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SCELTI PER VOI: BORDERS

mercoledì 18 maggio 2022

 

È una strana famiglia quella composta da Olmo, una donna centenaria, e quattro ragazzi, dai nomi sconosciuti in quella città futuristica che è Magnolia, ma ben noti ai giovani lettori: Verne, Dickens, Alcott e Lindgreen. 

I nomi li ha scelti Olmo quando ha deciso di prendersi cura dei quattro bambini, rimasti orfani e della cui origine si scoprirà nel prosieguo della storia. E il suo modo di crescere le creature che ha deciso di accudire, non tiene conto solo del necessario alla loro sopravvivenza e dell'affetto che nutre nei loro confronti. Parte integrante e costitutiva del loro nutrimento sono anche le storie, di cui Olmo sembra essere letteralmente ricolma, come se il suo esilissimo corpo ospitasse un'intera biblioteca.

Vivono in un capannone, riadattato a casa, nella città vecchia, ai margini della città nuova, ricostruita in poco meno di cinquant'anni, a seguito di un terribile cataclisma, una malattia, che ha avvelenato letteralmente la terra e ogni forma di vita. Sulle ceneri di ciò che era rimasto Magnolia è risorta grazie a un team scelto di scienziati che hanno messo in atto strategie di protezione e controllo della vita, per la sua tutela e riproduzione.

Cinquant'anni prima Magnolia si è dotata di confini ed è cominciata la ricostruzione alla luce delle più recenti scoperte tecnologiche.

Si trova vicino al muro che delimita il confine di Magnolia, oltre il quale si vede solo una sterminata lastra di terreno cementificio. Un deserto infinito. A fissarlo troppo a lungo, il deserto di cemento si sfoca in una bolla liquida come fosse un'allucinazione, invece è reale. Arido. Spaventoso. Reale. 

Il sistema che infatti hanno elaborato gli scienziati chiamati a immaginare una forma nuova di civiltà dopo la catastrofe è stato quello di erigere confini: la vita in ogni sua forma, le piante, gli animali, persino gli esseri umani, devono essere controllati e la loro riproduzione può avvenire solo in laboratorio. Per questo nessun lacerto di terra è più visibile, nessun filo d'erba cresce negli interstizi agli angoli delle strade. Tutto è funzionale, scintillante, perfetto.

Il nuovo romanzo di Giuliana Facchini si preannuncia così un dispotico post-apocalittico, nato, come ha raccontato in un'intervista a Rai Cultura, ben prima che fossimo travolti dalla pandemia. Eppure a leggerlo ci sono tanti elementi di contiguità con il periodo che abbiamo attraversato, in modo particolare nelle domande, mi verrebbe da dire filosofiche, che sottendono il comportamento e le azioni di tutti i protagonisti.

La nuova vita a Magnolia è pianificata in ogni aspetto, non esistono più giardini e fiori e boschi e animali da compagnia, nullo di ciò che esula dalla necessità vitale dell'essere umano, in una parola la bellezza, intesa come manifestazione non controllata tanto della natura quanto dell'uomo, e soprattutto viene bandita la memoria, i ricordi di ciò che la Terra era stata prima della catastrofe. Un'estremizzazione degli strumenti di tutela che diventano così coercitivi e impropri. 

Eppure, sembra dirci l'autrice, la Terra con le sue mirabolanti forme di vita continua a respirare, a immaginare a trovare strategie di sopravvivenza. 

Questo anche grazie a Olmo, da sembra ostile al nuovo sistema.

Per questo ha educato i suoi figli adottivi alla memoria delle storie e alla cura della Terra, attraverso una serra, nella quale i quattro ragazzi hanno piantato pomodori, zucchine, ortaggi di vario tipo e uno splendido albero di limone. 

Una serra dunque e i gesti di cura che ne alimentano la vita rappresentano così quanto di più sovversivo la vecchia Olmo mette in atto per resistere.

Ma quando la serra viene scoperta e data alle fiamme dal C.O.R.V.O. e i suoi figli, membri del sistema di controllo e tutela, Olmo capisce che è giunto il momento di coinvolgere i ragazzi in ciò che ha sempre avuto in mente di fare: varcare i confini di Magnolia, cercare luoghi e spazi che lei sa per certo possono essere ancora ospitali alla vita, cercare sopravvissuti e soprattutto recuperare la preziosa banca dei semi che uno scienziato ha raccolto e custodito per tutta la vita.

Da qui si innesca il motore della storia, una storia che porterà Lindgreen, Alcott, Verne e Dickens inevitabilemente a scegliere se intraprendere il viaggio e lasciare Olmo da sola, se decidere di affidarsi a una speranza e provare a cambiare davvero lo stato delle cose.

Sarà un viaggio in cui oltre alle difficoltà dovranno imparare a definirsi nella relazione di ciascuno con gli altri, in una costante ricerca di sé, nella scoperta anche del proprio passato e delle proprie radici, senza la conoscenza delle quali, nessuno può davvero dire di essere se stesso. 

E questa possibilità di definirsi nella relazione viene data dall'autrice da un escamotage che ho trovato bellissimo: la narrazione infatti non è univoca, non c'è sempre un narratore esterno, a turno i protagonisti assumono la responsabilità della prima persona e il lettore viene catapultato nel vissuto più intimo di Verne, Alcott, Lindgreen, Dickens. Questa è una modalità molto interessante perché consente al lettore di osservare la realtà da più punti di vista, in una sorta di allenamento alla complessità e alla capacità di accogliere scelte e comportamenti che non sempre, se visti da una sola prospettiva, risultano comprensibili. 

Una storia davvero avvincente, che sa guidare il lettore, attraverso ben congegnati colpi di scena e un uso del linguaggio scenico, intenso e ben misurato, a trovare tesori insperati e non previsti, che non posso certo svelare qui, conducendo il lettore verso un finale che resta aperto e ci fa desiderare che la storia continui, che il viaggio di ritorno e forse di liberazione possa compiersi definitivamente.

Da leggere e rileggere dunque con attenzione, aspettando con trepidazione il seguito.

Per voi Piccoli Lettori Crescono, buona lettura 

Informazioni utili
Titolo: Borders
Autrice: Giuliana Facchini
Cover: Mara Becchetti
Editore: Sinnos
Collana: Zona Franca
Formato: brossura
Pagg.: 320
Codice EAN: 978-88-76095-139
Prezzo indicativo: 16 euro
Età di lettura: da 11 anni





 


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