Piccolo Robot è abituato ad aiutare gli altri, sa fare tante cose, soprattutto sa risolvere i problemi, ma stavolta ne ha uno lui e non è capace a cavarsela da solo: ha perso una vite, per giunta la sua preferita. Senza questo piccolo suo componente si sente un po’ perduto, sicuramente è molto triste.
Abituato a cercare soluzioni, si decide a chiedere aiuto ai suoi amici, tutti animali disponibili, ma non efficaci. Lo aiutano, uno dopo l’altro, a cercare la vite scomparsa, che purtroppo non si fa trovare. Tutti i personaggi che il protagonista incontra avrebbero un rimedio consolatorio da offrire, ma ogni volta si rivela inadatto a un robot, o perlomeno sono tutti convinti così, sono cose che un robot non fa, alcune sono addirittura pericolose, come fare i tuffi.
Piccolo Robot si ritrova triste e lo assale anche un gran senso di solitudine, nonostante tutti abbiano provato ad aiutarlo. Fortunatamente arriva Castoro, che ha un’abilità manuale in più rispetto agli altri amici animali. La ricerca della vite perduta diventa un piccolo viaggio di scoperta delle emozioni, dell’amicizia, dell’ascolto.
Avere bisogno di aiuto è una situazione insolita per il protagonista, la solidarietà c’è, e non è davvero solo come pensa di essere. Certo, nessuno gli ha risolto il problema, ma ogni amico ha fatto il proprio tentativo, sia per trovare la vite, che per cercare di tirargli su il morale. L’incontro con Castoro va più in profondità. Con lui comprende quanto siano stati importanti i gesti e i pensieri di ogni amico incontrato: erano tutti gesti di affetto, sebbene troppo cauti in considerazione del suo stato di robot, che è così diverso da loro.
Il finale è una svolta molto significativa nel percorso del protagonista, c’è molta tenerezza in tutta la storia e nelle ultime pagine diventa avvolgente, come un vero abbraccio. Ma… sarà riuscito Castoro a risolvere il problema della vite?
Le illustrazioni hanno una narrazione parallela che pone uno stacco tra le scene molto dettagliate, della realtà dei fatti, e quelle dei pensieri, con tratti più semplici, che mostrano la felicità “potenziale”, e continuano a narrare le emozioni.
Le atmosfere sono particolarmente calde, il gioco di luci e ombre crea situazioni intime, anche divertenti, ma sempre con qualche connotazione poetica che ispira tenerezza.
La felicità alla fine è una cosa semplice, e anche chiedere aiuto è un primo passo; infatti, Piccolo Robot ne ha fatti molti, partendo dalla tristezza fino ad essere proprio felice.
Un piccolo libro da maneggiare facilmente, grazie alle sue dimensioni, che narra una storia molto delicata sulla sensibilità e l’amicizia, sul rapporto tra sé stessi e gli altri.
Che il 2026 possa essere un anno altrettanto delicato e gentile.
Buona lettura!
Informazioni tecniche
Titolo: Cosa è successo Piccolo Robot?
Autore: Przemek Wechterowicz
Illustratrice: Emilia Dziubak
Traduttrice dal polacco: Aneta Kobylanska
Editore: Sinnos Edizioni
Codice: EAN 978-8876096181
Formato: 21x 21 cm. Brossura. Copertina rigida.
Pagine: 36
Prezzo indicativo: € 14,00
Età di Lettura: dai 3 anni
