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Dalla BCBF22. Il Fondo Sergio Silva: una storia fiabesca e affascinante

mercoledì 11 maggio 2022

Il 23 Marzo 2022, presso lo spazio Illustrators Café della Bologna Children’s Book Fair, si è chiuso un cerchio prezioso, molto atteso: dopo quasi quarant’anni, sono tornati simbolicamente a casa dei libri speciali, ad oggi oltre 920 volumi provenienti da tutto il mondo, che sono partiti proprio dalla Fiera più importante dedicata ai libri per ragazzi. Quella mattina, Marina Petruzio ha introdotto i personaggi di una favola, che in realtà sono tutti reali: Caterina Silva, a rappresentare Sergio e Maurizio Silva, i protagonisti da cui parte la storia, l’appassionata Vanja Passerini che cura il Fondo, a cui ha dedicato tante energie e amore, Emanuela Bussolati che ne è la madrina, proprio come in Cenerentola, e Valentina Ambrogi che è la responsabile della Biblioteca Scolastica Baia del Re dell’Istituto Salvo D’Acquisto di Parma, la cui DS è Nadia Malcisi.

La storia che sto per raccontarvi è davvero affascinante: ci sono luoghi incantati e c’è senza dubbio anche la magia che nasce dalle connessioni, e anche tanto coraggio, infatti, l’impresa affrontata è stata impegnativa e alta come una montagna di libri.


Nel 2016 Maurizio Silva, fratello di Sergio, membro della giuria del Graphic Prize alla Bologna Children’s Book Fair dal 1973 al 1983, prende una grande decisione in merito alle centinaia di libri che il fratello teneva custoditi con grande cura, proprio come un tesoro, vicino a una località dal nome perfetto: Pontestrambo. Lì c’erano scatoloni di libri provenienti da tutto il mondo, tutti illustrati e preziosissimi, scritti in tante lingue diverse. Maurizio Silva desidera donarli, vorrebbe rendere fruibili questi gioielli dell’editoria. Realizzare questo intento, però, non era certo semplice, perché trovare casa a così tanti libri si presentava come un compito complesso: quale biblioteca avrebbe potuto accoglierli? 

Emanuela Bussolati, durante l’incontro in fiera, ha ricordato a tutti l’insidia più funesta: anche nelle biblioteche capita che, per fare spazio, vengano buttati dei libri. 

Quindi? Come fare? Vanja Passerini, che in questa storia è la vera pasionaria ed ha il ruolo determinante dell’eroe, invita Emanuela Bussolati a visionare il contenuto degli scatoloni, serve fare la faticosa mappatura e tutte le valutazioni possibili per continuare ad assicurare la cura che meritano. Gli scatoloni contengono diamanti di carta, creati in un’epoca in cui erano gli artisti che si applicavano all’illustrazione, come ricorda Emanuela Bussolati, con una qualità talmente alta che hanno permesso a quei libri di non invecchiare, e cita Tomi Ungerer, che in quegli anni ha prodotto le sue migliori opere. Sergio Silva ha custodito preziosamente questo tesoro, ha permesso che quei libri non andassero perduti, e questo è stato il primo grandissimo sollievo, con un senso di gratitudine, di chi ha iniziato ad occuparsi della generosa donazione. Si tratta di libri italiani ma anche provenienti dai paesi anglosassoni, dalla Francia e, attenzione: dalla Germania dell’Est e dell’Ovest, dalla Jugoslavia, dalla URSS e dalla Cecoslovacchia. Una parentesi di confini geopolitici mutati, alcuni estinti. Sono presenti libri sudafricani, scandinavi, neozelandesi, giapponesi e iraniani.
Ma a questo punto della storia, la missione è solo all’inizio. C’era ancora la grande domanda irrisolta: dove poterli tutelare, dove poterli mostrare, far toccare, consultare, ammirare? Dopo qualche tempo, questo carico di albi illustrati approda in un luogo speciale, adiacente alla biblioteca scolastica Baia del Re, dell’Istituto Salvo D’Acquisto di Parma, che comprende una scuola dell’infanzia, due primarie e una secondaria di primo grado, e ne diventa il nuovo proprietario e custode. Tutte le persone che hanno lavorato per questa nuova collocazione hanno sicuramente utilizzato delle risorse al limite del magico, e il lieto fine è stato raggiunto: tutti quei libri sono ora accessibili a insegnanti e alunni, gli originali destinatari di quelle opere, ma non solo i ragazzi possono visionarli, infatti, il Fondo è accessibile a tutti, in modalità stabilite e visite programmate.

