emanuela Bussolati che ne è la madrina, proprio come in Cenerentola, e Valentina Ambrogi che è la responsabile della Biblioteca Scolastica Baia del Re dell’Istituto Salvo D’Acquisto di Parma, la cui DS è Nadia Malcisi.

La storia che sto per raccontarvi è davvero affascinante: ci sono luoghi incantati e c’è senza dubbio anche la magia che nasce dalle connessioni, e anche tanto coraggio, infatti, l’impresa affrontata è stata impegnativa e alta come una montagna di libri.


Nel 2016 Maurizio Silva, fratello di Sergio, membro della giuria del Graphic Prize alla Bologna Children’s Book Fair dal 1973 al 1983, prende una grande decisione in merito alle centinaia di libri che il fratello teneva custoditi con grande cura, proprio come un tesoro, vicino a una località dal nome perfetto: Pontestrambo. Lì c’erano scatoloni di libri provenienti da tutto il mondo, tutti illustrati e preziosissimi, scritti in tante lingue diverse. Maurizio Silva desidera donarli, vorrebbe rendere fruibili questi gioielli dell’editoria. Realizzare questo intento, però, non era certo semplice, perché trovare casa a così tanti libri si presentava come un compito complesso: quale biblioteca avrebbe potuto accoglierli? 

Emanuela Bussolati, durante l’incontro in fiera, ha ricordato a tutti l’insidia più funesta: anche nelle biblioteche capita che, per fare spazio, vengano buttati dei libri. 

Quindi? Come fare? Vanja Passerini, che in questa storia è la vera pasionaria ed ha il ruolo determinante dell’eroe, invita Emanuela Bussolati a visionare il contenuto degli scatoloni, serve fare la faticosa mappatura e tutte le valutazioni possibili per continuare ad assicurare la cura che meritano. Gli scatoloni contengono diamanti di carta, creati in un’epoca in cui erano gli artisti che si applicavano all’illustrazione, come ricorda Emanuela Bussolati, con una qualità talmente alta che hanno permesso a quei libri di non invecchiare, e cita Tomi Ungerer, che in quegli anni ha prodotto le sue migliori opere. Sergio Silva ha custodito preziosamente questo tesoro, ha permesso che quei libri non andassero perduti, e questo è stato il primo grandissimo sollievo, con un senso di gratitudine, di chi ha iniziato ad occuparsi della generosa donazione. Si tratta di libri italiani ma anche provenienti dai paesi anglosassoni, dalla Francia e, attenzione: dalla Germania dell’Est e dell’Ovest, dalla Jugoslavia, dalla URSS e dalla Cecoslovacchia. Una parentesi di confini geopolitici mutati, alcuni estinti. Sono presenti libri sudafricani, scandinavi, neozelandesi, giapponesi e iraniani.
Ma a questo punto della storia, la missione è solo all’inizio. C’era ancora la grande domanda irrisolta: dove poterli tutelare, dove poterli mostrare, far toccare, consultare, ammirare? Dopo qualche tempo, questo carico di albi illustrati approda in un luogo speciale, adiacente alla biblioteca scolastica Baia del Re, dell’Istituto Salvo D’Acquisto di Parma, che comprende una scuola dell’infanzia, due primarie e una secondaria di primo grado, e ne diventa il nuovo proprietario e custode. Tutte le persone che hanno lavorato per questa nuova collocazione hanno sicuramente utilizzato delle risorse al limite del magico, e il lieto fine è stato raggiunto: tutti quei libri sono ora accessibili a insegnanti e alunni, gli originali destinatari di quelle opere, ma non solo i ragazzi possono visionarli, infatti, il Fondo è accessibile a tutti, in modalità stabilite e visite programmate.

