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SCELTI PER VOI: ALI NERE

domenica 24 marzo 2019


La verità era che intendevo guardare in faccia i prigionieri che sarebbero stati portati al cimitero. Mi illudevo che tra loro potesse esserci il soldato fascista che a Monte Pelato aveva ferito mio padre. E che, forse, per istinto, sarei riuscito a individuare il suo sguardo torvo, carico di ogni inumana ferocia. Non potevo certo immaginare che l'unico nemico che sarei riuscito a guardare in viso, invece, sarebbe stato, un ragazzo che forse si chiamava Matìas, con appena un velo di barba bionda sul viso pallido e due occhini pieni di paura.
Durango, 1937, provincia di Biscaglia, paesi baschi: in Spagna infuria la guerra civile tra le milizie di Francisco Franco e i Repubblicani che cercano di resistere al fascismo, con l'aiuto di moltissimi volontari, sopraggiunti da numerosi paesi, tra i quali anche l'Italia. 
Tommaso ha 12 anni, una vita in fuga, da chi perseguita i suoi genitori, italiani, perché contro Mussolini. Il padre e la madre, fuggiti in Francia, sono poi costretti a spostarsi in Spagna, e lì il padre, contro il volere della madre, stanco della fuga, decide di imbracciare il fucile per combattere al fianco dei Repubblicani.
Ma viene ferito, gravemente, soprattutto nell'animo, tanto che tutta la famiglia, per il periodo della sua convalescenza viene accolta da una coppia di anziani del paese.
È lì a Durango che Tommaso fa esperienza di come le situazioni spesso non sono come appaiono, o dovrebbero essere. Il romanzo si apre infatti con una prova di forza cui lui è costretto dalla banda di ragazzini del paese, guidata da Gotzon, il capo branco arrogante e violento: Tommaso deve issarsi su una roccia e avere il coraggio di assistere alla fucilazione di alcuni soldati di Franco, che i Repubblicani avevano tirato fuori dalle carceri, come gesto di rappresaglia, per aver scaricato bombe su un gruppo di ragazzi intenti a giocare nella piazza, qualche giorno prima. 
Tommaso si accorge così, sottostando alla prova, che il nemico, che lui credeva e sperava di riconoscere, come brutale, cattivo, a cui poter imputare la grave situazione del padre, ha invece lo sguardo di un ragazzo, giovanissimo e terrorizzato, dalla fine imminente che lo attende.
Sconvolto, viene salvato da una strana ragazzina, che tutti in paese guardano con sospetto, perché pensano sia una sorguin, una creatura misteriosa, dei boschi, una mezza strega o una strana fata, per via dei suoi occhi, uno diverso dall'altro, ma soprattutto della sua storia. Susa infatti vive con suo nonno, Etor Pla, che non lo è veramente, ma è colui, che venuto da chissà dove, si è preso cura di lei, da quando è stata abbandonata alla nascita. Susa non frequenta la scuola, ma sa leggere e anche molto bene, ha un amico albero, in cima alla montagna, parla con le api, e aiuta il nonno a vendere nel paese il prezioso miele delle sue api. 
È con lei che Tommaso impara a camminare lungo sentieri impervi, quelli reali che lo portano in cima a osservare il mondo da una prospettiva diversa, e quelli interiori che gli fanno sentire in profondità il dolore e la paura, che suo padre non si riprenda più, che sua madre, andata in cerca di un aiuto più efficace per il marito, possa non più tornare, che la sua vita di prima possa essere finita per sempre.
Lungo questi sentieri Tommaso ritrova anche il coraggio delle lacrime, e quello di una preghiera, ascoltata e nutrita dal rapporto con Elaja, la nonna adottiva che si prende cura di lui e di suo padre, e ritrova anche il coraggio e la forza per scegliere, grazie a Antton e Etor Pla, da che parte stare, a fianco di Susa e Argo, al fianco di chi nell'orrore della guerra civile, resta intrappolato, solo, perduto.
Quando uno degli aerei da caccia si abbassò di quota e mitragliò di nuovo la strada, il cavallo si imbizzarrì e fece di tutto per liberarsi, ma la corda glielo impedì. Vidi i proiettili che lo sfioravano e si abbattevano sullo sterrato e subito dopo, quando l'aereo ci sfrecciò davanti, anche il volto olivastro del pilota. Probabilmente era un italiano, come i piloti dei Pipistrelli che in quel momento stavano sganciando altre bombe sulla gente di Durango. Italiano come me, come mio padre, come mia madre. Quando dopo un po' l'aereo piegò di nuovo verso il basso, il cavallo tentò di sollevarsi sulle zampe posteriori, con un nitrito disperato. Fu allora che sentii qualcosa spezzarsi dentro di me. Balzai in piedi e corsi in mezzo alla strada. Come se avessi in mano il soffiavento. Come se il soffiavento mi desse il potere di far allontanare l'aereo nemico.
La storia di Tommaso è dentro la Storia più grande, una storia che ci riguarda molto intimamente, e che Alberto Melis, grande narratore dell'infanzia, scandaglia con grande maestria, tenendo insieme, senza mai cedere al didascalico, l'intimo vissuto del ragazzino e la verità nuda e dolorosa della guerra civile spagnola.
Una romanzo di grande respiro, ricco, intenso, vivido e vero, con personaggi poliedrici, soluzioni narrative che restano impresse, nelle descrizioni che vengono fuori dalle pagine, come fosse un libro pop-up, nel finale, che non svelo, ma che è epico, doloroso eppure salvifico e che sembra affermare, con rispetto e amore, la forza dirompente della giovinezza. 
Durango resta, nei primati orribili di tutte le guerre, il primo bombardamento attuato contro civili inermi, uno scempio nell'abisso che tutte le guerre portano con sé.
Da leggere e rileggere, per praticare memoria e seminare consapevolezza.


Informazioni Tecniche
Titolo: Ali Nere
Autore: Alberto Melis
Illustratore della copertina: David Pintor
Editore: Notes Edizioni
Collana: Rimbalzi
Codice: EAN 978-889-700-77-08
Formato: 21x14
Pagine: 153
Prezzo indicativo: euro 12, cartaceo
Età di lettura: (+11)



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