Else-Marie e i suoi piccoli Papà è appena uscito nelle librerie, non è “appena nato”, ma ha compiuto già 35 anni. Fu il libro d’esordio di Pija Lindenbaum, autrice svedese fra le più celebri della sua generazione, vincitrice dell’Astrid Lindgren Award, e altri numerosi premi, come il Deutsche Jugendliteraturpreis, e nel 1990 il premio Heffaklumpen, promosso dal quotidiano Expressen, proprio con questo libro, per essere stato il più divertente dell’anno.
L’albo è molto divertente, anche bizzarro, ironico, follemente adeso alle fantasie infantili. La protagonista ha sette piccoli papà. Nulla di strano per una fiaba, ma anche per l’immaginario infantile, (infatti si ispira ai ricordi d’infanzia e dei giochi con il papà dell’autrice). Quanti bambini hanno amici immaginari, personaggi fantastici con cui condividono giochi o azioni quotidiane? In questa storia i piccoli papà sono particolarmente realistici, non cambiano forgia davanti agli altri come accade a Tigro di Calvin e Hobbes, o all’orsacchiotto Edward di Christopher Robin, il tenero Winnie the Pooh. Stiamo leggendo una favola che si fonde con la dimensione reale e contemporanea, si entra nella fantasia e nel gioco, per condividerne ogni aspetto.
Elsa-Marie ci porta nel suo strambo mondo, che è serenamente “normale” tra le mura di casa. Le magnifiche illustrazioni, piene di dettagli, con tratti vibranti che annullano ogni possibile staticità alle scene, rendono la narrazione assolutamente credibile. La mamma della bambina, sebbene sia un personaggio secondario e soprattutto adulto, non crea lo scollamento dalla dimensione fantastica, quindi pare che sia tutto verosimile.
La storia inizia con la bambina in attesa dei papà, stanno per tornare a casa dal lavoro, durante la settimana sono lontani e il giovedì, al rientro, le portano un regalino. I sette papà si comportano come tanti altri papà: a volte sono stanchi per giocare, altre volte coinvolgono in qualche modo la bambina nelle loro attività per farla comunque divertire, leggono insieme il libro della sera, e così via, hanno una vita i cui riti sono pienamente condivisibili, se non fosse per la loro dimensione ridotta, il loro numero inconsueto, la loro somiglianza impressionante, sarebbe tutto “normale”.
La vita familiare è spassosa, perché l’autrice include tutti gli inciampi reali di una convivenza così bizzarra. Tutto appare sia ordinario che bislacco.
A un certo punto sopraggiunge l’imprevisto, che scombina gli equilibri: quel che è “normale” per la protagonista, potrebbe non esserlo per gli altri…, ed è subito panico!
Un bel giorno, Else-Marie dovrà tornare a casa da scuola, quindi, dal luogo dove le famiglie si confrontano, con i sette papà perché la mamma ha un impegno improrogabile. Lo sgomento della protagonista è comprensibile e divertente allo stesso tempo, proprio perché i piccoli papà, e lo sappiamo dalla prima pagina, non vivono circoscritti in casa, ma escono per lavoro, incontrano tutti i giorni i loro clienti. Il piccolo dramma è concentrato in un preciso contesto: la scuola, con i compagni e gli altri genitori. Evidentemente Else-Marie non ha ancora raccontato tutto dei suoi papà, così numerosi e fuori misura. Teme per loro, ma anche per sé stessa, ha paura. Potrebbe per questa anomalia familiare non essere più accettata? Questi papà, così “diversi”, saranno bene accolti? Cosa potrà mai accadere? I suoi timori li vediamo rappresentati come una proiezione realistica. Situazioni comiche, ma anche di disagio.
Chiaramente il seguito di questa favola contemporanea è tutto da scoprire.
Le illustrazioni sono vivaci, il tratto libero e rapido dà immediatezza e tutto prende vita, movimento. Entrare in questa dimensione piacevolmente folle è davvero divertente!
Le motivazioni del premio come libro più divertente dell’anno sono state “per il suo tono umoristico e per la sua libertà espressiva, è stato un libro rivoluzionario, dalla forza dirompente […] in esso emergono i tratti caratteristici della poetica di Lindenbaum: l’ispirazione fiabesca, il piacere dell’assurdo, la spiccata ironia, l’attenzione ai particolari, il gusto di mescolare reale e fantastico in modo naturale e convincente”.
Questa rinnovata edizione, inoltre, ha una nuova traduzione che restituisce una fedeltà particolarmente attenta alle tradizioni svedesi, alle abitudini culturali, con particolare riguardo al testo originale. La traduttrice è Samanta K. Milton Knowles, e ha saputo trasmettere tutto l’esplosivo entusiasmo che scaturisce dai personaggi, non solo dalla simpatica protagonista.
“Nel corso degli anni sono state poste molte domande su questo libro. Molti hanno cercato di analizzarlo. Io più che altro sono rimasta sorpresa e divertita. È solo un racconto, una fiaba! E nelle fiabe può succedere qualsiasi cosa. Tutto è possibile”
Dalla prefazione dell’autrice Pija Lindenbaum
Come suggerisce l’autrice, questa storia va goduta con spontaneo divertimento, se proprio si dovesse trarre altro, oltre al piacere della lettura, si potrebbe far riferimento alla paura del giudizio altrui e al potente valore dell’accoglienza, ma cercare di analizzarlo toglierebbe la patina di polvere magica, proprio quella di Trilly, tipica della fantasia in cui tutto è possibile!
Buona lettura!
Informazioni tecniche
Titolo: Else-Marie e i suoi Piccoli papà
Autrice e illustratrice: Pija Lindenbaum
Traduttrice: Samanta K. Milton Knowles
Editore: Il Barbagianni
Codice: EAN 9788897865445
Formato: 19,5x26 cm. Brossura. Copertina rigida.
Pagine: 40
Prezzo indicativo: € 18,00
Età di Lettura: dai 4 anni