 
I libri del Fondo Sergio Silva continuano a dialogare nelle loro numerose lingue, per esempio i libri dell’Est sono tutti insieme, ma è un Est che non esiste più, ci ricorda Vanja Passerini, quindi, si può affermare che tutti insieme formano una geografia e una storia.
Tra gli utenti esterni alla scuola, che si recano apposta presso il Fondo Sergio Silva, ci sono studenti, accademici, esperti e appassionati. Un esperto proveniente dall’Iran, per esempio, ha recentemente utilizzato questi libri per ripercorrere la storia del proprio paese nei periodi precedenti e posteriori alla Rivoluzione Khomeinista, che decretò un grande cambiamento storico culturale: la propaganda è risultata molto incisiva anche negli albi dedicati ai bambini, questo dato di fatto ha creato una sezione precisa, che rende la prospettiva storica e geografica di quel periodo. Una studiosa russa invece ha trovato, tra i libri russi, un menu dell’autore Puškin, e anche questa è una sorprendente e divertente curiosità.

Di fatto, è un Fondo ancora tutto da scoprire, nonostante l’impresa titanica di mapparlo, una fatica necessaria che hanno compiuto le protagoniste di questa storia bellissima, ma non è che la superficie della ricchezza di questa raccolta.  

La Scuola di Belle Arti di Carrara, per esempio, ha presentato un progetto per studiare i caratteri alfabetici orientali nei libri del Fondo Silva, ma sono tanti i progetti da poter realizzare con un patrimonio simile, messo a disposizione di tutti. Sono libri ponte, sulla storia e sulle culture, sui paesi e sull’arte. Anche l’Università Ca’ Foscari di Venezia ha progettato una mostra proprio sui libri ponte, attingendo al Fondo, che raccontano la migrazione in una mostra. Il mondo accademico si sta interessando al Fondo Sergio Silva, e l’uso di questi albi offre infinite possibilità di approfondimenti.


Un altro pregio di questa raccolta di libri è che il livello iconografico arriva subito ai bambini, anche se la lingua è incomprensibile. La sua ricchezza è anche nei generi di libri raccolti:

 

“dall’albo illustrato al libro illustrato, dal libro gioco a quello fotografico, dai romanzi ai racconti visivi, libri enormi e minuscoli, semplicissimi o elaborati, a colori o in bianco e nero tra cui spiccano opere di illustratori divenuti nel tempo capostipiti dell’illustrazione e titoli considerati ormai dei classici”.

 

Emanuela Bussolati ha ricordato come il processo artistico di quei libri sia oltremodo interessante, ci sono moltissimi stili, senza mediazione tecnologica, quindi, ogni tavola è stata realizzata a mano. Anche le correzioni cromatiche sulle pellicole in tipografia si facevano a mano. Tutto il processo era seguito anche dall’illustratore. L’intervento della tecnologia non ha certo cambiato i grandi artisti come Gianni de Conno che, anche con i nuovi strumenti in digitale, dipingeva a piccole pennellate. Del resto, il digitale è un nuovo strumento che gli artisti sperimentavano, come accadde quando giunse l’aerografo, e i risultati potevano essere belli o meno riusciti, come accade con qualsiasi altro mezzo. Quindi anche questo aspetto, che riguarda quel periodo dell’illustrazione, si rivela molto interessante da esplorare.

Va menzionato inoltre che Emanuela Bussolati ha creato il Fondo Bussolati, con i libri gioco, che dialoga con il Fondo Silva e tante sono le possibilità di progettazione che ne derivano.

Esiste un gruppo di studio e comunità di pratica che si è composto in sei anni di lavoro sul Fondo, il cui apporto e supporto è indispensabile. Tutte le protagoniste di questa fiaba sono state e continuano ad essere fondamentali. La storia continua con tutto il suo carico di magia.

Vi invito a conoscere meglio il Fondo Sergio Silva e a seguirne le iniziative:
il Fondo è custodito presso la biblioteca scolastica Baia del Re presso l’Istituto
Comprensivo Salvo d’Acquisto in Parma.
www.fondosergiosilva.org
L’Associazione Bibliomondo, in forza di una convenzione con l’Istituto Comprensivo, ne
garantisce la custodia e ne promuove la conoscenza.
Bibliomondo Famiglie Volontarie: Vanja Passerini - presidente
email: bibliomondopr@gmail.com


 



BCBF2022: Ucraina e Russia alla Bologna Children’s Book Fair

giovedì 31 marzo 2022





La fiera del libro per ragazzi di Bologna è uno spazio che si riempie di progetti, colori, idee, creatività e che pone, con cura, l’infanzia al centro. Ogni stand, ogni angolo dei locali fieristici, è tappezzato di immagini potenti, che abbracciano sia il mondo fantastico che la realtà, anche quella più scomoda. Le narrazioni scorrono vivaci tra parole e illustrazioni, attraversano ogni genere di temi, senza indietreggiare.


