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BCBF 2026: dagli autori neofiti, agli editori alla ricerca di “Storie di lunga durata”: tre incontri tematici di esplorazione nel libro.

lunedì 20 aprile 2026


 La Fiera del Libro per bambini e ragazzi di Bologna accoglie principalmente immagini, sono queste che avvolgono fin dall’ingresso principale. Le illustrazioni sono le protagoniste di questo grande appuntamento, ma il programma degli eventi è un oceano di informazioni, di novità e di progetti. La filiera del libro comprende tante figure professionali e nel complesso fieristico ci sono spazi appositamente dedicati. Molti sono i visitatori abituali, provenienti da tutto il mondo, ma tra questi ci sono anche quelli che si affacciano al mondo dell’editoria da neofiti, magari con un senso di vertigine. La BCBF accoglie proprio tutti, anche chi in questo mondo desidera impegnarsi per la prima volta in modo serio. Far parte dei complessi ingranaggi che muovono questo mondo può apparire un miraggio, sotto la meraviglia che elargisce c’è molto impegno e studio, continui, ma per chi avverte la scintilla indomabile della creatività compressa nel cassetto dove le storie spingono per uscire, questo è il posto giusto per alimentarla. Gli illustratori hanno l’opportunità di presentare il loro portfolio a maestri indiscussi dell’arte illustrativa, possono seguire master interessantissimi, si può crescere molto. I traduttori hanno altre opportunità di confronto e crescita, di scambio e di visibilità, il loro è un lavoro prezioso, chi gestisce i diritti d’autore vive la frenesia della caccia all’investimento, per far girare oltre i propri confini alcuni dei progetti più allettanti, e così via. Chi si occupa delle biblioteche, chi di librerie, chi insegna, tutti trovano degli spazi dedicati e soprattutto entrano in una rete specializzata a cui connettersi. È una piazza in cui ogni angolo vibra di potenzialità. Anche l’aspirante autore, con i suoi progetti bozzolo, trova un suo spazio dedicato, come il Writers Lab.  Vi racconto come la fiera spazi dal “germe” del libro fino al suo “bosco”, fatto di libri che hanno storie di lunga permanenza nei cataloghi. 

Il primo incontro è davvero il punto di partenza per chi si affaccia a questo mondo con intenti autoriali, tra questi c’erano anche addetti ai lavori, ma con competenze diverse, come bibliotecari/e e illustratrici/illustratori. Fondazione Bottega Finzioni, scuola bolognese di scrittura a largo spettro, ha programmato un incontro ad hoc condotto da Antonello Grassi dal titolo Lo sai cos’è una storia? Ti sei mai chiesto perché e come funzionano? 
Il pubblico era variegato, c’erano anche persone di altri paesi. Il docente ha introdotto i fondamenti di drammaturgia, magari già noti ai più, ma il suo sguardo ha portato il pubblico ad andare oltre i modelli da manuale, che sono mezzi progettati per avere una coerenza, ma la loro è un’operazione molto vicina alle competenze di chatgpt, quello che conta è saper raccontare una storia credibile e interessante, dopodiché si possono applicare gli specifici skills e tutti i dispositivi narrativi. Questo processo si impara leggendo, studiando i libri che ci sono piaciuti, o con dei manuali davvero validi, oppure più concretamente con delle scuole di scrittura come Bottega Finzioni. Il docente ha toccato i punti principali della progettazione di una buona storia: le fasi imprescindibili, gli aspetti essenziali di un protagonista credibile, la struttura mai rigida, ma coerente, e altre nozioni fondamentali. 
Le metafore utilizzate da Antonello Grassi sono state divertenti, immediate, anche quelle sulle strategie per arginare errori grossolani o per affinare il percorso, per evitare i “blocchi dello scrittore”. Facendo l’esempio di Cappuccetto Rosso, ha sottolineato come, dal punto di vista narrativo, ci siano alcune scene non sono essenziali, ma che sono state scritte con tale maestria che restano fissate nella memoria del lettore. Viene da sé che il grande autore fa la differenza sul punto degli archetipi. A quello si deve aspirare. L’esposizione ha toccato i fondamenti della scrittura drammaturgica con efficacia ed ironia, è stata un chiaro incoraggiamento a scrivere con buona competenza, l’unica promessa che può appagare l’utente finale: il lettore.

Nello stesso spazio, come a seguire, l’editore Mauro Morellini si è rivolto a un pubblico meno informato, spiegando anche attraverso la sua esperienza le fasi di passaggio dal progetto alla pubblicazione. Questo processo chiama a sé tutte le figure che si muovono in fiera, i vari professionisti del settore, dall’editore al distributore, a seguire c’è l’approdo nelle librerie. Il titolo dell’incontro era Dalla scrittura alla pubblicazione: il viaggio del libro.

Morellini ha posto l’accento sulla sua funzione maieutica, l’editore approfondisce la potenzialità di ogni progetto proposto, poiché sente forte la responsabilità sul contenuto che decide di veicolare, sia per quanto riguarda la loro linea editoriale di informazioni manualistiche che per i romanzi. Sono stati presentati anche i vari modi di fruizione che l’editore può utilizzare, oltre al libro cartaceo, come l’audiolibro, l’E-book, il podcast. L’editore fa anche attività di scouting, quello che gli interessa è un contenuto qualificato, originale e che manchi nel mercato. 

