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SCELTI PER VOI: TOPO UCCELLO SERPENTE LUPO

venerdì 18 ottobre 2019

Questa che vi propongo è una storia per sempre. 
E come tutte le storie per sempre comincia così:
Tanto tempo fa, molto molto lontano, in un mondo simile a questo dove la gente era simile a noi, vivevano tre ragazzini: Harry, Ben e Sue. Ben veniva chiamato Piccolo Ben, perché era davvero tanto piccino.
Il narratore esterno, quel noi che appartiene ancora all'al di qua, inizia a raccontare, come l'ultimo di coloro che hanno forse potuto assistere a quel mondo altro, fatto di meraviglie, di un universo pieno di cose stupende e di creazioni strabilianti.
Eppure questo mondo così straordinario, fin dalle prime illustrazioni, affidate al genio di Dave McKean, sembra avere delle crepe, degli spazi di vuoto, che i ragazzi protagonisti cominciano a esplorare, avvertendone tutta la mancanza, il fascino e allo stesso tempo le potenzialità.
Le divinità creatrici intanto se ne stanno languidamente appollaiate grigie sopra nuvole sbiadite a compiacersi ciascuna per sé e nei confronti degli altri della proprie creazioni. Esseri sovrannaturali dai tratti molti umani, hanno perso interesse a quel vuoto, che ostinato fa ancora capolino sotto di loro, mentre loro sono pieni, di compiacimento, di soddisfazione, di orgoglio. 
Sarà il Piccolo Ben a porre la domanda che innesca la storia:
"Perché ci sono così tanti buchi e spazi vuoti in questo mondo?" Gli dei non risposero. "Ha bisogno di più cose!" disse. Continuarono a non rispondergli. Il Piccolo Ben sospirò. "Avete mai guardato dentro uno spazio vuoto?" chiese agli amici. "Certo." risposero. "Qualche volta," continuò il Piccolo Ben "quando si guarda dentro uno spazio vuoto, ci si può vedere qualcosa".
Ed è così che il Piccolo Ben riesce a vedere nelle crepe di quel mondo apparentemente perfetto, la forma di un topo. Nessuno sa ancora cosa sia ma Ben, scrutando a fondo nella sua mente, riesce a pensarlo, a vederlo e quindi a crearlo, mettendo insieme elementi apparentemente insignificanti, un po' di lana, alcuni petali e qualche noce. Manca solo la vita a quella piccola forma, e sotto lo sguardo di derisione degli amici più grandi, Sue e Harry, Ben gli parla, come fosse vero e fino a diventare vero, tanto che il topolino all'improvviso zampetta via, nuova creatura di quello strano mondo.
Gli dei intanto riposano, senza accorgersi di nulla. 
I ragazzi si lasciano prendere la mano, anche Sue vuole provare, anche Harry. Creano un uccello, e un serpente, che per poco non li aggredisce. E lo fanno sempre nello stesso modo, mettendo insieme, elementi preesistenti e dando vita con la parola che crea: movimento, energia, identità.
Presto il gioco della creazione sfugge di mano a Sue e Harry, diventa pericoloso, nei loro pensieri incomincia a muoversi la forma di un animale che da sempre abita il lato oscuro della psiche, il lato selvaggio, irriducibile alla domesticazione, quella di un lupo. E una volta che il lupo ha preso vita divora i ragazzi che l'hanno creato. 
Sarà ancora una volta Ben, il Piccolo Ben, rimasto al sicuro e in disparte, a trovare la forza e il coraggio di disfare, a forza di parole urlate, la creatura misteriosa, che giace addormentata e con la pancia piena.
Una storia in cui elementi mitologici, fiabeschi, metaforici, simbolici si fondono per raccontarci della profonda natura creativa delle parole e del pensiero, dell'energia vitale che ne scaturisce e sa trasformare, in una metamorfosi onirica, elementi inanimati in pericolose bestie selvagge che rischiano di distruggere gli stessi creatori. Mentre gli dei, proiezioni senza colore dell'Io, sbiadiscono nell'incapacità di saper ascoltare, impossibilitati dal loro inutile sonno a sentire ancora negli spazi vuoti l'eco di una promessa, una promessa di meraviglia, ancora possibile nella creazione. 
Una metafora sulla natura profonda e selvaggia dell'immaginazione, che è capace di creare da piccoli elementi reali, potenti e indomabili figure nel profondo della propria anima. Ma sarà quella stessa immaginazione, usata dal Piccolo Ben, che fiuta il pericolo e sente il legame con i suoi amici più solido e vero, delle creature che l'immaginazione ha prodotto nelle loro teste, a salvare gli stessi amici finiti nella pancia del lupo.
David Almond, uno dei più grandi autori per ragazzi vivente, non è nuovo all'esplorazione di quella sottile linea oscura che segna il confine tra infanzia e adolescenza, e nella quale, come accade in questa storia, si aprono spazi di vuoto, in cui spesso brilla, pericolosa, l'Oscurità. I ragazzi ne sono affascinati, ammaliati, attratti, non sempre sanno resistergli, perché venire a patti con l'Oscuro, vincere la paura, è il segno di un'iniziazione al mondo adulto.  Il Piccolo Ben invece abita ancora la casa dell'infanzia e sa fare della paura l'alleato fedele contro i pericoli, anche quelli che si possono annidarsi dentro di noi. È forse per questa ragione che sarà lui a riportare indietro i suoi amici più grandi?
Le illustrazioni, nel segno inconfondibile del suo autore, restituiscono alla storia tutta l'alterità potente dell'immaginifico, con i volti che nei gridi votati a creare quasi si deformano, o in quell'uso così perfetto dei colori, assenti o pregnanti a seconda delle situazioni.
Una storia scovata per caso in una piccola libreria sperduta tra le montagne, da leggere, soprattutto con i bambini, per avvertire nei loro occhi sgranati quale sia il potere di questa storia, di molte  storie, ben fatte. 


Per voi Piccoli Lettori Crescono



Informazioni Tecniche
Titolo: Topo Uccello Serpente Lupo
Autore: D. Almond
Illustratore: D. McKean
Traduttore: E. Finocchiaro
Editore: Edizioni BD
Collana: Fumetti
Pagine: 80
Formato: illustrato, cartonato con sopraccoperta, 21,5x17,5
Età di lettura: (+12)
Prezzo indicativo: euro 12
Codice EAN: 978-88-6634-882-5








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