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SCELTI PER VOI: La bambina che andava a pile

martedì 26 giugno 2018


Odio il buio. Uno schermo nero fra me e il mondo. 
Ho due voci: mani e bocca. Qual è la più forte?



Tanti bambini odiano il buio e come loro anche Monìc, ma per ragioni diverse dai suoi coetanei. Per lei il buio non nasconde mostri, ma i suoni del mondo e la parole degli altri. Questo capita perché Monìc è sorda e per molti aspetti “ascolta” con gli occhi, inseguendo le parole “ballerine” che spuntano sulle labbra degli altri o fra le mani di chi conosce la LIS, la Lingua Italiana dei Segni. 

Monìc altri non è che Monica Taini, l’autrice di La bambina che andava a pile. Le pile sono quelle dell’impianto acustico cocleare, che la stessa Monica utilizza da quando aveva dieci anni, dopo che le fu diagnosticata una sordità profonda. Illustratrice laureata all'Accademia di Belle Arti di Venezia, ha tradotto in profonde immagini in bianco e nero e in un testo poetico e incisivo la sua esperienza di ragazzina sorda, regalando ai lettori un punto di vista inedito e ironico sulla sua diversità.

In coda al racconto illustrato si trova anche un glossario intelligente e spassoso, completato da alcune vignette, che approfondisce molti aspetti della cultura sorda: dalla difficoltà di leggere le labbra a persone con bocche nascoste o fuori standard (i clown, le attrici col botulino, ma anche i baffuti Hercule Poirot e il nonno di Heidi!), alla noia di andare a un concerto e non capirci niente, fino al fatto che ai sordi non piace dire bugie e quindi dicono sempre le cose come stanno, anche all’amico o all’amica che è visibilmente ingrassato!

Oltre ad essere una piacevole lettura per tutti, il racconto e il glossario possono rappresentare un ottimo spunto di partenza per parlare di diversità di percezione e punti di vista in classe, a prescindere o meno dalla presenza di alunni sordi. È sempre prezioso ascoltare le parole di qualcuno che ha vissuto e vive esperienze inedite per la maggior parte degli altri, e quindi capaci di scardinare alcuni luoghi comuni. A cominciare dal pregiudizio che i sordi siano anche muti, mentre a loro piace parlare, e molto: magari anche in classe utilizzando il linguaggio dei segni, senza farsi notare dalla maestra, aggiungo io!

Con questo titolo la casa editrice Uovonero prosegue nel solco di una linea editoriale incentrata sull’inclusività e sul motto che leggere è un diritto di tutti, così come avere storie che ci rappresentino, chiunque noi siamo.

Potete sfogliare un'anteprima del libro qui.

Titolo: La bambina che andava a pile
Autore: Monica Taini
Editore: Uovonero
ISBN: 9788896918616
Pagine: 40
Prezzo: 13,50 €
Data di uscita: aprile 2018
Età: 5-10 anni

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