In fiera si possono cogliere innumerevoli offerte di approfondimento, ci sono stati incontri focalizzati anche sul self publishing, sdoganato da qualche anno, tanto per citare la varietà delle offerte di informazioni divulgate da esperti di ogni settore. Il filo rosso è sempre intessuto intorno alla storia.

Tra le tante occasioni di confronti e di nuove imprese editoriali, c’è un fermento prezioso, molto interessante, che riguarda l’Associazione ADEI – Associazione degli Editori Indipendenti. Libri per sempre. Storie di lunga durata nei cataloghi ADEI

L’introduzione di Della Passarelli, presidente Adei e di Sinnos Edizioni, ha acceso l’attenzione sul progetto nato per una intuizione partita dal gruppo editoriale di Equilibri e che ora coinvolge molti editori italiani; ha l’intento di costruire una bibliografia dei libri che hanno dimostrato nel tempo di restare presenti nei cataloghi e quindi nelle scelte dei lettori. Questo “elenco” si pone l’obiettivo di offrire opere capaci di parlare ai giovani di oggi come è accaduto alle generazioni precedenti, in modo che, da questo strumento, i docenti, gli educatori e i bibliotecari possano attingere a testi di qualità. Gabriela Zucchini e Cristina Busani di Equilibri hanno portato esempi concreti, ma hanno tenuto anche a spiegare agli editori presenti in sala che il modulo da compilare a loro inviato per proporre almeno tre opere dei loro cataloghi, che a primo impatto è risultato molto complesso, è solo un primo e necessario tentativo di dare all’impresa titanica di selezione un approccio il più possibile scientifico, serve per impostare una prima scrematura ed è un delicato studio delle proposte. Il compito che si sono posti è difficile e complesso, le valutazioni richiedono tempo. Anche al Salone del Libro di Torino ci sarà occasione di approfondire questo lavoro, e dopo l’estate, approssimativamente a settembre, dovrebbe essere disponibile una prima bibliografia di “libri per sempre”. Le candidature dei titoli scelti dagli editori dal proprio catalogo devono essere fatte con certi criteri e ci si aspetta che ogni opera abbia almeno cinque anni di vita in catalogo, comprese le ristampe, anche quelle nel paese di origine se straniero. 

Partendo dal presupposto che ogni bibliografia è soggettiva, nel lavoro di squadra si cerca di stemperare i punti di vista: diciamo che si tratta di un punto di partenza. Come viene valutata l’età del libro? L’età editoriale di un libro, se straniero, parte dal paese di origine, poi ha la versione tradotta e contano anche le eventuali ristampe. Un’opera che è stata pubblicata venti anni prima, ma che ha una successiva sparizione dai cataloghi, e ricompare con una ristampa a tanta distanza di tempo, non può rientrare in questi parametri di scelta. Ci sono libri bellissimi che per rispettare questa griglia non rientrano in questo genere di bibliografia, che è appunto specifica nella “durata nel tempo”. I bei libri restano validissimi, ma questo è un catalogo che risponde a parametri diversi. La domanda “Lionni, è un classico o un libro a lunga durata?” pone solo uno dei dilemmi di valutazione. 

Diventa molto difficile falcidiare libri amati dagli editori, questa operazione però è una grande riflessione del settore sulla letteratura giovanile. Emerge la bibliodiversità nella produzione editoriale. Tra i libri da selezionare ci sono quelli definiti “cuscinetto”: sono quelli che magari potranno rientrare nei criteri fissati, ma sono troppo recenti e hanno la necessità di altro tempo per poterlo fare. Insomma, occorre dotarsi di principi scientifici, ma la materia trattata è molto particolare, è un’operazione di cuore e di responsabilità verso gli altri editori. L’idea del cuscinetto serve a questo, a creare una nursery per vedere come procede il cammino imboccato da un bel libro “giovane”, per non escludere la validità di un buon progetto. Non entro nel merito dei criteri tecnici, illustrati via via, anche perché il progetto prenderà una più ampia estensione, ma a tutti è chiaro che occorrerà pazienza e tempo. È stato più volte sottolineato che si tratta di una scelta sofferta, di un lavoro lontano dall’arroganza e che guarda la durata e non la bellezza di un libro, quindi non c’è alcun giudizio. Sono state mostrate slide con parametri, il modulo inviato agli editori, e sono state spiegate alcune delle considerazioni elaborate citando qualche libro, per far comprendere meglio la valutazione fatta, ad esempio con Cornabicorna edito da Babalibri, di Bertrand Pierre, Magali Bonniol, tradotto da Federica Rocca e A che pensi? edito da Orecchio Acerbo, di Laurent Moreau, traduzione di Paolo Cesari. Senza entrare nelle qualità indiscussa dei due libri, al loro successo sul pubblico di lettori, hanno contato nella valutazione anche le loro tante ristampe. La fiera olia ogni ingranaggio che muove il mondo del libro: dal progetto alla potenzialità di realizzazione, dalla diffusione alle importanti premiazioni. Si parla di talenti e professionalità che qui vengono riconosciuti, è per questo motivo che la Bologna Children’s Book Fair resta un appuntamento così importante.



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