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SCELTI PER VOI: SEMPLICE LA FELICITÀ

domenica 20 settembre 2020

 


In un giorno di festa, quello dei suoi diciotto anni, Chris si ritrova per la prima volta da solo nell'appartamento in cui vive con sua madre.
Ci mette un po' per capire, perché Chris è, come dice anche lui di sé stesso, "in ritardo", ma sua madre se n'è davvero andata, e se non per sempre, almeno per un po'. 

Da tanto tempo avevo paura che te ne andassi. Quando ero piccolo, a volte, mi lasciavi da solo per andare a fare la spesa. Io ti aspettavo guardando fuori dalla finestra del salotto per tutto il tempo che eri via. Quando tornavi, mi aggrappavo alla tua gamba e ti chiedevo di non andartene mai più, perché avevo tantissima paura che non saresti più tornata.

Comincia così questa straordinaria storia, in cui la narrazione in prima persona del protagonista, procede per approssimazione, parola per parola, fatto dopo fatto, giorno dopo giorno, allo sgomento, alla paura, al dolore, allo smarrimento, di ritrovarsi esposto, indifeso, solo. 
Chris è nato con un deficit mentale che, oltre alla sua camminata incerta, compromette anche la sua capacità di comprensione della realtà esterna e delle relazioni sociali, ma non la sua estrema sensibilità.

Mentre lavoro ti penso un po' di meno, però ti aspetto lo stesso, questo è poco ma è sicuro. La sera rimango da solo e guardo la tivù. Spesso mi addormento guardando i pupazzetti, oppure piango nel mio letto perché mi manchi troppo. ... Quando sento qualcuno che respira, trattengo il respiro. Penso sempre che sei tu che stai tornando a casa, ma non sei mai tu, e allora ricomincio a piangere.
A causa dei soprusi subiti Chris è stato costretto a lasciare la scuola, ma con il tempo ha dato seguito alla sua ottima capacità di lavorare con le mani, che gli fa trovare piccoli lavoretti nel quartiere in cui vive, un caleidoscopico mondo che sembra girare tutt'attorno al Marcado, il mercatino delle pulci, ricco di vita e di persone, che conoscono Chris e lo accolgono così come è. 
Sarà così la signora Sylvester, proprietaria dello stabile e affezionata a Chris, che riuscirà a aprire una breccia nella sua solitudine, offrendogli un lavoretto da fare e mettendolo in contatto con altre persone.
La storia è un lungo, profondo, intimo, tenero viaggio tra le parole che Chris rivolge a sua madre, come in una lettera, per tutta la narrazione, rendendola partecipe delle sue conquiste, delle sue difficoltà, e allo stesso tempo delle sue prese di coscienza, sulle relazioni nuove e passate che ricominciano ad abitare la vita di Chris.
La storia si popola così di numerosi e intensi personaggi, da Joe, con cui Chris comincia ad imparare a fare manutenzione nello stabile in cui vive, a Tania, collezionista di oggetti, apparentemente inutili e di poco valore, presso la quale Chris svolge dei lavori, facendo soprattutto da punto di unione con Joe, di cui diventerà la compagna; da Felix e Chloé, ex compagni di scuola del protagonista, che pur diversi, gli permettono di sperimentare un legame d'amicizia complesso e sincero che sfocerà verso Chloé in un vero e proprio amore; c'è poi Jessica, la bellissima ragazza di cui Chris all'inizio si innamora ma che vola verso il suo futuro a Hollywood, non prima di essere riuscita a liberarsi di un fidanzato pericoloso e molesto, grazie a Chris, e ancora non prima di essersi riconciliata con il padre, in fin di vita, ancora una volta grazie a Chris.
Le storie di tutti i personaggi vengono così intessute insieme, acquistano spessore, diventano la rete di legami che permette a Chris di sperimentare la propria autonomia e comprendere la forza che gli cresce attorno e dentro, permettendogli di diventare grande, anche se "in ritardo", e di custodire il dolore dell'abbandono senza farsene distruggere per trovare alla fine in sé e negli altri la fiducia necessaria ad essere ancora felice.
Una narrazione intensa, poetica, soprattutto perché narrata in prima persona, con una voce autentica e profonda, una storia che non banalizza né riduce la complessità della condizione di Chris in un'atmosfera buonista: Chris vive a pieno le sue difficoltà, ne è consapevole, a volte la sua natura non gli fa capire fino in fondo il pericolo delle situazioni nelle quali va a cacciarsi, finendo per mettersi in pericolo. A salvarlo non sono però i legami familiari di sangue, ma quelli che lui stesso con il suo autentico modo di essere riesce a costruire e far crescere, attraverso il bene condiviso, la cura e il rispetto che gli altri nutrono nei suoi confronti, grazie a e nonostante le sue difficoltà.

Quando ho finito di disegnare e scrivere tutti i nomi per benino, ho appoggiato la matita sul tavolo. Ho guardato il mio disegno e ho sorriso. Non sembravo più un bambino come nel disegno che avevi fatto sulla prima pagina. Ero diventato un adulto, adesso. Un adulto che conosceva un sacco di persone e che aveva anche la fidanzata. Si vedeva che ero diventato indipendente, anche se tu eri andata via da un anno. E comunque gli adulti non possono essere orfani, devono sapersi arrangiare anche senza i genitori. Se un giorno tornerai, mamma, spero che non ti arrabbierai quando scoprirai che ho fatto un disegno sul tuo quaderno. E spero anche che non sarai gelosa delle persone che ho disegnato. Nessuno potrà mai prendere il tuo posto, di questo sono sicuro, ma tu non sei l'unica persona che mi vuole bene, mamma, devi abituarti.

 Per voi Piccoli Lettori Crescono, buona lettura


Informazioni tecniche
Titolo: Semplice la felicità
Autore: Jean-François Sénéchal
Editore: EDT Giralangolo
Codice: EAN 978-88-5926-560-3
Formato: brossura 
Pagine: 259 pp.
Prezzo: euro 14
Età di lettura: (12+)



 



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