Il libro di cui vi parlo, pur nell'esiguità del testo, si tratta per l'appunto di un manifesto, offre la possibilità di uno sguardo non solo attento ma divergente. Come osserva infatti Valentina De Pasca, traduttrice e curatrice del volume, André Stern non solo ci guida alla fiducia nelle modalità proprie di apprendimento dei bambini, ma guarda all'infanzia come a una condizione non strettamente osservabile solo da un punto di vista cronologico. Il che vuol dire non pensare all'infanzia solo in termini evoluzionistici.
Figlio di Arno Stern, studioso e trovatore, come amava definirsi, che ha dedicato l'intera vita ai segni e alle tracce lasciate dai bambini sulle pareti dei suoi Closlieu, André Stern eredita come figlio non solo genetico, ma anche del metodo messo a punto dal padre, gli strumenti e il pensiero legato all'apprendimento attraverso il gioco.
L'elemento di novità che introduce André Stern non è tanto legato alla sperimentazione dell'atto creativo come occasione di apprendimento, ma il fatto, comprovato scientificamente, che la profondità dell'apprendimento è strettamente legata all'entusiasmo con il quale ciascuno impara.
Si tratta di qualcosa di primordiale che apporta un elemento significativo alla nostra comprensione dell'apprendimento: il cervello sviluppa maggiormente le aree che usiamo con entusiasmo!
Gli scienziati hanno analizzato tale processo, tanto semplice quanto evidente: l'entusiasmo agisce da fertilizzante. Quando ci entusiasmiamo il nostro cervello si sviluppa in maniera rapida e spontanea.
La domanda che segue a questa intuizione, comprovata dalla scienza, è cosa succederebbe se lasciassimo un bambino apprendere sempre nel suo stato di entusiasmo. Intanto, dice Stern, scopriremmo che dentro ogni bambino c'è un potenziale genio, non nel senso performativo che la nostra società ostinatamente e ostentatamente vorrebbe, ma più come un daimon dell'antica tradizione dei Greci, concetto assai ben rielaborato da James Hillmann.
Apprendere con entusiasmo significa giocare, sostiene Stern. Ma nella nostra deriva utilitaristica abbiamo finito per relegare il gioco a uno svago, non a un modalità attraverso la quale i bambini apprendono.
Un'altro passaggio che mi sembra molto interessante è questo:
Molti temono che rispettare la natura del bambino lo porti a diventare un tiranno e dunque a trasformare i genitori in schiavi delle sue volontà. Ma questo assunto muove dalla convinzione che il bambino viene al mondo con un'indole tirannica, pigra, furba, e che sia compito degli adulti indirizzarlo sulla strada giusta.
La scienza ha però recentemente dimostrato l'opposto: il bambino non conosce che unione, benevolenza, solidarietà. Dal momento della divisione della prima cellula fino a sei mesi, egli non sopravviverebbe senza la vicinanza, l'aiuto, la protezione e il sostegno della madre. Questa è la sua prima e unica esperienza. È dunque nostra nuova responsabilità quella di essere una presenza affidabile per gli anni a venire assicurando al bambino, in qualità di figure di riferimento primarie, il prolungamento di questa esperienza primigenia.
Il bambino cioè comprende assai bene il valore della cooperazione quando cresce in un ambiente nel quale questa modalità di relazione è messa in atto senza esercizio del potere.
Continuando con esempi concreti il libro costituisce un invito a riconsiderare il modo in cui ci rapportiamo ai bambini, il modo in cui chiediamo loro di imparare.
E un invito anche a conoscere il grande lavoro che Arno Stern, padre di André, ha realizzato con i bambini e per i bambini nella sua lunghissima e generosa vita.
Per voi, Piccoli Lettori Crescono
INFORMAZIONI TECNICHE
TITOLO: Seminatori di entusiasmo. Manifesto per un'ecologia dell'infanzia.
AUTORE: André Stern
TRADUTTRICE: Valentina de Pasca
EDITORE: AnimaMundi
COLLANA: piccole gigantesche cose
FORMATO: brossura, pagg. 64
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026
CODICE EAN: 9791280837905
ETÀ DI LETTURA: adulti
PREZZO INDICATIVO: 10 euro