 
I libri del Fondo Sergio Silva continuano a dialogare nelle loro numerose lingue, per esempio i libri dell’Est sono tutti insieme, ma è un Est che non esiste più, ci ricorda Vanja Passerini, quindi, si può affermare che tutti insieme formano una geografia e una storia.
Tra gli utenti esterni alla scuola, che si recano apposta presso il Fondo Sergio Silva, ci sono studenti, accademici, esperti e appassionati. Un esperto proveniente dall’Iran, per esempio, ha recentemente utilizzato questi libri per ripercorrere la storia del proprio paese nei periodi precedenti e posteriori alla Rivoluzione Khomeinista, che decretò un grande cambiamento storico culturale: la propaganda è risultata molto incisiva anche negli albi dedicati ai bambini, questo dato di fatto ha creato una sezione precisa, che rende la prospettiva storica e geografica di quel periodo. Una studiosa russa invece ha trovato, tra i libri russi, un menu dell’autore Puškin, e anche questa è una sorprendente e divertente curiosità.

Di fatto, è un Fondo ancora tutto da scoprire, nonostante l’impresa titanica di mapparlo, una fatica necessaria che hanno compiuto le protagoniste di questa storia bellissima, ma non è che la superficie della ricchezza di questa raccolta.  

La Scuola di Belle Arti di Carrara, per esempio, ha presentato un progetto per studiare i caratteri alfabetici orientali nei libri del Fondo Silva, ma sono tanti i progetti da poter realizzare con un patrimonio simile, messo a disposizione di tutti. Sono libri ponte, sulla storia e sulle culture, sui paesi e sull’arte. Anche l’Università Ca’ Foscari di Venezia ha progettato una mostra proprio sui libri ponte, attingendo al Fondo, che raccontano la migrazione in una mostra. Il mondo accademico si sta interessando al Fondo Sergio Silva, e l’uso di questi albi offre infinite possibilità di approfondimenti.


Un altro pregio di questa raccolta di libri è che il livello iconografico arriva subito ai bambini, anche se la lingua è incomprensibile. La sua ricchezza è anche nei generi di libri raccolti:

 

“dall’albo illustrato al libro illustrato, dal libro gioco a quello fotografico, dai romanzi ai racconti visivi, libri enormi e minuscoli, semplicissimi o elaborati, a colori o in bianco e nero tra cui spiccano opere di illustratori divenuti nel tempo capostipiti dell’illustrazione e titoli considerati ormai dei classici”.

 

Emanuela Bussolati ha ricordato come il processo artistico di quei libri sia oltremodo interessante, ci sono moltissimi stili, senza mediazione tecnologica, quindi, ogni tavola è stata realizzata a mano. Anche le correzioni cromatiche sulle pellicole in tipografia si facevano a mano. Tutto il processo era seguito anche dall’illustratore. L’intervento della tecnologia non ha certo cambiato i grandi artisti come Gianni de Conno che, anche con i nuovi strumenti in digitale, dipingeva a piccole pennellate. Del resto, il digitale è un nuovo strumento che gli artisti sperimentavano, come accadde quando giunse l’aerografo, e i risultati potevano essere belli o meno riusciti, come accade con qualsiasi altro mezzo. Quindi anche questo aspetto, che riguarda quel periodo dell’illustrazione, si rivela molto interessante da esplorare.

Va menzionato inoltre che Emanuela Bussolati ha creato il Fondo Bussolati, con i libri gioco, che dialoga con il Fondo Silva e tante sono le possibilità di progettazione che ne derivano.

Esiste un gruppo di studio e comunità di pratica che si è composto in sei anni di lavoro sul Fondo, il cui apporto e supporto è indispensabile. Tutte le protagoniste di questa fiaba sono state e continuano ad essere fondamentali. La storia continua con tutto il suo carico di magia.

Vi invito a conoscere meglio il Fondo Sergio Silva e a seguirne le iniziative:
il Fondo è custodito presso la biblioteca scolastica Baia del Re presso l’Istituto
Comprensivo Salvo d’Acquisto in Parma.
www.fondosergiosilva.org
L’Associazione Bibliomondo, in forza di una convenzione con l’Istituto Comprensivo, ne
garantisce la custodia e ne promuove la conoscenza.
Bibliomondo Famiglie Volontarie: Vanja Passerini - presidente
email: bibliomondopr@gmail.com


 



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