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SCELTI PER VOI: IL GRIDO DEL LUPO

sabato 16 febbraio 2019


Ben Tilley era steso zitto sulla riva del Mole. Era una giornata calda, immobile. Il fiume scorreva quieto poco più in basso e l'andirivieni degli insetti faceva frusciare e crepitare l'erba attorno a lui. Poco lontano si sentiva cinguettare un pettirosso, e il sole picchiava, bruciandogli la schiena e schiacciandolo nel fango secco. Se Ben non fosse stato così eccitato, avrebbe anche potuto addormentarsi. Era un giorno speciale, quello, un gran brutto giorno.
Comincia così questo maestoso libro di Melvin Burgess, già noto al pubblico degli adolescenti, per la sua capacità di rappresentare l’irriducibile presenza del Male, per come esso è, in bilico tra la soglia del reale e del possibile, dentro ciascun essere umano. Ben ha dieci anni quando nella sua ultima giornata di fanciullezza fa l’incontro con il Male: veste i panni di un uomo e lo sorprende alle spalle. Ben tiene in mano un fucile ad aria compressa, sta andando a caccia di nutrie, senza grandi esiti. E il male è il Cacciatore, un cacciatore vero.
Ben si voltò di scatto, come se gli avessero sparato. C'era un uomo dietro di lui. Un accenno di sorriso gli scavava deboli fossette nel viso flaccido. Baffetti curati sormontavano le labbra sottili, e il sudore faceva scintillare la pelle liscia del viso scialbo. Una cagnetta bianca dal muso sbilenco e le zampe storte era accucciata accanto a lui, coricata sul fianco, come fosse ferita.
Il ragazzino commette un’ingenuità, rivela al Cacciatore l’esistenza di uno sparuto branco di lupi, considerati ormai estinti in tutta l’Inghilterra. E il Cacciatore incomincia il suo sterminio.
Per tutta la vita il Cacciatore aveva ucciso animali rari ed esotici. Non gli importava che la bestia fosse pericolosa o meno, facile da cacciare oppure difficile. Non gli importava la caccia in quanto sport. Gli interessava solo che la sua preda fosse rara, e più rara era, più grande era la soddisfazione nell'ucciderla. Soprattutto gli sembrava eccitante uccidere un animale a cui nessuno aveva mai dato la caccia. 
Silver, la lupa capobranco, dai fianchi color crema e argento, e Conna il suo compagno, faranno di tutto per mettere in salvo il branco e la cucciolata, che Silver porta nel grembo, ma il Cacciatore è astuto e malvagio, e appostamento dopo appostamento, non darà scampo al branco. Silver, ferita e provata dall’inseguimento, farà appena in tempo a mettere in salvo il suo ultimo cucciolo, rifugiandosi nella rimessa della famiglia di Ben. 
La storia conduce il lettore passo dopo passo alla scoperta della vita selvaggia dei lupi, rovesciando, com’era nell’intenzione dichiarata dell’autore, i pregiudizi sulla pericolosità di questi animali, sulla paura che dovrebbero incutere, sulla natura della fiabe che lo vorrebbero aggressivo contro il genere umano.
E Burgess lo fa senza mai spingersi oltre nella personificazione del lupo, mai attribuendo loro una sensibilità umana, restano animali selvatici, eppure sono capaci di saggezza, intelligenza, cura profonda, rispetto. Un sorta di rispetto tale che impedisce loro di aggredire l’essere umano.  
Ben penserà, ancora una volta ingenuamente, quando Greycub, spinto dai ricordi dei suoi primi giorni di vita, tornerà nel fienile, dopo essere fuggito dalla prigione del Cacciatore, che potrà farne il suo migliore amico, alla stregua di un cane, solo un po’ più grande. Capirà presto che Greycub non potrà corrispondere alle sue aspettative, che la sua identità resta intatta, nonostante la frequentazione con gli esseri umani.
Sarà il Cacciatore invece, privo dell’identità del suo nome, incapace di qualsiasi moto del cuore, sensibilità, ripensamento, a rappresentare il genere malvagio per eccellenza, l’uomo. 
È una storia dura e potente, i cui protagonisti principali sono sì i lupi, ma il tema resta quello della fragilità del divenire grandi scoprendo l’esistenza del Male, nella sua irriducibile e impietosa ferocia. Il Cacciatore non avrà pietà neanche di Jenny, la sua cagnetta: quando capirà che gli sarà da intralcio per uccidere Greycub, la eliminerà con lucida freddezza. 
Ma Ben, giovane umano, e Greycub, giovane lupo, pur non potendo condividere l’esistenza l’uno accanto all’altro, faranno tesoro della loro reciproca conoscenza, non saranno trascinati nel vortice della vendetta, resteranno ciò che sono, creature meravigliose, pronte a crescere facendo tesoro di quanto la vita, nonostante la presenza del Male, riserva.
Alla fine del libro è prezioso quanto la casa editrice Equilibri ha posto per far sì che la lettura diventi generativa, di conoscenza e di altre letture, sui lupi e sull'autore.

Da leggere, per tutti. 


Informazioni tecniche
Titolo: Il grido del lupo
Autore: Melvin Burgess
Traduttrice: Angela Ragusa
Editore: Equilibri
Codice: EAN 978-88-905808-5-7
Formato: 21x14 cm
Pagine: 177
Prezzo indicativo: € 13 cartaceo

Età di Lettura: (+12)




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