Slider

BCBF 2026: Dialogo con Concita De Gregorio tra Timothée de Fombelle e Beatrice Alemagna.

lunedì 20 aprile 2026

 




Guardare il mondo, guardare gli altri. Dialogo tra Beatrice Alemagna, Timothée de Fombelle con Concita de Gregorio. L’evento organizzato da Terre di Mezzo ha unito tre persone che hanno un peso importante nel panorama autoriale e letterario, poterli ascoltare a dialogare insieme è stato un grande piacere. Per chi non avesse potuto godere di questo privilegio durante la Bologna Children’s Book Fair di quest’anno, ecco un breve racconto di questa opportunità ghiotta.


La conversazione è cominciata citando un altro evento importante che si è tenuto il 12 aprile presso il DAMSLab di Bologna, una circostanza corale intitolata “definisci bambino”, a difesa dell’infanzia, che ha portato come bandiera il libro di Beatrice Alemagna 
Che cos’è un bambino?, edito da Topipittori nel 2008. Questo albo è stato preso a manifesto da molte persone in sostegno dei bambini di Gaza, ha fatto da ponte, ha aiutato a veicolare il vero senso del parlare ai bambini, ed ha unito. L’emozione era palpabile.


Concita de Gregorio ha chiesto a Timothée de Fombelle cosa sia cambiato nei bambini di oggi, considerando che il suo Tobia ha ormai compiuto circa venti anni dalla sua prima pubblicazione, è un libro che ha catturato l’attenzione di tantissimi giovani lettori e che continua ad affascinare. Fombelle sostiene che è cambiato tantissimo il tempo utile per leggere e anche il silenzio necessario per farlo. Tutti fanno rumore, anche i genitori, l’uso dei dispositivi elettronici fin dalla tenera età non aiutano, rubano tempo. Anche Alemagna concorda che l’uso del cellulare abbia stravolto l’infanzia e sottolinea il paradosso di iperprotezione genitoriale unita alla iper-esposizione dei figli. Nell’adolescenza invece ritiene che ci si avvicini al nichilismo, che si basa su tre paradigmi: mancanza di senso, mancanza di risposte alle domande e lo svuotamento di importanza nei valori. Secondo Alemagna bisogna contrastarlo ed è necessario trasmettere l’amore per la lettura come un’eredità familiare, lei stessa ha scatenato la sua vocazione per i libri leggendo. Ma non per tutti vale lo stesso, e purtroppo accade anche l’inverso, come Concita de Gregorio accenna: i genitori possono essere grandi lettori e i figli in qualche modo ne sono saturi, i libri a disposizione non mancano ma nei figli si può creare come un rifiuto, forse pensando di dover rispondere ad aspettative troppo alte, oppure si sentono sopraffatti, in ogni caso non leggono. Anche Fombelle dice che non sempre i figli di lettori, oggi, si sentono più stimolati a leggere, magari non lo fanno per reazione. Nel suo caso, la figlia più grande è una buona lettrice, ma il suo ruolo di padre lettore non è stato quello di proporre libri, piuttosto ha creato momenti di silenzio e di tempo per leggere, come quando è rimasto per qualche mese nell’isola di Salina per scrivere il suo romanzo Vango

La questione sui ragazzi non lettori è un tema ricorrente, da anni, nei dibattiti che si svolgono in fiera, e ci si interroga un po’ ovunque, ognuno portando esperienze ed opinioni: è una discussione che per ora resta decisamente aperta.