 

 

È una bolla di meraviglia, la fiera mantiene intatto il suo fascino, nonostante gli eventi degli ultimi anni che hanno minato la serenità, le certezze, e che hanno sconvolto il mondo intero.

La fiera di quest’anno è stata caratterizzata dall’emozione generale per l’attesissimo ritorno, dopo due anni di assenza a causa della pandemia. C’era uno slancio generale da parte di tutti, una frenesia palpabile, che inaspettatamente ha dovuto cambiare il passo, restringere il sorriso che era già largo, perché la nuvola scura della guerra ha inevitabilmente offuscato gli animi. 

La Bologna Childrens Book Fair è un evento internazionale, il più importante del settore, e proprio perché riguarda l’editoria mondiale, non poteva ignorare quello che stava accadendo poco distante.
La tragedia in atto in Ucraina si è fatta sentire, potentemente, con un oggettivo vuoto, con l’ossimoro della presenza nell’assenza: i vuoti sono stati a dir poco straripanti!

Il padiglione 30 questa volta risultava “monco”, mancava il coreografico angolo russo, che eravamo soliti visitare, stavolta ci siamo trovati dinnanzi a un confine di pannelli bianchi e tende candide, come uno sbarramento, e stabilivano la soglia tra la fiera vissuta e l’assenza.
Lo stand ucraino, intanto, dal padiglione 26, gridava tutto il suo nero dolore, con frasi accese di blu e di giallo, da cui partiva la richiesta di supporto. 

 

La fiera dedicata ai libri per bambini, in questo spazio, ha perso tutti i colori.
Bianco e nero: in ogni caso, i due consueti angoli russi e ucraini erano spenti. In molti abbiamo avvertito ancora più forte il disagio di questo momento assurdo, ferito dalla guerra.


 

 

Uno stand inconsueto, ricolmo di libri ucraini, è stato posizionato all’ingresso dei due padiglioni 26 e 25, allestito in collaborazione con l’Ukrainian Book Institute e la BCBF Exhibitions. Campeggiava isolato, a rimarcare ancora l’eccezionalità del momento. 


 

 

Qui c’era un’apparente normalità, nell’esposizione di albi con ricche illustrazioni, come si è abituati a vedere nei vari stand che espongono i propri progetti editoriali. Nel tavolo di fronte alle schiere di libri ce n’era uno speciale, che è tornato attuale come non mai: 

 


La guerra che cambiò Città Tonda, di Andriy Lesiv e Romana Romanyshyn, già menzione speciale New Horizons alla BCBF del 2015 e tradotto in più lingue. Ed è quello che tutti ci siamo soffermati a sfogliare di più.

 


 

La Fiera ha preso posizioni concrete. Le assenze si sono fatte sentire in modo prepotente, causando dispiacere e dolore.
L’augurio e la preghiera sono quelli di tutti, che accomunano il mondo. Da un luogo come la fiera del libro, che il mondo lo abbraccia tutto, dove i confini non esistono, perché proprio da qui inizia il viaggio di tanti progetti, l’unica parola ad unirci è una: “PACE”, solo questa.

 





Al Via la 59ª edizione della Bologna Children’s Book Fair!

mercoledì 23 marzo 2022

 

Bologna Children's Book Fair torna finalmente in presenza, dopo l'assenza per la pandemia, con la sua 59ª edizione, assieme alla prima edizione dal vivo di BolognaBookPlus – BBPLUS, realizzata in collaborazione con AIE - Associazione Italiana Editori, e alla sorella Bologna Licensing Trade Fair | Kids - BLTFK.

Dal 21 al 24 marzo 2022 la Fiera accoglierà la comunità internazionale di professionisti del settore nei padiglioni di BolognaFiere, con oltre 1.000 espositori da oltre 85 paesi e regioni e un pubblico professionale sempre più legato alla principale manifestazione fieristica mondiale dedicata allo scambio di diritti e ai temi dell’editoria per bambini e ragazzi. 

