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INTERVISTA A: DUNJA JOGAN - UNO SGUARDO ALLA LETTERATURA DELL'EST

mercoledì 4 ottobre 2017


Trieste~ SLOFEST.
Dalla nostra inviata Cristina Marsi.

In questi giorni, in pieno centro storico, dietro la grande piazza che guarda il mare di Trieste, si è appena conclusa una mostra di illustrazione dedicata ai creativi che ogni mese illustrano le pagine di una popolare rivista slovena per bambini, Galeb. Abbiamo colto l’occasione per intervistarne alcuni.
Una di queste illustratrici è Dunja Jogan, che prima di tornare nella sua città ha trascorso diversi anni a Roma.

Allora cominciamo subito col chiederle come mai ha lasciato la capitale per tornare in questo nostro appartato e un po’ dimenticato territorio del Nord Est, e che rapporto ha con la multiculturalità triestina. Secondo te, intraprendere una carriera artistica qui, è penalizzante oppure si viene stimolati dall’atmosfera di una città particolare come Trieste?

Mi sono trasferita a Roma, perché dopo gli studi di grafica e illustrazione ad Urbino, avevo il desiderio di fare esperienza in una grande città. E così è stato, ho lavorato per 8 anni all’interno di agenzie grafiche e pubblicitarie, a fianco di colleghi talentuosi che venivano un po’ da vari angoli d’Europa. Ho imparato moltissimo da loro e dai clienti per cui ho lavorato e disegnato (Wind, Trenitalia, Bertolli, Nastro Azzurro, Molinari e tanti altri)…Era un periodo molto impegnativo, lavoravo molto e sentii il bisogno di condividere le mie esperienze con qualcuno… fu così che in vacanza conobbi il mio compagno, un triestino sloveno (come me) e decisi di tornare a Trieste. Non sapevo cosa avrei trovato, ero un po’ spaventata, tornavo dopo 15 anni. In realtà Trieste mi ha accolto bene, mi sono messa in proprio dopo qualche anno e ho trovato una dimensione più intima, più a portata di una persona un po’ timida come me. Trieste poi confina con la Slovenia, ha varie anime, e quindi ho curiosato oltre confine, illustrando per alcune case editrici slovene e la Rete ha fatto il resto, collegandomi anche con la Svizzera e l’Inghilterra.

Tu nasci come grafica e designer, ci racconti quando e come ti sei appassionata all’illustrazione? Cosa è scattato dentro di te per decidere di dedicarti ai libri per ragazzi?

Ho sempre disegnato, da quando ero piccola. Essendo timida mi esprimevo attraverso l’arte. Leggevo volentieri, ma ancora di più amavo le favole che mi raccontavano i miei genitori… Inventavo storie, le disegnavo per evadere un po’ dalla realtà, quindi avevo sempre il desiderio di illustrare storie per bambini, ma forse non ne avevo completamente il coraggio. Ho cercato di illustrare facendo il mio lavoro di grafica, ma il tempo a disposizione non era abbastanza. Così una volta tornata a Trieste, mi sono licenziata da dove lavoravo e ho iniziato a illustrare full time. In realtà affianco ancora a questo lavoro la grafica, ma l’illustrazione è preponderante, in tutte le forme. Tengo anche laboratori per bambini, e questo mi dà moltissime soddisfazioni.

Come ti ispiri o cosa ti ispira? Qual è il carburante che ti fa partire?

In primo luogo il testo è molto importante, da lì parto, poi mi ispirano moltissimo la natura e l’arte, ma anche la vita reale. Quest’anno ho scritto il mio primo albo (Srečkov kovček- La valigia di Felix, pubblicato in Slovenia) che ho anche illustrato, ed era ispirato in parte alla vita reale.

Che tipo di storie preferisci illustrare? Hai dei colori, delle tecniche preferite? Qual è stato il primo libro per ragazzi che hai illustrato? E l’ultimo?
Mi piacciono molto le storie un po’ meditative- riflessive, poetiche, che hanno a che fare con la natura (il vento, la pioggia, il mare, la luce), anche gli animali mi piacciono molto. Ultimamente ho illustrato anche storie ironiche con orchi e mostri ed è stato molto divertente. Quindi benvenuta anche l’ironia, mistero e sorpresa. Il colore preferito è l’azzurro, per la sua leggerezza, senso di libertà. La tecnica che uso è mista. Il primo libro era molto piccolo, bilingue, l’ultimo è Srečkov kovček- La valigia di Felix che ho anche scritto.


Gli ultimi libri scritti e illustrati da Dunja.




Un’ultima domanda che non è una domanda, ma uno spazio vuoto da riempire con ciò che vorresti dire e ancora non hai detto nelle risposte precedenti. Qualsiasi pensiero, riflessione o considerazione tu voglia condividere con chi leggerà questa intervista.

Disegnare libri per bambini per me e come nuotare nel mare immenso, più nuoti e più scopri mondi sommersi, meraviglie, ma c’è anche la corrente che ogni tanto ti sbanda e allora devi nuotare più forte per arrivare dove vuoi. Ma la cosa più bella è godersi il paesaggio …

I bambini in questo mi insegnano molto, con il loro entusiasmo nell’ascoltare storie e imparare cose nuove, scoprire mondi sommersi…






Grazie Dunja, ti auguriamo tutto il bene e il bello che la vita può dare.
E non vediamo l’ora di vedere i tuoi prossimi libri!

Per Piccoli Lettori Crescono






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