Indubbiamente la natura, un contatto più vicino con questa, simboleggia una forma di evasione come lo è la lettura, permette di allontanarsi dalle distrazioni del rumore e dal mondo degli schermi. Alemagna, che ha scelto per le figlie una vita lontana dalla grande città, sostiene che visitare una foresta è come leggere una storia e la natura dovrebbe aiutare a ritrovare quel tempo più lento per poter leggere. Fombelle, che nella quercia ha ambientato il mondo narrativo di Tobia, ricorda come all’inizio della scrittura di quel libro volesse raccontare una storia proprio lontana dal mondo, ma presto l’albero ha cominciato ad assumere delle dinamiche vicine a quello che conosceva, quindi, adese al mondo in cui viviamo. Nella Quercia c’è una complessità che si è formata via via, con una geopolitica dell’albero, con i diversi emisferi che condizionavano le abitudini e le credenze dei vari personaggi. Alla fine, è diventato uno specchio del nostro mondo, la metafora di un mondo fragile, più si scende in basso e più le condizioni di vita sono difficili, le leggende sono diverse e le dinamiche si complicano. In ogni caso il processo creativo di Tobia gli ha liberato proprio la stessa creatività, poiché prima scriveva opere teatrali complesse, mentre con la storia nell’albero ha potuto raggiungere tantissimi giovani lettori. 


Alemagna ricorda come i libri scritti in passato continuino ad accompagnare la sua scrittura ogni giorno, c’è un po’ di loro nei progetti successivi. Sono quelli che chiama “libri gradino”, come Un Leone a Parigi, che fa parte di questa personale rosa di libri che in lei perdureranno. Concita de Gregorio cita Mon Amour, un libro che continua a regalare agli amici in varie occasioni, ma per Alemagna rientra in un’altra categoria: quella dei libri legati ad eventi, alla loro stessa esistenza. Cicciapelliccia, il libro premiato in fiera del Premio Strega Ragazze e Ragazzi per la categoria Narrazioni per Immagini, fa parte di questa categoria, le ha permesso per esempio di andare in più di venti paesi differenti. Quindi alcuni libri sono dei pilastri che restano nel tempo, altri creano legami e nuove esperienze, nuove storie.


Concita de Gregorio chiede se abbiano mai lavorato insieme e la risposta è stata “No” da entrambi, “ma sarebbe bello”. I libri possono nascere anche da incontri come questo. La conversazione prende subito una piega più diretta e Alemagna chiede a Fombelle se non gli sia mai capitato di non aver più voglia di scrivere, se non abbia mai pensato che non ha più nulla da dire. “Sì”, risponde subito Fombelle, infatti invidia l’immediatezza della creatività concreta del disegnatore e del pianista, che “fanno qualcosa”, mentre per scrivere gli serve un raccoglimento più lungo e meno istantaneo. Allora Fombelle chiede ad Alemagna se non abbia un libro da parte, che ritiene di non pubblicare perché non è ancora arrivato il momento giusto, che magari ne ha tutti gli “attrezzi”, ma il progetto fa resistenza e quindi pensa di non farcela. Alemagna risponde immediatamente che ne ha molti e ritiene che, quando questi progetti le oppongono resistenza, significa che forse non sono più interessanti, sebbene confessi che a volte ci torna sopra, comunque. 

 

A questo punto Fombelle si rivolge al pubblico che ha di fronte, guarda direttamente tutti noi, e questo scambio diventa davvero più intimo e confidenziale. Ha sentito l’urgenza di dare un consiglio a chi scrive, agli autori presenti, ha incoraggiato tutti a cercare più lontano e più in profondità, si è raccomandato di non abbandonare i propri progetti. La loro resistenza è un buon segno, perché significa che si sta andando più lontano, oltre, e può solo essere di stimolo e di crescita. Come aveva già detto poco prima, «attingere alla letteratura, avvicinarsi all’eccellenza è uno stimolo molto fecondo per catturare i lettori» e tutti ne facciamo tesoro!

L’incontro si conclude lasciando la platea coinvolta e soddisfatta, non è stata una conferenza, un dibattito, piuttosto un’apertura generosa sul mondo creativo e personale di ciascuno dei protagonisti sul palco. Un’esperienza feconda, che ha catturato tutti.

 


".
CopyRight © | Piccoli Lettori Crescono - Book Avenue KIDS