Alla manifestazione parteciperanno 1.061 espositori provenienti da 90 Paesi e sono previsti 250 eventi e 15 mostre.

"È un appuntamento molto importante che dà il via a tutto il calendario dell'anno - ha detto Antonio Bruzzone, direttore generale di Bologna Fiere - c'è un grande interesse anche se c'è un clima di tristezza. Il nostro calendario resta comunque invariato, ma sicuramente le manifestazioni sconteranno l'assenza di compratori ed espositori russi e ucraini". Gli organizzatori hanno però deciso di allestire una mostra dedicata ai libri ucraini e martedì 22 marzo ci sarà una 'lectio magistralis' dell'autore israeliano Etgar Keret sul tema della pace. 

L'Ucraina rimane sotto i riflettori e dentro al cuore di tutti.


Importante l'iniziativa di sulla Campagna di crowdfunding per sostenere la stampa di libri per bambini ucraini.

Oltre 3 milioni di rifugiati, e, tra loro, moltissimi bambini che hanno lasciato le loro case con il minimo

indispensabile. Questi bambini hanno bisogno di conforto. Questi bambini hanno bisogno di continuare a essere bambini. Hanno bisogno di giocare, imparare, leggere. L’Ukrainian Book Institute, con il supporto della Federation of European Publishers, fa appello alla generosità del mondo del libro. Lanciando questa campagna di crowdfunding a Bologna, con il sostegno della Bologna Children’s Book Fair (e tutte le altre fiere che vorranno unirsi all’appello), l’Ukrainian Book Institute spera di raccogliere sufficienti fondi per stampare centinaia di migliaia di libri per bambini in Europa, dal momento che la città ucraina di Kharkiv, dove si trovano le stamperie più importanti, è stata pesantemente bombardata dagli attacchi russi. Questi libri in ucraino permetteranno ai bambini di intrattenersi e allo stesso tempo di mantenere il legame con la loro terra. Peter Kraus vom Cleff, Presidente della Federation of European Publishers, e Ricardo Franco Levi, Vice-Presidente e Presidente dell’Associazione Italiana Editori, hanno dichiarato: “In questi giorni terribili dell’invasione russa dell’Ucraina, i nostri amici e colleghi dell’Ukrainian Book Institute ci hanno chiesto di dare il nostro sostegno per la raccolta fondi, così da continuare a stampare libri ucraini e a distribuirli ai bambini. È chiaro che è nostro dovere aiutare i nostri colleghi editori in Ucraina e di fare il possibile perché i bambini ucraini possano avere accesso ai libri. È importante che il mondo del libro dimostri solidarietà. Se potete, per favore, donate. Tutti i fondi verranno spesi per stampare libri e verranno amministrati dall’UBI”.

Tutti i fondi raccolti verranno amministrati da remoto dall’UIB, che sarà responsabile della scelta dei titoli e che si coordinerà con gli enti locali per la stampa e la distribuzione dei libri per bambini. La FEP farà da garante dell’operazione.


Una novità di questa edizione è la nuova area della fiera, nominata 'BolognaBookPlus', dedicata all'industria dell'editoriale, non solo per ragazzi. Il 'Comics corner' ospiterà gli editori internazionali di graphic novel, mentre lo spazio 'Spotlight on Africa' accoglierà editori, illustratori e autori provenienti dal continente e sono previsti anche dei momenti di incontro. I convegni, curati principalmente dall'associazione bolognese Hamelin, indagheranno il ruolo del fumetto e del libro nella formazione dei più piccoli, come l'incontro 'Infanzia e margini' del 22 marzo, dedicato alla promozione della lettura, al quale parteciperanno esperti del settore provenienti da Canada, Iran, Brasile, Venezuela, Inghilterra e Ruanda. Camminare tra gli stand e le mostre della Bologna Children’s Book Fair che invadono anche le strade della città è un invito a perdersi tra le immagini.

Buona Bologna Children’s Book Fair a tutti!

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